Politica
Valderice – “Non possiamo più assistere in silenzio a una gestione fatta di annunci, rinvii e scelte incomprensibili che continuano a penalizzare Valderice”.
A parlare sono Sabrina Cucciardi per il Partito Democratico di Valderice, Massimo Di Gregorio per il gruppo consiliare La Scelta e Marcella Mazzeo per il Movimento 5 Stelle, che intervengono con una presa di posizione durissima sul mancato avvio del nuovo depuratore di contrada Anna Maria e sul completamento dell’anello fognario di Sant’Andrea–Bonagia.
“Da anni – affermano – il sindaco Stabile annuncia l’avvio del nuovo depuratore e definisce ‘prioritario’ il completamento dell’anello fognario. Dal 2023 questi proclami si ripetono puntualmente, ma alla città non è stato restituito alcun risultato concreto. Governare un Comune significa assumersi responsabilità e portare a termine le opere, non moltiplicare comunicati e post autocelebrativi.
I rappresentanti del Partito Democratico, de La Scelta e del Movimento 5 Stelle entrano nel merito della vicenda con dati e atti alla mano. “Il 10 settembre 2024 – ricordiamo – la Regione ha rilasciato l’autorizzazione allo scarico. Questo avrebbe dovuto segnare l’avvio immediato del nuovo impianto e il conseguente spegnimento del vecchio depuratore di Misericordia, ormai obsoleto e bisognoso di interventi di adeguamento che comporterebbero spese antieconomiche per il Comune. Nulla di tutto ciò è avvenuto”.
Ancora più grave è la situazione dell’anello fognario di Sant’Andrea–Bonagia. “Esistono già le risorse – sottolineano –: 1.679.000 euro previsti dal Patto per il Sud 2017/2018 e tuttora disponibili presso l’assessorato regionale competente. Parliamo di fondi destinati a un’opera strategica, che consentirebbe agli abitanti di Bonagia e dell’intera zona Nord di dismettere definitivamente le fosse Imhoff e di allacciarsi al nuovo depuratore di contrada Anna Maria. Anche in questo caso, però, l’amministrazione resta immobile”.
Il confronto con altre scelte politiche rende la situazione ancora più evidente. “Per il potenziamento della pista di atletica dell’impianto sportivo di Misericordia – denunciano – l’amministrazione ha trovato senza difficoltà il modo di contrarre un mutuo da circa 1.480.000 euro. Per un’opera sportiva le risorse si trovano; per un’infrastruttura essenziale come la rete fognaria, che incide direttamente su ambiente e salute pubblica, si continua a perdere tempo. È una scelta politica precisa”.
Dopo quasi otto anni di governo cittadino, il giudizio delle forze di opposizione è netto. “Non mancano le soluzioni – ribadiscono -. Il Comune potrebbe contrarre un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti senza mettere in difficoltà i propri conti. In alternativa, come Partito Democratico, La Scelta e Movimento 5 Stelle abbiamo proposto di destinare circa 1.400.000 euro dell’avanzo di amministrazione al cofinanziamento dell’anello fognario. Una proposta concreta, sostenibile e immediatamente realizzabile, respinta senza motivazioni credibili”.
“È ormai evidente – concludono – che a mancare non sono i fondi, ma la volontà politica. Il bene comune viene sacrificato a favore di alchimie e calcoli elettorali, mentre Valderice resta ferma. Noi continueremo a denunciare questo immobilismo e a pretendere risposte chiare, perché la tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e lo sviluppo socioeconomico del territorio non possono più essere rinviati”.
Cronaca
Pizzolungo (Erice) – Dopo il cedimento di una parte della SP20 e dopo l’appello del Comitato di Quartiere di Pizzolungo, il Libero Consorzio Comunale di Trapani comunica le strade alternative per raggiungere Trapani e viceversa.
La SP 20 è chiusa al traffico per motivi di sicurezza. Per raggiungere, da Trapani, le località di Pizzolungo, Bonagia ed i Comuni di Custonaci e San Vito Lo Capo è necessario intraprendere il percorso viario alternativo della SS 187 per Valderice. Per raggiungere, da San Vito Lo Capo e Custonaci, la città di Trapani bisogna percorrere
la SS 187 per Valderice. Per raggiungere, da Bonagia e Pizzolungo, la città di Trapani occorre seguire la SP 20 raggiungendo lo snodo per Valderice, proseguendo sulla SS 187.
La chiusura del tratto di SP 20 per il cedimento del manto stradale – a seguito dei sopralluoghi e delle verifiche tecniche – non ha trovato altre soluzioni praticabili, perché avrebbero messo a rischio il transito veicolare. Le condizioni del tratto
stradale sono in costante monitoraggio con l’impegno assoluto per riaprire la SP 20 prima possibile.
Ieri mattina l’allarme è stato dato dall’autista di una betoniera che per fortuna ha avuto la capacità di riprendere il mezzo quando questo stava per sbandare a causa proprio del cedimento del manto stradale. Ha quindi messo in sicurezza il mezzo pesante e chiamato subito il titolare dell’azienda che a sua volta ha allertato il Comune di Erice. Già nel 2019 la stessa azienda a causa delle alghe che avevano invaso il manto stradale aveva perso un mezzo pesante che si era capovolto rovinosamente lungo la strada. Solo la fortuna aveva salvato l’autista.
Cronaca
Trapani – di Rino Giacalone – Si chiama Emanuele Scimemi, trapanese, 40 anni, residente a Lenzi, la persona arrestata nell’ambito dell’operazione “Last Delivery”, coordinata dalla Procura de L’Aquila e che ha portato a scoprire un traffico di droga, esplosivi ed armi.
Le transazioni avvenivano attraverso chat e piattaforme web, con spedizioni tramite corrieri espressi, inconsapevoli di ciò che trasportavano, utilizzando indirizzi e intestazioni fittizie, mettendo a rischio, la sicurezza stessa dei trasporti. I militari dell’arma si sono soffermati sulla totale estraneità dei corrieri, che si sono messi anche a disposizione in fase di indagine. Si faceva ricorso a indirizzi di spedizione e consegna fittizi, intestazioni di comodo e utenze telefoniche riconducibili a soggetti estranei, al fine di ostacolare l’identificazione di mittenti e destinatari.
Una indagine condotta dai Carabinieri di Penne, con il supporto dei Comandi Provinciali Carabinieri, a cominciare da quello di Trapani, che teneva sotto controllo Scimemi. Lunedì poi la perquisizione, il sequestro di materiale esplodente e l’arresto. Il laboratorio si trovava dentro la sua abitazione, in un garage. Per effettuare in sicurezza l’intervento e recuperare l’arsenale, i militari hanno isolato la zona per diverse ore e sul posto sono intervenuti gli artificieri.
Scimemi è già conosciuto alle forze dell’ordine noto nell’ambiente della vendita di fuochi pirotecnici. Dalle indagini viene fuori come uno che nel frattempo ha fatto un salto in avanti, specializzandosi nella preparazione di ordigni.
A coordinare le indagini è stato il sostituto procuratore dott.ssa Roberta d’Avolio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di L’Aquila – Direzione Distrettuale Antimafia. L’operazione, condotta su tutto il territorio nazionale, ha consentito l’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa in data 2 febbraio 2026 dal gip del Tribunale di L’Aquila.
Il provvedimento ha interessato sette persone, indagati per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, produzione, compravendita e spedizione, su scala nazionale, di materiale esplodente.
Sarebbero usciti dal laboratorio di Scimemi due ordigni usati per gravi azioni intimidatorie, la prima, il 20 giugno 2023 a Formia, ai danni di una frutteria, e la seconda, il 28 luglio 2023 a Roma, ai danni di un centro estetico. Proprio dalle attività di indagine legate a questi episodi, i Carabinieri sono risaliti a Scimemi, sul quale i riflettori sono stati subito accesi dai militari del Comando Provinciale di Trapani. Scimemi è indagato per aver venduto ordigni esplosivi a elevata potenzialità, aver posto in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti e detenzione illecita di armi. Al momento della perquisizione, è venuto fuori un vero e proprio laboratorio artigianale per la realizzazione di materiale esplodente ad alta potenzialità nonché una postazione informatica per la commercializzazione tramite chat e web su tutto il territorio nazionale.
Nel suo garage sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro: 210 kg di materiale esplosivo altamente offensivo confezionato in 2108 ordigni con all’interno un totale di circa 110 kg di polvere esplosiva;
4 sacchi dal peso complessivo di 55 kg circa contenenti polveri varie verosimilmente alluminio, perclorato di potassio, polvere nera e zolfo; diverso materiale di confezionamento composto da tubi di plastica, tappi in plastica e cilindri di cartone; 650 piombini esplosivi di vario calibro; due pistole segnaletiche, una pistola da soft-air e una carabina ad aria compressa.
Cronaca
Trapani – L’articolata operazione su scala nazionale “Last Delivery” effettuata dai militari della Compagnia Carabinieri di Penne, in provincia di Pescara, su un traffico di esplosivi in particolare ha toccato anche il trapanese e in particolare la frazione di Lenzi in territorio di Valderice. In manette è finito un uomo di 40 anni, accusato di detenzione e fabbricazione illegale di materiale esplodente . In questo caso i militare di Penne hanno operato con il supporto dei colleghi del comando provinciale di Trapani. L’operazione è stata coordinata dal sostituto procuratore Roberta d’Avolio della Procura della Repubblica presso il Tribunale di L’Aquila – Direzione Distrettuale Antimafia.
L’operazione, condotta su tutto il territorio nazionale, ha consentito l’esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal Tribunale di L’aquila – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, su richiesta della procura.
Il provvedimento ha interessato complessivamente sette soggetti, ritenuti gravemente indiziati di far parte di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti.
Le investigazioni avevano consentito, inoltre, di raccogliere gravi indizi di reato in ordine alla produzione, compravendita e spedizione, su scala nazionale, di materiale esplodente, consentendo di documentare l’esistenza di una estesa rete di traffici illegali attiva su chat e sul web, utilizzati per la vendita e l’acquisto di artifizi pirotecnici artigianali illegali, armi da fuoco, esplosivi ad alto potenziale distruttivo, detonatori, sostanze stupefacenti e banconote false.
Le spedizioni avvenivano tramite la rete dei corrieri espressi, facendo ricorso a indirizzi di spedizione e consegna fittizi, intestazioni di comodo e utenze telefoniche riconducibili a soggetti estranei, al fine di ostacolare l’identificazione di mittenti e destinatari.
Tra le numerose transazioni documentate, era stato accertato che alcuni ordigni ad alto potenziale distruttivo, acquistati e spediti attraverso tale rete, venivano successivamente utilizzati per la commissione di due gravi azioni intimidatorie: la prima, il 20 giugno 2023 a Formia, ai danni di una frutteria, e la seconda, il 28 luglio 2023 a Roma, ai danni di un centro estetico.
In tale contesto, ai militari del Comando Provinciale Carabinieri di Trapani è stata delegata la perquisizione personale e domiciliare di un quarantenne del posto che risultava essere indagato per aver venduto ordigni esplosivi a elevata potenzialità, aver posto in pericolo la sicurezza dei pubblici trasporti e detenzione illecita di armi.
L’attività a Lenzi, territorio di Valderice, dove è stato arrestato in flagranza di reato un uomo di 40 anni, è stata portata a termine dai militari di Trapani con il supporto dai nuclei cinofili antiesplosivi di Palermo e dagli artificieri antisabotaggio dei Comandi Provinciali di Trapani, Caltanissetta e Agrigento.
L’uomo è accusato di detenzione e fabbricazione illegale di materiale esplodente.
L’attività di perquisizione eseguita presso l’abitazione dai Carabinieri di Trapani, ha individuao un vero e proprio laboratorio artigianale per la realizzazione di materiale esplodente ad alta potenzialità nonché una postazione informatica per la commercializzazione tramite chat e web su tutto il territorio nazionale.
Si tratta in particolare di_ – 210 kg di materiale esplosivo altamente offensivo confezionato in 2108 ordigni con all’interno un totale di circa 110 kg di polvere esplosiva; – 4 sacchi dal peso complessivo di 55 kg circa contenenti polveri varie verosimilmente alluminio, perclorato di potassio, polvere nera e zolfo; – diverso materiale di confezionamento composto da tubi di plastica, tappi in plastica e cilindri di cartone; – 650 piombini esplosivi di vario calibro; – due pistole segnaletiche, una pistola da soft-air e una carabina ad aria compressa.
L’arrestato al termine delle formalità di rito è stato associato alla Casa Circondariale di Trapani.
Cronaca
Trapani – I Carabinieri della Sezione Radiomobile di Trapani sono intervenuti in soccorso di una donna che in piena notte, assieme al marito, si stava dirigendo presso il pronto soccorso del nosocomio poichè in procinto di partorire con forti dolori già in atto.
Nelle prime ore della mattinata i militari hanno notato un’autovettura con due persone a bordo procedere a velocità sostenuta nei pressi della Stazione Carabinieri di Valderice, l’uomo alla guida alla vista dei Carabinieri ha arrestato la marcia e in stato di agitazione ha attirato la loro attenzione.
Giunti sul posto l’uomo li informava che la convivente seduta nel sedile posteriore era in procinto di partorire. Verificato quanto riferito i militari hanno scortato l’autovettura fino al pronto soccorso dell’Ospedale Sant’Antonio Abate preavvisando nel frattempo l’arrivo della donna in maniera tale che i sanitari, potessero predisporre quanto necessario.
Giunti in ospedale quado i sanitari si sono avvicinati alla macchina hanno notato la donna tenere già tra le braccia il piccolo con ancora il cordone ombelicale attaccato che nel frattempo era nato in macchina a quel punto è stata trasferita al reparto di neonatologia.
Successivamente i militari hanno appreso dal personale medico che sia la mamma che il bambino stavano bene e godevano di ottima salute.
Cronaca
Roma – Desidero rivolgere un pensiero affettuoso al collega ed amico Giangiacomo Ciaccio Montalto, sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Trapani, di cui oggi ricorre il 43° anniversario dell’omicidio, consumato a Valderice il 25 gennaio del 1983.
Era un magistrato di notevole professionalità, estrema intelligenza, determinazione ed intuito investigativo.
Si è trattato del primo omicidio di una lunga serie che ha segnato profondamente la carriera di quelli della mia generazione: avevo poco meno di 4 anni di funzioni, come giudice istruttore penale presso il tribunale di Trapani,
Seguiranno due anni dopo (2 aprile 1985) l’attentato di Pizzolungo a Carlo Palermo in cui rimasero dilaniati i due gemellini Giuseppe e Salvatore Asta di sei anni e la loro mamma Barbara Rizzo, e l’assassinio del presidente Alberto Giacomelli (Trapani 14 settembre 1988) di cui ero stato giudice a latere del collegio penale nei primi mesi del 1979.
Alle loro famiglie il mio commosso ricordo
*Magistrato in pensione
Politica
Valderice – E’ di pochi giorni addietro il rimpasto di Giunta a Valderice, segnato dall’arrivo in amministrazione dell’avvocato Lilly Ferro, moglie dell’ex deputato di Forza Italia Mimmo Fazio, e indicata proprio in quota berlusconiana. Il Sindaco Francesco Stabile l’ha definita “rimodulazione della Giunta”, ma fuori dal Palazzo comunale il termine più ricorrente è un altro: manovra politico-elettorale personale.
“Altro che bilanci di metà mandato, prospettive per la comunità o rilancio amministrativo – dicono dal Pd gruppo consiliare e segreteria comunale – Le ultime operazioni di rimpasto della Giunta municipale appaiono sempre più come un regolamento di conti interno alla maggioranza e, soprattutto, come una spregiudicata preparazione del terreno in vista di una possibile candidatura alle Regionali del 2027 sotto il simbolo di Forza Italia. I fatti, più delle parole, raccontano una storia molto diversa da quella edulcorata nelle dichiarazioni del sindaco che nel giro di pochi anni ha cambiato più volte casacca con un trasformismo in versione: il peggio della vecchia repubblica“.
“Il dato politico è inequivocabile – osservano i Dem – bocciati il partito Fratelli d’Italia, con l’estromissione dalla Giunta dell’Assessore Lo Cascio, ed il partito Azione di Calenda, che perde l’assessorato al Bilancio con la cacciata di Gianrosario Simonte. Entrambi, seppur apprezzati dal Sindaco, sono stati sostituiti per un mero calcolo politico-elettorale che è il contrario del tanto sbandierato “merito”. Infatti, al posto di Simonte arriva il già bocciato
Giuseppe Martinico, Assessore al bilancio per cinque anni nel primo mandato Stabile. Una scelta che non risponde a nuove esigenze programmatiche, ma a vecchie pratiche di mercantilismo politico. Martinico, infatti, ha lasciato Italia Viva ed è approdato in Forza Italia per potere diventare Assessore così da sostenere elettoralmente il sindaco Stabile, futuro candidato alle regionali 2027″.
“Le sono state affidate deleghe strategiche, come i Servizi Sociali, “strappati”, senza alcuna titubanza, al partito Italia Viva. Una nomina che non passa inosservata: Ferro è la moglie di Mimmo Fazio ex sindaco di Trapani, anch’essa in quota Forza Italia e in quota sindaco. Anche in questo caso niente che riguarda il merito e la buona amministrazione ma una squallida operazione elettorale per incassare i voti che può ancora orientare Mimmo Fazio. Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: Forza Italia oggi controlla tutti i gangli vitali dell’Amministrazione comunale. Altro che equilibrio politico. Altro che squadra coesa. A Valderice siamo davanti a un monocolore a tutto tondo, dove il paese viene sacrificato e gli equilibri politici, all’interno del centro destra, diventano una variabile secondaria. Di fronte a questo quadro, parlare di “rilancio politico per rispondere alle esigenze dei cittadini”, come ha tentato di fare il sindaco Stabile, suona quantomeno ridicolo. È del tutto evidente, infatti, che non si tratta di tutelare l’interesse collettivo, ma di tutela di un percorso personale. L’unica cosa importante sono i pacchetti di voti, non la qualità dell’Amministrazione comunale rispetto alle esigenze e ai bisogni dei valdericini”.
Cronaca
Trapani – di Rino Giacalone – Ancora una lunga udienza ieri del processo scaturito dall’operazione antimafia denominata “Scialandro”. A testimoniare davanti al collegio del Tribunale presieduto dalla giudice Carrara, è stato ancora l’investigatore della Dia Roberto Sanclemente. Ieri ha risposto alle domande dei legali della difesa, avvocati De Luca, Fiorello, Alagna, Sammartano e Rando.
L’investigatore della Dia ha risposto alle domande che hanno riguardato le posizioni degli imputati Gaetano Gigante, Pietro Armando Bonanno, Giuseppe Maranzano e Francesco Todaro. Unico comune denominatore delle domande dei difensori la richiesta di riscontro rispetto alla circolarità nei rapporti che ci sarebbero stati all’interno di quella che per la Procura di Palermo sarebbe stata nel più recente periodo la cupola mafiosa che avrebbe governato un territorio compreso tra Trapani, Valderice e Custonaci.
In particolare nel periodo in cui erano ancora liberi i contatti con i famigerati esponenti di Cosa nostra trapanese, Franco e Pietro Virga, la cui appartenenza mafiosa è conclamata da diverse sentenze, l’ultima quella scaturita da un’altra operazione antimafia denominata “Scrigno”. L’investigatore ha risposto che contatti diretti non ne sono stati trovati, ma le intercettazioni hanno tradito l’esistenza di collegamenti che in qualche maniera erano garantiti, “basta spesso – ha detto – uno scambio di battute e una strizzata d’occhio, risultano già sufficienti per intendersi. L’avvocato Rando si è parecchio soffermato con domande incalzanti sulla posizione di Francesco Todaro che dagli investigatori è ritenuto il capo mafia di Valderice.
Per il legale si tratta di deduzioni non suffragate da elementi certi, peraltro da altre indagini risultava che addirittura nella congrega mafiosa se ne parlava male. “sparlarsi tra loro – ha risposto Sanclemente – è lo sport nazionale dei mafiosi”. Per l’avvocato Rando è cruciale il passaggio di una intercettazione che ha permesso di ascoltare due esponenti della mafia di Custonaci, Costa e Melito, mentre dicevano “a chissu s’ava a minacciari”.
Proprio mentre si recavano nell’ovile di Todaro che li aspettava. “Non era di lui che parlavano – ha risposto l’investigatore della Dia – semmai si stavano rivolgendo a lui per minacciare una persona che non abbiamo identificato. Todaro poi è stato intercettato in carcere a parlare con la moglie: “a mia u core mi parlava” come a voler dire che si aspettava di essere arrestato, e dinanzi alla moglie che lo rimproverava, “era meglio che ti facevi i cazzi tuoi”, lui rispondeva dicendo che non poteva dire di no agli amici che chiedevano a lui aiuto.
In apertura di udienza ha chiesto di poter intervenire dal carcere campano di Secondigliano dove è detenuto, l’imputato Gaetano Gigante. I ritardi della sanità sono per tutti. Gigante ha gravi problemi nella mobilità e da tempo ha chiesto una visita specialistica, ma nonostante le sollecitazioni e l’intervento dello stesso giudice presidente del Collegio, deve stare ancora in lista di attesa. La visita prevista per giugno 2026 è stata anticipata…quasi a modo di cortesia ad aprile 2026.
Cronaca
Valderice – Maltrattamento, uccisione e macellazione abusiva di animali. Devono rispondere di questi reati il titolare e altre tre persone che in concorso. L’attività di controllo è stata svolta dai Carabinieri del Centro Anticrimine Natura di Palermo distaccamento CITES di Trapani, supportati da personale dell’A.S.P. di Trapani dipartimento prevenzione veterinaria e dalla polizia locale di Valderice, in una azienda di allevamento di ovini.
I militari nel corso del controllo, rilevavano una serie di irregolarità amministrative, “inerenti il numero di capi presenti in azienda, strutture non adeguate al benessere animale e la mancata tracciabilità di farmaci veterinari” per le quali venivano elevate circa 10.000 euro di sanzioni, avendo riscontrato all’interno dell’ovile tracce riconducibili a recente attività di macellazione clandestina, effettuavano ulteriori accertamenti, al termine dei quali identificavano gli autori nel titolare dell’azienda e in altri tre soggetti di nazionalità straniera.
Trapani – Il tribunale di Palermo ha condannato la prefettura di Trapani a pagare alla cooperativa Badia Grande un milione e 251.553 euro a titolo di corrispettivo, maturato nel 2020-21, per la gestione dei centri di accoglienza di Trapani Milo e di Villa Sant’Andrea a Valderice. Alla somma devono aggiungersi interessi moratori per 500mila euro. La decisione mette fine a una lunga controversia legale tra l’ente gestore e la Prefettura.
La sentenza ha riconosciuto alla cooperativa l’assistenza straordinaria prestata durante la fase più critica della pandemia da Covid-19, nonostante l’assenza di una formale convenzione.
Il Tribunale ha accolto l’istanza fondata sul principio dell’ingiustificato arricchimento della pubblica amministrazione: secondo i giudici, lo Stato si sarebbe avvalso dei servizi offerti dalla coop senza corrispondere quanto dovuto, beneficiando così in maniera indebita dell’attività prestata nei centri di Valderice e Milo tra marzo 2020 e luglio 2021.
A difendere la cooperativa Badia Grande gli avvocati: Massimo Petrucci, Alessandra Indovina e Girolamo Artale.