Attualità
Trapani – Stabilita l’immediata erogazione delle ore di Assistenza Specialistica per l’Autonomia e la Comunicazione (ASACOM) per gli alunni con disabilità grave che frequentano le scuole del territorio
La Giunta Comunale, presieduta dal Sindaco Giacomo Tranchida, in coerenza con quanto anticipato nelle settimane scorse ed in presenza dei PEI definitivi, ha adottato la delibera con la quale viene stabilita l’immediata erogazione delle ore di Assistenza Specialistica per l’Autonomia e la Comunicazione (ASACOM) per gli alunni con disabilità grave che frequentano le scuole del territorio per l’Anno Scolastico 2025/2026.
La decisione si fonda sull’acquisizione e l’accoglimento delle proposte definitive dei Gruppi di Lavoro Operativo (GLO) e dei conseguenti Piani Educativi Individualizzati (PEI) definitivi per l’anno scolastico in corso, le cui procedure di definizione si ritengono concluse presso gli Istituti scolastici entro il termine di revisione del 31 ottobre 2025.
L’atto deliberativo riconosce l’erogazione delle ore di assistenza previste in tali PEI definitivi, subordinando il riconoscimento solo alla verifica formale della regolarità dei piani adottati e trasmessi, comprensivi dei pareri ASP.
“Questo impegno è particolarmente significativo poiché arriva nonostante permanga ancora l’assenza dell’istituzione formale delle Unità di Valutazione Multidisciplinare (UVM) da parte dell’ASP, la cui partecipazione è essenziale per la definizione delle misure di sostegno e del PEI – aggiungono il Sindaco Tranchida e l’Assessora Giulia Passalacqua”.
L’Amministrazione sceglie, quindi, di mettere al primo posto il diritto all’inclusione, bypassando i ritardi burocratici: “La procedura di assegnazione dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione – dichiara l’Assessora alla Pubblica Istruzione Giulia Passalacqua – deve essere frutto dell’azione sinergica dei diversi organi chiamati a garantire l’integrazione scolastica. Riconoscere immediatamente le ore presenti nei PEI definitivi è un atto dovuto per assicurare una reale inclusione e il rispetto del diritto allo studio, con una visione quanto più vicina alle reali esigenze dell’alunno”.
La scelta del Comune è anche supportata da un recente stanziamento di nuove risorse (seppur assolutamente insufficienti a coprire i costi che ricadranno sul bilancio comunale) da parte della Regione Siciliana che ha destinato ai Comuni del Distretto Socio Sanitario D50 un importo complessivo di 312.393,21 euro – di cui 151.885,58 euro spettanti specificamente al Comune di Trapani per garantire i servizi integrativi, aggiuntivi e migliorativi, inclusi i Servizi ASACOM.
La Giunta comunale dunque ha fornito indirizzi all’Ufficio Pubblica Istruzione per provvedere all’erogazione delle ore risultanti dai PEI definitivi. Parallelamente, viene ribadita la necessità che, nella formulazione di tutti i PEI, sia rispettato il principio di ottimizzare le risorse finanziarie disponibili ed evitare l’automatica assegnazione delle ore, ponderando caso per caso gli effettivi bisogni.
Ha anche fornito indirizzi agli attori istituzionali affinché, nella formulazione dei PEI successivi, siano rispettate le linee guida distrettuali già condivise. Ciò mira a uniformare gli interventi e a garantire l’appropriatezza delle prestazioni e l’efficacia del coordinamento tra tutti i livelli di assistenza in favore degli alunni con disabilità.
Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Quella di ieri pomeriggio è stata una riunione consiliare da raccontare. Purtroppo certi eventi sono stati così tumultuosi che non siamo riusciti a documentarli con video e foto. Siamo stati presi dall’incredulità.
L’apertura dei lavori d’aula è toccata al ricordo del 4 Novembre, Giornata dedicata all’Unità nazionale e alle Forze Armate. Una interessante lezione di storia: la grande guerra del 15/18, la costruzione del monumento ai caduti, collocato nella piazzetta Vittorio Veneto, tra la Questura e la Prefettura, la nascita del “ceppo” oggi ben visibile, l’autore, Antonio Ugo, la posa della prima pietra nel 1921 da parte del Re, Vittorio Emanuele III, l’inaugurazione nel 1924 da parte del Duce, cavaliere Benito Mussolini, la decisione presa per volontà popolare, sostenuta dai familiari dei militari morti in quella guerra, il bronzo raccolto e fuso in una fonderia di Napoli, la sacralità e la memoria del luogo, e tanto altro, per chiudere con la lettura di stralci delle lettere scritte da uno dei 990 militari trapanesi che hanno perso la vita per la Patria, l’ufficiale Alessandro De Santis.
Non c’è dubbio un momento alto e solenne, concorde con l’autorevolezza istituzionale del luogo, Palazzo Cavarretta, una volta Palazzo Senatorio oggi sede del Consiglio comunale.
Ma come in un turbine meteorologico, di quelli che fanno cambiare il meteo nello spazio di pochi minuti, l’aria si è fatta subito pesante, inquieta e tempestosa. Tanto che durante una sospensione dei lavori decisa dal presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo, quando si è staccata la diretta streaming della seduta, forse per l’eccessivo coinvolgimento provocato dalla rievocazione storica della grande guerra, così si scrive ancora oggi del primo conflitto mondiale, un consigliere comunale come se si fosse trovato sopra una trincea nemica, e come se fosse armato di baionetta, si è quasi catapultato addosso ad un altro consigliere, quasi per uno scontro fisico.
Non è un film ne una fiction, è la realtà.
Protagonista, quanto della storia, quanto dell’attacco all’arma bianca, a mani nude, è stato lo stesso consigliere comunale. Maurizio Miceli, avvocato e coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia. Dall’intervento fatto con toni posati, seri, ad arrivare quasi faccia a faccia con la consigliera del Pd Marzia Patti, stravolto in viso, le carotidi
gonfie di rabbia, come se ci fossimo trovati in una piazza, lo storico che prendeva la forma di un picchiatore. Eppure qualche seduta prima si era parlato di come le donne in politica vengono talvolta maltrattate e come questo va condannato senza se e senza ma. E invece, Miceli ad un certo punto in preda all’ira, ha anche invitato la collega Patti a….meglio a questo punto l’autocensura.
Nemmeno la lezione di storia è stata davvero per intero un momento aulico. Le citazioni, la rievocazione offerta, sono servite a dissacrare quello che ieri mattina è stato fatto in piazza Vittorio Veneto, ossia la collocazione e la inaugurazione del monumento “Flowers 132”, dell’artista Massimiliano Errera, dedicato alle vittime della strage mafiosa di Pizzolungo del 2 Aprile 1985. 
L’auto blindata del magistrato che doveva essere vittima di quell’attentato, il pm Carlo Palermo, collocata al centro del recinto di una aiuola, con tre alti gigli che si alzano verso l’alto e che rappresentano le vittime di quella strage Barbara Rizzo ed i suoi due gemellini, Salvatore e Giuseppe Asta, di appena 6 anni. Dilaniati dal terribile e potente tritolo mafioso, i segni di quell’esplosione possono oggi cogliersi solo dai resti della blindata, tirata fuori dai depositi comunali dove c’era finita circa 30 anni addietro, dopo essere stata dissequestrata dall’autorità giudiziaria.
A Miceli e ad altri consiglieri dell’opposizione, poi pare ad altre non meglio indicate associazioni, la collocazione di quel monumento non è piaciuta. Per quel monumento bisognava cercare altri luoghi. Bene, dissentire è possibile, ma c’è modo e modo di farlo. Ma non mancando mai rispetto.
La memoria. Ha detto bene, prima di perdere il lume della ragione, il consigliere Miceli. Piazza Vittorio Veneto è un luogo sacro, qui si ricordano i caduti in guerra per la difesa e l’unità della Patria, in quella piazza ci sono i valori sinceri dell’essere italiani.
Vero, verissimo. Ed allora non si può definire di “cattivo gusto” la collocazione anche lì del monumento “Flowers 132”. Quei morti, le vittime della strage del 2 Aprile 1985, Barbara, Salvatore e Giuseppe, non rappresentano come è stato detto una “sofferenza diversa” dai caduti in guerra. E’ corretto dire che sono state vittime dell’antistato, rappresentato dalla mafia che con delitti e stragi ha minato lo Stato per il quale ci furono milioni di caduti in guerra, ma il sangue di Barbara, Salvatore e Giuseppe, si è unito al sangue di chi è caduto in quelle guerre. Barbara, Salvatore e Giuseppe, ma l’elenco è lungo, lunghissimo, con le oltre mille vittime innocenti delle mafie e dell’antistato, erano anche loro in guerra….e non lo sapevano.
La lezione di storia di piazza Vittorio Veneto si deve completare, aggiornare. Nel nostro Paese ci sono guerre infinite, che hanno mietuto vittime consapevoli di compiere una battaglia, e non sempre usando le armi, ma spesso, in tempi moderni e contemporanei, le armi rappresentate dall’applicazione della Costituzione e delle leggi, e vittime innocenti che da un giorno all’altro si sono trovate la mafia dentro casa, come purtroppo è successo alla famiglia Asta.
E poi, se qualcuno avesse avuto un giorno la voglia e il desiderio di visitare il luogo della strage, a Pizzolungo, dove è stato realizzato il Parco della Memoria e dell’Impegno Civile, il giardino del “Non ti scordar di me”, e un vecchio rudere è diventato luogo di incontri e riunioni, avrebbe fatto la scoperta che il sentimento per la Patria di Giuseppe Asta non era diverso da quello di un soldato in guerra per difendere il suolo nazionale. Guardate la riproduzione del diario di Giuseppe e leggete cosa scriveva a sei anni, in uno di quei pochi giorni di scuola che con suo fratello Salvatore ha potuto frequentare.
E allora, forse è il momento di chiedere scusa.
Per il resto. La seduta consiliare che di colpo si è infuocata si è interrotta. C’era da votare una delibera per trasferire nuove risorse al capitolo degli Asacom, 60 mila euro.
La maggioranza consiliare non aveva i numeri per reggere la validità della seduta, l’opposizione ha fatto tira e molla, alla fine c’è stato un tumultuoso abbandono dell’aula, sebbene sugli Asacom inizialmente c’era stato un consenso unitario a trovare una soluzione, a favore degli alunni diversamente abili bisognosi di assistenza scolastica. Con grande difetto di memoria, la delibera ieri è rimasta non trattata.
Ci si proverà stasera. Se non accadrà altro.
Politica
Erice – Entro la prossima settimana il servizio di assistenza per l’autonomia e la comunicazione in favore di alunni con disabilità in situazione di gravità, riconosciuta dall’Inps ai sensi dell’art 3, comma 3, della legge 104/92, frequentanti le scuole dell’infanzia, primarie e secondaria di I° grado in tutto il territorio comunale di Erice per l’a.s. 2025/26, verrà erogato per ciascun alunno mediante l’assegnazione di un monte ore settimanale di servizio Asacom pari a quello indicato nel PEI.
Dopo la delibera della GM dello scorso 17 ottobre, anche il Consiglio Comunale, nella seduta di ieri, con deliberazione n. 100 ha dato il proprio bene stare attraverso una variazione di 80.000,00 euro al bilancio di previsione che consentirà di adeguare il monte ore alle previsioni del PEI.
“Ringrazio il consiglio comunale che all’unanimità ha votato la variazione al bilancio di previsione proposto dall’amministrazione comunale. Si tratta di un atto di assestamento con il quale integriamo le risorse che in larga parte erano già state stanziate, utilizzando anche i maggiori trasferimenti dello Stato, come peraltro avevamo già fatto nelle precedenti annualità in questo periodo dell’anno.
Dopo questo assestamento lo stanziamento annuale del capitolo passa a 470.000,00, risorse che verranno integrate con i fondi che i sindaci del distretto D50 hanno destinato al servizio nell’ambito dei fondi FNA Stato – annualità 2016 e 2017 che per il nostro comune ammontano ad oltre 130.000,00 euro, per una spesa complessiva di oltre 600.000 euro. Un atto che non è certamente un punto di arrivo – ha aggiunto la sindaca – perché nei prossimi giorni approfondiremo ulteriormente la situazione che si è creata in tutti quei casi in cui la valutazione effettuata dall’INPS sulla gravità della disabilità si è discostata dalle valutazioni dell’ASP per meglio capire se anche in questi casi ci sarebbero i margini per un possibile intervento dell’amministrazione nonostante la normativa farraginosa”.
Politica
Erice – di Assunta Aiello – Ieri, ad Erice,, in aula consiliare, la maggioranza ha avuto l’ennesima occasione per dimostrare il suo vero volto, bocciando senza alcuna esitazione la variazione di bilancio proposta dall’opposizione, che mirava ad incrementare le somme destinate al servizio ASACOM. Una decisione che non sorprende, considerando la loro inclinazione a fingere di prendersi a cuore le esigenze della comunità, mentre in realtà continuano a voltare le spalle a chi ha realmente bisogno di supporto.
Con un triplo salto carpiato misto a magia, sono riusciti a trovare in parte i fondi per coprire il monte ore, fino al 31 dicembre, solo per i ragazzi affetti da disabilità grave ai sensi del comma 3 della legge 104, ignorando volutamente le esigenze dei ragazzi vulnerabili affetti da disabilità lieve. È sconcertante che, pur essendo ben consci che la legge dica il contrario, continuino a trincerarsi dietro fantomatiche normative farraginose, rimpallando le responsabilità allo Stato e alla Regione per giustificare la mancanza di fondi necessari a garantire il servizio. Ma la politica è fatta di scelte, e ancora una volta questa maggioranza silente, che nulla ha detto in aula, ha preferito tacere, anzi che decidere, apparendo come mere comparse di un copione già scritto.
È fondamentale sottolineare che le somme trovate dalla maggioranza, per quanto possano sembrare un passo avanti, non saranno comunque sufficienti a garantire il servizio a tutti gli studenti che ne hanno diritto. Ancora una volta, si tratta di vendere solo fumo negli occhi, illudendo i cittadini di aver trovato una soluzione, mentre la realtà è ben diversa e continua a trascurare le vere necessità della comunità.
Degno di nota, in modo del tutto ironico, è il fatto che nella seduta della I commissione tenutasi ieri, ben due consiglieri di maggioranza avevano reso parere favorevole proprio a quella proposta di delibera oggi bocciata dai loro stessi colleghi. Salvo poi assistere alla misteriosa assenza della consigliere Passalacqua che, in un colpo di scena, non si è presentata alla seduta, e al consigliere Virzì che ha compiuto un clamoroso e scombinato passo indietro, votando contro il suo stesso parere. Questa contraddizione è emblematica di soggetti che oggi si trovano al governo, incapaci di mantenere una linea coerente.
Risulta altrettanto grave la dichiarazione del Responsabile del II settore circa il fatto che tutti i dirigenti scolastici del territorio ericino trasmettano i PEI all’ente locale, violando di fatto ogni normativa in materia di privacy. Un atteggiamento che denota non solo superficialità, ma una pericolosa mancanza di rispetto per i diritti dei giovani studenti.
Ieri, in aula, è andata in scena un triste teatrino politico: il Sindaco ritiri le due delibere di giunta dello scorso settembre e ottobre, garantisca i diritti dei più deboli, rispettando i PEI senza alcuna discriminazione. È tempo che questa amministrazione metta da parte le illusioni e affronti la realtà con responsabilità e serietà.
* Consigliere Comunale a Erice – Vice Presidente del Consiglio comunale
Politica
Trapani – La seduta straordinaria del Consiglio comunale di Trapani sulla questione “Asacom” ha provocato una crisi laddove nessuno se lo aspettava. Le dimissioni da coordinatrice comunale del Movimento 5 Stelle, Francesca Trapani, ex consigliere comunale a Palazzo Cavarretta.
Una decisione che Francesca Trapani ha resa nota sulla sua pagina Facebook.
“Con grande tristezza e un cuore colmo di riflessioni – scriv – annuncio oggi le mie dimissioni dal ruolo di rappresentante del Gruppo Territoriale (GT) del Movimento 5 Stelle di Trapani”.
Una separazione non un divorzio netto. “ Nonostante questa decisione dolorosa, il mio legame con il Movimento rimane saldo e profondo, perché sono convinta che le sue radici e i suoi principi siano ancora una speranza per il nostro futuro. Ma è altrettanto vero che alcuni eventi recenti mi hanno messa di fronte a un’incertezza che non posso ignorare”.
Francesca Trapani è chiara, non condivide i sostegno arrivato al sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, e quindi la vicinanza al Pd, lei non ha nascosto mai di essere lontana dall’idea di un “campo largo”, leggasi alleanza con i dem, ma ci sarebbe anche un risentimento, politico, con la deputata regionale Ciminnisi.
“Durante il Consiglio straordinario – spiega – non sono riuscita a comprendere il motivo per cui il sindaco Aldo Grammatico (primo cittadino a Paceco), che ha sempre garantito il sostegno alle ore Asacom, abbia scelto di difendere chi, come il sindaco Giacomo Tranchida, non ha preso impegni per il futuro di questo servizio. Questa contraddizione mi ha lasciato un senso di smarrimento. E continuo a chiedermi perché l’abbia fatto. Anche la posizione dell’onorevole Ciminnisi, che ha preferito non esprimersi direttamente riguardo l’intervento del sindaco Grammatico, ha complicato ulteriormente il mio percorso decisionale. In un momento così delicato, mi sarei auspicata una maggiore chiarezza e una guida più decisa, che potesse aiutarci a orientare il nostro cammino. La sua scelta di rimanere neutrale, che rispetto, come ho sempre fatto a livello quanto personale ed istituzionale , ha creato una certa incertezza, lasciando un vuoto che ha reso più difficile per me trovare una direzione comune.
La legge è cristallina: la spesa per il servizio Asacom è a carico dei Comuni, e questo è sempre stato uno dei principi fondanti del Movimento 5 Stelle”.
“Per andare avanti, per davvero fare la differenza, abbiamo bisogno di una visione comune, di un’intesa che non lasci spazio a dubbi. Ma oggi, purtroppo, questo sogno sembra svanire, e le parole del sindaco Grammatico , dopo il mio intervento, che di fatto sviliscono la posizione del M5S durante quel consiglio, sono state la conferma che la nostra strada, così com’era, non è più la stessa. A questo si aggiungono le difficoltà legate a recenti alleanze politiche nell’area progressista, che mi appaiono, come un’ulteriore distanza dal percorso che ho sempre cercato di portare avanti. Come posso sostenere un progetto che vede l’avvicinamento al Partito Democratico in contesti dove, per anni, ho lottato contro scelte che hanno portato la mia città nel baratro? È difficile non sentire il peso di questa contraddizione, soprattutto quando vedo che, proprio dal mio stesso Ambiente vengono sostenuti politici che oggi tagliano i servizi a chi ne ha più bisogno. Fatico, sinceramente, a vedere un cammino condiviso con chi ha operato scelte che per me sono difficili da accettare, anche alla luce della mia storia politica e delle mie battaglie” .
“Eppure, nonostante tutto, il mio amore per Trapani e per il Movimento 5 Stelle non viene meno. Sarò sempre una cittadina impegnata, e continuerò a sostenere con passione i principi che ritengo ancora giusti per il nostro futuro. Voglio ringraziare con tutto il cuore gli attivisti di Trapani e della provincia per la fiducia, i referenti comunali, il referente provinciale e i gruppi regionali e nazionali, per la collaborazione e il percorso che abbiamo fatto insieme fino a oggi. Anche se il mio cammino come rappresentante del GT si interrompe, rimango a disposizione, nel mio piccolo, per continuare a dare il mio contributo come attivista, con lo spirito di impegno civico che ha sempre animato il mio percorso”.
Politica
Trapani – di Angela Grignano – Nel corso del Consiglio comunale straordinario dedicato al servizio Asacom, sono stati presentati due distinti ordini del giorno: uno a firma della maggioranza, da me presentato, e uno dell’opposizione, a firma della consigliera Grazia Spada.
Dopo averle presentate, abbiamo convenuto che su tematiche come quella dell’assistenza scolastica agli alunni con disabilità non possono e non devono esserci divisioni politiche. Per questo motivo, abbiamo deciso di lavorare insieme alla redazione di un documento unitario, capace di raccogliere le proposte di entrambe le parti e di rappresentare un impegno condiviso e concreto dell’intero Consiglio comunale con le obiettivo di dare una risposta reale e duratura alle famiglie, ai bambini e ai professionisti coinvolti.
Molti si aspettavano da me un intervento in seguito alla bufera che si è sollevata semplicemente perché convivo con una disabilità da sei anni. Ma vivere una condizione di disabilità non significa conoscere questa complessa realtà a 360 gradi — o almeno, io non ho la presunzione di fingere che sia così. È un tema che richiede ascolto, equilibrio e precisione, perché le parole, se mal usate, possono creare incomprensioni e a soffrirne alla fine sono sempre le famiglie.
Con umiltà, ho scelto di prendermi del tempo per studiare e comprendere: delle figure Asacom e del mondo della scuola conoscevo poco, e invece di limitarmi a dichiarazioni facili sui social, ho preferito approfondire, incontrare famiglie, cooperative, operatori, dirigenti, l’assessora e il sindaco. Solo dopo aver raccolto un quadro più completo — perché è un tema davvero articolato— ho deciso di lavorare per ottenere risultati concreti, scrivendo nero su bianco proposte capaci di mettere tutti d’accordo su un tema che non ha colore politico, ma infinite sfumature, fatte di storie di vita uniche e delicate.
Il mio intervento, al termine di una seduta lunga e articolata, ha voluto riportare al centro l’umanità: quella che deve sempre guidare le istituzioni, soprattutto quando si parla di diritti, di bambini e di fragilità. L’intento è stato – e continua a essere – quello di favorire il dialogo, cercare soluzioni e restituire fiducia a chi ogni giorno affronta con coraggio le difficoltà di un sistema che deve migliorare, limitando il più possibile le divisioni.
* Consigliere Comunale Trapani – gruppo RiGenerAzioni Europa Verde
Politica
Trapani – di Marzia Patti – Io ritengo che oggi si stia davvero toccando un livello di alto spessore politico all’interno di questo Consiglio comunale perché il tema che stiamo trattando è un tema davvero molto importante, non solo perché riguarda i disagi che molte famiglie vivono, ma è un tema che riguarda tutti noi, che oggi siamo chiamati qui a fare ciò per cui siamo stati eletti, politica. E fare politica significa anche questo, parlare di quelle che sono le esigenze, parlare di quelli che sono i bisogni, che ogni giorno le famiglie sono chiamate ad affrontare, che ogni giorno, con grande difficoltà purtroppo, spesso sono anche chiamate a trovare soluzioni, le famiglie sono anche spesso chiamate a sostituirsi a quelli che dovrebbero essere i servizi e gli impegni che le istituzioni dovrebbero assumere. Perché, vedete Presidente, cari consiglieri, quello di cui noi oggi stiamo parlando è un diritto riconosciuto dalla Costituzione, che è il diritto all’inclusione ed è il diritto allo studio.
E noi oggi stiamo parlando di uno strumento fondamentale per molti bambini, che è quello degli Asacom, perché se vogliamo davvero parlare di una scuola inclusiva non possiamo che parlare di persone che con qualifiche, professionalità, passioni, aiutano le famiglie, sostengono il ragazzo nella loro crescita perché, diceva bene chi mi ha preceduta, se si sbaglia nel percorso di crescita del bambino si fallisce. E nel momento in cui noi, diceva bene pocanzi, chi mi ha preceduta, Calabrese mi pare, che quando si arriva in tribunale si fallisce, è vero Presidente? Perché quando si arriva in tribunale fallisce la politica.
Però Presidente, nel parlare dell’Asacom come un servizio fondamentale per garantire l’inclusione, perché diversamente avremo una scuola che esclude i bambini, avremo una scuola dove i bambini non possono crescere, non possono formarsi correttamente, se non parlassimo di questo strumento, se non ci attivassimo come organo politico, affinché questo strumento venga garantito.
Non possiamo tacere dinanzi ad un reale problema, perché dice bene il sindaco di Paceco, non possono gravare sulle casse comunali, questo servizio non può gravare oltremodo sulle casse comunali, i comuni sono in difficoltà, in una Sicilia con 200 comuni in dissesto, non possono gravare totalmente sulle casse dei comuni, non possiamo lasciare i nostri sindaci e le nostre amministrazioni da sole, onorevole Bica, onorevole Ciminnisi, non li possiamo lasciare da sole nel far fronte ad un servizio che solo per Trapani, compreso dai finanziamenti e trasferimenti statali, costa un milione e duecentomila euro. Ed ecco perché non possiamo permettere che da questo consiglio comunale non esca una condivisione di intenti politici, che non dipende dal partito politico di appartenenza, ma che guarda con abnegazione e con senso di responsabilità quello che è il garantire un bisogno. Che non guarda, se parliamo del sindaco Tranchida, della sindaca Toscano, del sindaco Grammatico o dell’ex sindaco Bica, ma che guardi alle famiglie.
Perché da questo consiglio comunale deve uscire un messaggio chiaro che è quello che non possono pagare le conseguenze le famiglie e i lavoratori. Perché presidente, l’inclusione non può essere un lusso. Lavorare e permettere al proprio figlio di poter crescere in un contesto scolastico inclusivo non può essere un lusso riconosciuto a pochi.
La nostra Costituzione non lo prevede e non lo prevederà nemmeno questo consiglio comunale. E allora, presidente, io ritengo che serva chiarezza da parte di questo consiglio comunale, ma soprattutto serva un atto di responsabilità da parte della politica, non soltanto locale. Perché il servizio di inclusione non può essere un servizio che in una città viene garantito, in una città no, in un comune viene garantito in un modo e in un altro comune viene garantito in un altro modo.
Deve essere garantito agli stessi livelli e deve essere soprattutto garantito in modo uniforme. Ecco perché, presidente, secondo il mio punto di vista, il che è il punto di vista del Partito Democratico regionale, nazionale e provinciale, oltre che comunale mi consenta, non può che essere che quello che la Regione deve farsi carico, l’ha detto bene la segretaria del Movimento 5 Stelle poco fa, la Regione deve farsi carico dei trasferimenti finanziari per garantire questo servizio. L’onorevole Bica, lei che è consigliere di maggioranza, hanno fatto bene in maggioranza a votare gli emendamenti dell’opposizione, presidente.
Bravo l’onorevole Bica se lei ha votato insieme all’opposizione, che ha dato maggiore respiro ai comuni portando a 10 milioni di euro di finanziamenti per gli Asacom. L’opposizione ha fatto un gesto di grande responsabilità, perché non si possono lasciare soli sindaci ad affrontare queste spese, perché non è corretto come dice anche il sindaco di Paceco che si cerchino le economie per garantire un servizio che dovrebbe essere tutelato dalla Regione siciliana, tutelato dall’assessorato alla formazione e all’istruzione, tutelato dalla Giunta Schifani, tutelato da quello che è un organo sovracomunale. Ed è per questo, presidente, che abbiamo preso anche un impegno politico in tal senso, che abbiamo come Partito Democratico presentato un disegno di legge, che ho qui in anteprima, per istituire il ruolo degli Asacom.
Ciò cosa significa, presidente? Che da un lato daremo dignità sia alle famiglie, sia ai lavoratori. Garantiremo un servizio, una continuità di un servizio. Garantiremo anche la stabilità lavorativa di persone, di lavoratori della scuola, che non possono dipendere da un bilancio comunale o da un trasferimento statale o da un trasferimento regionale. Parliamo di donne e uomini che ogni giorno vanno a lavorare e non sanno se avranno o meno una stabilità economica.
In Sicilia i dipendenti Asacom spesso e volentieri hanno solo questa fonte di sostentamento. Parliamo di famiglie! E allora è bene che la Regione si assumi una responsabilità davanti ai lavoratori e davanti alle famiglie, con bambini con disabilità, con ragazzi che hanno bisogno di un sostegno per poter fare quello che legittimamente diceva il consigliere Fileccia, completare il loro percorso e fare in modo che il loro percorso sia esaustivo, che sia il meglio, che la scuola italiana, che le scuole trapanesi, che gli insegnanti possano offrire. Vede, Presidente, quello che si legge in questa relazione che mi auguro che possa arrivare già domani in mano a tutti gli onorevoli e che ogni onorevole possa approfondire è che è in attesa perché c’è una normativa nazionale.
C’è una normativa nazionale che prevede che si debba disciplinare compiutamente la professione dell’assistente all’autonomia e alla comunicazione. Allora che si fa? Nelle more che il legislatore nazionale adempia a ciò, anche sulla base di quello che è una posizione assunta dalla Corte Costituzionale, cosa può fare la Sicilia? Il legislatore regionale, per eliminare i ritardi e le carenze ormai ricorrenti, può attribuire l’onere di assicurare il servizio provvedendo al reclutamento di personale tramite l’istituzione di un ruolo apposito presso l’assessorato alla famiglia e alla successiva assegnazione dello stesso agli enti locali competenti sulla base di criteri concordati in sede di conferenza regione e autonomia locale. Questo fa la politica presidente.
Noi oggi dobbiamo assumere un impegno con tutte queste famiglie presenti, in streaming, dobbiamo assumere un impegno con questi lavoratori. Non è possibile che un servizio di inclusione dipenda, lo ribadisco, dalle casse comunali o da un bilancio o da una variazione di bilancio. Bisogna dare certezze e bisogna dare certezze alle famiglie e ai lavoratori che troppo spesso, presidente, come ha detto qualcuno, pagano il prezzo delle scelte politiche sbagliate.
E io auspico che la Regione faccia la scelta politica giusta, che è stata un esempio, quella di votare con le opposizioni. E mi auguro che approvino questo disegno di legge e mi auguro che facciano tutti proprio questo disegno di legge che, come dicevo, da un lato garantirà la continuità di un servizio e dall’altro, certamente, la stabilità lavorativa a donne e uomini che ogni giorno si impegnano affinché i nostri bambini, tutti, tutti i nostri bambini, possano avere una scuola inclusiva, ma soprattutto possano veramente frequentare una scuola che è capace di dare loro un’opportunità, che è quella di crescita, che è quella di completare un percorso, che è quella, sì, di potersi laureare, di poter continuare gli studi, di poter essere le persone che hanno sempre sognato di voler diventare.
Quindi, Presidente, io mi auguro davvero che il livello politico che abbiamo raggiunto oggi all’interno di questo Consiglio Comunale possa essere mantenuto, anche, mi dice, diceva lei che sono stati presentati due ordini di giorno durante l’approvazione degli ordini del giorno e della discussione sugli ordini del giorno.
E ringrazio davvero, tengo davvero a ringraziare davvero i sindaci intervenuti, ma in particolar modo il sindaco del Comune di Paceco, perché ha ribadito davvero cosa significano le difficoltà che ogni sindaco affronta quotidianamente, anche nel cercare di poter garantire un servizio. E mi fa piacere che il sindaco Grammatico abbia chiarito questo aspetto, perché non si può venire in Consiglio Comunale con la scusa di attaccare un sindaco o un altro quando la verità è che, e concludo Presidente, gli antilocali sono davvero in difficoltà e non riconoscerlo sarebbe sì un fallimento della politica.
*Consigliere Comunale Trapani, Segretaria circolo Pd
Politica
Trapani – di Francesca Di Trapani – «Il servizio non può dipendere dai bilanci comunali. Sia prevalente il coraggio di scelte politiche in favore dei bisogni speciali dei bambini con disabilità».
Questa è la posizione espressa dalla portavoce del Movimento 5 Stelle, Francesca Trapani.
«La riduzione di ore di assistenza alla comunicazione ai bambini con disabilità non può essere una scelta discrezionale di ordine finanziario legata alla disponibilità dei bilanci comunali: è inaccettabile. Al contrario, garantire il servizio deve essere una precisa e consapevole scelta politica, di sensibilità e di civiltà».
L’intervento nel corso del Consiglio Comunale straordinario di Trapani sulla vicenda Asacom, è stato fatto nella doppia veste di operatrice del comparto socio sanitario e di coordinatrice del Gruppo Territoriale del M5S.
«Subordinando l’erogazione del servizio alla sostenibilità finanziaria, come ha fatto il comune di Trapani, capofila del Distretto D 50, si mette a rischio la continuità dell’assistenza e si creano disparità inaccettabili. Le famiglie non possono trovarsi ogni anno nell’incertezza di sapere se e quante ore di supporto verranno garantite ai propri figli. Decisioni discrezionali per altro prese in violazione di norme che probabilmente sono state interpretate in maniera restrittiva, senza neppure ricercare quell’accomodamento ragionevole con le famiglie, previsto proprio dalla legge».
Indispensabile un passo indietro dei Comuni, quello di Trapani in primis, tenuto anche conto delle prime ordinanze del Tribunale di Trapani che ha accolto in via cautelare alcuni ricorsi di famiglie avverso la contestata delibera dell’amministrazione Tranchida.
«Non possiamo attendere che si giunga ad un ulteriore intervento normativo nazionale e regionale, come annunciato nel corso del Consiglio Comunale, che regolarizzi e stabilizzi la figura degli Asacom. Ad oggi, sulla base della norma vigente, la responsabilità è dei Comuni. Questi, dunque, sono chiamati ad intervenire subito, con gli strumenti che hanno. Ribadisco, è questione di scelte politiche». *Coordinatrice Trapani Movimento 5 Stelle
Politica
Erice – Entro la fine del mese di ottobre il monte ore settimanale di servizio Asacom assegnato a ciascun alunno con disabilità in situazione di gravità, riconosciuta dall’INPS ai sensi dell’art 3, comma 3, della legge 104/92, frequentante le scuole dell’infanzia, primarie e secondaria di I° grado in tutto il territorio comunale di Erice per l’a.s. 2025/26, verrà adeguato al monte ore settimanale indicato nel PEI definitivo di ciascun alunno.
Lo ha stabilito la Giunta Municipale di Erice con un proprio atto deliberativo con cui è stata modificata la precedente delibera della Giunta approvata lo scorso 17 settembre. Dopo il passaggio di mercoledì prossimo in consiglio comunale per il via libera definitivo il Comune procederà quindi con il ripristino del monte ore settimanale previsto dal PEI.
“Voglio quindi rassicurare tutti~ dice il sindaco Daniela Tiscano ~ che ancora una volta il Comune di Erice sta facendo di tutto per garantire i diritti dei più deboli, perché l’assistenza Asacom non è un servizio accessorio ma uno strumento fondamentale per garantire il diritto allo studio agli alunni e alle alunne con disabilità. Passando alla programmazione futura, abbiamo richiesto la partecipazione del Comune di Erice ai lavori dei GLO per la redazione del PEI come figura esterna al contesto scolastico – come peraltro previsto dalle norme – attraverso le assistenti sociali che metteranno a disposizione la loro competenza professionale in ambito sociale, facilitando la collaborazione tra scuola, famiglia e servizi territoriali e ci auguriamo che anche l’ASP, che negli anni passati in molte occasioni spesso è stata assente, voglia fornire il proprio contributo attraverso gli UVM”.
E poi continua: “Dispiace constatare che una parte dell’opposizione, dopo aver votato negativamente il bilancio di previsione, che prevedeva anche , le somme necessarie per il servizio Asacom e al solo scopo di colpire quest’amministrazione, abbia scelto di utilizzare questo tema in modo strumentale, preferendo la visibilità a un confronto costruttivo. Alcune dichiarazioni e iniziative pubbliche, addirittura video selfie di pessimo gusto, sono apparsi dettati più dal desiderio di polemica che da un reale interesse per la questione. Eppure era già noto a tutti che la delibera di adeguamento fosse in fase di definizione: lo avevo dichiarato io stessa lo scorso 7 ottobre (https://www.comune.erice.tp.it/it/news/servizio-asacom-per-lanno-scolastico-2025-26-dichiarazione-della-sindaca-daniela-toscano). Evidentemente costoro non si saranno informati, come non si sono informati con gli uffici del fatto che la delibera fosse in lavorazione da giorni.
E poi conclude: “In questa sede voglio poi accodarmi all’appello fatto poche ore fa dal Partito Democratico che ha denunciato con forza il rimpallo di responsabilità tra Governo regionale e nazionale sull’argomento, perché serve chiarezza, risorse certe e una normativa organica che garantisca questo servizio in modo uniforme su tutto il territorio. Le Amministrazioni comunali sono lasciate sole, e a pagarne il prezzo sono gli studenti, le loro famiglie e gli operatori e le operatrici del settore, costretti a lavorare nell’incertezza. Chiediamo pertanto stabilità, valorizzazione del personale, continuità educativa e un modello inclusivo che non sia emergenziale, ma strutturato, equo e condiviso tra tutti gli attori coinvolti: Regione, Comuni, ASP, scuole, famiglie, terzo settore”.
Attualità
Trapani – Il Partito Democratico esprime la propria ferma posizione a difesa del diritto all’inclusione scolastica; ogni alunna e ogni alunno ha diritto a una scuola che sappia accogliere, accompagnare e valorizzare le differenze. “Ogni famiglia ha diritto a sentirsi sostenuta dalle istituzioni, non lasciata alle incertezze. Per noi l’inclusione è un principio costituzionale, un impegno civile e un dovere politico e così va trattato; l’ASACOM non può essere considerato un servizio accessorio, perché senza un supporto adeguato nella comunicazione e nella relazione educativa, la scuola rischia di diventare un luogo di esclusione anziché di crescita”. A scrivere è il segretario provinciale del Pd Valeria Battaglia.
“Il Partito Democratico, per tanto, denuncia con fermezza il continuo scaricabarile da parte del Governo Regionale e Nazionale sulla questione dell’assistenza alla comunicazione e all’autonomia scolastica (ASACOM), un servizio che indubbiamente rappresenta una prestazione essenziale per l’inclusione scolastica degli alunni e delle alunne con disabilità, e che non può essere svilito solo in termini economici. Accogliamo con grande soddisfazione il lavoro fatto dal gruppo parlamentare del PD all’ARS che, con il sostegno delle altre opposizioni, con un emendamento ha AUMENTATO IL FONDO PER IL SERVIZIO ASACOM per i Comuni. Attraverso un lavoro serio e grande senso delle istituzioni hanno spostando il focus del dibattito dalle polemiche ai fatti; un esempio di come la Politica possa lavorare per il bene dei più fragili e delle loro famiglie”.
“Questo però non basta, si continua a registrare l’assenza del Governo Regionale per la definizione di una normativa organica e chiara che definisca con precisione le risorse economiche necessarie e gli standard minimi da garantire su tutto il territorio. Le Amministrazioni Comunali sono lasciate sole, spesso prive di strumenti adeguati a garantire un servizio che lo Stato dovrebbe assicurare in modo uniforme. Un sistema pubblico che pretende di essere inclusivo non può tollerare questa frammentazione. I nostri Amministratori operano con responsabilità, concretezza e spirito di servizio, affrontando ogni giorno le difficoltà legate alla carenza di risorse e alla mancanza di una regia istituzionale chiara e senza le certezze che la politica Nazionale e Regionale dovrebbe garantire.
In questo scenario, a pagarne il prezzo più alto sono, ancora una volta, gli alunni e le alunne con disabilità, le loro famiglie e i lavoratori e le lavoratrici del settore assistenziale, costretti a operare in condizioni di precarietà e incertezza.Per questo è necessario che il loro ruolo sia riconosciuto, stabilizzato e valorizzato, superando la logica della precarietà, della frammentazione e delle soluzioni provvisorie che ogni anno mettono a rischio la continuità didattica e il percorso formativo di migliaia di studenti.
La sfida che la politica dovrà porsi è costruire un modello stabile, efficiente e soprattutto equo che sappia valorizzare al meglio tutte le risorse disponibili: economiche, competenze ed esperienze già attive, In una logica di sistema e non di emergenza”.
Il PD fa appello al senso di RESPONSABILITA’ e alla COOPERAZIONE; dovrà aprirsi una fase decisiva, orientata alla costruzione di un modello stabile e condiviso tra tutti gli attori coinvolti –
Regione, Comuni, Asp, Istituti Scolastici, Famiglie, Terzo Settore, Associazionismo – fondato sul principio dell’accomodamento ragionevole, sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, affinché ogni alunno possa partecipare pienamente alla vita scolastica, senza discriminazioni. Inclusione significa visione politica, non gestione di emergenza. L’ottimizzazione delle risorse – economiche e umane – è possibile solo attraverso un approccio sistemico, che superi le logiche frammentarie e promuova uguaglianza territoriale, con trasparenza e continuità.