• Addio a Remo Girone, l’indimenticabile mafioso Tano Cariddi della Piovra
    L'attore è morto improvvisamente nella sua casa di Monaco
    Redazione4 Ottobre 2025 - Attualità
  • E morto lattore Remo Girone Attualità

    Monte Carlo (Monaco) – Tutti lo ricordiamo come il famoso mafioso Tano Cariddi dello sceneggiato Rai “La Piovra”.   Remo Girone, 76 anni è morto ieri sera nella sua casa di Monte Carlo dove viveva con la moglie Victoria Zinny.

    Nato ad Asmara, in Eritrea, il 1º dicembre 1948 da una famiglia di emigrati italiani, Girone sin da piccolo dimostrò una spiccata vocazione per la recitazione. A tredici anni si trasferì a Roma, dove più tardi abbandonò gli studi in economia per diplomarsi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”.

    Fu il teatro, prima ancora del cinema e della televisione, a dargli le sue prime grandi soddisfazioni. Lavorò con registi del calibro di Luca Ronconi, Orazio Costa e Peter Stein, ricevendo ampi riconoscimenti anche a livello internazionale, come il premio vinto al Festival Teatrale di Edimburgo nel 1996 con lo Zio Vanja di Čechov.

    Nell’87 la consacrazione con il personaggio dello sceneggiato Rai “La Piovra” girato in massima parte a Trapani.

    Girone presta volto, voce e sguardo glaciale a Gaetano “Tano” Cariddi, il ragioniere corrotto e spietato de “La Piovra”, lo sceneggiato della Rai diretto da Luigi Perelli, simbolo della connivenza tra mafia e finanza. Un  personaggio destinato a entrare nella storia della televisione, capace di trasformarlo in un’icona indelebile per generazioni di spettatori.

    La fiction ottenne grandi consensi di pubblico (una media di 10 milioni di spettatori e punte di 15 milioni) ed è stata esportata in oltre 80 nazioni.

    La sceneggiatura de “La Piovra” è stata elaborata da un team guidato da Ennio De Concini su un soggetto del trapanese Nicola Badalucco. L’idea originale di portare il tema della mafia in televisione fu di Sergio Silva, ma la traccia fondamentale della storia fu sviluppata dal giornalista Nicola Badalucco.

    Le location della Piovra a Trapani

    Trapani

    • La sede della squadra mobile dove lavora il commissario Corrado Cattani (Placido)
    • Il palazzo dove abita la marchesa Titti (De Rossi)
    • Il palazzo dove Corrado Cattani (Placido) si trasferisce assieme alla figlia Paola (Nardulli) e alla moglie Else (Jamet)
    • Il carcere dove sono tenuti prigionieri Franco (Vaccaro) e in un secondo momento Sante Cirinnà (Infanti)
    • La strada in cui viene trovato assassinato il commissario Augusto Marineo, capo della squadra mobile
    • Il giardino in cui Paola Cattani (Nardulli) viene rilasciata dopo essere stata rapita e successivamente stuprata

     





  • Catania
    E’ morto Pippo Baudo
    Una vita la sua dedicata al mondo dello spettacolo
    Redazione16 Agosto 2025 - Attualità
  • pippo baudo ipa Attualità

    Catania – Il gigante della tv italiana ci ha lasciato. E’ morto Pippo Baudo: aveva 89 anni. Nato a Militello il 7 giugno 1936, il padre aveva sognato per lui un futuro da avvocato: lui non l’aveva contraddetto, ma si era dedicato anima e corpo al mondo dello spettacolo.

    Presentatore e inventore, il suo primo passo risale al 1959 in La conchiglia d’oro, un concorso musicale a Palermo: presentava Enzo Tortora in veste di pianista, la mia prima apparizione in pubblico. Poi la laurea in Legge, e a Roma per intraprendere la strada dello spettacolo.

    La sua carriera svolta domenica 6 febbraio 1966, quando diventa presentatore per caso: «Avevo proposto un nuovo programma. Il dirigente Rai, dopo aver visto le puntate di prova, sentenzia: È una vaccata. Ma un giorno non arrivò la copia doppiata del telefilm Rin Tin Tin e, non avendo nulla da trasmettere, mandarono in onda il mio Settevoci. Un successo».

    Il quiz musicale con tanto di applausometro poi sul palco del primo Sanremo (alla fine saranno 13). Baudo succede a Corrado come conduttore di Canzonissima (1972/73 e 73/74) e poi di Domenica in (dal 1979). Arriva il biennio (1984-86) da non scordare, che inizia con Fantastico 5 e Serata d’onore e si conclude con la settima edizione di Fantastico che ha punte di oltre 20 milioni di telespettatori.

    Nel 1987, il momento di massimo fulgore.  Dopo una esperienza poco fortunata a Mediaset, nel 1989 è di nuovo su Rai2 con Serata d’onore, ma il purgatorio dura poco e l’anno successivo torna sull’ammiraglia Rai con Gran Premio e Fantastico.

    Nel 1992 è l’anno di un superSanremo, quello in cui blocca «Cavallo pazzo» che vuol buttarsi dalla galleria dicendo che il Festival è truccato. Nel 1996 prima un Sanremo poco felice, poi lascia la direzione artistica delle reti Rai assunta due anni prima e il video per un’inchiesta sulle telepromozioni. La vicenda si conclude patteggiando una condanna a un anno e 9 mesi e rimborsando 200 milioni.

    Ancora peggio va quando decide di tornare a Mediaset, sei mesi a cavallo del 97-98.

    Il rilancio grazie a Rai3 che lo ripesca con Giorno dopo giorno sugli eventi principali del XX secolo: il programma, pomeridiano, ha successo e viene spostato in prima serata con il nuovo titolo di Novecento. Baudo torna con Sanremo 2002, nel 2005 e a Domenica in (l’ultima volta era stato nel 1991), due anni dopo ancora un Sanremo su (con Michelle Hunziker) e poi uno giù (affiancato da Piero Chiambretti, e da Bianca Guaccero e Andrea Osvart).





  • Italia
    Sanremo, la Rai sfida il Comune in tribunale
    Il Festival di Sanremo conteso: la Rai minaccia denunce, il Comune tira dritto
    Trapani Oggi11 Aprile 2025 - Spettacolo
  • teatro ariston2 Spettacolo

    Sanremo senza Rai? Uno scenario che diventa realtà

    Sanremo – Chi l’avrebbe mai detto? Il Festival di Sanremo, da sempre fiore all’occhiello della Rai, potrebbe presto cambiare casa. Il Comune della città dei fiori ha aperto le porte a una gara pubblica per decidere chi organizzerà e trasmetterà il Festival. Una mossa che ha fatto infuriare la Rai, pronta a tutto pur di difendere “il suo” Sanremo.

    “Guai a toccare i marchi del Festival”

    La risposta della Rai non si è fatta attendere: una diffida indirizzata al Comune di Sanremo per impedire che i marchi storici del Festival vengano concessi ad altri. Secondo l’emittente pubblica, quei simboli non sono solo loghi, ma parte integrante della storia italiana. E soprattutto, appartengono a un racconto televisivo cucito su misura da decenni.

    Mediaset e Discovery pronte a subentrare?

    Nel frattempo, si fanno avanti nomi importanti. Mediaset, Discovery e altre reti potrebbero entrare in scena, con progetti ambiziosi per un Sanremo tutto nuovo. Una rivoluzione che fa tremare i palinsesti Rai e agita le acque dell’industria musicale, che già manifesta preoccupazioni per l’assenza di coinvolgimento nei processi decisionali.

    Il Festival messo all’asta: è scontro aperto

    Il bando pubblicato dal Comune è il risultato di una sentenza del TAR della Liguria, che ha imposto all’amministrazione di non affidare direttamente l’organizzazione alla Rai. La Rai ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, ma intanto Sanremo ha deciso di difendersi: il Comune si costituirà in giudizio e porta avanti la sua linea, nel nome della trasparenza e della libera concorrenza.

    Il clima si fa teso, i fan del Festival restano col fiato sospeso

    Tra carte bollate, diffide e ricorsi, chi ama Sanremo si chiede: cosa ne sarà del Festival? Riuscirà a restare lo spettacolo che tutti conosciamo, tra fiori, musica e polemiche, oppure assisteremo a una trasformazione radicale? Il rischio che Sanremo perda l’anima Rai è oggi più concreto che mai.

    E ora che succede?

    Tocca al Consiglio di Stato decidere il futuro del Festival. Nel frattempo, la Rai alza la voce, il Comune tira dritto e le altre emittenti preparano le contromosse. Intanto, il pubblico guarda con stupore questo nuovo “teatrino” fuori dal palco, sperando che la musica – almeno quella – resti protagonista.





  • Italia
    Sanremo 2026, Rai fuori: cambia il Festival?
    Il Consiglio di Stato respinge il ricorso Rai: ora il futuro di Sanremo passa da un bando pubblico
    Redazione6 Aprile 2025 - Spettacolo
  • premio Sanremo Spettacolo

     

    Sanremo, svolta storica: il Festival ora in gara di assegnazione

    Roma – Una sentenza che fa rumore. Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso presentato dalla Rai, confermando l’illegittimità dell’assegnazione diretta dell’organizzazione del Festival della Canzone Italiana. La decisione, che segue quella del TAR Liguria, apre ufficialmente a nuovi scenari per la gestione della kermesse più amata d’Italia. La parola d’ordine è: trasparenza. Il Comune di Sanremo, proprietario del marchio dal 2000, ha già pubblicato un bando pubblico per l’edizione 2026.

    La decisione del Consiglio di Stato

    Il ricorso Rai è stato considerato infondato. L’ordinanza sottolinea che non esistono motivi per sospendere quanto già stabilito dal TAR. L’udienza di merito è fissata per il 22 maggio 2025, ma intanto resta valida la necessità di assegnare l’organizzazione del Festival attraverso una gara pubblica, per garantire correttezza e concorrenza.

    I punti chiave del bando

    Quale futuro per Sanremo in Rai?

    Il format televisivo del Festival e l’edizione 2025, vinta da Olly con “Balorda Nostalgia”, restano saldamente nelle mani della Rai. Tuttavia, dal 2026 in poi, la gestione non è più scontata. Per la prima volta nella sua storia, l’evento simbolo della musica italiana potrebbe non essere prodotto dalla TV di Stato.

    Ipotesi e reazioni

    C’è chi teme che l’asta possa andare deserta, chi spera che le offerte alternative risultino meno competitive. Ma l’idea di un Sanremo su un’altra rete televisiva appare ancora difficile da immaginare. Il presidente del TAR Liguria, Giuseppe Caruso, ha ribadito: “Abbiamo emesso una sentenza giusta. Se qualcuno pensa il contrario, interverrà”.

    La Rai e il marchio Sanremo: una lunga storia

    Fino ad oggi, Rai ha organizzato il Festival sulla base di una convenzione con il Comune di Sanremo. Il TAR ha giudicato irregolari solo le delibere con cui il Comune ha concesso l’uso esclusivo del marchio alla Rai, non la titolarità del format né la gestione dell’edizione 2025.

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    La finale e il sistema di votazione Al termine delle esibizioni dei 29 artisti in gara, i voti sono stati suddivisi tra tre giurie: Televoto (34%) Giuria delle radio...  Leggi Tutto »
    Redazione 16 Febbraio 2025




  • Altre Notizie
    “Costanza” vince il prime time con oltre 4 milioni
    La nuova fiction Rai conquista il pubblico al debutto
    Trapani Oggi31 Marzo 2025 - Altre Notizie
  • costanza Altre Notizie

    Un debutto vincente per “Costanza”, la nuova fiction Rai

    Roma – La serata di esordio della nuova fiction Rai “Costanza”, diretta da Fabrizio Costa e interpretata da Miriam Dalmazio e Marco Rossetti, ha fatto centro. Con oltre 4 milioni di telespettatori e il 23,2% di share, la serie ha dominato la prima serata, registrando punte di ascolto superiori ai 4,8 milioni e oltre il 25% di share.

    Trama e protagonisti: un mix vincente

    Costanza” racconta la storia di una giovane donna determinata a trovare la propria strada tra sfide personali e misteri familiari. Il volto intenso di Miriam Dalmazio, già apprezzata in altre produzioni Rai, si combina con la presenza carismatica di Marco Rossetti, dando vita a una coppia televisiva in grado di emozionare e coinvolgere.

    I numeri del successo

    L’ottimo risultato di ascolti non solo premia il lavoro del regista Fabrizio Costa, ma conferma anche la forza narrativa delle fiction italiane quando riescono a intercettare le emozioni del grande pubblico. La media di 4 milioni e 28 mila spettatori con uno share del 23,2% colloca “Costanza” tra i migliori debutti della stagione televisiva.

    Le prossime puntate

    Il successo della prima puntata lascia presagire un trend in crescita. I telespettatori attendono ora con curiosità l’evoluzione della trama e i colpi di scena delle prossime puntate, che promettono di mantenere alta la tensione e il coinvolgimento. ​La prossima puntata della fiction Rai “Costanza” andrà in onda domenica 6 aprile 2025 alle 21:30 su Rai 1.

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  • Ritorno in chiaro per il basket?
    Verso il nuovo bando TV 2025-2028: RAI favorita per la Serie A, Sky valuta il rientro
    Redazione21 Marzo 2025 - Basket
  • palla basket rai Basket

    Milano – Il mondo del basket italiano si prepara a una svolta epocale: il ritorno in chiaro sulla RAI del campionato di Serie A. Secondo indiscrezioni riportate da La Prealpina, il nuovo bando dei diritti televisivi 2025-2028, in uscita a breve da parte di Legabasket, potrebbe segnare un cambiamento importante per la visibilità del basket italiano. La parola chiave basket serie A RAI torna prepotentemente al centro del dibattito, con scenari che riporterebbero le grandi sfide del parquet sulle reti pubbliche nazionali.

    La RAI punta alla Serie A

    Dopo anni di assenza dal massimo campionato maschile, la RAI si è già riavvicinata al basket trasmettendo la Serie A2 e il campionato femminile. Caduto il cosiddetto “veto antibasket” di precedenti direzioni, ora la TV pubblica appare come la candidata più probabile per riportare in chiaro la Serie A maschile, considerata anche la scarsa propensione di Discovery a rinnovare il proprio impegno su Nove e DMAX.

    Un’opportunità per il grande pubblico

    Il ritorno della Serie A su un canale nazionale e gratuito potrebbe rappresentare un’occasione d’oro per rilanciare la popolarità del basket italiano, ampliando la platea di appassionati e dando nuova linfa anche al settore giovanile e agli sponsor.

    Diritti satellitari: Sky torna in gioco?

    Attualmente i diritti satellitari sono detenuti da Discovery, che trasmette su Eurosport. Tuttavia, Sky starebbe valutando un clamoroso ritorno. Dopo aver abbandonato la Serie A nel 2017, l’emittente di Comcast sarebbe pronta a tornare alla pallacanestro, magari con un’offerta ritagliata su misura per il pubblico pay.

    Streaming: Dazn ed Eurolega al centro

    Per quanto riguarda i diritti streaming, nel triennio in corso (2022-2025) il pacchetto era stato assegnato a Eleven Sports (poi inglobata da Dazn) per 10 milioni di euro. Ora si ipotizza un rinnovo, ma con cifre da ricalibrare, anche in funzione della crescente importanza dell’Eurolega, che potrebbe avere un peso specifico maggiore nel prossimo accordo. In concorrenza ci sarebbe Discovery, pronta a lanciare un nuovo portale multisportivo. Amazon Prime Video, invece, al momento sembrerebbe interessata solo alla NBA, lasciando spazio agli altri competitor.

    Un futuro da scrivere

    Le prossime settimane saranno decisive per capire dove vedremo il basket italiano nei prossimi tre anni. Il ritorno sulla RAI potrebbe aprire una nuova stagione per la Serie A, aumentando visibilità, pubblico e valore commerciale. L’auspicio di molti appassionati è chiaro: che il grande basket torni davvero alla portata di tutti.

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  • Trapani
    “Màkari 4”: la nuova stagione della fiction siciliana che celebra Trapani e la sua provincia
    Màkari 4: quando la fiction diventa promozione turistica per la provincia di Trapani
    Redazione2 Febbraio 2025 - Spettacolo
  • Makari Spettacolo

    La serie televisiva “Màkari” ha conquistato il cuore degli spettatori italiani con le sue storie avvincenti, personaggi indimenticabili e la splendida cornice della Sicilia. Tratta dai racconti di Gaetano Savatteri, la fiction ha saputo mescolare elementi di giallo, commedia e dramma, offrendo al pubblico un intrattenimento di qualità. Con l’annuncio della quarta stagione, le aspettative sono alte e le anticipazioni promettono nuove emozioni, con un focus particolare sul territorio trapanese.

    Màkari 4 – Le stagioni precedenti: un viaggio nel cuore della Sicilia

    La prima stagione di “Màkari” ha introdotto il protagonista, Saverio Lamanna (interpretato da Claudio Gioè), un giornalista caduto in disgrazia che ritorna nella sua terra natale, la Sicilia, per ricostruire la sua vita. Qui, diventa un investigatore per caso, risolvendo misteri e crimini che si intrecciano con la sua storia personale. La serie ha ricevuto elogi per la sua capacità di rappresentare la Sicilia in modo autentico, con paesaggi mozzafiato e una narrazione coinvolgente.

    La seconda stagione ha approfondito le dinamiche tra i personaggi principali, introducendo nuovi casi e sfide per Saverio e i suoi amici. La serie ha continuato a esplorare temi di amicizia, amore e giustizia, mantenendo alta l’attenzione del pubblico.

    La terza stagione ha portato nuovi colpi di scena, con l’introduzione di personaggi come Michela e Giulio, che hanno complicato ulteriormente le relazioni tra i protagonisti. La trama ha affrontato temi più profondi, mantenendo però il tono leggero e coinvolgente che ha caratterizzato la serie fin dall’inizio.

    Màkari 4 – Anticipazioni sulla quarta stagione: nuove indagini e colpi di scena nel trapanese

    La quarta stagione di “Màkari” promette di essere altrettanto avvincente delle precedenti. Le riprese sono iniziate a settembre 2024 e si svolgono in varie location della Sicilia, con un focus particolare sulla provincia di Trapani, tra cui Trapani, San Vito Lo Capo, Scopello, Erice e le isole Egadi. Questi luoghi non solo offrono scenari suggestivi, ma contribuiscono anche a valorizzare il turismo siciliano, attirando l’attenzione su queste meravigliose destinazioni e promuovendo lo sviluppo economico del territorio.

    Anche in questa stagione, il cast principale è confermato:

    Le anticipazioni rivelano che Saverio sarà coinvolto in nuovi casi misteriosi, che metteranno alla prova le sue capacità investigative e le sue relazioni personali. Inoltre, la sua storia d’amore con Suleima affronterà nuove sfide, mentre Peppe Piccionello avrà un ruolo più centrale nelle vicende. Anche se i dettagli specifici della trama sono ancora top secret, è certo che la serie manterrà il suo caratteristico mix di suspense, umorismo e dramma, con un occhio di riguardo alle peculiarità del territorio trapanese.

    Màkari 4 – La Sicilia come protagonista: location e valore turistico

    Una delle caratteristiche distintive di “Màkari” è l’ambientazione siciliana, che non solo arricchisce la narrazione, ma funge anche da potente strumento di promozione turistica. Le location utilizzate nella serie, come Trapani, San Vito Lo Capo, Scopello, Erice e le isole Egadi, mostrano la bellezza naturale e culturale della Sicilia, attirando visitatori e valorizzando il patrimonio locale. La serie contribuisce così a promuovere il turismo nella regione, offrendo agli spettatori uno spunto per visitare questi luoghi incantevoli e scoprire le eccellenze del territorio trapanese, come la produzione di vino, l’artigianato locale e le tradizioni culinarie.

    Màkari 4 – A cosa aspettarsi dalla nuova stagione

    Con la quarta stagione di  Makari, “Màkari 4”,  in arrivo, i fan possono aspettarsi nuove emozioni, misteri e momenti indimenticabili. La serie continua a essere un punto di riferimento per la fiction italiana, grazie alla sua capacità di intrecciare storie avvincenti con una rappresentazione autentica della Sicilia e, in particolare, del territorio trapanese. Non resta che sintonizzarsi su Rai 1 nella prossima primavera per vivere insieme le nuove avventure di Saverio Lamanna e dei suoi amici, e lasciarsi incantare dalle bellezze e dalle peculiarità di questa terra.





  • Italia
    “L’informazione che voi rappresentate è sorgente di libertà” Don Luigi Ciotti, presidente di “Libera”, al XVII Congresso Usigrai
    Trent’anni fa nasceva Libera, un’associazione di associazioni
    Redazione15 Gennaio 2025 - Attualità
  • Luigi Ciotti 1 Attualità

    Roma – “Trent’anni fa nasceva Libera, un’associazione di associazioni. Oggi la trovate ben presente in tutta l’America Latina, in Europa, in Africa. Il ‘noi’ è un elemento vitale per la società, per la Chiesa. Oggi più che mai è necessario unire le nostre forze per diventare una forza, nel senso del servizio per il bene comune. Se c’è bisogno di un progresso, che ci deve veramente coinvolgere tutti, questo progresso è crescere in umanità. Sentendo le voci, le testimonianze, avverto fortissimo questo bisogno di umanità che chiama in gioco ciascuno di noi e si salda ad un’altra parola fondamentale: responsabilità. L’umanità è sempre in divenire. Dunque l’augurio che faccio a tutti voi è di essere davvero solidi. Pensando all’esperienza del Gruppo Abele e a Libera, credo di poter condividere con voi, con tutti i miei limiti, un concetto: l’informazione, che voi rappresentate, è sorgente di libertà e democrazia”.

    Sono le parole di don Luigi Ciotti, Presidente dell’Associazione “Libera”

    intervenuto oggi nel corso della seconda giornata del XVII Congresso Nazionale USIGRAI a Milano Marittima, con un intervento su “Cosa succede se le Comunità non hanno più notizie: l’esperienza di Libera Informazione”.

    La democrazia:

    “La democrazia progredisce solo se è costituita da cittadini informati, attenti – ha aggiunto don Ciotti -. Mi pare importante condividere con voi che l’informazione è importante soprattutto per la formazione delle coscienze. Voi avete una responsabilità immensa nella vostra professione. Voglio esprimere stima e affetto per quanti di voi si mettono al servizio del bene comune. Questo ruolo importante deve avere almeno tre caratteristiche. Essere un’informazione libera, essere pluralista, essere – come ci ricordava un grande amico, grande giornalista RAI, Roberto Morrione – rigorosa. Rigorosa nella ricerca della verità”.

    Proteggere i giornalisti significa proteggere la democrazia

    Secondo don Ciotti, “Proteggere i giornalisti significa proteggere la democrazia, che non è un dogma ma una continua ricerca di verità. Pochi giorni fa eravamo a Palermo per ricordare Libero Grassi, l’imprenditore che scrisse una lettera a chi gli chiedeva il pizzo. Disse delle parole chiare: che non avrebbe mai piegato la testa. Quel gesto trovò risonanza sui media e in televisione. Una cosa vi confido: che proprio Libero Grassi, poi ucciso da Cosa Nostra per il suo invito a mettersi in gioco, un giorno disse che lui si era affidato ai giornali perché credeva nei media”.

    Il Ringraziamento ai giornalisti:

    “Grazie per il lavoro che fate: l’informazione è un veicolo di cittadinanza attiva – ha sottolineato don Ciotti -. Per questo c’è bisogno di un’informazione che stimoli continuamente e aiuti a scendere in profondità nella conoscenza. Abbiamo bisogno di una sana informazione, ne abbiamo davvero tanto bisogno. Dobbiamo dire no alla superficialità, all’informazione usa e getta che non aiuta le persone a saper distinguere e scegliere. Dunque un’informazione che senta la responsabilità educativa. L’informazione, attraverso alcuni canali RAI, ci ha permesso di tenere viva la memoria, di avere documenti, di rilanciarli e condividerli. Allora l’informazione in questo senso è veramente bene comune che non può essere inquinato da interessi di parte, dalla nefasta influenza della politica. Se l’informazione non è del tutto libera, allora non è informazione”.

    L’etica del racconto

    “Il giornalismo – sono le parole di don Ciotti – implica sempre un’etica del racconto. Nella RAI questa responsabilità è ancora più pesante. Per questo da parte mia c’è una ragione di maggiore affetto nei vostri riguardi. Se oggi si è passati dal crimine organizzato mafioso al crimine normalizzato, c’è una responsabilità di qualcosa che è venuta meno nel passato. Venuta meno l’attenzione, il fatto sparisce. Ma non spariscono i problemi che l’hanno generato. Le mafie e la corruzione non godono solo di sostegno attivo, ma anche di quello passivo. Si rinforzano se cresce la sottovalutazione, la rassegnazione, la delega. Abbiamo bisogno di una continuità importante per smuovere le coscienze. Oggi le Mafie sono più forti di prima. Dobbiamo aiutare la gente a prendere coscienza di questo male. Riconoscere una realtà che vede le imprese di mafia agire stabilmente insieme alle imprese che mafiose non sono: oggi c’è questa integrazione tra l’economia legale e criminale. La criminalità organizzata è in continua trasformazione e si adegua alle mutevoli condizioni dei mercati. Le reti di impresa vengono attratte dal crimine organizzate”.

    Il ruolo dei cittatini

    Don Ciotti ha ricordato “il ruolo dei cittadini, che sono chiamati ad essere informati. Le Mafie fanno sempre nuovi affari, nuove alleanze. Dunque, non basta tagliare la malerba in superficie. Sono anni che nel Paese, che io amo, parliamo di Mafie, nonostante l’impegno, la generosità, il sacrificio di tanti e il grande lavoro fatto. Estirpare il male alla radice è una grande sfida culturale. C’è bisogno di voi, di una RAI grande espressione del suo popolo. La ‘Ndrangheta calabrese oggi è presente in cinque continenti: tutto questo ci impoverisce. Quando diciamo mafia, diciamo droga, usura, estorsioni, ecomafie. Non dimenticate mai che in Vaticano questo Papa ha voluto ragionare insieme a Libera sui beni confiscati. Tutto questo è un segno di libertà, di dignità, di una speranza, che ci riguarda tutti”.





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