• Messina
    Ponte sullo Stretto di Messina
    Greenpeace, Lipu, WWF e Legambiente si rivolgono alla Corte dei Conti
    Redazione12 Settembre 2025 - Attualità
  • 1679050984859 pontesullostrettodimessinaquantoelungo Attualità

    Messina  – Le Associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente, Lipu e WWF hanno presentato alla Corte dei Conti una cospicua memoria sulla delibera CIPESS relativa alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. La Corte dei Conti è infatti ora chiamata ad un controllo preventivo di legittimità prima che la delibera sia pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, diventando così efficace a tutti gli effetti; in questa procedura la Corte non tiene in considerazione solo gli aspetti economici e finanziari della delibera sottoposta al controllo preventivo, ma anche i termini del corretto rispetto normativo su cui questa si fonda.

    Le ragioni delle Associazioni

    Per questa ragione le Associazioni hanno ritenuto di esporre alla Corte anche una serie di aspetti giuridici complessi, sia rispetto la normativa comunitaria che quella nazionale, con particolare riguardo a quella speciale voluta dal Governo, ed approvata dal Parlamento, per sbloccare questo specifica soluzione di attraversamento dello Stretto di Messina tramite un ponte a campata unica. La delibera CIPESS è infatti stata assunta nonostante il permanere di gravi elementi di indeterminazione derivanti dal mancato completamento di test di tenuta essenziali al progetto, oltre che da fondamentali approfondimenti sismici necessari.

    I pareri VIA VAS

    Sulla normativa speciale per il Ponte sono state invece sollevate problematiche di costituzionalità, peraltro già inserite nei ricorsi al Tar presentati dalle Associazioni avverso i pareri della Commissione VIA VAS. I pareri della Commissione VIA VAS, che hanno costituito il presupposto della delibera CIPESS, presentano infatti vizi istruttori in relazione sia alla procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via), sia alla procedura di Valutazione di incidenza (Vinca), in violazione delle direttive comunitarie in materia ambientale, oltre che in relazione al Trattato dell’Unione per quel che riguarda la mancata applicazione del principio di precauzione. In particolare in merito alla Valutazione di incidenza e agli impatti negativi sui siti tutelati appartenenti alla rete Natura 2000, nella memoria trasmessa alla Corte dei Conti, sono stati contestati i motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, attestati dal Governo per giustificare l’approvazione dell’opera, primo fra tutti la presunta funzione militare del Ponte, dichiarata solo nel tentativo di eludere un parere comunitario e, poi, di inserire i costi del Ponte tra quelli delle spese militari.

    Tra le questioni giuridiche è stata segnalata anche quella dell’assegnazione dell’opera senza bando di gara internazionale grazie un’interpretazione normativa che per altro è stata messa in dubbio anche dall’ANAC.

    Tema costi benefici

    Nella memoria inviata alla Corte dei Conti molta attenzione è stata dedicata, infine, ai temi del rapporto costi benefici e a quello della certezza del costo dell’opera, che potrebbe lievitare e di molto incidendo ulteriormente in modo negativo sul bilancio dello Stato. I presunti benefici legati alla messa in esercizio del Ponte sono stati contestati sia in ragione del calcolo dei flussi di traffico previsto, sia in relazione all’incremento del PIL e del reddito pro-capite presentato in termini miracolistici. La certezza dei costi del progetto è stata invece contestata in relazione a diversi fattori: alle incertezze progettuali ancora in essere; alla verifica di ottemperanza alle prescrizioni richieste nel parere di Via in fase ante opera, dal momento che non si possono oggi conoscere le conclusioni degli studi ed analisi (anche di durata annuale) che sono stati richiesti; alla dilatazione dei tempi di avvio dei cantieri che non è stata contabilizzata; ai costi operativi del Ponte; alla necessità di espletare ulteriori processi autorizzativi il cui esito non si può dare per scontato (le captazioni idriche ad esempio).

    Legambiente, Greenpeace, Lipu e WWF ritengono che vi siano ancora, nonostante i proclami del Governo, gravi carenze nel progetto e reiterate violazioni alle normative e si augurano che la Corte dei Conti possa esaminare la memoria e trarne le opportune conseguenze





  • Trapani
    Fenicottero torna libero nella Riserva Naturale delle Saline
    Qualche giorno fa era stato avvistato in difficoltà sulla spiaggia di San Vito Lo Capo
    Redazione6 Settembre 2025 - Attualità
  • fenicottero liberazione riserva trapani 3 Attualità

    Trapani – Torna libero nelle saline di Trapani e Paceco il fenicottero recuperato qualche giorno fa sulla spiaggia di San Vito Lo Capo. Possiamo ora dire una storia a lieto fine quella del  fenicottero rosa che, dopo essere stato soccorso nei giorni scorsi, è tornato a volare libero nella Riserva Naturale delle Saline di Trapani e Paceco, uno dei più importanti snodi del Mediterraneo per gli uccelli migratori.

    L’avventura dell’animale era iniziata sulla spiaggia di San Vito Lo Capo, dove era stato avvistato in difficoltà tra i bagnanti, e poi a Cornino, dove è stato recuperato. Decisivo l’intervento della Guardia Costiera di San Vito Lo Capo e del Corpo Forestale della Regione Siciliana – Distaccamento di Castellammare del Golfo, che hanno affidato il giovane fenicottero al Punto di Primo Soccorso del Corpo Forestale.

    Grazie alla collaborazione con il WWF Sicilia Nord Occidentale ODV e il Centro Regionale Recupero Fauna Selvatica LIPU di Ficuzza, le sue condizioni di salute sono state verificate e giudicate idonee per il rilascio.

    In coordinamento con l’Ente Gestore della Riserva, il fenicottero è stato trasferito a Trapani per la liberazione. Il momento più emozionante si è vissuto quando l’animale, liberato in una zona tranquilla, ha dapprima esitato, poi ha risposto ai richiami dei suoi simili, fino a ricongiungersi con lo stormo di centinaia di fenicotteri che in questi giorni popolano le vasche della Riserva. Il personale ha continuato a monitorarlo a distanza per verificarne l’adattamento.

    La direzione della Riserva coglie l’occasione per ricordare alcune regole fondamentali: se un fenicottero o un altro uccello migratore si posa in spiaggia, non bisogna avvicinarsi o tentare di toccarlo. È sufficiente lasciarlo tranquillo e avvisare i numeri di emergenza:

     





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