• Mazara del Vallo
    Stasera inizia il Ramadan. Il messaggio del Vescovo di Mazara del Vallo alla Comunità Musulmana
    Il Ramadan coincide con la Quaresima: l’appello del vescovo Angelo Giurdanella alle comunità della diocesi
    Redazione17 Febbraio 2026 - Attualità
  • Attualità

    Mazara del Vallo – «Le nostre comunità diventino laboratori di dialogo e di pace, capaci di costruire ponti anziché muri, di aprire strade di incontro anziché di chiusura».

    È uno dei passaggi del Messaggio del Vescovo monsignor Angelo Giurdanella rivolto ai musulmani che vivono nel territorio diocesano per l’inizio del Ramadan. Il tempo di digiuno e preghiera inizia proprio stasera (17 febbraio) e terminerà il 19 marzo prossimo e, quest’anno, coincide col cammino quaresimale dei cristiani.

    «Questa particolare vicinanza nel calendario spirituale diventa un segno provvidenziale che ci invita a camminare insieme, cristiani e musulmani, lungo un comune percorso di purificazione, preghiera e carità – scrive il Vescovo – per voi, cari amici musulmani, la speranza si nutre della fiducia nella misericordia divina che perdona e guida. Per noi cristiani, essa si fonda sulla certezza che l’amore di Dio è più forte di ogni prova e di ogni ostacolo. In questa comune fiducia nel Dio misericordioso possiamo riconoscerci fratelli e sorelle, stimandoci profondamente e sostenendoci nel bene». Monsignor Giurdanella richiama i valori della giustizia, della compassione, la cura del creato, l’attenzione ai poveri e ai più fragili, «valori che condividiamo che siano la bussola delle nostre scelte quotidiane».





  • Mazara del Vallo
    “Rotta verso la pace”. A Mazara domani e domenica la XII edizione del “Blue Rotarian International
    Nel corso della manifestazione si terrà l’Invocazione Rotariana, la tradizionale orazione per la pace fra i popoli
    Redazione17 Ottobre 2025 - Attualità
  • Mz pace Attualità

    Mazara del Vallo – Domani, sabato 18 e domenica 19 ottobre si terrà la XII edizione del “Blue Rotarian International Event” (BRIE). La manifestazione è organizzata dal Rotary Club di Mazara del Vallo e patrocinata dal Distretto Rotary International 2110 Sicilia-Malta.

    Quest’anno il Club ha voluto rafforzare il piano culturale della manifestazione che si svolgerà in due giornate con un unico filo conduttore: la pace e il dialogo interculturale e interreligioso.

    Previsto per domani 18 ottobre, alle 16 presso l’Auditorium “M. Caruso”, il convegno intitolato: “Ponti di Pace – Dialogo tra Culture e Fedi del Mediterraneo” che sarà moderato da Metis Di Meo, attivista per i diritti umani, autrice e conduttrice Rai, madrina del BRIE fin dalla sua prima edizione. In un Mediterraneo storicamente crocevia di civiltà, fedi e culture, il dialogo interreligioso e interculturale assume oggi un ruolo decisivo per costruire una pace autentica e duratura.

    L’incontro riunisce esponenti delle principali religioni abramitiche e voci della società civile per esplorare come valori spirituali condivisi possano diventare strumenti concreti di cooperazione e riconciliazione. Le religioni abramitiche, pur nella loro diversità, affondano le radici in un patrimonio comune di fede in un unico Dio, rispetto sacro per la vita, onore verso la figura della donna, tutela dei più fragili e rifiuto della violenza e della guerra. Questi principi condivisi rappresentano una base solida per rafforzare la diplomazia spirituale e costruire nuove vie di dialogo e collaborazione.

    Protagonisti del panel saranno Muhammad Hasan Abdulghaffar, del Centro Islamico culturale Fratellanza Umana e già Imam della Grande Moschea di Roma, Markus Solo, rappresentante del Dicastero per il Dialogo Interreligioso della Santa Sede e Vicepresidente della Fondazione Nostra Aetate, il Reverendo Pastore Daniel Abi Blay, Pastore Cristiano Evangelico della Chiesa Pentecostale di Palermo, della comunità̀ Ghanese.

    Con loro, il prof. Danilo Di Maria offrirà uno sguardo storico e territoriale con l’invito a ritrovarsi come esseri umani, Don Leo Di Simone, coordinatore del Centro Operatori della Pace della Diocesi di Mazara, porrà una riflessione spirituale fra Pace e Giustizia, mentre la psicologa e psicoterapeuta Annamaria Tranchida esplorerà le radici della violenza, fornendo una prospettiva umana e relazionale alle dinamiche di conflitto.

    L’incontro vuole così rilanciare il ruolo del Mediterraneo come cerniera tra civiltà e piattaforma viva di dialogo tra le fedi, favorendo la nascita di percorsi comuni in ambito educativo, sociale e culturale. All’incontro, al quale invitati gli studenti degli Istituti superiori della Città, parteciperanno anche diversi esponenti religiosi e rappresenti istituzionali che prenderanno parte domenica, alle 16 presso il Collegio dei Gesuiti (nel caso di condizioni meteo avverse presso la sala convegni del Mahara Hotel) alla tradizionale “Invocazione Rotariana per la Pace” che sarà letta dal Governatore del Distretto Rotary 2110 Sergio Malizia.

    Dal 2014, nel cuore della Casbah di Mazara del Vallo, si rinnova ogni anno una preghiera comune per la pace dei popoli, simbolo di fratellanza, dialogo e cooperazione tra culture e fedi. Questo rito ecumenico riunisce le principali religioni monoteiste, promuovendo la convivenza pacifica in un luogo che da sempre rappresenta l’incontro tra mondi diversi. Alla preghiera hanno partecipato rappresentanti di comunità cattolica, islamica, ebraica, ortodossa, protestante e bektashi, tanto che nel 2017 l’Ambasciatore Umberto Vattani ne annunciò la candidatura al Premio Nobel per la Pace. Alla preghiera parteciperanno il Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo mons. Angelo Giurdanella, l’Imam di Catania Abdelhafid Kheit, il Presidente della moschea “Ettwaka” di Mazara del Vallo Gabsi Ayed, e il Reverendo Pastore Daniel Abi Blay.

    Nel ricordo di Giovanni Tumbiolo

    Si tratta di un momento, ideato da Giovanni Tumbiolo, presidente fondatore del Distretto della Pesca Co.S.Va.P e ideatore della manifestazione Blue Sea Land, che già dalla terza edizione della stessa kermesse internazionale aveva pensato ad un momento conclusivo che raccogliesse rappresentanti di diverse religioni e autorità civili e militari e del mondo laico a recitare una preghiera comune, l’invocazione rotariana, che travalica le differenze fra popoli, culture e religioni diverse e per promuovere il dialogo interreligioso e interculturale. Dalle voci dei leader religiosi e culturali è emergerà una convinzione condivisa: le religioni abramitiche, pur nelle differenze, custodiscono valori comuni come sacralità della vita, dignità della persona, giustizia, cura dei fragili e rifiuto della violenza.

    Al termine dell’invocazione per la pace verrà conferito il Premio Giovanni Tumbiolo, riconoscimento istituito per onorare la memoria del fondatore di Blue Sea Land e il suo impegno nel promuovere il dialogo tra i popoli del Mediterraneo. Il premio viene attribuito a personalità o realtà che si sono distinte per il loro contributo alla diplomazia interreligiosa, alla cooperazione culturale e alla promozione dei valori di pace, accoglienza e inclusione. Un gesto simbolico ma concreto che rinnova ogni anno la visione di Giovanni Tumbiolo: un Mediterraneo capace di essere spazio di incontro, pluralismo e speranza condivisa.






  • Morte Papa Francesco. I suoi viaggi, da Lampedusa, alle periferie del Mondo
    E' morto il Papa degli Ultimi, il Papa che parlava a tutti come un vero Padre
    Redazione21 Aprile 2025 - Attualità
  • il papa ho difficolta nel respiro e interrompe l omelia Attualità

    Lampedusa (Agrigento) – Papa Francesco è stato sicuramente colui il quale ha sempre preferito per i suoi tanti viaggi, gli angoli del pianeta dimenticati dal mondo.

    Chi non ricorda la sua prima visita in Italia, in quella Lampedusa in quel momento terra d’approdo e di speranza per migliaia di migranti che giungevano e ancora giungono dal Sud del Mondo.

    Neanche 5 mesi dopo la sua elezione, scelse e non a caso la maggiore delle isole Pelagie (che nella sua storia non aveva mai accolto un pontefice) per il suo primo viaggio apostolico. Era l’8 luglio 2013, il primo viaggio del pontificato di Francesco. Il Papa scelse Lampedusa per parlare di quella “globalizzazione dell’indifferenza” che l’avrebbe portato poi, nel corso degli anni, a denunciare in numerose occasioni l’indifferenza verso il prossimo e a condannare la cultura dello scarto. Gli sguardi sorpresi e commossi delle persone migranti, la corona di fiori gettata sulle acque del Mediterraneo, la preghiera. Il viaggio del Papa a Lampedusa, il primo fuori dalla diocesi di cui era vescovo, resta indelebile nella storia di questo pontificato.
    Ma è stato anche il Pontefice che ha viaggiato di più anche in posti dove nessuno prima di lui era stato. Dall’Africa al sud America, dall’Europa alla lontana Asia.

    Le Parole del Santo Padre a proposito delle scelte per i suoi viaggi

    “La scelta mia è questa: cercare di non cadere nella globalizzazione dell’indifferenza”, ebbe a dire. Da qui allora la scelta di visitare nel 2015 la Bosnia e l’Erzegovina, nel 2016 la Svezia, nel 2018 i Paesi del Baltico e poi le realtà più piccole del vecchio continente, da Cipro alla Macedonia del Nord, fino al Lussemburgo e al Belgio, dove sapeva che non lo avrebbero accolto a braccia aperte.

    Un Papa che ha guardato alle terre provate da piaghe del passato e del presente e dove ha portato  una Chiesa in penitenza là dove i presuli hanno commesso abusi e reati. Com’è stato per la difficile visita in Irlanda, dove la piaga della pedofilia ha allontanato generazioni di fedeli dalle chiese e anche tra le popolazioni native del Canada che hanno subito ogni genere di sopraffazione nelle scuole residenziale gestiti dagli ordini religiosi cattolici.

    Il Papa ha scelto anche le terre toccate direttamente dalle guerre: è andato nella Repubblica Centrafricana, dove aprì la prima Porta Santa del Giubileo della Misericordia, in Iraq, in Congo, tutte terre insanguinate da feroci conflitti.

    Altro filo rosso quello del dialogo interreligioso e qui ricordiamo le visite in tanti Paesi dove i cattolici sono una esigua minoranza: dalla Turchia musulmana allo Sri Lanka buddista.

    Nel 2023 il lungo viaggio in Mongolia per abbracciare quella piccola Chiesa che è stava in una unica foto di gruppo. Nel 2024 il viaggio tra Asia e Oceania, Timor Est, Papua Nuova Guinea, Indonesia e Singapore.
    Non ha potuto fare quello a Kiev e Mosca. In Libano e ella sua amata Argentina, viaggio rinviato e mancato. Poi il viaggio mancato in Cina: “Se ho voglia di andare in Cina? Ma sicuro, anche domani”, disse nell’agosto del 2014 anche questo tra i viaggi mancati del Santo Padre.





  • Italia
    Auguri Papa Francesco, undici anni di pontificato tra riforme e sfide
    Nel giorno del suo anniversario, il Pontefice affronta le difficoltà della salute ma resta saldo nella sua missione di rinnovamento della Chiesa.
    Redazione12 Marzo 2025 - Attualità
  • papa francesco Attualità

    Undici anni di Papa Francesco: riforme, sfide e un augurio per il suo pontificato

    Roma – Domani 13 marzo 2025, Papa Francesco celebra l’undicesimo anniversario della sua elezione al soglio pontificio. Un Papa venuto “quasi dalla fine del mondo”, che ha rivoluzionato la Chiesa con il suo stile diretto, la sua attenzione ai più deboli e un’instancabile azione diplomatica. Il suo pontificato, segnato da profonde riforme e da un messaggio di inclusione, ha attraversato momenti difficili ma anche grandi successi.

    Una guida in tempi difficili

    Dalla sua elezione nel 2013, Jorge Mario Bergoglio ha cercato di portare la Chiesa in una direzione più vicina alla realtà dei fedeli, affrontando con determinazione questioni complesse: dagli scandali di abusi al rinnovamento della Curia, fino alla difesa dell’ambiente con l’enciclica Laudato si’. Il suo impegno sociale e il dialogo interreligioso lo hanno reso una delle figure più influenti a livello globale.

    La recente malattia e le condizioni di salute

    Negli ultimi mesi, la salute di Papa Francesco è stata motivo di preoccupazione. A febbraio 2025, il Pontefice ha dovuto ridurre il suo carico di impegni a causa di un’infiammazione polmonare, che lo ha costretto a cancellare alcune udienze e a delegare maggiormente il suo lavoro. Sebbene la sua ripresa sia stata lenta, il Papa ha continuato a svolgere il suo ministero con forza d’animo, ribadendo di non avere intenzione di dimettersi.

    Il suo fisico appare più fragile, e i medici gli hanno consigliato di evitare viaggi faticosi. Tuttavia, Bergoglio non ha mai smesso di rivolgersi ai fedeli con il suo messaggio di speranza, come dimostrato nell’Angelus di domenica scorsa, quando ha chiesto ancora una volta la fine dei conflitti nel mondo e un impegno comune per la pace.

    Un augurio per il Pontefice

    Nel giorno dell’anniversario della sua elezione, il nostro augurio è che Papa Francesco possa continuare a guidare la Chiesa con la stessa determinazione che ha caratterizzato questi undici anni. La sua voce, spesso scomoda per i potenti, è ancora necessaria in un mondo segnato da divisioni, guerre e ingiustizie.

    Uno sguardo al futuro

    Mentre Papa Francesco entra nel dodicesimo anno di pontificato, le sfide per la Chiesa restano numerose. Dai conflitti globali alla crisi climatica, dalla crescente secolarizzazione alla necessità di riforme interne, il suo ruolo di guida spirituale è più che mai cruciale. La sua voce, capace di scuotere le coscienze e di riportare l’attenzione sui più deboli, resta un faro per milioni di fedeli nel mondo. Il futuro della Chiesa dipenderà anche dalla sua capacità di proseguire il cammino tracciato in questi anni, tra inclusione, dialogo e misericordia.

    Ad multos annos, Santo Padre!

    Che il suo messaggio di misericordia, fratellanza e rinnovamento possa continuare a ispirare milioni di persone.







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