• Trapani
    Quel video “nascosto” nel cellulare
    Processo per violenza sessuale: a Trapani nel luglio 2022 vittima fu una turista finlandese. Gli imputati chiamano come teste un esperto informatico pratico di cybersecurity
    Rino Giacalone20 Ottobre 2025 -
  • Toga tribunale TpOggi 2

    Trapani – di Rino Giacalone – La denunciata violenza sessuale risale all’estate del 2022. A denunciarla ai Carabinieri fu una turista finlandese. Raccontò che trascorrendo la serata con altre sue tre amiche, tutte finlandesi, in vacanza a Trapani, dapprima in un ristorante poi in un locale sulla spiaggia, fece la conoscenza di altri ragazzi, anche loro in vacanza a Trapani, e dopo aver deciso di accogliere l’invito di uno di loro per seguirlo nella stanza di un vicino b&b, si ritrovò ad essere oggetto di una violenza sessuale di gruppo.

    Il processo

    Il processo è in corso a Trapani. Davanti al Tribunale presieduto dal giudice Franco Messina. Tra i quattro imputati c’è il pluriolimpionico Nino Pizzolato, atleta delle Fiamme Oro e originario di Salaparuta, e con lui gli agrigentini Davide Lupo, Claudio Tutino e Stefano Mongiovì. Tutti si sono difesi dicendo che la donna ha gestito l’evolversi di quella serata, dalla discoteca sino alla stanza di un b&b. La finlandese, costituitasi parte civile nel processo, sentita in aula con le sue amiche, ha riferito ben altre circostanze, e di essersi fatta accompagnare nel suo albergo quando ripresi i sensi si ritrovò nel bel mezzo di quella che era una violenza di gruppo.

    Il racconto della vittima

    «Mi sono addormentata sul divano e quando mi sono svegliata erano sopra di me. Ho cercato di divincolarmi, ma mi tenevano la testa e non sono riuscita a muovermi. A un certo punto ho avuto paura che potessero farmi del male, mi sentivo soffocata e mi sono paralizzata. Poi sono riuscita a spingerne via uno e mi sono rannicchiata, a quel punto hanno smesso».

    Le difese degli imputati

    Le difese degli imputati in una precedente udienza hanno prodotto un video, estratto dal cellulare di uno degli imputati, Davide Lupo, che però offrirebbe una scena diversa, ossia, secondo le difese, la consapevole partecipazione della donna ai rapporti sessuali. Cosa che ha innescato un giallo. La vittima della violenza nella sua testimonianza ha detto che quando ebbe consapevolezza di quello che le stava succedendo, vide uno dei giovani presenti nella stanza tenere un cellulare e di avergli chiesto di cancellare le foto. Quel cellulare finì poi nelle mani dei Carabinieri che attraverso una consulenza hanno detto di non aver trovato ne foto ne video di quella serata. Il telefonino una volta restituito a Lupo sarebbe finito nel possesso di un “esperto informatico”, ma a Dubai, e questi è riuscito a tirare fuori le immagini, prodotte dunque al Tribunale.

    Il teste sentito dal tribunale

    Questo esperto è stato sentito oggi dai giudici, teste della difesa di Lupo. E’ stato sentito in videoconferenza, collegato da Dubai dove risiede e lavora. Si tratta di Kevin Bistrò, che si è presentato quale tecnico dipendente da una impresa statunitense di cybersecurity. Ha detto che da nove anni vive a Dubai e di conoscere da tempo Lupo, che a lui si è rivolto proprio per cercare quel video sul suo iphone. Senza scendere molto negli aspetti tecnici, ma indicando i passaggi sufficienti, rispondendo alle domande delle difese, Bistrò ha spiegato di aver trovato quel video, “nascosto” nel mondo segreto del'”icloud”, dove pare finisca tutto quello che c’è nei nostri apparati informatici, anche quando noi pensiamo di averli rimossi.
    Il processo adesso si avvia verso la discussione con altre udienze fissate per la fine di novembre





  • Trapani
    Trapani-Birgi, base di addestramento per gli F-35
    Confermato dal presidente commissione Difesa Camera Nino Minardo
    Redazione12 Settembre 2025 - Cronaca
  • birgi esercitazione Cronaca

    Trapani – Nascerà a Trapani-Birgi, in Sicilia, il nuovo polo di addestramento globale dei caccia F-35 e sarà la struttura gemella di quella già operativa nella Luke Air Force base in Arizona, negli Stati Uniti. A confermarlo è il presidente della commissione Difesa della Camera dei deputati, Nino Minardo.

    “I lavori a Trapani-Birgi inizieranno la prossima primavera e si concluderanno entro la primavera del 2028”, spiega il presidente della commissione Difesa Nino Minardo, evidenziando che il progetto “porterà significative ricadute economiche per la Sicilia, grazie a un indotto che coinvolgerà non solo il comparto militare e civile, ma anche aziende strategiche come Leonardo e Lockheed Martin”. Per il deputato la realizzazione del nuovo centro “comporterà la creazione di nuovi posti di lavoro, specializzazione tecnologica e opportunità per le imprese locali”. “È un investimento che rafforza il ruolo della Sicilia come piattaforma avanzata per il settore della difesa e dell’industria collegata, un comparto in forte crescita – conclude Minardo – e che si integra perfettamente con lo sviluppo della portualità e delle infrastrutture. L’Isola potrà così diventare un hub strategico nel Mediterraneo, con benefici concreti per l’economia e l’occupazione”.





  • Altre Notizie
    Nasce la NATO: l’Alleanza Atlantica del 1949
    Il trattato di Washington e la nascita della NATO nel dopoguerra
    Trapani Oggi3 Aprile 2025 - Altre Notizie
  • nascita nato Altre Notizie

    Il 4 aprile 1949 segna una data storica: con la firma del Trattato di Washington nasce la NATO, l’Alleanza Atlantica. In un mondo diviso dalla Guerra Fredda, dodici Paesi si uniscono per garantire la sicurezza collettiva. Questo accordo segna un punto di svolta nella geopolitica mondiale e nella storia delle relazioni internazionali, ponendo le basi di un’alleanza militare destinata a durare nel tempo.

    Cos’è la NATO e perché è nata

    La NATO (North Atlantic Treaty Organization) è un’alleanza politico-militare creata per difendere la pace e la sicurezza dei Paesi membri. Nata in pieno clima di tensione post-bellica, il suo scopo era contrastare l’espansione sovietica e garantire una difesa collettiva, come sancito dall’articolo 5: un attacco contro uno è considerato un attacco contro tutti.

    Il Trattato di Washington del 1949

    Il trattato fu firmato il 4 aprile 1949 nella capitale degli Stati Uniti da 12 nazioni: Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia, Italia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, Norvegia, Danimarca, Islanda e Portogallo. L’accordo prevedeva cooperazione militare, consultazioni politiche e il mantenimento della pace e della sicurezza nella regione euro-atlantica.

    Il contesto storico: la Guerra Fredda

    Nel secondo dopoguerra, le tensioni tra il blocco occidentale e quello sovietico crebbero rapidamente. L’Unione Sovietica estendeva la sua influenza nell’Europa orientale, mentre l’Occidente cercava di consolidare la democrazia e il libero mercato. In questo clima nacque la necessità di un’alleanza difensiva transatlantica.

    L’evoluzione della NATO fino a oggi

    Dai 12 membri originari, l’Alleanza si è ampliata fino a contare oggi 31 Paesi (con l’ingresso della Finlandia e, più recentemente, della Svezia). La NATO ha assunto un ruolo centrale anche in missioni internazionali di pace, gestione delle crisi e lotta al terrorismo, adattandosi alle nuove minacce globali.

    Perché la NATO è ancora rilevante

    Oggi la NATO rappresenta un pilastro della sicurezza internazionale. Conflitti regionali, cyber-attacchi e sfide globali rendono ancora attuale la sua missione. L’Alleanza continua a essere un punto di riferimento per la cooperazione tra Europa e Stati Uniti.





  • Trapani
    Reggio Emilia – TrapaniShark: sfida del 9 marzo
    TrapaniShark a Reggio Emilia per un test importante
    Redazione5 Marzo 2025 - Basket
  • pregara reggio emilia trapani shark Basket

    Trapani – La TrapaniShark si appresta ad affrontare l’UNAHOTELS Reggio Emilia nella sfida in programma domenica 9 marzo alle ore 18:15. Il match si disputerà presso il Palazzo dello Sport “Giulio Bigi” e rappresenta un banco di prova significativo per entrambe le squadre, a caccia di punti importanti per il prosieguo del campionato.

    Per la squadra siciliana, questa gara rappresenta un’opportunità per testare il proprio livello di competitività, dopo la sofferta ma vittoriosa cara casalinga con Varese,  contro un avversario ben organizzato, con l’obiettivo di replicare il risultato positivo ottenuto nella partita di andata, terminata 109-73 al PalaShark. L’attenzione sarà rivolta a mantenere una difesa solida e un attacco efficace per provare a mettere in difficoltà i padroni di casa e portare a casa un altro successo.

    Orario e luogo della partita

    Tutti gli incontri della 21ª giornata:

    08/03/2025 Vanoli Basket Cremona – Napoli Basket (20:00)

    09/03/2025

    10/03/2025





  • Trapani
    Trapani sconfitto di misura: il rigore di Capomaggio decide il match
    I granata faticano a reagire e non trovano il pari contro un Cerignola solido
    Redazione2 Marzo 2025 - Calcio
  • audace cerignola trapani 02 marzo ore 15 00 Calcio

    Cerignola – Sfida impegnativa per il Trapani, che arriva a questo incontro con la capolista Audace Cerignola dopo il successo nel derby di Sicilia contro il Messina. Nonostante la netta vittoria per 5-1 nella gara d’andata, i granata sanno di dover affrontare un avversario in grande forma, reduce da sei successi consecutivi e determinato a mantenere il primo posto in classifica. Il tecnico del Trapani sorprende tutti con alcune scelte di formazione: Carraro non è presente in mezzo al campo, sostituito da Segberg, mentre Ciotti viene avanzato a mezzala. In attacco, Ciuferri e Anatriello partono titolari, con Daka e Stensrud in panchina. L’Audace Cerignola, invece, conferma il 3-5-2 per contenere l’offensiva trapanese.

    PRIMO TEMPO

    Il Cerignola chiude in vantaggio grazie al rigore realizzato da Capomaggio. Il Trapani, nervoso e poco incisivo, deve trovare soluzioni per riaprire la partita nella ripresa.

    SECONDO TEMPO

    RISULTATO FINALE: AUDACE CERIGNOLA 1-0 TRAPANI

    Il match si decide nei primi minuti, con il rigore trasformato da Capomaggio. Nel secondo tempo il Trapani tenta la reazione, ma il Cerignola difende con ordine e resiste fino al triplice fischio, conquistando un successo prezioso.

    Le formazioni ufficiali e tabellino

    AUDACE CERIGNOLA (3-5-2): Greco; Romano, Martinelli, Visentin; Coccia, Tascone, Capomaggio, Bianchini, Volpe; Salvemini, D’Andrea. A disposizione: Saracco, Fares, Russo, Ligi, Santarcangelo, Achik, Sainz-Maza, Velasquez, Gonnelli, McJannet, Cuppone, Nicolao, Ianzano, Carrozza. All. Raffaele

    TRAPANI (4-3-3): Ujkaj; Celiento, Malomo, Silvestri, Benedetti; Ciotti, Toscano, Segberg; Ciuferri, Anatriello, Piovanello. A disposizione: Barosi, Salamone, Sabatino, Daka, Stensrud, Mulè, Sciortino, Ruggiero, Liotti, Ongaro. All. Torrente

    Arbitro: Andrea Zanotti di Rimini ; assistenti: Mario Pinna di Oristano e Ayoub El Filali di Alessandria. IV ufficiale: Giuseppe Rispoli di Locri.

    Reti: 7′ Capomaggio su rigore

    Ammoniti: Malomo, Capomaggio, Benedetti, Salvemini, Celiento





  • Trapani
    “Era politica clientelare…giammai una violazione di legge”
    Processo Artemisia: la parola è alle difese
    Rino Giacalone2 Marzo 2025 - Cronaca
  • Tribunale generico TpOggi 1 Cronaca

    Trapani – Sono proseguite ieri le arringhe nell’aula del Tribunale di Trapani dove è giunto al momento della discussione il processo scaturito dall’indagine dei Carabinieri del Reparto Operativo, denominata “Artemisia”. Nell’udienza di venerdì il pm Sara Morri ha concluso chiedendo le condanne per sedici dei diciassette imputati, per complessivi 155 anni di carcere. Subito dopo la parola è passata ai difensori che si sono cominciati ad alternare dinanzi al collegio presieduto dal giudice Franco Messina, a latere i giudici Bandiera e Cantone.

    Gli avvocati Roberto Tricoli e Massimiliano Miceli

    Oggi hanno concluso con una richiesta di assoluzione gli avvocati Roberto Tricoli e Massimiliano Miceli, difensori del commercialista Gaspare Magro, per il quale l’accusa ha chiesto otto anni per i reati di corruzione e di violazione della legge Anselmi, per la presunta partecipazione ad una associazione segreta. Magro avrebbe agito in accordo con il politico Giovanni Lo Sciuto, per l’accusa deus ex machina di un cerchio magico che avrebbe agito inquinando istituzioni e pubblica amministrazione, fin dentro l’aula parlamentare regionale dove sedeva da deputato, e con Paolo Genco, questi a capo di uno dei maggiori enti di formazione professionale, l’Anfe. Magro, che è risultato far parte della massoneria, dalla quale però poi si sarebbe allontanato, mettendosi come suol dirsi “in sonno”, auto sospeso insomma, avrebbe ottenuto anche l’incarico di componente del collegio dei revisori dei conti dell’Asp, in quota all’on. Lo Sciuto. Ma su questo punto l’arringa dell’avvocato Tricoli ha cercato di smontare la tesi d’accusa, evidenziando che quella nomina venne decisa dall’allora ministro della Sanità Lorenzin, e che risulta frutto dell’indicazione dell’allora senatrice Simona Vicari. Per Tricoli questo sarebbe già sufficiente per dimostrare l’assenza di intese tra Lo Sciuto e Magro: “in una intercettazione – ha evidenziato Tricoli – è possibile ascoltare Lo Sciuto che su questa nomina si sente scavalcato…se tra i due ci fosse stata intesa queste parole non le avremmo ascoltate”. L’avvocato Tricoli ha anche escluso rapporti di dipendenza tra Magro e l’Anfe, “svolgeva semmai incarichi di consulenza nemmeno direttamente affidati, ma semmai assegnati allo studio dove Magro lavorava”. Il difensore ha più volte sottolineato la stura professionale di Magro, “notoriamente apprezzata” e quindi “l’ingiusta accusa”. “Le risultanze processuali – ha aggiunto a sua volta l’avvocato Miceli – dicono altro – Mago si è sempre mosso nel rispetto della legge”. Sui comportamenti dell’on. Lo Sciuto che possono aver coinvolto Magro, Miceli ha riconosciuto che “si è potuto trattare di una politica clientelare, ma giammai una violazione di legge”. E infine sulla presunta partecipazione ad una associazione segreta, l’avv. Miceli ha ritenuto che “di segreto non c’era nulla e l’associazione creata da Lo Sciuto, esisteva grazie ad un atto finanche registrato all’agenzia delle Entrate”. I due difensori poi parecchio si sono soffermati sulle decisioni pregresse assunte durante l’istruttoria dal Tribunale del Riesame e dalla Cassazione, intervenuti sulla misura cautelare. modificandone il contenuto, ma su questo lo stesso pm aveva evidenziato che nello sviluppo delle indagini quelle decisioni non trovavano più sostegno.

    L’avvocato Paolo Paladino

    L’avvocato Paolo Paladino è a sua volta intervenuto, anche lui con una richiesta di assoluzione, sulla posizione dell’ex assessore comunale di Castelvetrano Luciano Perricone, per il quale l’accusa ha chiesto due anni e sei mesi per partecipazione ad associazione segreta. “L’istruttoria processuale – ha sostenuto l’avvocato Paladino – ha determinato la sottrazione di elementi d’accusa, siamo stati in presenza di una erosione continua delle prove fornite dal pm al Tribunale”. “Quelli con l’on. Lo Sciuto erano rapporti personali che non sfociavano in altro, l’associazione segreta presuppone la creazione di un contro potere, fattispecie che non investe il Perricone che si è sempre posto lontano da interferenze”. anzi, l’avvocato Paladino ha messo in evidenza l’azione politica di Perricone “che da consigliere comunale fu artefice dell’autoscioglimento del Consiglio comunale di Castelvetrano all’esplodere del cosiddetto caso Giambalvo”, il consigliere comunale finito indagato per suoi presunti rapporti con l’allora latitante Matteo Messina Denaro.

    L’avvocato Gianni Caracci

    Di debolezza dell’accusa ha parlato invece l’avvocato Gianni Caracci, difensore del poliziotto, in servizio alla Dia, Salvatore Virgilio, per il quale il pm ha chiesto la condanna a sette anni e sei mesi per i reati di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. Dinanzi all’accusa che Virgilio sarebbe stata una “talpa”, l’avvocato Caracci ha chiesto l’assoluzione insistendo sulla “debolezza dell’accusa…le conversazioni smentiscono le colpe attribuite”.

    L’avvocato Maurizio Sinatra

    Ultimo a intervenire nell’udienza odierna è stato l’avvocato Maurizio Sinatra difensore di Giuseppe Angileri e Maria Luisa Mortillaro, per i quali il pm ha chiesto condanne rispettivamente a sette anni per il primo e due anni e una multa di 1500 euro per la seconda. Angileri è accusato di corruzione e truffa, quest’ultimo reato contestato anche alla Mortillaro. I due avrebbero avuto un ruolo nell’entourage dell’on. Lo Sciuto, di mezzo una docenza che la Mortillaro avrebbe dovuto avere nei corsi di formazione dell’Anfe e una assunzione (fittizia) come portaborse del politico quando era deputato all’Ars. “Non c’è stato alcuno scambio di utilità – ha sostenuto l’avvocato Sinatra – perché la Mortillaro non poteva essere assunta all’Anfe in quanto esclusa dall’elenco dei docenti e per questa ragione aveva intentato contenzioso contro l’assessorato regionale…la Mortillaro è estranea anche all’assunzione come portaborse, è provato che l’on. Lo Sciuto apponeva firme false e lo avrebbe fatto anche nel contratto di assunzione e nella successiva lettera di dimissione della Mortillaro”. Ancora l’avvocato Sinatra ha escluso che la sua assistita fosse a conoscenza di quella assunzione, “le uniche pezze giustificative sono rappresentate da un rimborso spese che l’ars ha elargito direttamente a Lo Sciuto e giammai alla Mortillaro, è notorio – ha proseguito – che i portaborse vengono pagati dal deputato e non attraverso la tesoreria del Parlamento”. A proposito dei soldi ricevuti da Angileri il legale ha evidenziato che si trattava di un rimborso che l’on. Lo Sciuto gli doveva per la organizzazione di conviviali a Marsala. “Se fosse vera la ricostruzione dell’accusa e cioè che quel denaro era legato all’assunzione come portaborse della Mortillaro, siamo in presenza per la prima volta di un pagamento anticipato, considerato che i soldi vengono consegnati a dieci giorni dalla data di assunzione, assunzione – ha ripetuto il legale – della quale Angileri e la Mortillaro non sapevano assolutamente nulla”.





  • Trapani
    Handball Trapani travolge Halikada Gattopardo: 39-12 e ritorna in vetta
    una meritata vittoria per le ragazze trapanesi
    Redazione16 Febbraio 2025 - Handball
  • handbal trapani 1 Handball

    Un successo netto e significativo per la Handball Trapani, che con la vittoria per 39-12 sulla Halikada Gattopardo non solo conferma il proprio stato di forma, ma riagguanta anche la vetta della classifica di A2. Un primato condiviso con Prato e Chiaravalle, entrambe con una gara in meno, ma che certifica la solidità del gruppo allenato da Laura Avram.

    Un dominio assoluto

    La partita ha visto un equilibrio soltanto nei primissimi minuti, quando le avversarie di Palma di Montechiaro sono riuscite a restare agganciate al punteggio (3-3 al 5′). Da quel momento in poi, però, le granata hanno imposto il loro ritmo, alzando i giri del motore e dilagando nel punteggio. Difesa solida, ripartenze letali e una fase offensiva ispirata hanno caratterizzato l’incontro, chiuso già all’intervallo con un eloquente 18-5.

    Sugli scudi Martina Lista, che ha brillato in fase realizzativa chiudendo in doppia cifra, con 10 gol all’attivo. Ottima anche la prova di Stellato (6 reti) e Borodai (5), in un match che ha confermato la profondità della rosa trapanese.

    La soddisfazione della coach Avram

    Al termine dell’incontro, il tecnico Laura Avram ha sottolineato gli aspetti positivi della prestazione: “Gare come questa sono un’ottima occasione per allenarci. Sono contenta della crescita del mio gruppo. Abbiamo commesso qualche imperfezione nel finale, ma nel complesso le ragazze hanno rispettato le consegne e giocato con concentrazione fino alla fine. Il problema dei lunghi intervalli di campionato c’è per tutti: cercheremo di superarlo, lavorando duramente ogni giorno”.

    Classifica e prossimi impegni

    Grazie a questo successo, la Handball Trapani guida la classifica con 12 punti, alla pari con Prato e Chiaravalle, che però devono ancora recuperare una partita. Segue Conversano a quota 8, mentre Halikada Gattopardo resta ultima, ancora a secco di punti.

    Il prossimo appuntamento per le granata è fissato per domenica 9 marzo, quando saranno impegnate nella difficile trasferta contro il Conversano. Una sfida che si preannuncia più impegnativa e che potrebbe rappresentare un test cruciale per la corsa alla promozione.





  • Messina
    Relazione nata sui social e finita in tribunale, imprenditore assolto dall’accusa di maltrattamenti
    L'uomo nel 2020 era stato arrestato e posto ai domiciliari
    Redazione16 Febbraio 2025 - Cronaca
  • Toga tribunale TpOggi 2 Cronaca

    Messina  – Dopo 4 anni di tribolazioni si chiude con una sentenza di assoluzione la vicenda giudiziaria che ha visto coinvolto un imprenditore del messinese.

    L’uomo, aveva conosciuto su un social network una donna di origini sudamericane con la quale aveva avviato una relazione sentimentale dopo che la stessa si era trasferita in Italia con il figlio. Ad un certo punto però l’uomo decide di interrompere il rapporto, questa decisione però, scatenò la reazione della donna che lo denunciò per presunti ripetuti maltrattamenti e vessazioni, anche a sfondo sessuale e per lesioni personali e violenza privata.

    Per questi fatti un imprenditore dei Nebrodi fu arrestato nel 2020 e posto ai domiciliari.

    Ora l’uomo è stato assolto dalle accuse, perché il fatto non sussiste, con sentenza pronunciata dal Giudice del Tribunale di Patti Giovanna Ceccon.

    Nel dibattimento il difensore dell’imputato, avvocato Massimiliano Fabio, ha delineato i contorni della vicenda evidenziando la contraddittorietà ed inattendibilità delle dichiarazioni della persona offesa e rappresentando come fosse invece l’uomo stesso a subire una “relazione tossica”, sottoposto alle mire della donna. Rispetto all’unico episodio riferito, quello della presunta aggressione, è stata quindi evidenziata l’assenza di riscontri e con testimonianze addirittura opposte alle dichiarazioni rese dalla parte offesa.

    Fu l’uomo ad essere oggetto di aggressione dopo essere stato raggiunto dalla donna, tanto da aver egli stesso chiesto aiuto ad alcune persone presenti nelle vicinanze e sollecitato l’intervento dei Carabinieri.

    A conclusione del processo, nel quale il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a tre anni e sette mesi di reclusione, l’uomo è stato assolto perché il fatto non sussiste dall’imputazione relativa ai maltrattamenti mentre per le ipotesi di lesioni personali e violenza privata, è stato disposto il non luogo a procedere per remissione di querela.

    «Possiamo ritenerci ampiamente soddisfatti perché il giudizio ha ristabilito la verità dei fatti e chiarito l’estraneità dell’imputato rispetto alle gravi contestazioni a lui mosse – sottolinea l’avvocato Massimiliano Fabio –. Accuse per le quali il mio assistito ha dovuto patire periodi di profondo turbamento che ne hanno condizionato la vita quotidiana e le molteplici attività imprenditoriali».





  • Marsala
    Mafia. Processo al medico Tumbarello, sono iniziate le arringhe
    L'avvocato Pantaleo ha chiesto per il suo assistito l'assoluzione
    Laura Spanò7 Febbraio 2025 - Cronaca
  • Tumbarello Cronaca

    Marsala – Siamo ormai alle battute finali del processo  davanti al tribunale di Marsala, presieduto da Vito Marcello Saladino che vede imputato l’ex medico di base di Campobello di Mazara, Alfonso Tumbarello, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e falso in atti pubblici è stata la volta delle arringhe.

    La parola alla difesa

    A parlare l’avvocato Giuseppe Pantaleo il quale ha sottolineato come il suo assistito “fosse convinto di curare Andrea Bonafede e non il boss latitante”, ribadendo che come qualsiasi medico conservava addirittura i messaggi sul telefonino, non avendo nulla da nascondere. Tumbarello ha sempre sostenuto di non aver mai conosciuto la vera identità del paziente. “Il dottore Tumbarello che poteva dire? Basta tutto quello quello che ho, lo chiudo, lo straccio, lo distruggo, lo cancello, invece ha conservato tutto” ha rimarcato l’avvocato Pantalero. Ed ha poi continuato: “Si trovano i vecchissimi messaggi whatsapp con altre persone. Tanta gente lo chiama Alfonsino”. Il vecchio medico di base di Campobello di Mazara era molto stimato non solo nella sua città e aveva tantissimi pazienti e non poteva conoscerli tutti. “Le contraddizioni o le omissioni, o i cattivi ricordi – ha sottolineato ancora l’avvocato Giuseppe Pantaleo nella sua accorata arringa – non sono indizio di menzogna e di voler nascondere fatti delittuosi”. Quindi nessuna prova e per questo deve essere assolto – ha sottolineato Pantaleo.

    Prossima udienzal’arringa dell’altro difensore l’avvocato Gioacchino Sbacchi

    La richiesta dell’accusa

    Al termine della requisitoria tenuta lo scorso 22 gennaio dal pm della Dda di Palermo Gianluca De Leo invece per Tumbarello erano stati chiesti 18 anni di carcere. Per l’accusa l’ex medico di base di Campobello di Mazara, città dove il boss oggi deceduto ha vissuto per almeno cinque anni, protetto e riverito da una schiera di favoreggiatori, sarebbe stato un complice prescrivendo e firmando 95 ricette per i farmaci e 42 analisi. Per un totale di 137 prescrizioni per consentire all’allora boss latitante Matteo Messina Denaro, di potersi curare dal cancro di cui soffriva, sotto il falso nome di «Andrea Bonafede», di poter accedere quindi ad ambulatori medici e ospedali per curarsi a spese dello stato nonostante fosse latitante. Secondo l’accusa, il medico avrebbe visitato personalmente Matteo Messina Denaro e sarebbe stato consapevole della sua identità.





  • Erice
    Le Arpie volano alto: schiacciante vittoria a Padova
    L'Erice domina con forza: difesa granitica e prestazione stellare di Do Nascimento portano le Arpie a un passo dalla gloria nella Final Eight di Coppa Italia!
    Redazione2 Febbraio 2025 - Handball
  • ARPIE Handball

    Le Arpie volano alto: schiacciante vittoria a Padova e primato in classifica!

    Erice, 2 febbraio 2025 – Un’altra prova di forza per la AC Life Style Handball Erice, che domina in trasferta il Cellini Padova con un perentorio 16-33. Le neroverdi confermano il loro straordinario stato di forma e consolidano la vetta solitaria della classifica, mantenendo due lunghezze di vantaggio su Salerno e Pontinia.

    Classifica aggiornata:


    La partita

    Cellini Padova-AC Life Style Handball Erice 16-33 (10-17)

    Le formazioni:

    Cellini Padova: Engel 5, Borrini 3, Meneghini 1, Prela 2, Okorie 3, Salvaro 2, e altre. All. Mauro Marchionni.
    AC Life Style Handball Erice: Priolo, Bernabei 2, Eghianruwa 3, Tarbuch 6, Losio 4, Struijs 1, Do Nascimento 5, Benincasa 1, Dalle Crode 4, Di Prisco 2, Pessoa 1, Ateba 4, Ramazzotti. All. Bruno Pedro Tronelli Cosentino.

    Arbitri: Matteo Corioni – Roberto Zancanella.


    Cronaca del match

    L’Erice scende in campo con determinazione e non lascia scampo alle avversarie, dimostrando concentrazione e un’ottima gestione della partita. Do Nascimento continua a brillare, integrandosi sempre meglio nel gioco delle Arpie, mentre la difesa si dimostra solida e ben organizzata.

    Momento chiave: la fase difensiva ericina si dimostra una vera e propria muraglia, tanto che la prima rete avversaria nel secondo tempo arriva dopo oltre 20 minuti! Merito di un’ottima prestazione dei portieri Iacovello e Ramazzotti, che hanno blindato la porta dando sicurezza all’intera squadra.

    Questa vittoria è un segnale importante in vista della Final Eight di Coppa Italia, in programma a Riccione dal 27 febbraio al 2 marzo. Le Arpie arrivano a questo appuntamento con la consapevolezza di poter lottare per qualcosa di grande!


    Prossimo impegno:

    Sabato 8 febbraio, ore 18 – AC Life Style Handball Erice vs Mezzocorona
    Le neroverdi torneranno a giocare tra le mura amiche con l’obiettivo di consolidare ulteriormente il loro primato in classifica!

    Continua il sogno delle Arpie… avanti tutta!







  • Ricerca articoli

    Stai cercando un articolo passato?

    Puoi filtrare per data, autore o titolo.

    Cerca articoli →
  • Altre Notizie di Sport
    Redazione
    Stadio polisportivo provincialeTrapani
    Redazione
    Redazione
    calciobasket
    Redazione
    Redazione
    Redazione
    Redazione
    Redazione
    Redazione
    Redazione
    Redazione
    Redazione