Economia
Assegno di inclusione, a settembre pagamenti tra il 26 e il 27: per alcuni anche un bonus
Roma – Settembre porta con sé la nuova ricarica dell’Assegno di inclusione. La data ufficiale resta sabato 27, ma non è escluso che molti possano ricevere i soldi già venerdì 26, se l’INPS riuscirà a completare per tempo le procedure. Una notizia che fa sperare tante famiglie in un piccolo anticipo, utile soprattutto con le spese del rientro a scuola.
La maggior parte dei beneficiari vedrà l’accredito sabato 27 settembre. Ma, come accaduto già in passato, se le lavorazioni si chiudono in anticipo i pagamenti potrebbero partire dal giorno prima.
Non tutti lo hanno ricevuto, ma a settembre alcuni nuclei hanno trovato una sorpresa in più: un bonus una tantum fino a 500 euro. È stato riconosciuto solo a chi aveva concluso le prime 18 mensilità e, dopo un mese di pausa obbligatoria, ha rinnovato la domanda.
In pratica, chi normalmente prende 400 euro, questo mese ne ha incassati 800: l’importo ordinario più l’indennizzo previsto dalla legge.
C’è anche chi dovrà aspettare. Le famiglie che hanno terminato il primo ciclo di 18 mesi ad agosto non riceveranno la ricarica di settembre: per loro scatta il mese di sospensione. Potranno tornare a percepire l’Assegno solo da ottobre, con in più il bonus una tantum come compensazione.
Economia
TRAPANI – Con l’inizio dell’anno scolastico 2025/2026 torna la “stangata” di settembre. Per mandare a scuola un ragazzo servono in media più di 1.300 euro tra libri di testo, zaini, diari e materiale di cancelleria. Una spesa che pesa soprattutto sui nuclei con più figli e che, anche nel Trapanese, sta portando molte famiglie a correre ai ripari.
Le rilevazioni parlano di rincari tra il 3 e il 5% rispetto al 2024. Un zaino griffato supera i 200 euro, un astuccio completo tocca i 60, un diario arriva fino a 40. Accanto agli articoli classici si fanno largo modelli “hi-tech” con luci led, power bank e speaker incorporati, che gonfiano ulteriormente la spesa.
Il capitolo più pesante resta quello dei libri. L’Istat ha registrato un aumento medio del 3,8%. A pesare di più è la diffusione delle nuove edizioni: cambiamenti minimi ma sufficienti a rendere inutilizzabili i testi usati. L’Antitrust, in un report pubblicato ad agosto, ha segnalato come l’80% del mercato sia in mano a quattro case editrici, riducendo la concorrenza.
Le riforme introdotte negli ultimi anni non hanno risolto il problema. I tetti di spesa stabiliti per le scuole vengono regolarmente superati, i libri digitali si sono rivelati poco pratici e gli sconti della grande distribuzione non possono superare il 15%.
Per contenere i costi, i genitori adottano diverse soluzioni:
Il caro-scuola resta un appuntamento fisso. Cresce l’interesse verso mercatini dell’usato e gruppi di acquisto condiviso, ma il tema resta aperto e ogni settembre riaccende il dibattito sulla reale efficacia delle riforme. Intanto, per molte famiglie della provincia, l’avvio dell’anno scolastico continua a rappresentare una prova non solo organizzativa ma soprattutto economica.