Attualità
Trapani – Siciliacque effettuerà questa settimana una serie di interventi di manutenzione straordinaria degli acquedotti Fulgatore-Alcamo e Fanaco con l’obiettivo di potenziare e rendere più efficiente la rete idrica di sovrambito, riducendo le perdite.
Domani, martedì 2 settembre, la società partecipata da Italgas e Regione Siciliana interverrà nelle contrade Torretta e Neghelli, in territorio di Fulgatore (Trapani), in contrada Triolo ad Alcamo e in contrada Inici a Castellammare del Golfo.
Per eseguire gli interventi sarà necessario sospendere temporaneamente l’esercizio dell’acquedotto a partire dalle ore 7. La sospensione del servizio interesserà i Comuni di Alcamo, Castellammare del Golfo, Erice (frazione Ballata), Buseto Palizzolo (frazione Bruca), Calatafimi-Segesta (zona industriale contrada Fegotto), Trapani (frazioni di Fulgatore e Ummari). Il ripristino delle normali forniture avverrà progressivamente tra le ore 14 e le ore 19 di mercoledì 3 settembre.
Siciliacque informa inoltre che, dalle ore 5 di giovedì 4 settembre, prenderanno il via i lavori di manutenzione lungo l’adduttore principale dell’acquedotto Fanaco. Sette in totale gli interventi compresi nel programma di riduzione delle perdite, che saranno eseguiti nelle province di Agrigento e Caltanissetta. Saranno sospese per un giorno le forniture ai Comuni di Acquaviva Platani, Bompensiere, Canicattì, Aragona, Campofranco, Casteltermini, Delia, Milena, Montedoro, Mussomeli, Serradifalco, Sommatino, Sutera, oltre ai Consorzi di Bonifica 3 e 4. Il riavvio dell’erogazione idrica è previsto fra le ore 12 e le ore 20 di venerdì (5 settembre).
Attualità
Trapani – Arriva ancora tramite post sulla pagina social del Comune capoluogo la notizia dell’interruzione dell’erogazione idrica nelle frazioni di Fulgatore e Ummari.
Cronaca
Ummari (Trapani) – Dodici anni fa l’omicidio di Padre Michele Di Stefano, sconvolse tutta la comunità diocesana trapanese. Oggi il vescovo Pietro Maria Fragnelli ha officiato la santa messa in ricordo di Padre Di Stefano, alla presenza del parroco di Ummari, Pietro Santoro.
Erano presenti il Sindaco Tranchida, gli Assessori Pellegrino e Virzi, il comandante della stazione dei carabinieri dí Fulgatore, i familiari di don Michele e tantissimi parrocchiani dí Ummari, Fulgatore, in quest’ultima frazione padre Michele aveva vissuto la sua vita da sacerdote sempre vicino alla gente. Padre Di Stefano fu parroco della frazione di Fulgatore per 41 anni prima di essere trasferito a Ummari.
Padre Michele nato a Calatafimi, fu assassinato la notte tra lunedì 25 e martedì 26 Febbraio, a colpi di bastone nella canonica della chiesetta del borgo vicino Fulgatore. mentre dormiva nell’appartamento attiguo alla chiesa Gesù, Maria e Giuseppe.
Ad ucciderlo fu Antonio Incandela, 33 anni, fermato il 17 aprile del 2013. Secondo quanto riferito dall’arrestato, sarebbe rimasto irritato da alcune severe omelie del sacerdote. Incandela, dopo l’omicidio aveva simulato una rapina portando via denaro e portafoglio del sacerdote.
L’uomo confessò l’omicidio al termine di un lungo interrogatorio condotto dai carabinieri, dal procuratore di Trapani Marcello Viola e dal sostituto Massimo Palmeri. Indicando come movente quello di un rancore che ha radici antiche, in quanto il parroco era suo professore di religione ai tempi delle scuole medie. Ha così agito per dare una lezione al parroco che in una omelia aveva fatto riferimento a delle “mele marce” che avevano l’abitudine di appiccare il fuoco. Avendo dei precedenti per incendio, ha creduto si riferisse a lui.
Il corpo di Padre Michele fu scoperto solo l’indomani nel primo pomeriggio. La sorella Pina lo aspettava a pranzo, a Calatafimi, ma dalla sorella non ci arrivò mai. Il cognato Vito Accardo, preoccupato, rintracciò un agente di commercio che viveva nei pressi della canonica e lo mandò a cercare.
Il sacerdote fu trovato morto nel suo letto, con sangue dappertutto.
Le indagini dei carabinieri scattarono immediatamente. Davanti a quel corpo inerme martoriato senza pietà investigatori e magistrati promisero che non avrebbero smesso di lavorare fino a quando chi aveva compiuto quello scempio non fosse stato assicurato alle patrie galere e così fu. Indagini certosine e che si protrassero fino al 17 aprile giorno dell’arresto di Incandela.
Attualità
Ummari (Trapani ) – Il racconto di una studentessa dell’Eugenio Pertini di Trapani sull’esperienza vissuta del “presepe vivente” realizzato all’interno del restaurando borgo Livio Bassi nella frazione trapanese di Ummari. Una esperienza che Annamaria Fazio ha voluto descrivere in un articolo mandato alla nostra redazione e che ben volentieri pubblichiamo. Sperando che anche per altri argomenti, altri studenti si facciano avanti. Riuscire a far avvicinare i giovani al mondo del giornalismo e dell’informazione vuole anche essere la nostra mission.
“Il presepe vivente nel villaggio di Ummari” – di Annamaria Fazio – Sabato 21 e domenica 22 dicembre 2024, e visto il grandissimo successo è andata in replica anche nei successivi venerdì 27 e sabato 28, si è svolta la prima edizione del Presepe vivente nel villaggio presso il borgo Livio Bassi a Ummari, organizzato dalle comunità parrocchiali di Fulgatore e Ummari, insieme alle associazioni patrocinate dal comune di Trapani e con la straordinaria collaborazione degli studenti del plesso di Fulgatore dell’I.C. “Eugenio Pertini”. Dopo l’introduzione da parte dell’organizzatrice e la benedizione del parroco delle comunità, è avvenuta l’inaugurazione del presepe, presentato da un’alunna attraverso una riflessione sull’evento che da lì a poco avrebbe preso vita paragonato a Il sabato del villaggio di Giacomo Leopardi e conclusa con il canto a cappella Tu scendi dalle stelle, seguiti da canti e balli natalizi. Nelle prime due serate è stato possibile assistere alle esibizioni di scuole di ballo, mentre quelle seguenti sono state allietate da zampogne e fisarmonica. I visitatori che entravano nel borgo si immergevano in un’atmosfera suggestiva. Incontravano una mostra di presepi e i mercatini di Natale, in cui erano venduti prodotti naturali, biscotti, oggetti in legno e in corallo. Anche bambini e ragazzi insieme ai docenti hanno partecipato realizzando manufatti.
Al centro della piazza si ergeva un enorme albero di Natale ricco di luci e addobbi e all’entrata un arco fiorito e illuminato indicava la direzione da seguire per entrare nel presepe vivente. Quindi si trovava la casa delle massaie intente alle faccende domestiche e aiutate dalle alunne. Proseguendo con il percorso si trovava la postazione delle vasaie, dove donne e bambine modellavano la creta. Si incontravano poi il calzolaio, il falegname che piallava il legno aiutato dai bambini, il marmuraro e più avanti il fabbro che insegnava agli apprendisti l’arte del ferro. Accanto all’aia dei cavalli e al recinto delle pecore, un pastore faceva la ricotta con il latte che bolliva sul fuoco alimentato dalla legna procurata dal taglialegna e dal suo piccolo aiutante. Al centro tra l’aia e un carretto siciliano, c’era il crivo usato dal mugnaio per mondare il grano. Sulle scale della chiesa il gladiatore e i centurioni stavano a protezione del borgo. Di seguito le lavandaie, dopo aver attinto l’acqua al pozzo, lavavano e stendevano i panni aiutate dalle bambine; una donna stirava con il ferro a carbone. Proseguendo con il giro si arrivava alla stalla dove tra un bue e un asinello si scorgevano le figure di Maria, Giuseppe e Gesù appena nato. La capraia e tre pastorelli sedevano accanto alla stalla con una capretta e un agnellino. Si incontravano poi la casa della tessitrice di tappeti, l’osteria, il barbiere, il venditore di miele, i verdurai e il bottaio. Due pescatori districavano le reti e insieme a loro due salinai spalavano il sale. Alla fine del percorso, a tutti i visitatori era offerto il thè caldo. Sono state serate fantastiche, ricche di emozioni, di condivisione e di grande unione, frutto del lavoro e dell’impegno di tutta la comunità. Istituto Eugenio Pertini III F