Cronaca
Trapani – La quinta sezione della Corte d’Appello di Palermo, ha assolto dal reato di violazione delle misure di prevenzione con la formula “perché il fatto non sussiste”, Michele Di Maggio, assistito dall’avvocato Natale Pietrafitta.
L’imputato era stato fermato – il 26 ottobre del 2022 – a bordo della sua vettura sprovvisto di patente, poiché sospesa a seguito di applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale.
In primo grado, però, la difesa aveva dimostrato che, all’epoca del controllo, la misura non fosse ancora definitiva, tanto è che poi gli era anche stata revocata e, quindi, non potevano trovare applicazione le disposizioni previste dal decreto sulle misure di prevenzione che, invece, disciplina la configurazione dell’illecito solo ove la misura sia definitiva, appunto.
Le medesima considerazioni, quindi, sono state riformulate in sede di appello e, questa volta, con una applicazione della disciplina più attenta e più corretta giuridicamente, la Corte d’Appello ha accolto le doglianze difensive assolvendo l’imputato con la formula “perché il fatto non sussiste”.
Palermo – Un palermitano di 57 anni, sottoposto alla sorveglianza speciale, è stato arrestato dalla Polizia di Stato, poiché ritenuto responsabile del reato di furto aggravato.
Qualche giorno addietro si sarebbe reso responsabile della sottrazione di articoli di bigiotteria prelevati dagli espositori interni di una farmacia in zona Pitrè.
La dipendente dell’esercizio, una volta verificato l’ammanco, ha contattato le forze dell’ordine e lanciato l’allarme.
Il tempestivo intervento di una pattuglia del Commissariato “Porta Nuova” ha consentito di cristallizzare gli elementi a disposizione e, attraverso la visione delle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza, di risalire al presunto autore del furto, identificato per un uomo di zona già conosciuto per i suoi svariati precedenti ed in atto sottoposto al regime della sorveglianza speciale.
Le pattuglie di zona, in particolare quelle dei Commissariati “Porta Nuova” ed “Oreto”, sulla base delle informazioni riconducibili all’uomo, hanno ipotizzato l’eventuale percorso di fuga e ne hanno circoscritto i confini, battendo l’area.
Hanno sorpreso l’uomo in piazza Indipendenza, con addosso un giubbotto all’interno del quale hanno rinvenuto gli articoli di bigiotteria muniti ancora di etichetta.
Gli articoli sono stati riconosciuti dalla dipendente della farmacia ed a lei riconsegnati.
L’uomo che ha ammesso le sue responsabilità, è stato tratto in arresto ed il provvedimento convalidato dall’Autorità Giudiziaria.
Cronaca
Marsala – I Carabinieri della Stazione di Ciavolo hanno arrestato, per i reati di furto aggravato e
violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale, un 32enne marsalese sorpreso ad asportare materiale da un supermercato.
Il 32enne sarebbe stato sorpreso dai militari dell’Arma in possesso di elettrodomestici appena asportati da un supermercato della zona per un valore di circa 200 euro.
L’uomo, in atto sottoposto alla misura della sorveglianza di PS con obbligo di dimora nel comune di Marsala, è stato arrestato e, a seguito dell’udienza di convalida, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico mentre la refurtiva riconsegnata all’avente diritto.
Mazara del Vallo – A conclusione di una serie di indagini e analisi condotte sulla scorta di pregressi accertamenti di polizia giudiziaria ed di approfondite analisi patrimoniali, agenti in servizio presso la Divisione Anticrimine della Questura di Trapani, hanno eseguito la confisca di beni nei confronti di Vito Ingrassetto, pregiudicato di Mazara del Vallo.
Valore dei beni confiscati 300 mila euro, ed in particolare una impresa individuale, dieci tra motoveicoli ed autovetture nonché conti correnti bancari e postali, inclusa anche una ingente somma già oggetto di sequestro penale poiché provento dell’attività illecita di spaccio di sostanze stupefacenti .
Il provvedimento è stato emesso disposte dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale del capoluogo, che ha accolto integralmente la proposta avanzata dal Questore di Trapani Giuseppe Felice Peritore (ai sensi della vigente normativa antimafia), anche per quanto concerne l’aggravamento della misura personale precedentemente applicata a Ingrassetto.
A quest’ultimo che attualmente si trova detenuto in istituto penitenziario, è stato anche decretato l’aggravamento della durata della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza fino a cinque anni, con l’imposizione contestuale dell’aggiunta dell’obbligo di soggiorno e del divieto di recarsi fuori dal comune di residenza.
La confisca fa seguito al sequestro operato dalla Polizia a Mazara del Vallo nel mese di marzo di quest’anno. 
“I fatti compendiati nella proposta presentata ed accolta integralmente dal Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione hanno posto in risalto il profilo criminale di un noto pregiudicato mazarese che già negli anni precedenti era stato destinatario di analoga misura personale e patrimoniale e che, nel mese di novembre dello scorso anno, era stato tratto in arresto per traffico di stupefacenti”.
Vito Ingrassetto – scrivono gli investigatori – nel tempo, ha reiterato, con la medesima intensità e con le stesse modalità, l’attività di spaccio, che gli ha sempre permesso di concretizzare e gestire significative somme di denaro e altri beni. Sia i beni, sia le somme di denaro, però, venivano rigorosamente schermati da operazioni negoziali di natura simulatoria realizzando intestazione fittizie, finalizzate ad eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali tramite intestazioni non solo ai propri familiari, così come aveva fatto in precedenza, ma anche a soggetti extra familiari al fine di evitare ulteriori aggressioni al proprio patrimonio.
Le indagini patrimoniali, condotte da specialisti della Divisione Polizia Anticrimine, hanno evidenziato infatti come lo stesso proposto, negli anni, abbia illecitamente acquisito beni a fronte di redditi percepiti del tutto risibili.
La sproporzione tra il patrimonio illecitamente accumulato ed i redditi legalmente acquisiti è stata tale che il Tribunale, condividendo totalmente la richiesta avanzata dal Questore di Trapani, ha disposto la confisca di beni riconducibili a Vio Ingrassetto interessato e valutati in 300 mila euro circa.
Cronaca
Alcamo – I carabinieri della compagnia hanno arrestato un pregiudicato di 28 anni – già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza – per estorsione. L’uomo, secondo la ricostruzione fornita, si sarebbe presentato presso un centro scommesse e, sferrando dei pugni al bancone, avrebbe preteso da un impiegato 20 euro.
Al rifiuto del dipendente avrebbe lui stesso raggiunto il registratore di cassa facendosi consegnare 10 euro per poi fuggire a piedi. L’immediata analisi delle immagini estrapolate dai circuiti di video-sorveglianza ha consentito l’identificazione dell’indagato.
Cronaca
Trapani – I Carabinieri della Compagnia di Trapani hanno arrestato, per evasione e inosservanza
degli obblighi inerenti la Sorveglianza Speciale, due trapanesi di 18 e 42 anni sorpresi per le strade della città contravvenendo alle prescrizioni delle misure cui sono in atto sottoposti.
Il 18enne, arrestato da pochi giorni per aver rubato un’auto da un garage che per sua sfortuna aveva un GPS che indicava costantemente la posizione della stessa, è stato rintracciato nei pressi della caserma Borgo Annunziata dopo che sarebbe risultato assente al controllo nell’abitazione dove sta scontando i domiciliari. Tratto in arresto, a seguito dell’udienza di convalida è stato sottoposto nuovamente agli arresti domiciliari.
Il 42enne invece, in atto sottoposto alla sorveglianza speciale di PS e all’obbligo di dimora nel comune di Erice, durante le ore notturne sarebbe risultato assente al controllo dei militari che lo hanno poi sorpreso rincasare a piedi traendolo in arresto. A seguito del giudizio direttissimo lo stesso è stato risottoposto alla misura della sorveglianza speciale.
Cronaca
Vittoria (Ragusa) – Fermato nel pomeriggio il presunto omicida di Angelo Ventura, il trentottenne morto a Vittoria, per le ferite riportate nell’agguato avvenuto prima della mezzanotte di ieri (29 gennaio 2025). Si tratta di Francesco Lo Monaco, un pregiudicato di 42 anni, che era sottoposto a sorveglianza speciale.
Le indagini, coordinate dalla procura di Ragusa, sono state effettuate dal commissariato di Vittoria e dalla squadra mobile di Ragusa. Ritrovato il fucile calibro 12 a canne e calcio mozzati, utilizzato per l’omicidio.
Ventura dopo l’agguato era stato portato in ospedale da due sconosciuti poco prima di mezzanotte. Sottoposto a intervento di chirurgia vascolare, è morto poco dopo le dieci del mattino senza mai riprendere conoscenza.
Lo Monaco, soprannominato «Cannata», è stato condotto in commissariato e interrogato a lungo alla presenza dell’avvocato difensore Matteo Anzalone. Al termine dell’interrogatorio il sostituto procuratore Monica Monego ha emesso il provvedimento di fermo e l’uomo è stato condotto in carcere a Ragusa. Il provvedimento di fermo è stato emesso, per il momento, per i reati di porto e detenzione di arma clandestina. Gravemente indiziato di essere il responsabile del delitto, dovrà comparire davanti al Gip per la convalida del provvedimento di fermo e per l’eventuale ulteriore ipotesi accusatoria riguardo all’accusa di omicidio.
Cronaca
Trapani – Nella mattinata odierna, operatori della Polizia di Stato in servizio presso la Divisione
Anticrimine della Questura di Trapani hanno eseguito nel territorio di Erice– Casa Santa la confisca di beni nei confronti di due congiunti trapanesi, padre e figlio, di anni 47 e 25, per un valore complessivo di circa 270.000,00 Euro, nonché la sottoposizione, per entrambi, alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza, della durata rispettivamente di 2 anni e 6 mesi e di 3 anni.
Il Provvedimento ablativo è stato emesso dal Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione su Proposta congiunta del Questore di Trapani e del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trapani, per l’applicazione della misura di prevenzione personale e patrimoniale a carico di due pregiudicati trapanesi a conclusione, di un procedimento che già avevo condotto al sequestro di numerosi beni a loro riconducibili, tra i quali rapporti bancari e postali, beni immobili, autovetture e motoveicoli.
Il profilo criminale dei due soggetti, già da molti anni noti alle cronache giudiziarie, poiché più volte denunciati o arrestati per reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, era ben delineato avendo riportato peraltro diverse condanne.
In particolare il padre, pienamente inserito nel mondo del traffico di stupefacenti di Trapani ed Erice, è stato punto di riferimento per lo spaccio ed il commercio nel trapanese fungendo da anello di congiunzione con gruppi criminali operanti nel territorio palermitano, dai quali si riforniva e manteneva costante la disponibilità di sostanza stupefacente. L’organizzazione messa in piedi garantiva la vendita “al dettaglio” attraverso esercizi commerciali in Trapani, con i quali si poteva concordare quantitativi ed orari.
Oggi, al padre è stata anche applicata la sorveglianza speciale di p.s. per due anni e sei mesi. Il figlio, alter ego paterno, con le medesime capacità operative nel traffico degli stupefacenti, è stato anch’egli destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale per anni tre. Reiteratamente propenso all’uso della violenza e delle armi, non sempre è stato capace di contenere gli istinti criminosi, sebbene gli siano state applicate, nel tempo, misure cautelari o pene detentive. Affrancandosi alla figura paterna e grazie alla collaborazione di altri giovani ben inseriti nel mondo della criminalità locale, è riuscito sempre in modo più autonomo a gestire l’attività di spaccio, acquisendo i caratteri del “capo”, provvedendo a “gestire” le situazioni debitorie di acquirenti di sostanza stupefacente.
L’attività di spaccio, definibile fiorente, aveva permesso ai due congiunti di costruire un discreto patrimonio immobiliare e finanziario, frutto del reimpiego degli illeciti capitali conseguiti. Le approfondite attività investigative e le relative indagini patrimoniali esperite da personale specializzato dimostravano una rilevante “sproporzione” tra i redditi lecitamente acquisiti e la reale disponibilità economico-finanziaria degli stessi e dei loro nuclei familiari.
Tale attività sfociava nel sequestro di molti beni nella disponibilità dei due soggetti, operato nella giornata del 3 novembre del 2023, che oggi viene suggellato con la definitiva confisca di numerose autovetture, di motoveicoli tra cui scooter di grossa cilindrata e di immobili, di attività commerciali tra cui due pizzerie, oltre a numerosi rapporti economici, sia bancari che postali.