• Italia Tradizioni
    Mercoledì delle Ceneri: Inizio della Quaresima tra Digiuno e Penitenza
    Il giorno che segna la fine del Carnevale e l'inizio della Quaresima
    Redazione5 Marzo 2025 - Tradizioni
  • digiuno quaresima Tradizioni

    Tradizioni – Il Mercoledì delle Ceneri rappresenta l’inizio della Quaresima, un periodo di 40 giorni dedicato alla riflessione e alla penitenza in preparazione alla Pasqua. Una celebrazione antica che affonda le sue radici nella tradizione cristiana.

    Il significato del Mercoledì delle Ceneri

    Questa giornata segna la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima, tempo di digiuno e preghiera. Il nome deriva dal rito liturgico che caratterizza la celebrazione: il sacerdote impone sulle teste dei fedeli le ceneri benedette, ottenute bruciando i rami d’ulivo della Domenica delle Palme dell’anno precedente. Questo gesto simbolizza la caducità della vita umana e la necessità di pentimento.

    Quando cade il Mercoledì delle Ceneri?

    La data del Mercoledì delle Ceneri cambia ogni anno in base alla Pasqua, che si celebra la prima domenica dopo la luna piena successiva all’equinozio di primavera. Di conseguenza, il periodo di Carnevale varia anch’esso in funzione di questa festività mobile.

    Il legame tra Carnevale e Quaresima

    Il Martedì Grasso, ultimo giorno di Carnevale, era storicamente l’occasione per consumare i cibi più ricchi prima dell’inizio della Quaresima, periodo in cui si praticavano digiuni e astinenze alimentari. Questo contrasto tra abbondanza e penitenza riflette il significato spirituale del passaggio tra le due fasi.

    Un periodo di riflessione e preparazione

    La Quaresima è un tempo di raccoglimento interiore, digiuno e preghiera, che prepara i fedeli alla celebrazione della Resurrezione di Cristo. La Chiesa invita a praticare atti di carità e ad abbracciare uno stile di vita più sobrio e consapevole.






  • Digiuno per Alberto Trentini: un’iniziativa per la sua liberazione
    Un gesto simbolico per mantenere alta l’attenzione sulla detenzione del cooperante in Venezuela
    Redazione5 Marzo 2025 - Attualità
  • alberto digiuno Attualità

    Venezia – Sono passati più di cento giorni dalla scomparsa di Alberto Trentini, il cooperante veneziano della ong Humanity & Inclusion, arrestato in Venezuela e detenuto senza accuse formali. Per mantenere alta l’attenzione sulla sua vicenda, amici, colleghi e cittadini hanno lanciato un’iniziativa di digiuno a staffetta, che partirà dal 5 marzo e continuerà “fino a quando Alberto non potrà tornare a casa”.

    Un’iniziativa di solidarietà per Alberto Trentini

    L’evento è aperto a chiunque voglia aderire e prevede un digiuno di 24 ore, da svolgere in segno di vicinanza al cooperante. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica e fare pressione sulle autorità affinché si attivino per la sua liberazione. Le adesioni sono già centinaia e possono essere effettuate online tramite un modulo dedicato.

    Il “Wall of Hope” e la petizione per la sua liberazione

    Parallelamente al digiuno, è stata lanciata la campagna “Alberto Wall of Hope”, un muro virtuale di speranza dove i partecipanti possono pubblicare un selfie con un cartello che ritrae l’immagine di Trentini e la scritta “Alberto Trentini libero”. L’iniziativa ha ottenuto un’adesione internazionale, coinvolgendo persone dall’Italia, Ecuador, Etiopia e altri paesi.

    A supporto della mobilitazione è stata inoltre attivata una petizione su Change.org, che ha già superato 77.000 firme. L’obiettivo è sollecitare il governo italiano, l’Unione Europea e le Nazioni Unite a intervenire per ottenere il rilascio di Trentini.

    La mobilitazione nelle città italiane

    Numerosi comuni italiani stanno partecipando alla campagna di sensibilizzazione attraverso l’affissione di striscioni sugli edifici municipali. A Venezia, città natale di Trentini, ma anche a Bologna e Bari, sono stati esposti banner con la scritta “Alberto Trentini libero”.

    Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha dichiarato: “Il livello di preoccupazione aumenta ogni giorno che passa senza informazioni certe sul suo stato di salute e sulle ragioni della sua detenzione”. In segno di solidarietà, ha deciso di mantenere esposto uno striscione su Palazzo di Città fino alla liberazione di Alberto.

    Un appello per non dimenticare

    Gli organizzatori dell’iniziativa invitano tutti a partecipare: “Vi chiediamo di unirvi a noi per far sapere a tutti che Alberto non è solo”. Ogni gesto conta per fare pressione sulle istituzioni e accelerare il processo di rilascio.

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