• Custonaci
    Custonaci. Il mare restituisce altri due corpi senza vita
    Si tratta della decimo corpo rinvenuto
    Laura Spanò18 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Custonaci – Il mare restituisce ancora corpi senza vita nel trapanese. Ieri sera attorno alle 19,45 personale Vigili del fuoco del comando di Trapani è’ intervenuto nella frazione di Frassino precisamente a Cornino nel Comune Custonaci per recuperare  un corpo restituito dal mare su richiesta dei Carabinieri. Sul posto vigili del fuoco.

    Si presume che possa trattarsi del corpo di una donna extracomunitaria. Le operazioni sono terminate alle 22.30 circa. Nel frattempo la guardia costiera e i carabinieri intervenivano nella zona di Macari per recuperare un altro corpo senza vita anche questo di migrante.

    Con quelli di ieri sera i corpi di migranti recuperati tra Trapani, Marsala, Pantelleria e per l’appunto Custonaci salgono a undici.

    Cinque sono stati i cadaveri rinvenuti nelle acque di Pantelleria in tre giorni:due in acque internazionali e tre lungo la costa. La Guardia Costiera aveva recuperato due corpi in mare aperto avvistati da una Ong. Negli stessi giorni un cadavere era stato trovato davanti  Trapani e un altro a Marsala.

    Gli inquirenti valutano la possibilità di una relazione con il naufragio di numerosi barchini partiti dalle coste tunisine e travolti dalle onde anomale generate dal ciclone Hanry delle scorse settimane. Si stima che circa trenta imbarcazioni di fortuna fossero in navigazione nel canale di Sicilia nei giorni del maltempo che ha investito l’isola e si parla di oltre mille persone scomparse.

    Anche in Calabria imare restituisce corpi: Quattro i corpi portati a riva dalle mareggiate. Anche qui l’ipotesi è che si tratti persone che hanno tentato di attraversare il Mediterraneo, ma hanno finito per essere trascinati giù. Nessuno sa dire quando, nessuno sa dire come.

    Fascicoli sono stati aperti dalle Procure di Trapani, Vibo Valentia e Paola. L’ipotesi più accreditata è che si tratti di persone che hanno tentato la traversata. Nei giorni del ciclone Harry, almeno mille sono state inghiottite dal mare.

    “Fino ad ora – ha denunciato qualche giorno fa Laura Marmorale di Mediterranea Saving Humans – la sorte delle oltre mille persone che si teme siano morte rimane sconosciuta perché le autorità italiane, tunisine e maltesi hanno deliberatamente ignorato e rifiutato di avviare una missione completa di ricerca e recupero”.





  • Caltanissetta
    Niscemi, Anas si prepara a fare la sua parte
    Stamane il sopralluogo
    Redazione14 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Niscemi (Caltanissetta) – L’Area Nuove Opere di Anas Sicilia, guidata dal Responsabile della Struttura Territoriale Nicola Montesano e dal Dirigente Silvio Canalella, questa mattina 14 febbraio, si è recata a Niscemi per effettuare i primi rilievi e gettare le basi sulla nuova viabilità della cittadina nissena dopo la frana causata dal ciclone Harry.

    L’obiettivo è di restituire all’utenza in tempi brevi le strade provinciali 35 e 82. Arterie strategiche, attualmente danneggiate, dismesse ed impraticabili, il cui ripristino consentirà l’accesso ai fondi limitrofi ed alla città di Niscemi e alla conseguente ripresa delle attività produttive. Anas sarà soggetto attuatore, così come richiesto dal Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani.

    L’Azienda svolgerà un ruolo cruciale nel rimettere in sesto delle strade che rappresentano anche una vera e propria via di fuga di cui attualmente Niscemi non può beneficiare in caso di ulteriori malaugurate frane.





  • Trapani
    Oggi in Cattedrale a Trapani celebrazione per le vittime di tratta
    Il vescovo ricorda le vittime degli ultimi naufragi nel Mediterraneo e la donna migrante ritrovata cadavere qualche giorno fa a Trapani
    Redazione8 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Trapani – Potrebbero essere mille e non 380 come inizialmente suggerito dagli allarmi e dagli Sos lanciati dal mare, i migranti vittime di naufragio durante i giorni del ciclone Harry in cui le condizioni del mare sulle rotte dei viaggi della speranza nel Mediterraneo sono state estreme. Oggi il vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli ha presieduto la messa in Cattedrale per le vittime di tratta e per pregare per le vittime migranti che non hanno un nome. Qualche giorno fa inoltre il cadavere di una donna in avanzato stato di decomposizione è stato ritrovato in mare nei pressi del castello della Colombaia a Trapani.

    “Oggi 8 febbraio ricorre la festa di santa Giuseppina Bakita, venduta schiava all’età di sette anni e si celebra la Giornata contro la tratta, un fenomeno sommerso di tenebra disumana, difficile da quantificare esattamente – ha detto il vescovo nell’omelia – Per lo più sono donne e bambine rese vulnerabili in tanti modi: sfruttamento sessuale e lavorativo, matrimoni forzati e nonostante l’accresciuta capacità di connessione mondiale, il fenomeno è in aumento, favorito dai movimenti migratori. Da ogni continente e da ogni tradizione, ci uniamo nella preghiera, chiedendo a Dio, padre di tutti, di aiutarci a porre fine alla tratta di persone: è una chiamata di civiltà morale, culturale e spirituale.

    In questa celebrazione inoltre durante la processione offertoriale consegneremo sull’altare cinque candele come simbolo di pace, fede, amore, giustizia e speranza. Cinque bambini, chiamati a rappresentare i cinque continenti si fanno  voce di tutti i piccoli e i grandi schiavi che chiedono la liberazione e il riconoscimento pieno della loro dignità. Dignità anche per la povera migrante approdata morta sugli scogli della nostra terra trapanese, che sarà seppellita nel nostro cimitero. Dignità per tutti i fratelli e le sorelle che continuano a morire nel nostro Mediterraneo”.





  • Trapani
    Ciclone Harry. La tragedia dei migranti morti in mare
    Potrebbero essere oltre mille i migranti morti
    Redazione7 Febbraio 2026 - Cronaca
  • Costa del trapanese , scenario dei recenti ritrovamenti di corpi di migranti nel Mediterraneo Cronaca

    Trapani – Il corpo senza vita e in avanzato stato di decomposizione di una donna verosimilmente migrante rinvenuto sull’isolotto della Colombaia a Trapani ci rimanda purtroppo ad una triste realtà sottaciuta in queste settimane di maltempo. Ci sono domande alle quale purtroppo nessuno potrà dare una risposta. Sicuramente ha una famiglia che attende sue notizie. Da dov’era partita questa donna e con chi si trovava quando è sopravvenuta la morte. La rotta potrebbe essere quella tunisina, ma con lei sono morte altre persone? Domande che rimarranno tali senza una risposta.

    Mentre prosegue la conta dei danni dopo il passaggio del ciclone Harry tra Sicilia, Calabria e Sardegna, così emerge una tragedia umanitaria che riguarda proprio i migranti. Coloro i quali proprio in quei giorni hanno deciso di mettersi per mare per raggiungere le coste siciliane. Sarebbero circa mille le persone partite dalla Libia e della Tunisia nei giorni del ciclone, e potrebbero essere morte nel mar Mediterraneo centrale nel corso della loro traversata verso l’Italia e Malta. Una ricostruzione che si basa sulle testimonianze dei familiari dei dispersi e sui racconti di alcuni superstiti recuperati in mare, incrociati con gli allarmi lanciati dai dispositivi di soccorso presenti sulle imbarcazioni.

    Nel 2025 le persone annegate furono complessivamente 1.340, in un solo mese nel 2026 il numero è già stato forse superato. Interessante la ricostruzione di Wired 

    Ecco cosa scrive Wired

    Il 24 gennaio il giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura, che si occupa di migrazioni e monitoraggio delle operazioni di soccorso nel mar Mediterraneo. In un post su X ha segnalato un dispaccio Sar, lanciato sulla rete InmarSAT dal Centro di coordinamento e soccorso Itmrcc della Guardia costiera italiana, relativo a otto imbarcazioni partite dalla città di Sfax, in Tunisia, e di cui si avevano perse le notizie. Nel messaggio di allerta erano raccolte anche informazioni sulle imbarcazioni, perlopiù in ferro ma anche un gommone, sulla data di partenza, avvenuta tra il 14 e il 21 gennaio, e sulle persone migranti a bordo, per un totale di 380.

    Nelle ore successive questo dispaccio si è arricchito di ulteriori informazioni. Il 24 gennaio la motonave Star ha soccorso in mare Ramadan Konte, un cittadino della Sierra Leone che si trovava in balia delle onde da circa 24 ore. L’uomo ha raccontato di essere partito con un barchino da Sfax assieme a un’altra cinquantina di persone e di essere l’unico sopravvissuto al naufragio, dove sono morti anche fratello, nipote e cognata.

    Il 26 gennaio l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha rilasciato un comunicato stampa dove si parlava del naufragio di diverse imbarcazioni negli ultimi giorni “con informazioni preliminari che suggeriscono che centinaia di persone potrebbero essere disperse in mare o si teme che siano morte. Le condizioni meteorologiche avverse hanno ostacolato significativamente le operazioni di ricerca e soccorso”.

    L’Oim ha reso conto di tre decessi segnalati da un’imbarcazione arrivata a Lampedusa, due gemelle e un uomo. Le persone a bordo hanno anche detto di essere partite con un’altra imbarcazione di cui si sono perse le tracce e l’Oim ha infine dato notizia, citando la Guardia costiera italiana, di un altro naufragio al largo di Tobruk, in Libia, con 51 persone coinvolte.

    “Mille persone disperse”

    Se queste sono le informazioni raccolte da un lato del Mediterraneo – quello di arrivo – anche dai territori di partenza sono arrivate notizie che vanno in direzione di una strage di persone migranti con pochi precedenti.

    Refugees in Lybia, un’organizzazione non governativa che include rifugiati, richiedenti asilo e migranti, ha incrociato i dati sulle partenze delle ultime settimane con le testimonianze di familiari e conoscenti delle persone disperse. Secondo l’ong, dal 15 gennaio in poi sarebbero partite diverse imbarcazioni dalle aree localmente chiamate chilometri 19, 21, 25, 27, 30, 31, 33, 35 e 38. Diverse persone che dovevano essere su quelle barche ma che sono state lasciate a terra perché non avevano denaro sufficiente per pagare la traversata hanno denunciato di non avere avuto più notizie di parenti e conoscenti che invece si erano imbarcati.

    “Dal chilometro 19 al 21, fonti della comunità parlano di dieci imbarcazioni salpate. Dal chilometro 30, sono partite sette imbarcazioni, dai chilometri 33 e 38 altri sette convogli”, denuncia Refugees in Lybia, che dà conto di un solo arrivo in Italia e di un unico ritorno a Sfax per le condizioni di navigazione difficili.

    Il silenzio della politica

    L’ong ha denunciato un numero di dispersi, probabilmente decessi, nell’ordine delle mille persone. Una stima confermata il 2 febbraio dall’organizzazione non governativa Mediterranea Saving Humans, secondo cui le numerose partenze nei difficili del ciclone Harry sarebbero state causate da una riduzione dei controlli lungo il litorale costiero da parte delle forze di polizia tunisine, impegnate in una serie di retate nei campi rifugiati situati più verso l’interno.

    Le autorità italiane e maltesi, così come quelle tunisine e libiche, non hanno rilasciato dichiarazioni a proposito dei naufragi.

    “Il silenzio e l’inazione dei governi di Malta e Italia sono agghiaccianti: di chi ha perso la vita in mare non si deve parlare, soprattutto quando queste morti mostrano il fallimento delle politiche migratorie e della collaborazione con Libia e Tunisia”, ha denunciato Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Humans.

    Ora la questione è finita nel parlamento italiano: il deputato del Partito democratico Matteo Orfini ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “Il governo deve spiegare all’Aula perché non sono state attivate procedure di emergenza straordinarie e perché si è scelto di ignorare le grida di aiuto che arrivavano da quelle imbarcazioni già ore prima che il ciclone colpisse”, ha sottolineato. “Chi ha impedito i soccorsi e chi ha voltato le spalle a queste persone dovrà assumersi la piena responsabilità politica e morale di quello che è, a tutti gli effetti, uno dei più grandi naufragi della nostra storia recente”.





  • Palermo
    De Luca (M5S Ars): “Incredibile, sarà Simona Vicari a coordinare la cabina di regia per i disastri del ciclone Harry.
    Qualcuno ricordi a Schifani che è sotto processo per corruzione”
    Redazione27 Gennaio 2026 - Politica
  • Politica

    Palermo –  “Incredibile, sarà Simona Vicari a coordinare la cabina di regia per i disastri del ciclone Harry. Qualcuno ricordi a Schifani che è sotto processo per corruzione”. Lo scrive il deputato del M5S all’Ars, Antonio De Luca, dopo l’ultimo incarico affidato dal governatore Schifani a Simona Vicari, ex senatrice ed ex sottosegretario ai Trasporti.

    La nota del deputato De Luca

    “Se non ci fosse Simona Vicari, evidentemente il governo sentirebbe il bisogno di inventarla, visto che affida a lei un incarico dopo l’altro. Apprendiamo che Schifani l’ha appena nominata coordinatrice della cabina di regia per la gestione dell’emergenza causata dal ciclone Harry, incarico che arriva dopo quelli relativi a infrastrutture ed energia e al più recente relativo alla crisi idrica. A parte che non ci sembra che i risultati finora da lei ottenuti con gli incarichi precedenti siano di assoluto rilievo, ci pare del tutto inopportuno affidare ora un compito così delicato a chi ha pendenza giudiziarie, ma evidentemente l’ex parlamentare ha competenze così grandi e difficilmente rintracciabili a questi latitudini per cui è impossibile per il governo farne a meno” – così conclude il deputato.





  • Caltanissetta
    Niscemi. Schifani: “Chi perderà la casa sarà salvaguardato”
    Sopralluogo del presidente Schifani, Ciciliano e Cocina
    Redazione27 Gennaio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Niscemi (Caltanissetta) – «A Niscemi abbiamo un problema sociale, che dobbiamo affrontare garantendo una soluzione abitativa alle famiglie che non potranno più tornare nelle proprie case. Dobbiamo dare un futuro a questa comunità gravemente ferita. È una situazione di crisi dinamica, in evoluzione. Come Regione Siciliana stiamo facendo la nostra parte. Durante la riunione abbiamo analizzato vari aspetti della situazione, assicurando l’assistenza sanitaria, sollecitando il ripristino dell’erogazione del gas metano in paese e facendo in modo che i ragazzi possano continuare a frequentare regolarmente le lezioni scolastiche. Sul fronte abitativo, ci stiamo facendo carico di realizzare un programma di ricollocazione delle famiglie rimaste senza casa, alcune in alloggi già esistenti, altre in immobili di nuova edilizia. Questo è l’impegno della Regione».

    Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, commissario per l’emergenza causata dal ciclone Harry, che ha partecipato al Centro operativo comunale di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, alla riunione con il capo del dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabio Ciciliano, il dirigente generale della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, il prefetto di Caltanissetta, Donatella Licia Messina, il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, per fare il punto sui danni causati dalla frana e sugli interventi da mettere in atto a sostegno della popolazione duramente provata.
    È stato stabilito anche che l’assessorato regionale alla Salute e l’Asp di Caltanissetta metteranno a disposizione un servizio di sostegno psicologico e adegueranno i percorsi sanitari alla rete di comunicazione, utilizzando la viabilità consentita e indirizzando i pazienti urgenti all’ospedale di Caltagirone.
    Il presidente Schifani ha anche effettuato un sopralluogo nella zona rossa istituita nel paese, dopo gli eventi franosi.
    All’incontro al Coc erano presenti, fra gli altri, l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, il soggetto attuatore della Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico Sergio Tumminello, il segretario generale dell’Autorità di bacino Leonardo Santoro.

    I primi aiuti: fino a 900 euro a famiglia

    Per gli sfollati della frana di Niscemi sono in arrivo i contributi del fondo Cas dello Stato, 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno. L’ANSA apprende che la procedura sarebbe già stata attivata in presenza dell’ordinanza di sgombero e dovrebbe essere completata nel giro di qualche giorno. Il contributo di autonoma sistemazione (Cas) è destinato a chi ha dovuto lasciare la propria abitazione: al momento circa 1.500 persone. Il presidente dell’Assemblea siciliana, Gaetano Galvagno, ne ha dato comunicazione ai capigruppo.





  • Mazara del Vallo
    Ciclone Harry. A Mazara danni per oltre 6 milioni di euro
    Le maggiori criticità lungo la fascia costiera
    Redazione26 Gennaio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Mazara del Vallo – Il Comune di Mazara del Vallo ha completato e trasmesso alla Regione Siciliana – Dipartimento della Protezione Civile la ricognizione dei danni legati agli eventi meteorologici che, tra il 19 e il 21 gennaio 2026, hanno colpito duramente la città.

    La relazione tecnica consegna un dato chiaro: la stima complessiva dei danni ammonta a 6 milioni e 700 mila euro. Le criticità si concentrano soprattutto lungo la fascia costiera, ma gli effetti si sono estesi anche a servizi essenziali e infrastrutture che incidono direttamente sulla vita quotidiana e sull’economia locale.

    I danni segnalati riguardano l’illuminazione pubblica nei tratti litoranei, alcune infrastrutture in ambito portuale, la rete fognaria e le opere di difesa costiera, oltre a porzioni della viabilità sul fronte mare (marciapiedi, pista ciclabile e muretti). Nella ricognizione rientrano anche interventi su edifici scolastici e verde pubblico, così come le conseguenze subite da attività produttive, lidi balneari e due porticcioli per la nautica da diporto.

    ​Il sindaco Salvatore Quinci

    “Siamo di fronte a eventi che hanno messo alla prova Mazara e, in particolare, la nostra costa. Come Comune siamo intervenuti subito per affrontare le situazioni più urgenti e, nello stesso tempo, abbiamo lavorato a una ricognizione precisa e documentata: serviva dare un quadro reale, senza approssimazioni”.

    Nei giorni successivi alle mareggiate l’Amministrazione ha attivato interventi di somma urgenza per ripristinare la viabilità e mettere in sicurezza le aree più esposte, operando nell’ambito delle risorse ordinarie disponibili.

    “Adesso è importante che quanto trasmesso venga valutato con la stessa rapidità anche a livello sovracomunale – prosegue il sindaco – perché l’entità dei danni non può essere gestita soltanto con strumenti ordinari. I numeri descrivono un’emergenza vera, che richiede risposte adeguate”.

    Il Comune seguirà passo dopo passo l’iter istituzionale avviato, mantenendo il raccordo con la Regione Siciliana e con gli enti competenti, con l’obiettivo di arrivare a interventi efficaci e, soprattutto, strutturali, a tutela dei cittadini, delle imprese e del territorio.






  • Il ciclone Harry miete vittime in mare, 380 migranti dispersi nel Mediterraneo
    L'allarme reso noto dal giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura
    Redazione25 Gennaio 2026 - Cronaca
  • Logo Trapani Oggi con fiocco nero in segno di lutto Cronaca

    Lampedusa (Agrigento) – Il ciclone “Harry” non ha causato ingentissimi danni in tre regioni italiane, Sicilia, Sardegna e Calabria ma ci sarebbero almeno 380 persone disperse nel Mar Mediterraneo, e questo da dieci giorni, inclusi quelli che hanno visto il ciclone Harry sconvolgere l’area.

    Un unico dispaccio di allerta a «tutte le navi in area», reso noto dal giornalista di Radio Radicale Sergio Scandura, raggruppa ben otto casi Sar per otto imbarcazioni che nei giorni scorsi hanno preso il largo da Sfax.

    «Il dispaccio Sar – spiega Scandura su X – trasmesso sulla rete InmarSAT dal Centro di Coordinamento e Soccorso Itmrcc della Guardia Costiera italiana – riporta anche le date di partenza delle otto imbarcazioni dalla costa orientale della Tunisia, per un totale di circa 380 naufraghi. Le date di partenza da Sfax sono del 14, 18, 20 e 21 gennaio 2026: includono i giorni che hanno visto il quadrante del Mediterraneo Centrale, inclusa la rotta ideale da Sfax a Lampedusa, segnato dagli impietosi 7+ metri di onda e dalle severissime raffiche fino a 54+ nodi provocate dal ciclone Harry».

    Una immane tragedia questa che coinvolge i dispersi e le famiglie di questa povera gente che ha lasciato la loro terra per una vita migliore.





  • Palermo
    Maltempo in Sicilia, prima stima danni di 740 milioni di euro
    Maltempo a Marsala. Stimati danni per oltre 1 milione e mezzo di euro
    Redazione22 Gennaio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Palermo – Maltempo in Sicilia, prima stima danni di 740 milioni di euro. Lo ha detto il presidente della Regione Schifani dopo la riunione di giunta. Da una prima ricognizione fatta dalla Protezione civile regionale, i danni provocati dal ciclone Harry in Sicilia ammontano al momento a 740 milioni di euro.

    A darne notizia il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, incontrando i giornalisti a conclusione della giunta straordinaria che ha deliberato lo stato di calamità e un primo stanziamento di 70 milioni di euro, 50 milioni subito disponibili e gli altri 20 milioni attingendo ai fondi globali con un’apposita norma che sarà proposta all’Assemblea regionale siciliana.

    Situazione a Marsala

    Con una nota indirizzata alla Protezione civile regionale, il Comune di Marsala ha comunicato la stima dei danni causati dagli eventi meteorologici avversi dei giorni scorsi, sulla scorta della ricognizione effettuata dal Centro Operativo Comunale (COC), come richiesto dal Dipartimento di protezione civile regionale che, di concerto con la Prefettura di Trapani, ha coordinato gli interventi in provincia.

    Al riguardo, ammonta a oltre 1 milione e mezzo di euro la stima dei danni subiti nel territorio di Marsala a seguito del maltempo del 19 e 20 gennaio. La relazione del COC elenca i danni a infrastrutture stradali, attività commerciali e produttive (soprattutto serricoltura) e impianti di pubblica illuminazione. Quantificati anche i danni subiti dal verde pubblico, per il crollo della torre faro nell’area portuale e l’erosione della zona costiera, nonché i danni subiti dal cantiere “Waterfront 2” (Lungomare Florio).

    Il sindaco Massimo Grillo: “Il monitoraggio del territorio, sin dalle prime previsioni meteo, ha consentito di attuare interventi precauzionali e sorvegliare i siti con maggiori criticità – vedi il fiume Sossio – al fine di limitare i danni a persone e cose. È il risultato di un lavoro di squadra che ha visto impegnati dirigenti, funzionari e operai comunali, nonché forze del volontariato. A tutti loro il mio grazie e quella della Città. Rivolgo altresì l’augurio di un pronto ritorno alla normalità ai comuni di Petrosino, Mazara, Castelvetrano e San Vito Lo Capo che – più di tutti – hanno subito le conseguenze disastrose dell’uragano Harry”.

     





  • Mazara del Vallo
    Maltempo Mazara del Vallo. Il sindaco Quinci: “Attendiamo un miglioramento del meteo per iniziare gli interventi”
    A lavoro protezione civile e tecnici del comune
    Laura Spanò21 Gennaio 2026 - Cronaca
  • Cronaca

    Mazara del Vallo – “Il maltempo che ha interessato Mazara del Vallo negli ultimi giorni ha causato danni e disagi, colpendo in modo particolare il nostro litorale, alcune abitazioni e le attività che vi operano”.

    Lo sottolinea il sindaco Salvatore Quinci che poi prosegue.

    “Il moto ondoso resta ancora sostenuto e intervenire subito rischierebbe di vanificare ogni azione. Per questo stiamo attendendo un miglioramento stabile delle condizioni meteo prima di avviare gli interventi necessari. Desidero esprimere la piena vicinanza dell’Amministrazione comunale ai gestori e ai titolari degli stabilimenti balneari, che stanno affrontando conseguenze pesanti e comprensibili preoccupazioni. Un ringraziamento sentito va alle associazioni e ai volontari che, con tempestività e spirito di servizio, si sono prodigati per far fronte alle emergenze e contenere i danni: Vigili del Fuoco in Congedo, Guardie Ambientali Trinacria, GIVA 2019, Croce Rossa Italiana e Guardia ai Fuochi. Si sta facendo il possibile per la messa in sicurezza e, non appena le condizioni lo permetteranno, saranno attivate tutte le azioni utili al ripristino di tutte le aree colpite, con l’obiettivo di restituire sicurezza e piena fruibilità. La prudenza di oggi è una scelta di responsabilità, per garantire interventi efficaci e duraturi”.

    Mazara è stata tra le città più colpite dal ciclone Harry. Le forti mareggiate e il vento di burrasca hanno provocato seri danni alla costa. Sul lungomare San Vito, parte della copertura in legno dell’area giochi per bambini è crollata, mentre l’erosione del terreno continua a minacciare altre strutture della passeggiata. Completamente allagato il lungomare fata morgana. Acqua alta nelle strade adiacenti e disagi alla circolazione lungo tutta la fascia costiera. A lavoro Protezione Civile e tecnici del comune.





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