Spettacolo
“Ricordo ancora perfettamente il giorno in cui andai a ritirare, insieme ai miei genitori, il mio primo strumento in un negozio di Trapani: era una Paolo Soprani, 80 bassi, madreperlata rossa. È un’immagine che porto ancora con me, perché da quel giorno la fisarmonica è diventata una presenza inseparabile dalla mia vita”, ci confida Pietro, che poi continua: “La fisarmonica per me non è semplicemente uno strumento musicale: è quasi un prolungamento del mio corpo. È qualcosa che respira insieme a me, che reagisce ai miei movimenti e attraverso la quale riesco a trasformare un’idea musicale in un gesto, in un suono e quindi in un’emozione. Nel corso degli anni il mio rapporto con lei è profondamente cambiato: da strumento da studiare è diventata una vera compagna di vita. Anche per questo amo esplorarne continuamente le possibilità, dalla musica classica al repertorio contemporaneo, fino alle trascrizioni di pagine nate originariamente per la grande orchestra. In un certo senso, considero la fisarmonica la mia “orchestra portatile”: dentro un unico strumento posso ricercare colori, dinamiche, registri e dimensioni sonore differenti. È probabilmente questa possibilità di essere, contemporaneamente, interprete e “orchestratore” che continua ancora oggi ad affascinarmi”.
Pietro quindi ha iniziato a studiare la fisarmonica da giovanissimo, frequentando il Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze (conseguendo i titoli in fisarmonica e pianoforte) e il Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Palermo (conseguendo il titolo in direzione d’orchestra). Una formazione accademica, dunque, che gli ha permesso, anche grazie al suo grande talento, di vincere diverse competizioni musicali mondiali: come il Trofeo Mondiale CMA nel 2009 in Portogallo e la Coppa Mondiale CIA nel 2011 in Cina; A queste si aggiungono anche le vittorie al Concorso Internazionale di Klingenthal e al Primus Ikaalinen Accordion Competition. È anche docente e ha collaborato più volte con la RAI. Dal 2016 è anche ideatore e direttore artistico del World Accordion Festival.
Abbiamo chiesto a Pietro qual è stata la sua soddisfazione più grande: “È difficile individuarne una sola. Sicuramente la prima vittoria al Trofeo Mondiale del 2009, in Portogallo, rappresenta un momento fondamentale: ero giovanissimo e quella vittoria mi fece comprendere che il percorso intrapreso poteva davvero portarmi verso una dimensione internazionale. Nel 2011 arrivò poi la seconda consacrazione mondiale, con la vittoria della Coppa Mondiale CIA in Cina, dove feci un “En Plein” vincendo due categorie: la Senior Variété e la Digital Accordion. Ma, con il passare degli anni, ho imparato che le vittorie sono soltanto una parte del percorso. La soddisfazione più grande è stata poter portare la fisarmonica su palcoscenici prestigiosi in Europa, negli Stati Uniti, in Asia e in Africa, davanti a pubblici molto diversi, dimostrando che questo strumento può parlare un linguaggio universale e confrontarsi con repertori e contesti musicali di altissimo livello”. Non poteva mancare anche la fatidica domanda che si fa anche a chi, come lui, ha già raggiunto grandissimi risultati nonostante la sua giovane età, ovvero: qual è il sogno ancora da realizzare: “Il mio sogno è riuscire un giorno a unire pienamente le due dimensioni che fanno parte della mia identità musicale: quella del fisarmonicista e quella del direttore d’orchestra. Mi piacerebbe esibirmi come solista e, allo stesso tempo, dirigere una vera orchestra “tutta mia”, costruendo un progetto nel quale la fisarmonica possa dialogare con l’orchestra sinfonica in maniera autentica e non soltanto come strumento solista accompagnato. È un’idea che, in realtà, porto già dentro di me quando suono: la fisarmonica è la mia piccola orchestra portatile. Il sogno sarebbe riuscire a trasformare quella concezione orchestrale dello strumento in una realtà musicale ancora più grande, coinvolgendo musicisti veri, repertori e nuove idee”.
Un vero talento straordinario, quello di Pietro, che oggi ci rappresenta in tutto il mondo con la sua passione e la sua grande voglia di regalare emozioni attraverso la musica. Un giovane talento che, attraverso lo studio e la formazione continua, riesce a farci inorgoglire di essere siciliani, suonando e valorizzando uno degli strumenti più caratteristici della nostra cultura.