Cronaca
Trapani – “Guardi queste due foto – dice uno degli agenti che ha seguito le indagini e partecipato al blitz di giovedì notte – una ritrae la piazzetta di Cappuccinelli come era fino alla sera di giovedi, una sorta di Ccr, abusivo, mezzi, ammassati, cumuli ferrosi, una discarica, l’altra come si presenta da ieri pomeriggio, libera, pulita, uno spiazzo aperto per la comunità. Indagini a parte – continua – che avranno il loro svolgersi, siamo felici come Polizia Locale già solo per questo, e sono certo che lo sia anche la comunità”.
La gente del posto mal sopportava ma nessuno osava protestare, poi c’era chi pensava che non facevano alcun male, anzi garantivano un servizio, di quelli che nemmeno paghi, con tanto di annunci gridati via social. Salvo poi scoprire ieri che in mezzo ai rifiuti c’erano pericolose bombole , la tragedia scampata per un pelo. Un traffico illecito di rifiuti tra Trapani e Marsala, una piazza del rione Cappuccinelli trasformata in proprietà privata da parte di due soggetti che gestivano l’area, in mezzo agli edifici popolari, dove venivano raccolti materiali da discarica di ogni tipo, con perniciosa cura si gestivano i metalli di ogni genere, con tanto di bilance e arnesi. A disposizione dei due una rete di fornitori che con servizio a domicilio prelevavano materiali da buttare via, interpellati da chi aveva precisi interessi: saltare tempi e procedure, dettati dal regolamento comunale, risparmiando tempo e denaro, senza curarsi dei danni che si sarebbero causati all’ambiente.
Perché chi si rivolgeva a questa pattuglia di raccoglitori di ferro vecchio e altro, sapeva benissimo che quel materiale non sarebbe certo finito in impianti autorizzati. E’ l’altra faccia di una città che da sempre è cresciuta intendendo, malamente, l’illegalità il sistema legale, con l’adagio di dire tanto non sono io a commettere il reato, ma sorvolando sul tema della complicità che non è sempre solo quella sancita dal codice penale. Una indagine condotta dalla Polizia Locale, comandata da Ignazio Bacile. A dare supporto e non da ieri, la Squadra Mobile, con la dirigente Silvia Cascino.
Il blitz ieri notte ha svegliato il rione e soprattutto i due presunti capi di questa organizzazione, Daniele Galia e Alberto Cafarelli. Sono indagati per traffico illecito di rifiuti. Galia anche di furto. Tante scoperte interessanti. Per esempio sarebbe Galia responsabile del furto avvenuto nel febbraio 2025 nell’ex area del mercato ittico di via Cristoforo Colombo: i banconi in alluminio presi e portati via, merce buonissima per essere venduta. Contro Galia e Cafarelli nessuna nessuna misura cautelare, così come per altri 18 indagati per il reato di gestione illecita di rifiuti.
Per competenza rispetto al reato, a coordinare le indagini è la Procura distrettuale di Palermo. Decine le perquisizioni e i sequestri disposti dal gip del Tribunale di Palermo Claudia Rosini su richiesta del pm Vincenzo Amico. Una indagine inizialmente cominciata nel gennaio 2025, ben cinque le informative firmate dagli investigatori della Polizia Locale.
A Cappuccinelli sono in corso incessanti lavori di recupero edilizio, e quella piazza stranamente restava inviolata. Nessuno poteva avvicinarsi, anzi un giorno accadde che gli operai di una ditta incaricata dal Comune di prelevare vecchi pali della luce, dovettero subire l’angheria malandrina degli indagati che svuotarono quel mezzo, il volto del malandrino di quartiere. La Polizia Locale ha riempito Cappuccinelli di video camere, dall’alto c’era un drone a guardare cosa accadeva, così Galia, Cafarelli e complici sono stati incastrati. Quello che non era metallo veniva dismesso, portato in campagna, o nella zona del torrente Baiata, e bruciato. Il ferro, l’acciaio, l’alluminio no: sezionato, selezionato, e venduto ad un impianto di Marsala, per i due che vendevano c’erano guadagni talvolta da mille, duemila euro al giorno. Una parte di questo impianto di Marsala, in contrada San Silvestro è stata sequestrata all’esito del sopralluogo dell’Arpa, in un’area esterna alla struttura erano ammassati rifiuti pericolosi.
Un’attività organizzata, di carattere continuativo, di raccolta e smistamento di rifiuti ferrosi, in assenza di autorizzazione, attraverso l’utilizzo di gru, di bilance e di più veicoli dotati di cassoni, impresa illecita, pubblicizzata sui social anche attraverso un prezzario relativo ai diversi tipi di materiale trattati. Sei automezzi sono stati sequestrati.
Sulla scena di questa operazione la difesa dell’ambiente. Lo smaltimento dei rifiuti di ogni genere non può avere scorciatoie che poi sono quelle che finiscono nelle campagne e arricchiscono certi portafogli, la morale di questa operazione è quella che “la battaglia si può vincere