Cronaca
Trapani – Dopo le conseguenze per i fatti avvenuti al Provinciale durante il match di campionato contro il Sorrento. La gara era stata interrotta per circa 10 minuti a causa di petardi e fumogeni gettati sul terreno di gioco dalla curva dei tifosi trapanesi. E dopo la decisione del Giudice sportivo della Lega Pro con l‘ammenda di 2mila euro per la società, con la disputa inoltre di una gara a curva chiusa arriva il provvedimento del questore.
Nell’ambito delle attività di prevenzione del fenomeno della violenza durante le manifestazioni sportive, il Questore di Trapani Giuseppe Felice Peritore, ha emesso 3 provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive (daspo) nei confronti di alcuni tifosi trapanesi.
Il provvedimento scaturisce dai fatti avvenuti nella giornata del 18 Gennaio in occasione dell’incontro di calcio “F.C. Trapani 1905 – Sorrento Calcio 1945”, valevole per il Campionato di serie C Girone C. Infatti, intorno al 18° minuto di gioco, alcuni tifosi del Trapani, posizionati all’interno del settore “Curva Locali”, si sono resi responsabili dell’accensione e del successivo lancio di numerosi fumogeni e petardi all’interno del rettangolo di gioco, molti dei quali hanno raggiunto la c.d. “area piccola”, proprio in prossimità del portiere della squadra di casa.
Il copioso lancio di artifizi che ha raggiunto il campo di gioco, ha causato il danneggiamento del manto erboso e posto in grave pericolo l’incolumità degli stewards oltre che dei giocatori, motivo per il quale il direttore di gara ha deciso di sospendere temporaneamente l’incontro.
Le accurate indagini svolte dalla digos ed una articolata ed approfondita istruttoria operata dalla Divisione Anticrimine della Questura di Trapani, hanno consentito di risalire all’identità dei supporters locali autori delle menzionate condotte ai fini della successiva emissione dei daspo.
A tal proposito sono ancora in corso ulteriori accertamenti per identificare eventuali altri responsabili. Il Questore, quindi, rilevato che i comportamenti su delineati hanno rappresentato una reale e concreta turbativa per l’ordine e la sicurezza pubblica, al fine di evitare il ripetersi di analoghi comportamenti in occasione di manifestazioni sportive, ha emesso pertanto tre DASPO nei confronti di alcuni tifosi locali, ai quali è stato imposto il divieto di accedere agli impianti sportivi con rilevanti conseguenze penali in caso di accertata violazione.
Con il daspo il Questore, attiva uno strumento giuridico efficace sia sul fronte della prevenzione, in relazione al verificarsi di eventuali condotte potenzialmente pericolose che sul fronte della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Azioni concrete dunque volte a garantire nelle manifestazioni sportive della città il rispetto della legge ed a bandire nello
stesso tempo ogni forma di violenza e disordine sociale.
Basket
Trapani, nello sport nazionale, è sempre stata una città laterale. Non per mancanza di passione, ma per distanza, per silenzi, per quella linea invisibile che spesso separa il Sud dal centro del racconto. Una città che ha imparato a non aspettarsi nulla, ma che non ha mai smesso di lavorare.
Il basket è stato il suo linguaggio più coerente. Non una moda, non un colpo di fortuna. Una costruzione lenta, cresciuta nel tempo, passata dal PalaDaidone, oggi PalaShark, e diventata identità condivisa. Qui non si è mai chiesto spettacolo: si è sempre chiesto rispetto.
La pallacanestro a Trapani non nasce oggi. Dal secondo dopoguerra in poi è stata scuola sportiva, educazione, comunità. La Pallacanestro Trapani ha attraversato anni difficili e campionati duri, restando però una piazza credibile, soprattutto in Serie A2.
Qui il basket non è mai stato un’illusione. È stato fatica quotidiana. Ed è così che si forma una città sportivamente adulta.
Con la gestione Antonini si è interrotto un ciclo di marginalità che durava da decenni. Trapani ha smesso di sentirsi periferia e ha iniziato a sentirsi presenza reale nello sport italiano.
L’imprenditore laziale ha investito, ha portato visibilità, ha acceso ambizione. Il palazzetto si è riempito, il Daidone è diventato PalaShark. Per una città del Sud spesso dimenticata, non è stato un dettaglio. È stato riscatto.
Non si trattava solo di vincere.
Si trattava di contare.
Oggi quella spinta si è incrinata. I fatti sono chiari: ritardi nei pagamenti, sanzioni federali, penalizzazioni in classifica, una gestione percepita come distante. Tutto questo ha prodotto incertezza e ha riaperto paure che Trapani conosce bene.
Qui non ci si ribella per una sconfitta. Qui si soffre quando il futuro torna opaco. Perché questa città sa cosa significa sparire dal radar dello sport nazionale.
E non vuole tornarci.
I tifosi granata hanno memoria lunga. Ricordano da dove si viene e quanto è costato arrivare fin qui. Per questo oggi non chiedono slogan, ma verità.
Il silenzio pesa più di una partita persa. Perché Trapani ha sempre saputo stringersi attorno alla squadra, se coinvolta. La paura è una sola: vedere disperso ciò che è stato costruito con anni di lavoro serio.
Il campo, che mette fine alle discussioni Ed è qui che ogni scetticismo cade.
Mentre fuori dal parquet tutto appare fragile, la squadra ha continuato a dare risposte.
Una squadra che, al netto delle penalizzazioni, oggi sarebbe stabilmente al vertice della massima serie italiana.
Questo non è un’opinione.
È ciò che dicono il campo, i risultati, il livello di gioco. Il resto è rumore.
La sconfitta che ha chiuso il cammino della fase in Basketball Champions League non cancella nulla. Trapani ha superato la fase a gironi, chiudendo terza, a pari punti con il Bursaspor, secondo, restando fuori solo per una minima differenza canestri.
Un terzo posto europeo, a pari punti con la seconda, è un dato tecnico. Oggettivo. Che certifica il valore reale di questa squadra.
Trapani può stare lì.
Ci è già stata.
A Trapani il basket non è intrattenimento. È possibilità concreta di riscatto. È la dimostrazione che anche una città del Sud, se messa nelle condizioni giuste, può costruire qualcosa di serio, credibile, competitivo.
Per questo il momento attuale non è una semplice crisi sportiva. È un passaggio decisivo. Perché tornare indietro significherebbe tornare a quel silenzio che Trapani conosce fin troppo bene.
La città ha fatto la sua parte.
Il campo ha parlato.
Ora servono solo continuità, chiarezza e rispetto.
Tutto il resto non conta.
Politica
Trapani – “Trapani non è terra di conquista”. In merito alle recenti dichiarazioni del Presidente del Trapani Shark, Valerio Antonini, e ai suoi reiterati annunci di un imminente impegno politico nella città di Trapani, Sinistra Futura ritiene doveroso intervenire con chiarezza.
“Fare politica non è un’esibizione personale, una prova muscolare ed economica, né una passerella: è, prima di tutto, un esercizio di responsabilità, un lavoro collettivo che dovrebbe essere accessibile a tutte e tutti e volto esclusivamente alla costruzione del bene comune. Che il dott. Antonini abbia deciso di mettersi in gioco in ambito politico non è, di per sé, un problema. Ma lo diventa nel momento in cui questa volontà si manifesta in assenza di trasparenza sugli interessi in campo e senza un’assunzione di responsabilità rispetto a potenziali conflitti che intrecciano il ruolo imprenditoriale, quello sportivo e le sue ambizioni politiche. Sfruttare i successi sportivi, che appartengono innanzitutto ai tifosi e a un’intera comunità appassionata, per costruire un’immagine pubblica funzionale a un proprio disegno di potere, è una scorrettezza che merita di essere denunciata”.
E poi la nota prosegue
“Il modello che viene proposto – padronale, muscolare, intriso di simboli e slogan che richiamano esperienze populiste e reazionarie oltreoceano – non è neutro. È anzi profondamente radicato in una visione di destra, che mentre parla di rilancio, immagina uno sviluppo affidato ai privati, dove il territorio non è bene comune ma risorsa da colonizzare e mercificare.
Preoccupa, in questo contesto, la leggerezza con cui l’amministrazione comunale ha condiviso l’attribuzione della cittadinanza onoraria a una figura che, poco dopo, ha usato quella legittimazione per condurre una personalissima campagna a colpi di post, accuse e attacchi nei confronti di chiunque esprima una posizione critica. Una scelta che appare oggi inopportuna, e che ha contribuito a creare un clima tossico, fondato più sulla fedeltà personale che sul rispetto democratico.
Antonini è, ovviamente, libero di impegnarsi in politica. Ma la politica ha senso solo se praticata insieme ai cittadini, non contro di loro o al loro posto.
Trapani, città bellissima e ferita, ha già pagato troppo caro il prezzo di essere trattata come terra di conquista.
Le difficoltà strutturali che vive – dalla mobilità alla gestione dell’acqua, dai rifiuti al decoro urbano – non si risolvono con slogan, ma con una visione lungimirante e condivisa del futuro. E tale visione non può nascere dove mancano ascolto, partecipazione, cura dei diritti e rispetto delle regole.
Siamo in una città dove ancora oggi il lavoro è spesso sinonimo di sfruttamento, dove l’economia si regge su precarietà, ricatti e forme moderne di schiavitù.
Di fronte a tutto questo, non servono cappellini, coriandoli o cotillon: serve una politica vera, concreta, radicata nei bisogni reali delle persone.
Sinistra Futura richiama tutte le forze democratiche ancora vive, i sindacati, le realtà sociali e culturali del territorio a costruire un fronte comune per contrastare il vuoto e l’arroganza, per impedire nuove “invasioni barbariche” che rischiano di compromettere ulteriormente il tessuto civile e sociale della nostra comunità. Esprimiamo infine solidarietà a chi, in questi mesi, è stato oggetto di insulti e campagne diffamatorie per aver espresso un dissenso legittimo: giornalisti, redazioni locali, semplici cittadini. In democrazia, la critica non è un’offesa, è una risorsa. Ed è nostro compito difenderla”.
Calcio
Trapani – Aronica alza il sipario sulla nuova stagione: «Ora è davvero la mia squadra». Con 13 nuovi acquisti e un ritiro fissato a Troina fino al 31 luglio, il Trapani Calcio 2025/26 riparte con idee chiare. Il tecnico Antonino Aronica conferma il modulo 3-4-2-1 e punta forte sulla Coppa Italia: «Abbiamo costruito una rosa fisica e motivata. Serve solo diventare gruppo».
Sul mercato restano aperte le piste Donnarumma e Canotto, mentre Kragl è ancora in bilico. La dirigenza sottolinea: «Solo chi sposa la causa resta. Fuori chi pensa solo al portafoglio». Sabatino resta capitano, e per Segberg e Stinrud arriva la prova del nove in ritiro.
Capitolo penalizzazione: «Nessun alibi, anche con -8 si può fare l’impresa».
Appello finale ai tifosi: «Abbiamo investito tanto. Adesso, Trapani, tocca a te».
Basket
Trapani – Nessuno si sarebbe aspettato alla fine di una stagione straordinaria per la Trapani Shark che la tifoseria si sarebbe rivoltata contro la società e il suo presidente. La straordinaria “cavalcata” granata che rimarrà nella storia dello sport di questa città, avrebbe dovuto avere un finale ben diverso.
Attraverso un lungo comunicato, i gruppi del tifo organizzato della curva del Trapani Shark — Trapanesi Granata, Nessuna Resa U.TP, IDN e Gate 91100 — hanno scritto che non saranno presenti al palazzetto per seguire la partita contro l’Olimpia Milano. “È una decisione dolorosa, maturata dopo un’attenta riflessione, ma resa necessaria da una situazione che riteniamo profondamente ingiusta.Apprendiamo solo in queste ore, tramite un tweet, che sarebbe stata avanzata un’offerta di gbiglietti a 32 euro una proposta mai comunicata ai gruppi della curva e comunque distante dalla nostra richiesta, che era concreta, equilibrata e allineata ai prezzi dei settori popolari delle tifoserie di tutta Italia“.
Non si fa attendere la reazione del patron della Shark Valerio Antonini: “Questo comunicato rappresenta in pieno tutto ciò che MAI e poi MAI dovrebbe essere il Tifoso. Che si definisce il tifo organizzato (che per inciso neanche esisteva 2 anni fa) per venire a ricattare le società con atteggiamenti come questi, dove il prezzo del biglietto e cosa dire e fare lo stabilisce il tifoso e non la società che investe. Siamo alla follia più totale. E la gravità è che hanno aspettato pochi giorni prima della partita contro Milano dove ci giochiamo il primo posto per fare questo schifo. Oltre a citare SCAFATI e NAPOLI dove la società ha dovuto in maniera passiva subire scelte ovvie della Lega. Veramente scandaloso. Ma è chiaro che era tutto organizzato da mesi visti i pregressi. E alla fine scrivono che sono disposti a sedersi..per dettare loro le condizioni. STATEVENE A CASA se neanche a 32 euro (che vi sono stati comunicati ieri pomeriggio ed avete detto che volevate pagare 25€ perché altrimenti non entravate) volete vedere la vostra squadra giocare per vincere lo scudetto. Io con psuedo tifosi che si rivolgono in questa.maniera al Presidente che li ha portati a giocarsi uno scudetto NON HO NULLA DA DIRE!!!!!).
Antonini ha poi sottolineato anche: “Aggiungo un tema che mai avevo indicato. Ad inizio stagione nel giorno della presentazione di Jasmin [Repesa] al Comune, mi costrinsero, alla presenza dell’assessore Barbara, ad abbassare il costo degli abbonamenti del 25% a chi dicevano loro (ossia i famosi 60-70 che all’era Basciano o non esistevano o non pagavano nemmeno) indicando che in caso contrario non solo non sarebbero venuti a vedere le partite ma anche contestato la società. E cedetti per non cominciare l’anno con le polemiche. Ora dopo un anno a vedere la loro squadra primeggiare in Serie A con meno di 300€ si permettono di ricominciare a minacciare per 7 €! Quando i veri tifosi hanno regolarmente comprato il biglietto anche come forma di ringraziamento per quanto fatto fin ora dalla società! Per me non siete tifosi, ma approfittatori. Sono disgustato da tutto questo. E non accetterò compromessi MAI PIÙ. L’affetto e la partecipazione non si comprano. Mai.”
Calcio
Trapani, – Doveva essere la serata della riscossa, e invece si è trasformata in una notte di delusione. Il Trapani fallisce l’estremo tentativo di un assalto ai playoff, cedendo per 0-1 contro una Casertana determinata a conquistare la salvezza. L’ultimo atto di una stagione che lascia più rimpianti che soddisfazioni.
Allo stadio Provinciale di Trapani è andata in scena una sfida decisiva, che ha visto i granata giocarsi le residue speranze di accesso ai playoff di Serie C. Dopo un avvio incoraggiante, la squadra di Aronica è caduta al 10’, punita da Vano sugli sviluppi di una palla inattiva. Da quel momento, il Trapani ha tentato in tutti i modi di rimettersi in carreggiata, senza però riuscire a scardinare la difesa rossoblù.
Nonostante una pressione costante nella ripresa e alcune buone occasioni, i padroni di casa non sono mai riusciti a trovare il gol del pareggio. La Casertana, ordinata e cinica, ha resistito fino al triplice fischio, conquistando la permanenza in Serie C. Per il Trapani, invece, la partita si è conclusa tra la frustrazione dei giocatori e il silenzio amaro del Provinciale.
A fine gara, il tecnico granata Aronica ha commentato con amarezza: “Abbiamo dato tutto quello che avevamo, ma purtroppo non è bastato. Dispiace chiudere così una stagione che avrebbe meritato un epilogo diverso”.
Tra i tifosi, delusione palpabile: “Un’occasione gettata al vento – commenta un supporter granata – Speravamo almeno di vedere la squadra lottare fino alla fine dei playoff, ma questa è una batosta difficile da digerire”.
Il Trapani paga un avvio di gara troppo timido e la scarsa precisione sotto porta nei momenti chiave. Decisive anche alcune scelte tattiche e cambi effettuati nella ripresa che non hanno inciso come sperato. Sullo sfondo, il tema della fragilità mentale in partite decisive torna a pesare come un macigno sull’intero gruppo.
Con la mancata qualificazione ai playoff, la stagione granata si chiude anzitempo. In vista della prossima annata, si attendono riflessioni profonde sulla costruzione della squadra e sul futuro delle scelte societarie. I tifosi si aspettano segnali concreti dalla società per rilanciare le ambizioni del club e non lasciare che questa annata amara resti senza conseguenze.
Trapani – Casertana 0-1
Serie C 2024/2025 – 38ª giornata
Stadio: Provinciale di Trapani
Marcatore:
10′ Vano (Casertana)
Trapani:
Summa; Sabatino, Bolcano (60′ Cocco), Pagliarulo, Boccia; Romano (75′ Marigosu), Cangemi (65′ Buffa), Taugourdeau, Ghisleni; Kragl, Samake (80′ Krivokapic).
Allenatore: All.: Aronica.
Casertana:
Venturi; Zanandrea, Celiento, Carillo, Meola; Casoli, Damian (70′ Proietti), Matese; Tavernelli (80′ Taurino), Turchetta (65′ Anastasio); Vano (85′ Curcio).
All.: Iori.
Calcio
Benevento – Al Vigorito i granata passano grazie al gol di Carraro in avvio di partita. Gli uomini di Aronica riescono a mantenere il risultato fino alla fine e portano a casa sudando tre punti preziosi. Il finale di stagione regolare riserva al Trapani l’emozione della terza vittoria consecutiva guadagnata sul campo contro un avversario che fino alla fine ha tentato in tutti i modi di scombinare i sogni granata.
Tutto accade al sesto minuto: un cross tagliente dalla destra, uno di quei palloni velenosi che sembrano avere vita propria, è bastato a mandare in confusione la retroguardia campana. Il giovane Nunziante ha cercato di intervenire… ma non ci è riuscito. E così, in modo quasi grottesco, il Trapani si è ritrovato in vantaggio.
Con Salvatore Aronica in panchina sembra essere cambiata l’aria. Non solo tre vittorie consecutive, ma tre successi senza incassare neanche un gol. Roba da segnarsi sul calendario, per una squadra che fino a poco tempo fa sembrava più incerta che ambiziosa.
Al 6′ imbucata di Kragl per Carraro che approfitta dell’errore dell’intera retroguardia avversaria, conclusione da posizione defilata e la beffa a Nunziante, mandando la palla sulla parte interna del palo prima di andare in rete. Ancora un’incertezza per il portiere giallorosso che due minuti dopo rischia di subire un altro gol, con il colpo di testa di Celiento, sull’angolo battuto da Carraro, che si stampa sul palo. Passano pochi secondi e Carraro va vicinissimo alla doppietta: la sua conclusione finisce di pochissimo fuori. Benevento-Trapani 0 – 1.
Ma l’episodio che ha cambiato il ritmo della partita è arrivato a un quarto d’ora dalla fine. L’arbitro vede un tocco di mano di Carraro – più presunto che evidente – e concede un rigore ai padroni di casa. Sulla prima battuta, Manconi sbaglia. L’arbitro però fa ripetere. A quel punto, tutto lo stadio trattiene il fiato. Barosi, al debutto tra i pali, si stende alla sua destra e para anche il secondo tentativo. La palla rimane lì, ma nessuno del Benevento riesce ad approfittarne. Il portiere granata si rialza e grida, liberando tutta la tensione.
Il resto è cronaca di un finale acceso: espulsione di Veltri per un fallo di reazione, nervosismo crescente sugli spalti e in campo, e poi i fischi. Tanti, sonori, lanciati dai tifosi sanniti a una squadra apparsa spenta e confusa.
Il Trapani, invece, ha chiuso il match con maturità, senza lasciarsi risucchiare nel caos degli ultimi minuti. I giocatori hanno alzato le braccia al cielo, come se potessero vedere i propri tifosi, lontani ma idealmente lì, a festeggiare con loro.
A fine gara, Aronica ha il volto teso ma soddisfatto. Lo sa, questo è un momento delicato. “Orgoglioso”, dice. Ma non è solo retorica: si vede che ci crede. E ha ragione a farlo.
Il portiere Barosi, l’eroe della serata, liquida tutto con una frase semplice: “Il rigore parato? È una bella emozione, ma la vittoria è di tutti”. Ed è proprio questo “tutti” che sembra fare la differenza, in una squadra che finalmente comincia ad assomigliare a se stessa.
Adesso si torna al “Provinciale”, per affrontare la Casertana. Il vento potrebbe cambiare di nuovo. Ma per il momento, Trapani può godersi una notte da grande.
BENEVENTO (4-2-3-1): Nunziante; Oukhadda, Berra (C), Capellini, Sena (dal 35’s.t. Veltri); Talia, Acampora (dal 18’s.t. Prisco); Lamesta (dal 28’s.t. Starita), Pinato, Lanini (dal 18’s.t. Perlingieri); Manconi. A disposizione: Manfredini, Lucatelli; Ferrara, Tosca, Viscardi; Agazzi, Viviani; Borello, Carfora. All.: Gaetano Auteri.
TRAPANI (3-4-2-1): Barosi; Mulè, Malomo, Silvestri; Celiento, Carraro, Toscano (dal 44’s.t. Segberg), Sabatino (C); Kragl (dal 20’s.t. Hraiech), Ruggiero (dal 38’s.t. Daka); Anatriello (dal 38’s.t. Piovanello). A disposizione: Ujkaj, Giliberti; Ciotti, Zappella; Verna; Ciuferri, Stensrud, Ongaro. All.: Salvatore Aronica.