Cronaca
Caltanissetta – Beni per 7 milioni di euro sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Catania, coadiuvata da Finanzieri di Caltanissetta, agli imprenditori Giuseppe e Domenico Gentile, padre e figlio, ritenuti “componenti di rilievo del clan Nardo, articolazione territoriale di Lentini (Siracusa) della famiglia mafiosa etnea Santapaola-Ercolano”.
Eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale su richiesta della Procura distrettuale etnea e riguarda tre imprese commerciali attive nel trasporto merci su strada e nella compravendita immobiliare e rapporti finanziari intestati ai due indagati. Giuseppe Gentile, deceduto nel 2022, è stato in passato condannato in via definitiva per associazione mafiosa e sottoposto ad altri procedimenti penali e per “intestazione fittizia” di beni in concorso con il figlio Domenico.
Quest’ultimo, ricostruisce la Dda di Catania, a processo anche per estorsione aggravata, si sarebbe occupato, secondo il Tribunale, della gestione delle aziende durante il periodo di detenzione del padre.
Su indagini di finanzieri del Nucleo Pef di Catania della Guardia di finanza la Procura ha chiesto e ottenuto dal Tribunale il sequestro di beni per sette milioni di euro
Cronaca
Custonaci – E’ stata pronunciata poco fa la sentenza al termine del processo svoltosi col rito abbreviato dinanzi al gup del Tribunale di Palermo e dove erano imputati alcuni degli indagati coinvolti nell’operazione antimafia denominata “Scialandro”, scaturita dall’operazione congiunta di Dia, Polizia e Carabinieri che nell’ottobre 2023 portò ad arresti e avvisi di garanzia, fra Paceco, Custonaci, Valderice e Trapani, per associazione mafiosa, estorsione e intestazione fittizia di beni.
Il Comune di Custonaci è stato l’unica amministrazione ammessa come parte civile, considerato anche che il cuore dell’indagine ha riguardato proprio questo territorio, dove Cosa nostra aveva rimesso in piedi la propria organizzazione. Tra i condannati Giuseppe Costa, ha avuto inflitti 4 anni e 10 mesi, personaggio già condannato anche per aver partecipato al sequestro del piccolo Giuseppe Di Matteo, poi ucciso per vendetta contro il padre , tra i più importanti collaboratori di giustizia nel far sgominare il clan corleonese. Queste le altre condanne, per oltre 70 anni di carcere: Gaetano Barone di Valderice, 7 anni e 4 mesi, Santo Costa, 7 anni e 4 mesi, Luigi Grispo di Erice, 4 anni e 4 mesi, l’ex vice-sindaco di Custonaci, Carlo Guarano, 8 anni e 4 mesi, Andrea Internicola, 2 anni, il custonacese Paolo Magro, 8 anni, Giuseppe Maltese e Vito Manzo, 8 anni, e Roberto Melita, 8 anni e 4mesi.