Attualità
Trapani – Un riconoscimento che arriva a conclusione di una carriera spesa al servizio dello Stato e dei cittadini. Si è svolta presso la Questura di Trapani la cerimonia di consegna delle medaglie di commiato agli appartenenti della Polizia di Stato in quiescenza che hanno prestato servizio presso la Questura di Trapani e i Commissariati di P.S. distaccati.
Un momento di grande valore simbolico dedicato a coloro che hanno servito lo Stato con impegno, professionalità e senso del dovere.
Nel corso della cerimonia il Questore di Trapani Giuseppe Felice Peritore ha consegnato le medaglie a ciascun pensionato esprimendo personalmente il ringraziamento dell’Amministrazione per gli anni di servizio svolti a tutela della sicurezza dei cittadini. Un’occasione di profonda emozione e riconoscenza per celebrare un lunga carriera fatta di sacrifici, dedizione e spirito di servizio.
Attualità
Trapani – Da ieri l’uniforme indossata dal Vice Brigadiere Pietro Ermelindo Lungaro al momento dell’arresto da parte delle SS tedesche si trova esposta presso la sezione “Associazione Nazionale Polizia di Stato” ANPS di Trapani dono del figlio.

Intanto ieri si è svolta presso la Sala Palatucci della Questura di Trapani, cerimonia in memoria del Vice Brigadiere del Corpo delle Guardie di P.S. Pietro Ermelindo Lungaro, medaglia d’argento al valore militare, trucidato dai nazisti il 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine.
L’iniziativa, dedicata al ricordo del valoroso poliziotto è stata fortemente voluta dalla Questura di Trapani, dalla locale Sezione “Associazione Nazionale Polizia di Stato” ma soprattutto dalla famiglia Lungaro la quale ha voluto fare dono alla predetta Sezione dell’uniforme indossata dal Vice Brigadiere Lungaro al momento dell’arresto da parte delle SS tedesche avvenuto il 12 febbraio 1944 all’interno della Caserma “San Eusebio”, oggi sede della Direzione Centrale di Sanità della Polizia di Stato.

Il Vice Brigadiere Lungaro, appena 33enne, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, seppe avvantaggiarsi della posizione di poliziotto per muoversi agevolmente nella Capitale ed intrecciare contatti con le nascenti formazioni antifasciste, guadagnandosene presto la fiducia.
Toccante l’intervento del figlio Pietro – nato dopo la morte del padre e di cui ha assunto il nome – il quale ha tratteggiato la figura dell’uomo, del genitore che, abbracciando in modo totalizzante i valori del Corpo di cui faceva parte, volle assumere una scelta di libertà e di non sottomissione alle barbarie del nazi-fascismo, che gli costò la propria stessa vita.

Hanno preso la parola, nel corso della cerimonia commemorativa, il Questore di Trapani, Giuseppe Felice Peritore che ha ringraziato la famiglia Lungaro per l’importante donazione e per aver ricordato ancora una volta il valoroso caduto e il presidente della Sezione A.N.P.S. di Trapani, Nicolò Villabuona il quale, già nell’anno 2014, volle fortemente intitolare la Sezione trapanese al Vice Bridadiere Pietro Ermelindo Lungaro.

Cronaca
Marsala – Un giovane marsalese è stato colpito da un provvedimento di daspo urbano, emesso dal questore di Trapani Giuseppe Felice Peritore, nell’ambito delle misure di prevenzione rafforzate in vista delle festività natalizie.
Il provvedimento nasce da una serie di segnalazioni giunte alle forze dell’ordine da parte di automobilisti, che denunciavano la presenza insistente di un parcheggiatore abusivo in una piazza del centro storico di Marsala. Il giovane era già stato sanzionato in precedenza per la stessa condotta e destinatario di un ordine di allontanamento. Nonostante ciò, avrebbe continuato a esercitare abusivamente l’attività di parcheggiatore e guardiamacchine, mostrando – si legge nella nota della Questura – una “totale indifferenza all’osservanza delle leggi e dei regolamenti” e una marcata insofferenza al rispetto delle regole della convivenza civile.
Il questore ha disposto nei suoi confronti il divieto di accesso alla piazza interessata per la durata di un anno.
Il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, sottolinea la Questura, rappresenta una forma di illegalità ancora molto diffusa, spesso collegata ad ambienti di criminalità comune e organizzata, che genera un forte allarme sociale. Le richieste di denaro, talvolta accompagnate da minacce, aggressioni o danneggiamenti alle auto, incidono pesantemente sulla percezione di sicurezza dei cittadini. La misura adottata, spiegano dalla Questura, punta proprio a prevenire l’insorgere o il consolidarsi di comportamenti illeciti in aree sensibili della città, tutelando l’incolumità pubblica e la vivibilità degli spazi urbani, soprattutto in un periodo dell’anno in cui il centro storico è particolarmente frequentato.
Cronaca
Trapani – Si è insediato, nel suo nuovo incarico di Dirigente della Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Trapani, il Primo Dirigente della Polizia di Stato Gianluca Gennaro, 57 anni, palermitano di origine.
Lungo ed articolato il suo percorso professionale: il dr. Gennaro è entrato a far parte della Polizia di Stato nel 1988 in altra qualifica prestando servizio nella città di Palermo.
Successivamente, nel 2003, ha fatto accesso alla carriera dei funzionari della Polizia di Stato, vincendo il concorso e frequentando il 93° Corso di Formazione.
Dal 2004 al 2011, il funzionario ha ricoperto prestigiosi incarichi apicali nell’ambito della Specialità della Polizia di Frontiera, dapprima a Gela (CL) quale dirigente e successivamente presso lo scalo aereo di Palermo Punta Raisi, è stato poi trasferito al Reparto Mobile di Palermo qui ha assunto, nel tempo, diversi incarichi permanendovi in veste di Vice Comandante sino al dicembre del 2023.
In quell’anno assume la dirigenza dell’Ufficio di Gabinetto della Questura di Ragusa sino all’ottobre 2025, momento in cui il Consiglio di Amministrazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza lo promuove alla qualifica di Primo Dirigente.
Al Funzionario, per il nuovo incarico, sono rivolti gli auguri di buon lavoro da parte del Questore di Trapani, Dr. Giuseppe Felice Peritore e di tutti i colleghi.
Cronaca
Castellammare del Golfo – Il T.A.R. Sicilia – Palermo, con sentenza del 3 novembre scorso, ha accolto il ricorso proposto da un tifoso annullando daspo irrogato dalla Questura di Trapani, ritenuto sproporzionato.
I fatti si riferiscono al 2023 al termine di un incontro calcistico presso lo stadio “G. Matragna” di Castellammare del Golfo, dove scoppiava una rissa tra i giocatori delle due squadre, cui si aggiungevano alcuni tifosi scesi in campo.
Dopo la ricostruzione dei fatti, il Questore disponeva nei confronti di G.N., un daspo per la durata di tre anni, implicante il divieto di accesso agli impianti sportivi e il divieto di ingresso in tutti gli stadi nazionali in occasione delle competizioni calcistiche nazionali ed europee.
Ritenendo il provvedimento illegittimo il sig. G.N., con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza, proponeva un ricorso giurisdizionale innanzi al Tar-Palermo, chiedendone l’annullamento.
I legali censuravano il daspo sotto diversi profili ed in particolare per violazione del principio di proporzionalità e del difetto di motivazione, in quanto la durata del divieto imposto, tre anni, non era sufficientemente motivata rispetto al minimo edittale di un anno previsto dalla normativa di riferimento.
In particolare, gli avvocati Rubino e Piazza rilevano che la Questura aveva operato un richiamo generico alla gravità dell’episodio, senza però esplicitare alcun percorso comparativo tra il minimo legale e la durata prescelta, né aveva indicato fatti ulteriori (es. recidiva, pregressi specifici, particolari dinamiche di rischio, condotta successiva, concrete ricadute sull’ordine pubblico) idonei a giustificare lo scostamento dal minimo.
A questo punto il Tar, condividendo le difese dei legali, ha ritenuto che la motivazione resa sul punto dalla Questura sul punto si rivelasse meramente assertiva, non consentendo di comprendere le ragioni specifiche della scelta di una durata superiore al minimo e risultando, dunque, viziata per difetto di motivazione e violazione del principio di proporzionalità e, conseguentemente, ha annullato il daspo in ordine alla quantificazione eccedente il minimo edittale.
Adesso per effetto della detta sentenza il tifoso potrà ritornare negli stadi per vedere le competizioni calcistiche nazionali ed europee.
Cronaca
Marsala – Nei giorni scorsi, i poliziotti del Commissariato hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Marsala un cittadino marsalese 25enne, già noto alle Forze dell’Ordine per reati contro il patrimonio. Il giovane dopo un controllo da parte degli Agenti della Volante presso il domicilio di un altro soggetto – pure pregiudicato e sottoposto agli arresti domiciliari – è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico di circa 16 cm occultato all’interno del suo marsupio, ed un involucro in cellophane contenente 8.5 grammi circa di hashish.
La droga e l’arma bianca illecitamente detenute dal giovane sono state sequestrate e il giovane denunciato per il reato di Porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
L’attività si inserisce nell’ambito di controlli disposti dal Questore di Trapani dott. Giuseppe Felice Peritore che vedono impegnati numerosi equipaggi della Polizia di Stato, mirati alla prevenzione e repressione dei reati, ed in particolare dello spaccio di sostanze stupefacenti, nonché finalizzati al controllo di pregiudicati agli arresti domiciliari e sorvegliati speciali.
Altro personale delle Volanti della Polizia di Marsala ha invece proceduto a denunciare un altro cittadino marsalese, indagato del reato di evasione dai domiciliari, e per reiterata guida senza patente.
L’uomo oltre ad annoverare plurimi precedenti penali anche per i delitti di estorsione e rapina, è stato sorpreso dalla Volante all’esterno della propria abitazione senza autorizzazione, ed alla guida di un’autovettura con una patente di guida revocata circa dieci anni prima.
Per tali ragioni, l’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Marsala, ed il veicolo sottoposto a sequestro amministrativo.
Cronaca
Castelvetrano – Si è tenuto, nelle giornate di martedì 28 e mercoledì 29 ottobre, rispettivamente presso l’istituto tecnico superiore “Francesco Ferrara” di Mazara del Vallo ed il Liceo Ginnasio Statale “G. Pantaleo” di Castelvetrano, il convegno dal tema “La droga alimenta la mafia” promosso dalla Questura di Trapani.
Le aule magne degli istituti hanno accolto studenti e docenti venuti a seguire con particolare interesse la spiegazione dei relatori sulla pericolosità delle droghe e sull’effetto distruttivo che queste possono avere sulla salute e sulla vita di chi le consuma.
Particolarmente significativi sono stati l’intervento del Dr. Antonio Pignataro, Dirigente Generale di Pubblica Sicurezza, Consulente presso la Presidenza del Consiglio – Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, e le drammatiche parole degli ex tossicodipendenti, che hanno testimoniato la durezza e le trappole del mondo delle dipendenze da sostanze stupefacenti.
Il Questore di Trapani, Giuseppe Felice Peritore, nell’ambito dei vari saluti istituzionali che hanno preceduto gli autorevoli interventi dei relatori, ha spiegato ai ragazzi che la mafia detiene il monopolio della droga. “Acquistare una dose equivale ad alimentare la mafia”. Un messaggio forte, che richiama alla consapevolezza del legame tra droga e criminalità organizzata. Ha, inoltre, ribadito che i costanti servizi sul territorio garantiti dalla Questura di Trapani e dai Commissariati di P.S. distaccati ha permesso di conseguire, nell’anno in corso, importanti risultati nel contrasto del fenomeno.
Il Prefetto di Trapani Daniela Lupo, intervenuta al convegno, ha sottolineato l’importanza della coesione istituzionale e il ruolo delle componenti sociali nel contrasto alla diffusione delle droghe.
Cronaca
Castellammare del Golfo – Con sentenza del 13 ottobre 2025, il T.A.R. Sicilia – Palermo ha accolto il ricorso presentato dai legali di un dirigente sportivo del Castellammare calcio, riducendo il Daspo applicato dal Questore di Trapani di tre anni nei suoi confronti. Condividendo le tesi degli avv.ti Rubino e Piazza, il T.A.R. ha ritenuto immotivata l’applicazione del Daspo per tre anni e, conseguentemente, ha annullato il provvedimento della Questura relativamente alla durata dell’interdizione per un periodo superiore ad un anno.
Per effetto della sentenza resa dal Giudice Amministrativo, il dirigente sportivo del Castellammare
Calcio potrà nuovamente sedere in panchina ed accedere a tutti gli impianti sportivi.
In occasione della partita tra il “Castellammare Calcio 94” e l’“U.S. Mazara”, in prossimità del termine dell’incontro scoppiava un litigio tra i giocatori delle due squadre in campo. Uno dei dirigenti del Castellammare, seduto in panchina, in quanto inserito nella distinta delle persone autorizzate ad accedere al campo, è entrato nel rettangolo di gioco per cercare di calmare gli animi da qui ne
scaturiva un diverbio verbale frutto della concitazione del momento.
Il Questore di Trapani, sostenendo che il dirigente sportivo si era reso responsabile del reato di invasione di campo in occasione di manifestazioni sportive e che con il suo atteggiamento aveva creato fervore tra la tifoseria del Mazara, producendo criticità gestionali nel settore tribuna dell’impianto sportivo, ha ritenuto che c’erano i presupposti per l’adozione di un Daspo. Per questo ha disposto
il divieto di 3 anni, vietando al dirigente del Castellammare di accedere in tutti gli stadi, impianti sportivi del territorio nazionale, in occasione di incontri di calcio, anche amichevole, disputati da qualunque squadra che militi nei campionati nazionali, e in occasione degli incontri di calcio relativi alla Coppa Italia, Europa League e Champions League ed in occasione di tutti gli incontri di calcio, anche di tipo amichevole, disputati dalla Nazionale Italiana.
Il dirigente sportivo del Castellammare, non condividendo il provvedimento del Questore, assistito dagli avv.ti Girolamo Rubino e Daniele Piazza, ha proposto un ricorso giurisdizionale innanzi al T.A.R. Sicilia – Palermo.
I legali incaricati censuravano il Daspo adottato dal Questore, sostenendo che “la condotta non avrebbe rappresentato una turbativa per l’ordine e la sicurezza pubblica e che il provvedimento sarebbe viziato da eccesso di potere per difetto dei presupposti, non venendo in rilievo la fattispecie di cui all’art. 6-bis L. 401/1989 in quanto il proprio assistito, nella qualità di dirigente, era autorizzato a sedere all’interno dell’impianto sportivo per cui nell’occasione non vi sarebbe stato alcun “indebito” superamento di recinzione o di separazione dell’impianto”.
Ed ancora, gli avv.ti Rubino e Piazza “evidenziavano l’eccessività della durata del Daspo (tre anni), in violazione del principio di proporzionalità”.
Mazara del Vallo – A conclusione di una serie di indagini e analisi condotte sulla scorta di pregressi accertamenti di polizia giudiziaria ed di approfondite analisi patrimoniali, agenti in servizio presso la Divisione Anticrimine della Questura di Trapani, hanno eseguito la confisca di beni nei confronti di Vito Ingrassetto, pregiudicato di Mazara del Vallo.
Valore dei beni confiscati 300 mila euro, ed in particolare una impresa individuale, dieci tra motoveicoli ed autovetture nonché conti correnti bancari e postali, inclusa anche una ingente somma già oggetto di sequestro penale poiché provento dell’attività illecita di spaccio di sostanze stupefacenti .
Il provvedimento è stato emesso disposte dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale del capoluogo, che ha accolto integralmente la proposta avanzata dal Questore di Trapani Giuseppe Felice Peritore (ai sensi della vigente normativa antimafia), anche per quanto concerne l’aggravamento della misura personale precedentemente applicata a Ingrassetto.
A quest’ultimo che attualmente si trova detenuto in istituto penitenziario, è stato anche decretato l’aggravamento della durata della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza fino a cinque anni, con l’imposizione contestuale dell’aggiunta dell’obbligo di soggiorno e del divieto di recarsi fuori dal comune di residenza.
La confisca fa seguito al sequestro operato dalla Polizia a Mazara del Vallo nel mese di marzo di quest’anno. 
“I fatti compendiati nella proposta presentata ed accolta integralmente dal Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione hanno posto in risalto il profilo criminale di un noto pregiudicato mazarese che già negli anni precedenti era stato destinatario di analoga misura personale e patrimoniale e che, nel mese di novembre dello scorso anno, era stato tratto in arresto per traffico di stupefacenti”.

Vito Ingrassetto – scrivono gli investigatori – nel tempo, ha reiterato, con la medesima intensità e con le stesse modalità, l’attività di spaccio, che gli ha sempre permesso di concretizzare e gestire significative somme di denaro e altri beni. Sia i beni, sia le somme di denaro, però, venivano rigorosamente schermati da operazioni negoziali di natura simulatoria realizzando intestazione fittizie, finalizzate ad eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali tramite intestazioni non solo ai propri familiari, così come aveva fatto in precedenza, ma anche a soggetti extra familiari al fine di evitare ulteriori aggressioni al proprio patrimonio.
Le indagini patrimoniali, condotte da specialisti della Divisione Polizia Anticrimine, hanno evidenziato infatti come lo stesso proposto, negli anni, abbia illecitamente acquisito beni a fronte di redditi percepiti del tutto risibili.
La sproporzione tra il patrimonio illecitamente accumulato ed i redditi legalmente acquisiti è stata tale che il Tribunale, condividendo totalmente la richiesta avanzata dal Questore di Trapani, ha disposto la confisca di beni riconducibili a Vio Ingrassetto interessato e valutati in 300 mila euro circa.
Cronaca
San Vito Lo Capo – In questo fine settimana la Polizia di Stato ha coordinato servizi straordinari di controllo del territorio nella località balneare di San Vito Lo Capo e nella città di Marsala con l’impiego dei contingenti dell’Esercito italiano impegnato nell’ambito del dispositivo denominato “Operazione Strade Sicure”.
I servizi, condotti secondo le disposizioni impartite con ordinanza del Questore si inseriscono nel solco
dei controlli straordinari predisposti dalla Questura di Trapani in tutto il territorio provinciale, resi noti durante l’ultimo Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Signor Prefetto di Trapani.
Bilancio più che soddisfacente per Esercito Italiano, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizie Locali, a riscontro tangibile dello sforzo profuso.
A San Vito Lo Capo nella serata di sabato 5 luglio, sono state identificate circa 70 persone e
fermati 13 veicoli. Inoltre, sempre nella cittadina balneare, sono stati effettuati controlli amministrativi
da parte della Squadra della Divisione Polizia Amministrativa della Questura nei confronti del titolare di
una discoteca il quale è stato denunciato all’autorità giudiziaria per mancanza degli addetti antincendio prescritti dalla licenza di P.S.. Elevate due sanzioni amministrative a carico di altrettanti titolari di attività di somministrazione alimenti e bevande, gli esercizi erano infatti privi della relazione fonometrica attestante il rispetto dei limiti alle emissioni sonore attraverso apparati elettroacustici nonché sanzionato il titolare di un distributore automatico per aver violato l’ordinanza sindacale disciplinante la vendita di alcolici in bottiglia o di bevande analcoliche in lattina dopo gli orari consentiti.
Nella serata di venerdì 27 giugno a Marsala sono stati identificate circa 35 persone – tra le quali anche 9 pregiudicati e 5 cittadini extracomunitari – effettuati 4 posti di controllo, fermati circa 11 veicoli ed elevati 6 verbali per violazioni al Codice della Strada. Mentre nell’arco della settimana appena trascorsa, sempre a Marsala, sono state identificate, complessivamente, 57 persone circa – di cui 26 soggetti pregiudicati e 6 cittadini extracomunitari – effettuati 8 posti di controllo e, da ultimo, fermati 21 veicoli su strada.
I servizi straordinari di prevenzione, rivolti ai luoghi della movida, dove spesso le pattuglie delle Forze vengono chiamate ad intervenire, sono destinati a proseguire con lo scopo di raggiungere una sempre maggiore percezione di sicurezza tra i cittadini.