• Trapani
    Trasferito nel carcere di Catanzaro l’ex deputato regionale del PD Paolo Ruggirello
    Il trasferimento dopo il No della Cassazione che aveva respinto il ricorso presentato dai legali
    Redazione12 Gennaio 2026 -
  • carcere

    Trapani – L’ex deputato regionale trapanese Paolo Ruggirello è stato trasferito dalla Casa circondariale di Trapani al carcere di Catanzaro per scontare la condanna definitiva a dodici anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

    Il trasferimento segue la decisione della Corte di Cassazione che, nel novembre scorso, ha respinto il ricorso presentato dai legali dell’ex parlamentare.

    La Cassazione a novembre scorso aveva messo la parola fine al capitolo processuale legato all’operazione antimafia dei Carabinieri denominata “Scrigno”, confermando nella quasi totalità la sentenza di appello che risaliva al gennaio 2025. Condanna definitiva a 12 anni per l’ex deputato regionale il trapanese Paolo Ruggirello.

    Contro di lui l’accusa di concorso esterno in associazione e mafiosa.

    Ruggirello era tornato in carcere  a novembre scorso dopo che la misura cautelare, da ultimo aveva avuto applicarti gli arresti domiciliari, era venuta meno per decorrenza dei termini. L’arresto dell’ex politico era stato effettuato dai carabinieri di Trapani. Ruggirello ha già scontato circa sei anni, fra carcere e arresti domiciliari.

    Mafia e politica, la ricerca del consenso con l’appoggio di Cosa nostra. È la fotografia che venne fuori nel marzo del 2019 con il blitz effettuato dai Carabinieri del Reparto Operativo provinciale di Trapani che accertarono che tra il 2017 e il 2018 c’è stato un “patto tra mafia e politica: da una parte le prestazioni dall’altra i corrispettivi. L’allora deputato regionale Paolo Ruggirello rimase incastrato in quelle indagini dove gli investigatori accertarono i suoi rapporti con i boss e con i gregari più vicini ai capi mafia, incontrandoli personalmente. Tutto finito nelle intercettazioni





  • Trapani
    Rimesso in libertà l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello
    Rimesso in libertà per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare
    Redazione18 Marzo 2025 - Cronaca
  • paolo ruggirello Cronaca

    Trapani – Rimesso in libertà per decorrenza dei termini massimi di custodia cautelare l’ex politico trapanese, Paolo Ruggirello. Era stato condannato a 12 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa e si trovava agli arresti domiciliari in attesa del deposito delle motivazioni e della decisione della Cassazione. Stamattina è stato rimesso in libertà.

    A gennaio scorso  la Corte d’Appello di Palermo aveva confermato la condanna a 12 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa, respingendo il ricorso della difesa.

    I giudici d’Appello non avevano accolto neppure la richiesta del pg che per l’ex parlamentare regionale voleva una condanna più severa per associazione mafiosa.





  • Trapani
    I giudici confermano: l’on. Ruggirello vicino ai boss
    Processo Scrigno, in appello cambia solo la condanna per Gucciardi
    Rino Giacalone24 Gennaio 2025 - Cronaca
  • paolo ruggirello Cronaca

    Trapani – Paolo Ruggirello, ex deputato regionale, in ultimo del Pd, ma la scalata politica cominciò al fianco dell’ex leader autonomista Bartolo Pellegrino, per poi passare dal centrodestra ai dem, è stato un politico vicino ai boss. Con loro condivideva campagne elettorali e affari. Da Trapani a Campobello di Mazara. Da qui la condanna a 12 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, inflitta in primo grado dal Tribunale di Trapani e adesso confermata dalla Corte di Appello di Palermo.

    E’ l’ulteriore pronuncia giudiziaria scaturita dal blitz antimafia condotto dai Carabinieri nel 2019 nell’ambito dell’operazione “Scrigno”.

    Una indagine che a Trapani, quando esplose, venne addirittura maltrattata anche in certi commenti, avventati, pure con certa rilevanza giornalistica, ma che nei vari processi, alcuni celebrati col rito ordinario, altri con l’abbreviato e questi ultimi diventati anche definitivi. Politici a stretto contatto con mafiosi del rango dell’ex consigliere comunale Franco Orlando e dei fratelli Virga, Pietro e Franco, figli dell’ergastolano Vincenzo, indiscusso capo mafia di Trapani per quasi un ventennio, condannato all’ergastolo per la strage mafiosa di Pizzolungo e per l’omicidio del giornalista Mauro Rostagno. Per Orlando (12 anni) e i fratelli Virga, Pietro (19 anni e 4 mesi) e Franco (16 anni e 8 msi), le condanne legata a questa indagine sono già definitive.

    I magistrati della Dda di Palermo avevano fatto ricorso contro la condanna per concorso esterno

    I pm della Dda di Palermo avevano fatto ricorso contro la condanna per concorso esterno del’ex deputato Ruggirello, chiedendo il riconoscimento della sua appartenenza all’associazione mafiosa. Ma i giudici di appello come quelli di primo grado, hanno ritenuto più corrispondente l’accusa di concorso esterno. Contro Ruggirello resta in piedi la motivazione della condanna, e cioè quella di aver favorito gli interessi di Cosa Nostra nella provincia trapanese e di avere cercato l’appoggio elettorale delle cosche: in cambio l’esponente del Pd sarebbe stato il punto di riferimento all’interno dell’amministrazione regionale, facendo vincere appalti a imprese «amiche».

    Condanne confermate per altri due politici

    Nel processo “Scrigno” condanne confermate per voto di scambio per altri due politici. L’ex consigliere provinciale, l’architetto Vito Mannina (1 anno e 8 mesi) e l’ex consigliere comunale di Erice Alessandro Manuguerra (1 anno). La condanna di Mannina è legata alla campagna elettorale condotta nel 2017 in favore della figlia Simona, eletta poi consigliere ad Erice. Elezioni che hanno visto partecipare anche Manuguerra. Per Mannina padre e Manuguerra i giudici hanno rigettato la richiesta dell’accusa di riqualificare il reato in voto di scambio politico-mafioso.

    Scarcerato Vito Gucciardi

    I giudici di appello hanno cancellato la condanna per mafia nei confronti di Vito Gucciardi, condannato adesso per favoreggiamento aggravato. Rispetto ai 12 anni inflitti in primo grado, Gucciardi è stato condannato a 5 anni e 10 mesi. Avendo scontato la pena è stato scarcerato.

    Diminuita la pena di pochi mesi per Buzzitta, conferma per quella di D’Angelo

    Diminuita di pochi mesi la condanna per mafia a 21 anni di Nino Buzzitta, anziano “consigliore” del mandamento mafioso di Trapani: condanna rideterminata in venti anni e sette mesi di reclusione. Buzzitta nel tempo era sempre riuscito a sfuggire a condanne pesanti, ma stavolta i Carabinieri sono riusciti a intercettarlo mentre si metteva in tasca il denaro frutto dell’attività mafiosa. L’operazione Scrigno svelò anche l’esistenza di una famiglia mafiosa sull’isola di Favignana, nelle mani di un ex detenuto agrigentino, originario di Ravanusa, Vito D’Angelo, rimasto sull’isola a “mafiare”. Per lui confermata la condanna a 16 anni.

    Altri indagati di Scrigno in Cassazione sono stati condannati in via definitiva

    In Cassazione frattanto sono stati condannati in via definitiva altri indagati della stessa indagine “Scrigno”. Tra questi l’ex leader dell’associazione dei piccoli industriali Ninni D’Aguanno ( 3 anni e 4 mesi). E poi Francesco Paolo Peralta (8 anni e 4 mesi), Francesco Salvatore Russo (1 anno e 6 mesi), Pietro Cusenza (8 anni e 4 mesi), Vincenzo Ferrara (3 anni e 4 mesi),Giuseppe Piccione (8 anni), Carmelo Salerno (12 anni), Michele Martines (13 anni e 4 mesi), Francesco Orlando (12 anni e 8 mesi), Jacob Stelica (un anno), Mario Letizia (8 anni e 4 mesi), Leonardo Russo (3 anni), Michele Alcamo (3 anni)







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