Cronaca
Alcamo – Un giovane di origine tunisine di 28 anni è morto ieri pomeriggio cadendo dal secondo piano di un edificio. È accaduto in via Galileo Galilei, traversa del corso VI Aprile. I sanitari del “118” giunti sul posto dopo l’allarme hanno tentato di rianimarlo, ma senza esito.
I Carabinieri, intervenuti sul posto per i rilievi hanno avviato le indagini per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto. L’ipotesi prevalente è che si sia trattato di un incidente mortale durante un’attività illecita. La vittima si sarebbe trovata nell’edificio forse per commettere un furto. Ha tentato la fuga tra i balconi, ma ha perso l’equilibrio precipitando nel vuoto. Disposta l’autopsia.
Cronaca
Aggiornamento – I carabinieri di Scicli, per l’omicidio di Giuseppe Ottaviano, commesso il 12 maggio del 2024, hanno tratto in arresto, il nuovo fidanzato della ex compagna della vittima, il 43enne Giovanni Agosta. Nei confronti dell’indagato è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per omicidio aggravato
Ragusa – Svolta nelle indagini per l’omicidio di Giuseppe Ottaviano. I carabinieri di Ragusa hanno arrestato il presunto omicida. Ottaviano 41 anni fu trovato morto da familiari e amici nella sua abitazione a Scicli il 12 maggio 2024.
L’attività investigativa coordinata dalla Procura ragusana, riferiscono i carabinieri in una nota, è stata svolta con indagini scientifiche e di tipo tradizionale per oltre un anno e ha permesso di ricostruire come e con chi la vittima trascorse le sue ultime ore di vita e di individuare movente e autore del delitto.
Ottaviano era stato trovato cadavere all’interno della sua abitazione di via Manenti, da familiari e amici, preoccupati perché da molte ore non dava più notizie di sé e non rispondeva al telefono. L’attività investigativa, protrattasi ininterrottamente con indagini scientifiche e di tipo tradizionale per oltre un anno, ha permesso di ricostruire come e con chi la vittima avesse trascorso le sue ultime ore di vita e di individuare movente e autore del delitto.
Nella casa del 40enne erano state trovate numerose tracce di sangue e oggetti in disordine, ma all’ingresso non c’erano segni di effrazione, dettaglio che ha portato gli inquirenti a indagare nella cerchia di conoscenze della vittima. Il corpo senza vita era riverso a letto, con ferite al sopracciglio, alla testa, al volto e al naso. Nessun segno di colluttazione prolungata, ma chiari indizi di un’aggressione feroce.
Giuseppe Ottaviano quella mattina era andato nella casa al mare a Donnalucata, poi era tornato nella sua Scicli. Dopo aver trascorso la serata tra i locali era tornato a casa, parcheggiando il suo suv in modo strano, tanto da costringere il giorno dopo il vicino a chiamare il carro attrezzi per rimuoverla. Nelle ore successive, viste le numerose chiamate senza risposta, è stata la zia a far viste all’uomo, trovandolo senza vita. L’autopsia ha poi confermato la brutalità dell’aggressione: fratture multiple e lesioni gravi, compatibili con un violento omicidio.
Cronaca
Messina – La procura di Messina ha notificato sette avvisi di garanzia. Per la morte di Stefano Argentino ci sono sette indagati. Argentino reo confesso dell’omicidio della collega di Università Sara Campanella, si è suicidato in carcere, a Messina, mercoledì mattina.
La notifica degli avvisi di garanzia in vista dell’autopsia.
Sono indagati: la direttrice e la vice direttrice del carcere Gazzi, l’addetto ai servizi trattamentali dell’istituto di pena, l’equipe di psichiatra e psicologi che hanno avuto in cura Argentino.
Martedì prossimo il pm conferirà l’incarico al proprio consulente e gli indagati potranno nominare i propri tecnici che assisteranno agli esami autoptici, atti irripetibili.
La procura vuole accertare se ci siano responsabilità nella morte di Argentino che aveva manifestato più volte la volontà di togliersi la vita e per questo sottoposto ad un regime di sorveglianza particolare.
Quindici giorni fa poi era stato riammesso alla detenzione ordinaria e condivideva la cella con altri detenuti.
Il legale di Argentino l’avvocato Giuseppe Cultrera aveva chiesto l’intervento del Garante dei detenuti.
Cronaca
Castellammare del Golfo – di Laura Spanò – A Milano presso l’Istituto di medicina legale mercoledì è stato riaperto il feretro di Francesco Ancona, riesumato dal cimitero di Castellammare del Golfo, per i nuovi accertamenti medico-legali, così come stabilito dalla Procura di Pavia, a coordinare l’inchiesta è il Pm Alberto Palermo, che ha riaperto il caso sulla morte dell’operaio.
L’autopsia e gli esami sono stati affidati al medico legale Cristina Cattaneo, al tossicologo Domenico Di Candia e l’antropologa Debora Mazzarelli. I risultati, attesi entro tre mesi, dovrebbero essere determinanti per arrivare alla verità.
Francesco Ancona è l’operaio di 48 anni, che viveva a Mortara, trovato morto l’11 febbraio 1987 sul ciglio della strada per Ceretto-Robbio, con profonde ferite al cranio e tracce di veleno nello stomaco.
Due gli iscritti nel registro degli indagati: la vedova Giovanna Navarra, 77 anni che da alcuni anni è tornata a vivere a Castellammare del Golfo, e un amico di famiglia, Domenico Scarfò, 70 anni che vive a Vigevano. Ma secondo il pm Palermo ci sarebbero altre persone coinvolte non ancora identificate.
«La mia assistita – dice l’avvocato Vito Coppola legale della vedova – non ha nominato un consulente di parte, dunque al momento non abbiamo elementi su quanto è avvenuto a Milano. Il passo più importante ora è l’esito degli accertamenti. Da lì capiremo se può nascere un rinvio a giudizio oppure se si arriverà, come immaginiamo, a una archiviazione del caso».
All’epoca il caso fu archiviato come suicidio: secondo la ricostruzione della Procura, Francesco Ancona, si sarebbe avvelenato e poi si sarebbe gettato volontariamente contro una betoniera. Una spiegazione che non ha mai convinto familiari e conoscenti. Dopo 38 anni quei dubbi rimasti in sospeso potrebbero presto essere risolti. La Procura di Pavia ha riaperto il caso nel 2023. Per l’accusa Navarra e Scarfò avrebbero avvelenato Ancona, poi lo avrebbero colpito alla testa, cosparso di benzina e investito con una betoniera per inscenare un suicidio. A spingere alla riapertura, nuove testimonianze e intercettazioni che hanno portato la procura a ipotizzare un omicidio premeditato.
Si difende la signora Navarra e lo fa attraverso il suo avvocato Vito Coppola, che l’aveva già difesa nel 2023 dall’accusa di avere pianificato l’omicidio del figlio, Antonino. «Sono innocente, con la morte di mio marito non c’entro, era depresso. Sono estranea alla morte di mio marito. Scarfò? Lo conoscevo, è venuto anche al funerale, tra noi c’è stata una relazione ma molto dopo la morte di mio marito». «La mia assistita – spiega l’avvocato Coppola – ha seri problemi di salute, essendo quasi completamente cieca, e il figlio è da tempo disoccupato. Una situazione familiare molto delicata. Non conosciamo ancora gli atti di questa indagine».
L’abitazione a Castellammare dove vive la donna con il figlio, è stata perquisita: gli agenti della squadra mobile hanno trovato sette valigie piene di carte, vecchi documenti e biglietti manoscritti. È stato tutto sequestrato.
Cronaca
Palermo – La Procura dei minori ha aperto un’inchiesta sulla morte di una bambina di 11 anni arrivata ieri sera, in arresto cardiocircolatorio all’ospedale Buccheri La Ferla di Palermo. L’accompagnavano la madre e il compagno.
Da quanto si apprende, nel tentativo di rianimarla i medici hanno notato segni di violenza sul corpo e sembra che i vestiti fossero intrisi di benzina. La piccola aveva segni sul collo. Ma allo stato, sembra esclusa l’ipotesi dell’omicidio, tanto che la Procura ha aperto un fascicolo di atti non costituenti reato. La madre, una donna di 31 anni che ha altri 4 figli, tutti minorenni, e il nuovo compagno, che ieri non era in casa, sono stati interrogati dalla polizia.
I magistrati hanno disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso.
Pare che in passato la bambina era stata ricoverata all’ospedale dei Bambini più volte perché soffriva di crisi epilettiche resistenti ai farmaci. La bambina soffriva di una grave patologia che le impediva di muoversi. La famiglia abita nella zona di via Tiro a Segno, abitazione ora posta sottosequestro. Le indagini sono condotte dagli agenti della squadra mobile di Palermo. Gli agenti hanno trovato e sequestrato una bottiglietta di benzina nell’appartamento.
La salma è stata portata all’istituto di medicina legale del Policlinico per l’autopsia.
Cronaca
Palermo – Torna oggi pomeriggio a Palermo la salma di Aurora Maniscalco, la giovane hostess palermitana caduta dal terzo piano del suo alloggio e morta dopo giorni di agonia a Vienna.
Secondo quanto si apprende al fidanzato di Aurora sarebbe stato notificato un avviso di garanzia per istigazione al suicidio.
La procura palermitana a cui l’avvocato Alberto Raffadale ha presentato un esposto, ha disposto l’autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni nel Policlinico. Poi il caso passerà alla Procura di Roma.
L’autopsia è un atto irripetibile che la magistratura viennese ha negato sostenendo che la hostess si è suicidata.
La Procura di Roma è competente per le indagini su reati all’estero con vittime italiane. Secondo i giudici austriaci, che si sono basati sul racconto di alcuni passanti e del fidanzato della ragazza che ha però ammesso di aver litigato con lei poco prima che precipitasse, la giovane si sarebbe buttata dal balcone. La famiglia ha sempre negato questa ricostruzione.
Cronaca
Ficarazzi (Palermo) – Si allunga la lista delle morti bianche in Sicilia. L’ultima vittima è un operaio di 60 anni, Giovanni Sanfilippo, è stato trovato morto nei pressi di una cabina di media tensione in via Mercè a Ficarazzi (in provincia di Palermo).
L’incidente è avvenuto in una zona in cui ci sono diverse imprese di trasporto. Pare che l’operario sia rimasto folgorato. Sanfilippo stava realizzando lavori di muratura per conto terzi. Sul posto sono intervenuti i tecnici Enel che hanno staccato l’impianto con i sanitari del 118 che hanno constatato la morte e i vigili del fuoco.
Le indagini sono condotte dai carabinieri, ai tecnici dell’Asp dello Spresal il compito di accertare se le condizioni di sicurezza erano state messe in atto.
La cabina è stata sequestrata e la salma di Sanfilippo portata all’istituto di medicina legale per eseguire l’autopsia che sarà disposta dalla procura di Termini Imerese.
E’ il terzo operaio morto nell’ultima settimana.
Cronaca
Castelvetrano – I corpi dei coniugi Francesco Campagna e Maria Rita Bonanno, l’uomo ha ucciso la moglie ieri mattina e poi si è tolto la vita a Castelvetrano, da ieri sera si trovano presso l’obitorio del cimitero della città a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Sul corpo della donna sarà effettuata l’autopsia.
Lo ha confermato il procuratore di Marsala Fernando Asaro, ma ancora non è stata decisa la data. L’inchiesta è seguita dal sostituto procuratore Paolo Bianchi della procura di Marsala. Il magistrato ieri ha effettuato un sopralluogo nella palazzina di via IV Aprile dove abitava la famiglia Campagna. Con lui anche il comandante provinciale dei carabinieri Mauro Carrozzo e il comandante della Compagnia di Castelvetrano il capitano Giovanni Mantovani.
Cronaca
Palermo – «Siamo addolorati nel confermare la tragica morte di un subacqueo specializzato. Le circostanze dell’incidente sono attualmente oggetto di indagine da parte delle autorità e tutte le parti interessate stanno offrendo la loro piena collaborazione. Stiamo offrendo ogni supporto alla squadra di recupero sul posto in questo momento straziante e i nostri pensieri sono rivolti alla famiglia della vittima». Lo dice la società Tmc Marine che sta eseguendo il recupero del veliero Bayesian al largo di Porticello in merito alla morte del sub avvenuta nel corso dei lavori in mare per riportare a galla l’imbarcazione.
Intanto la Procura ha disposto l’autopsia sul corpo del sub morto, Robcornelis Maria Huijben Uiben, olandese di 39 anni. Non è stato un malore a ucciderlo, lo specialista era sceso con altri colleghi sommozzatori per effettuare il taglio del boma, operazione preliminare alla rimozione dell’albero da 75 metri che caratterizzava il veliero del magnate americano Mike Lynch.
Non essendo riusciti con le chiavi inglesi, i sub sono scesi con una specie di fiamma ossidrica: una volta tagliato, il boma sarebbe schizzato e un pezzo di metallo avrebbe colpito Huilben Uben. Le immagini delle riprese si sono interrotte e sono stati avviati i soccorsi.
Buenos Aires, – “Diego Armando Maradona è rimasto agonizzante per 12 ore prima di morire”.
La frase, pronunciata dal medico legale Carlos Mauricio Cassinelli, ha scosso l’aula del tribunale di Buenos Aires, dove è in corso il processo sulla morte di Diego Armando Maradona, avvenuta il 25 novembre 2020.
Secondo l’autopsia, il quadro clinico del campione argentino era grave e progressivo, e si era già delineato nei giorni precedenti al decesso. Una verità che accusa duramente l’intero staff medico che avrebbe dovuto assisterlo.
Durante la sua deposizione, Cassinelli — uno dei cinque periti incaricati dell’esame autoptico — ha parlato di un coagulo nel cuore, prova concreta di una lunga agonia.
“Si tratta di una massa rossastra che si forma solo in presenza di sofferenza prolungata, fino a 12 ore, senza alcun trattamento sanitario”,
ha spiegato l’esperto, rafforzando la tesi dell’accusa che punta il dito contro la negligenza del team medico.
L’autopsia ha confermato che Maradona è morto per edema polmonare acuto, causato da insufficienza cardiaca congestizia e cardiomiopatia dilatativa. Un quadro clinico già evidente almeno dieci giorni prima della morte, durante la convalescenza post-operatoria per un ematoma subdurale.
Nel mirino ci sono sette imputati, tra cui il neurochirurgo Leopoldo Luque, accusati di omicidio semplice con dolo eventuale. L’accusa sostiene che Maradona sia stato abbandonato a se stesso, nonostante i segnali di aggravamento.
Il processo è seguito con enorme attenzione mediatica. In Argentina, ma anche nel resto del mondo, la vicenda continua a suscitare emozione e rabbia.
Fuori dal tribunale, striscioni e cori chiedono giustizia per Diego, considerato non solo una leggenda del calcio, ma un’icona popolare.
Mentre il processo prosegue, cresce l’attesa per sapere se ci sarà una condanna esemplare per i responsabili o se la morte di Diego Armando Maradona resterà senza colpevoli.