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    Trapani, agente della Polizia Penitenziaria aggredito in carcere: 10 giorni di prognosi
    Redazione8 Ottobre 2026 - Cronaca
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    Trapani – Nuova aggressione ai danni di un agente della Polizia Penitenziaria all’interno della Casa Circondariale Pietro Cerulli  di Trapani. Nelle scorse ore, un appartenente al Corpo è stato aggredito nel corso del servizio e, a seguito delle lesioni riportate, è stato accompagnato in ospedale. Per lui i sanitari hanno disposto una prognosi di 10 giorni, l’agente ha subito una frattura al naso.

    A esprimere solidarietà e vicinanza al collega è il SINAPPE, che torna a richiamare l’attenzione sulle condizioni di sicurezza del personale impegnato quotidianamente negli istituti penitenziari.

    A intervenire è il vicesegretario regionale del SINAPPE Sicilia, Rocco Parrinello, secondo il quale episodi di questo tipo rendono necessario continuare a lavorare sul rafforzamento degli organici e sulla disponibilità di strumenti adeguati per gli agenti.

    «Di fronte a episodi come quello accaduto oggi, non possiamo limitarci a registrare l’ennesima aggressione», afferma Parrinello, sottolineando la necessità di garantire al personale «organici adeguati e strumenti idonei a consentire agli agenti di operare nelle migliori condizioni possibili».

    Sul fronte degli organici, il sindacato evidenzia l’imminente arrivo in Sicilia di 201 nuovi agenti di Polizia Penitenziaria. Un incremento che, secondo il SINAPPE, rappresenta un passo avanti rispetto alle precedenti assegnazioni, ma che non dovrebbe essere considerato un punto di arrivo.

    «Il SINAPPE ha costantemente posto al centro dell’attenzione la necessità di rafforzare gli organici degli istituti dell’Isola e continuerà a farlo affinché si possa arrivare a una copertura effettiva delle dotazioni organiche previste», aggiunge Parrinello.

    Per il sindacato, oltre al rafforzamento del personale, occorre proseguire con una programmazione delle risorse e garantire agli operatori adeguati strumenti di protezione e di intervento.

    «Chi lavora quotidianamente nelle sezioni detentive deve poter svolgere il proprio compito con maggiore sicurezza e senza essere lasciato solo di fronte a situazioni di particolare rischio», conclude il vicesegretario regionale del SINAPPE Sicilia.

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