Attualità
Trapani – Dopo il PalaDaidone tempio del basket ora arriva lo sfratto anche dallo stadio provinciale per l’altra società del padtron Valerio Antoni, quella del Trapani calcio. Ad un passo quindi dalla matematica retrocessione in D a causa delle molteplici penalizzazioni, ora arriva anche lo sfratto dallo stadio. Il Libero Consorzio comunale è passato dalle parole ai fatti e diventa atto formale ciò che da tempo era stato anticipato.
Il presidente Salvatore Quinci ha autorizzato l’avvio delle procedure di sfratto per finita locazione nei confronti della F.C. Trapani 1905 di Valerio Antonini. Nel decreto n.66 del 13 aprile 2026 si legge che l’Ente: ha concesso lo Stadio Provinciale al Trapani con contratto che è stato sottoscritto il 31 gennaio 2025; che ha formalizzato la consegna con verbale del 27 febbraio 2025; che ha previsto una durata di un anno. In parole povere il contratto è scaduto.
Visto però che la società “continua a detenere l’immobile” a questo punto il Libero Consorzio Comunale ha autorizzato i propri avvocati ad avviare qualsiasi azione giudiziaria necessaria allo sfratto.
Al centro del contenzioso ci sono bollette e canoni mai pagati – si legge di utenze mai rimborsate e mai volturate (luce e gas); di una procedura già avviata per decreto ingiuntivo su queste somme; di canoni di locazione mai pagati dal 2023, e anche su questo fronte ci sono in itinere azioni legali.
Per il Libero Consorzio, il Trapani calcio, non solo occupa lo stadio senza titolo, ma lo fa “in violazione delle obbligazioni contrattuali”. Una decisione che arriva a seguito della riunione dello scorso 29 gennaio dov’erano presenti:presidente, segretario generale, dirigenti tecnici e avvocatura e nel corso della quale era stata evidenziata in maniera chiara che il contratto è scaduto; che le somme dovute non sono state pagate; e che non ci sono le condizioni per proseguire senza azioni legali. Da qui il mandato agli avvocati dell’Ente per procedere con lo sfratto.
Ora inizia un procedimento giudiziario; con la possibilità, in caso di esito favorevole all’Ente, di ottenere il rilascio dell’impianto; e allora non è escluso un ulteriore fronte di scontro legale, che in realtà non fanno che aggiungersi ai tanti già aperti.