Cronaca
Trapani – “La Sicilia ha più detenuti, più carceri ma meno Polizia Penitenziaria rispetto ad altre regioni d’Italia, come per esempio la Lombardia e la Campania che hanno quasi la stessa capienza regolamentare di detenuti”. Lo dice Gioacchino Veneziano Segretario Generale della UILPA Polizia Penitenziaria Sicilia.
“In Lombardia con una capienza di 6.148 detenuti, sono previsti 404 Ispettori, 588 Sovrintendenti, e 3548 agenti, mentre, la Sicilia ha come previsione di 310 Ispettori(-64), 395 Sovrintendenti(-193) 3522 agenti(-26), ma ha una capienza regolamentare di detenuti pari a 6.438(+290), divisi in 23 carceri nell’isola, rispetto ai 18 della Lombardia”.
“Il DAP per la Sicilia ha previsto di integrare 306 unità, ma risulterà pressappoco nullo, visto che quasi 200 Poliziotti andranno in pensione e altri 70 operano nelle scorte e al nucleo investigativo, ma inesattamente risultano come operativi nelle carceri, quindi, – conclude Gioacchino Veneziano – se non si rivedranno le dotazioni organiche, in Sicilia non ci sarà possibilità di migliorare le disastrate condizioni di lavoro per la Polizia Penitenziaria, in quanto la carenza risulterà sempre minore rispetto le reali esigenze in confronto con le altre regioni”.
Cronaca
Trapani – I sindacati della polizia penitenziaria di Trapani, domani mattina visiteranno assieme ai segretari regionali il carcere Pietro Cerulli. Una visita che precede l’incontro previsto sempre per la mattina con il prefetto di Trapani, Daniela Lupo.
“La nostra visita di domani (30 luglio 2025) alle 9.30 al Pietro Cerulli assieme ai segretari regionali della Sicilia – dichiarano Gaspare D’Aguanno (Sappe) Manlio Pisciotta (Sinappe) Fausto Caruso (Osapp) Vito La Torre (Uil) Arcangelo Poma (Uspp) e Dario Schifano (Fns Cisl) – sarà propedeutica all’incontro che si terrà alle 12.30 di domani con Sua Eccellenza il Prefetto di Trapani Daniela Lupo, a cui consegneremo un quadro completo delle condizioni strutturali e numerico”
Ed ancora i segretari provinciali proseguono: “Depositeremo una lettera che i Magistrati di Sorveglianza di Trapani hanno inviato al Ministro Nordio e ai vertici del DAP di Roma, denunciando la condizione strutturale indecente sia del reparto “mediterraneo” che del “tirreno” convertito in isolamento dopo la chiusura del “blu”, ma ovviamente non ha la caratteristica specifica per tale finalità. Hanno scritto pure – concludono D’Aguanno, Pisciotta, Caruso, La Torre, Poma e Schifano – sulla pesante carenza di Polizia Penitenziaria, ma il DAP insiste a fotografare una realtà numerica che non esiste, esponendo esclusivamente i lavoratori a rischi penali, disciplinari e fisici per le continue aggressioni e ferimenti, poiché il numero di operatori è insufficiente a garantire ordine sicurezza e rieducazione, fermo restando che i lavoratori stanno assistendo all’annientamento dei diritti sanciti dal contratto”.
Attualità
ROMA – Una svolta epocale per i diritti dei detenuti. A oltre un anno dalla sentenza della Corte Costituzionale, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) ha pubblicato le prime linee guida che regolano l’accesso alla sessualità in carcere. Si tratta di un vero e proprio “diritto soggettivo”, come lo ha definito la Consulta, e si traduce nella possibilità per i detenuti di vivere momenti intimi con il coniuge o il convivente, in spazi appositamente predisposti.
L’iniziativa partirà in sei istituti penitenziari pilota: Napoli Secondigliano, Firenze Sollicciano, Brescia, Trento, Civitavecchia e Bologna, con l’obiettivo di estendersi progressivamente a 32 strutture su tutto il territorio nazionale.
I colloqui intimi potranno durare fino a due ore e si svolgeranno in stanze arredate con letto e servizi igienici, senza possibilità di chiusura dall’interno. La sorveglianza sarà esterna, affidata a personale di Polizia penitenziaria, che controllerà anche l’accesso e le condizioni degli ambienti prima e dopo ogni incontro.
Potranno accedere a questo diritto solo il coniuge o il convivente stabile del detenuto, e in alcuni casi sarà consentito più di un incontro al mese. I detenuti prioritari saranno quelli senza permessi premio o benefici penitenziari, con pene più lunghe o periodi di detenzione più estesi, e in possesso di buona condotta.
Il Dap chiarisce che non tutti i detenuti potranno accedere a questi incontri: ne resteranno esclusi coloro che si trovano in regime di 41-bis, chi è stato trovato in possesso di droghe, telefoni cellulari o armi improprie. La decisione finale sarà subordinata anche a motivi di sicurezza interna.
Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dichiarato che solo 32 degli attuali 189 istituti penitenziari sono pronti ad accogliere questa novità, dopo adeguamenti strutturali significativi. Gli altri 157 istituti, al momento, non dispongono di spazi idonei.
Non sono mancate le polemiche. L’Organizzazione sindacale autonoma della Polizia penitenziaria, con il segretario Leo Beneduci, ha criticato duramente la misura: “Le ricadute in termini di degrado igienico-sanitario saranno devastanti. Non esiste un protocollo di sanificazione, nessuna prevenzione per le malattie sessualmente trasmissibili, né risorse o personale medico adeguato”.
Ben oltre il diritto all’affettività, dunque, il dibattito si allarga alla gestione concreta di un cambiamento epocale, tra tutele da garantire, spazi da adeguare e condizioni di lavoro del personale da migliorare.
Fonte: ANSA – “Due ore e mai la porta chiusa”, 11 aprile 2025, ore 18:33
Articolo originale disponibile su: www.ansa.it