Attualità
Trapani – Il sindaco di Trapani, assieme al Presidente del Consiglio Comunale del capoluogo, invitano le massime autorità istituzionali regionali e lo stesso Parlamento regionale, a cominciare dai Parlamentari della provincia, ad interessarsi per individuate le coperture finanziarie per il completamento delle opere strategiche del Porto di Trapani
Questi interventi sono indispensabili per salvaguardare e rilanciare gli investimenti privati già avviati, consolidare i livelli occupazionali esistenti, creare nuove opportunità di sviluppo produttivo, turistico e logistico.
Attualità
Trapani – di Rino Giacalone – Il presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo di lavoro fa l’avvocato. E ieri ha messo mano alla sua professione proponendosi a fare il mediatore.
Dobbiamo leggere in questo modo il suo comunicato?
“Certamente si – risponde – sono pronto a mediare tra il sindaco Giacomo Tranchida e il presidente Sportinvest Valerio Antonini”.
Ieri c’è stata una bella partita, una squadra quella in campo contro Udine al Pala Shark, che ha dimostrato carattere e capacità. Bisognava pensare a far festa, la storia del tifo sportivo in Italia è ricca di episodi e cori come quelli ascoltati ieri, anche contro il vertice della società, ma il dopo partita ha conosciuto momenti caldi, con tante responsabilità.
Mazzeo ha espresso solidarietà al presidente Antonini e alla moglie Ambra.
Ma lei le ha sentite queste offese irripetibili?
“Non le ho ascoltate, ma se ci sono state non ho dubbi a esprimere solidarietà anche a nome della Istituzione che rappresento”.
Il tifoso chiamato pubblicamente in causa, Mario Castiglione, nome e foto pubblicate sul sito della Trapani Shark, prossimo destinatario di “daspo” societario e denuncia dal patron Antonini, ha però smentito con un suo post nella pagina social. “Non mi sono mai permesso di offendere la sua famiglia né tantomeno la signora Ambra – scrive Castiglione – ma semplicemente ho grida vergognati, ci stai rovinando un campionato. Risposta per le rime, l’anno prossimo non lo vedrai più il basket qui, e poi si avvicina il presidente che tenta di aggredirmi, e pure di scavalcare la balaustra, ma io non ho profferito più parola, nonostante i continui insulti ricevuti e mi sono allontanato. Chi mi conosce sa che persona sono e non mi permetterei mai di offendere persone che non c’entrano nulla”. Qui pubblichiamo il video ripreso da un tifoso e che da oggi pomeriggio gira sui social.
“Comprendo – osserva Mazzeo – ma è un comportamento che non condivido, si doveva rivolgere al presidente come hanno fatto altri” stigmatizza Mazzeo, che aggiunge: “Un principio deve essere patrimonio comune: una donna non si offende mai. È spregevole e indegno chiunque si permetta, a qualsiasi titolo, di oltraggiare una donna, venendo meno ai più elementari valori di rispetto e civiltà”.
Lei da questa partita ha deciso di trarre una precisa azione, vuol fare il mediatore.
“Ho rivolto e lo faccio anche qui parlando con lei, i più sinceri complimenti alla squadra granata che, nelle ultime settimane, hanno raggiunto traguardi sportivi di assoluto rilievo, dimostrando capacità, determinazione e spirito di sacrificio, nonostante tutto e nonostante tutti. Ritengo che l’apporto finanziario e imprenditoriale del presidente Antonini rappresenta un elemento che ispira fiducia, rafforza i progetti in corso e conferma la volontà di investire con serietà nel futuro sportivo ed economico della nostra città. Sento tuttavia il dovere di ribadire con forza che i trapanesi non sono quelli che talvolta vengono descritti. La storia insegna che Trapani è una città di uomini e donne impavidi, di grandi combattenti, capaci di affrontare le difficoltà con dignità, orgoglio e senso di appartenenza”.
Parla con Antonini?
“Certamente si – risponde il presidente Mazzeo – ora è il momento di una riflessione responsabile e un atteggiamento propositivo, nella convinzione che il dialogo leale e costruttivo sia l’unica strada da percorrere per raggiungere obiettivi che sono comuni e che riguardano l’intera comunità. La maglia granata è nel cuore di tutti noi. Uniti, con rispetto e senso di responsabilità, affinché Trapani possa raggiungere i migliori traguardi sportivi e imprenditoriali, nella consapevolezza che la crescita anche di uno solo di noi è la crescita di tutti e dell’intera città.”
Pronto a mediare tra Antonini e Tranchida?
“Si le torno a dire sperando in un dialogo leale e costruttivo”.
Una proposta che adesso attende risposta, due risposte per essere precisi, da Tranchida e da Antonini.
Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Ieri sera a Palazzo Cavarretta si sono tenute due sedute consiliari: una ufficiosa, una riunione dei capigruppo decisa a tamburo battente, nel pomeriggio, dal presidente Alberto Mazzeo, parecchio allargata, presenti quasi tutti i consiglieri, e una ufficiale, con tanto di “pec” di convocazione. La prima ha avuto una durata ben superiore a quella ufficiale: l’assise consiliare convocata per le 19 ha potuto iniziare i lavori alle 20, per vedere chiusi i lavori appena 20 minuti dopo per il venire meno del numero legale.
Sul tavolo delle due riunioni argomenti diversi. La “capigruppo” allargata ha affrontato la questione sulla proposta decadenza di otto consiglieri della maggioranza. In aula c’era da discutere una variazione al bilancio per incamerare un finanziamento a proposito di digitalizzazione.
In aula i consiglieri sono arrivati “surriscaldati” per il confronto svoltosi nelle ore precedenti.
Nella sostanza. All’opposizione che insegue l’obiettivo di far decadere i consiglieri della maggioranza, per le oramai famose tre assenze consecutive nelle sedute del 22 e 23 ottobre (due straordinarie e una ordinaria), non è piaciuto l’intervento del segretario generale che in dieci pagine ha motivato, al presidente del Consiglio comunale, che gli aveva posto precisi quesiti, ma anche a Prefettura e Assessorato regionale Autonomie Locali, il parere della insussistenza delle ragioni prospettate.
A chiedere la decadenza è stato un cittadino/elettore del Comune, che ha sollevato la violazione di una norma statutaria, quella per l’appunto delle tre assenze non giustificate, ma, come ben si sa, a far da apripista alla procedura è stato l’imprenditore Valerio Antonini, quale leader del movimento politico Futuro, e dietro di lui si è posta tutta la minoranza consiliare. Manovra politica che dovrebbe portare a loro dire a far sciogliere il consesso civico. Una scorciatoia per arrivare alle elezioni.
Tutto sfuma però dinanzi alla risposta troncante data dal segretario generale al presidente Mazzeo. Il presidente del consesso civico è infatti il titolare del procedimento, a lui spetta la formalizzazione ai capigruppo prima e eventualmente all’aula dopo, delle proposte deliberative di decadenza. E Mazzeo ieri pomeriggio ha indicato la strada che intende percorrere: definire un provvedimento di rigetto della richiesta di decadenza, che verrà sottoposto ai capigruppo prima dell’invio al soggetto che ha sollevato la violazione statutaria. Un provvedimento che secondo le regole del diritto amministrativo può essere impugnato con ricorso al Tar. Quindi pieno rispetto delle norme sul procedimento amministrativo.
Nonostante le assicurazione di Mazzeo è scattato il baccano.
Apriti cielo! L’opposizione, consigliere Tore Fileccia in testa, ha ritenuto arbitrario e fuorviante l’intervento del segretario generale, sostenendo che Mazzeo deve adempiere nel chiedere ai consiglieri le giustificazioni e poi proporre le decadenze, riconoscendo ruolo sovrano all’aula. Insomma la riunione ufficiosa di ieri pomeriggio si è chiusa senza che il presidente Mazzeo sia riuscito a definire tutti gli adempimenti.
Una volta arrivati in aula le tensioni sono state subito palpabili. Intanto a renderle materiali è stato il consigliere futurista Fileccia, che ha preannunciato ricorsi sparsi tra prefettura, assessorato Autonomie Locali, Tar e poi in qualsiasi altra sede giudiziaria, tacciando Mazzeo anche di possibili omissioni da codice penale.
Fileccia ha avuto a che dire anche con l’informazione locale, chiedendo se i cronisti presenti in aula avevano l’autorizzazione a poter stare nell’emiciclo.
E’ lecito a chiunque replicare a quanto un qualsiasi giornalista scrive, e ci sono mezzi e modi per farlo, e per quanto ci riguarda questo giornale non ha mai chiuso la porta in faccia a nessuno, e soprattutto non c’è una sola parte politica che possa lamentare propri comunicati finiti nascosti. Ma chiedere le credenziali come ha fatto ieri Fileccia non può essere mai un corretto modo di replicare, ma significa volere disconoscere semmai un diritto dei giornalisti (ufficiali e praticanti) ad assistere alle sedute. E’ stato un tentativo di intimidire la stampa, alzando la voce? Non ci pensiamo nemmeno per un millesimo di secondo. Solo stando presenti si può meglio raccontare il lavoro dei consiglieri, di tutti i consiglieri.
L’opposizione si è trovata a poter tirare un tiro da tre, vista la concomitanza con la partita di basket della Champions League europea, contro gli avversari della maggioranza, presenti “in campo” in inferiorità numerica, ed è riuscita nell’intento di portare la palla dentro al canestro. Tradotto: adunanza conclusa in 20 minuti per mancanza di numero legale. Alcuni consiglieri (di maggioranza sono rimasti, inutilmente), la minoranza è andata via, tra loro anche consiglieri che di corsa hanno preso la via verso il Pala Daidone/Shark per non perdere l’importante match. Breve seduta, ma gettone incassato per intero.
L’opposizione ancora una volta, nel pieno della legittima azione politica ostruzionistica, approfittando di una maggioranza nuovamente segnata da assenze, ha abbandonato la seduta, dopo la fase delle comunicazioni, facendo venire meno il numero legale. Al presidente Mazzeo non è rimasto altro che prendere atto dell’assenza del numero legale, fino a prima consentito dalla presenza dei dieci consiglieri della minoranza, aggiornando i lavori a stasera.
Quella di ieri, così come quella di oggi, era una seduta straordinaria: convocata per approvare una variazione di bilancio utile ad incamerare un finanziamento di circa 40 mila euro destinato alla digitalizzazione dei numeri civici delle strade cittadine. Il termine per accedere al finanziamento scade alla mezzanotte di oggi, il voto di stasera quindi è previsto quasi in coincidenza alla scadenza fissata, incerto quindi l’esito del risultato, ottenere lo stanziamento nell’ambito di un intervento del Pnrr, anche dinanzi all’eventuale approvazione. Se questo accadrà siamo certi scatterà la ricerca delle responsabilità.
E’ indubbio che la maggioranza ha un problema di coesione interna e la minoranza ne approfitta. La coalizione che sostiene la Giunta da parecchie sedute non riesce a essere presente in aula con tutti i 14 consiglieri. E certe assenze sembrano essere rappresentazione di qualche malessere. Sullo sfondo di questo scenario politico quel rimpasto di Giunta che il sindaco Giacomo Tranchida rinvia da tanto tempo, utile intanto a coprire le poltrone assessoriali rimaste vuote (dopo l’uscita di Mazzeo, chiamato a fare il presidente del Consiglio, e Barbara che ha dismesso i panni di delfino del primo cittadino uscendo dalla Giunta).
Dove sta il malessere? Spalmato in quasi tutti i gruppi della maggioranza ma i riflettori sono puntati in particolare sulla consigliera Giusi Poma, ex centrista oggi nel gruppo misto, che ha giustificato le assenze quasi sempre per ragioni di lavoro, ieri per ragioni di salute, ma anche su Francesco Briale, ieri però presente; problemi di lavoro hanno invece trattenuto il vice presidente dell’aula Andrea Genco, che è tra quei consiglieri che non spiccano certo per numero di assenze.
Tutto qui. No, tornando un attimo indietro, alla fase delle comunicazioni, sulla vicenda decadenza è intervenuto il centrista Braschi, le sue presunte assenze ingiustificate sono state oggetto di ricorso formalizzato da un suo collega d’aula, Salvatore Daidone (gruppo Trapani 2028). Braschi non le ha mandate a dire, parlando di ripicche personali e quindi di richiesta illegitima. Parlando rivolto forse non solo a Daidone, Braschi ha definito “sfregio alla buona politica” le sollevate procedure di decadenza “contro ogni principio sancito dalle regole democratiche. Braschi ha lamentato anche la conduzione dei lavori della seduta d’aula del 23 ottobre da parte del consigliere anziano Peppe Guaiana (erano assenti presidente Mazzeo e vice presidente Genco) che a suo dire avrebbe apposta omesso la lettura integrale del documento politico con il quale la maggioranza spiegava le ragioni dell’assenza: “se l’avesse fatto – ha detto Braschi – non avrebbe permesso lo show politico in corso”.
Stasera si torna in aula. Speriamo intanto per non far perdere alla città l’opportunità di un finanziamento utile ad ammodernare una parte della burocrazia comunale
Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Tra poche ore a Palazzo Cavarretta si terrà la prevista seduta straordinaria del Consiglio comunale. Straordinaria per l’urgenza di approvare una variazione al bilancio al fine di incamerare un finanziamento nell’ambito della piattaforma nazionale per la digitalizzazione.
Ma è prevedibile che sarà straordinaria quanto animata. E il presidente dell’aula, Alberto Mazzeo, immaginiamo che dovrà faticare parecchio per non fare tracimare il dibattito d’aula. Non sulla proposta all’ordine del giorno, ma per quanto tra gli argomenti non è ufficialmente scritto.
Da stamane infatti tiene piede nel confronto politico la nota con la quale il segretario generale, Giovanni Panepinto, chiude ogni porta alla proposta di decadenza di quei consiglieri comunali, otto in tutto, o forse anche nove, non si è capito bene nel can can politico e mediatico che è stato acceso oramai da qualche settimana, dopo il Consiglio straordinario svoltoi il 23 ottobre scorso sulla questione “convenzione Pala Daidone”, che si sono resi assenti per tre sedute consecutive.
La vicenda a molti è nota. La maggioranza con un documento politico ha ufficializzato le ragioni per le quali avrebbe disertato, come ha fatto, la seduta straordinaria del Consiglio comunale dedicata alle questioni inerenti la diatriba sulla concessione alla Trapani Shark, SSD prima e SRL dopo, dell’uso del Palazzetto dello Sport di Piazzale Ilio.
E così tranne che il presidente Mazzeo, nessuno della maggioranza è stato presente alla seduta del 22 ottobre, stessa cosa il successivo giorno 23, giornata in cui era anche prevista una seduta ordinaria d’aula, andata deserta per mancanza del numero legale. Alcuni consiglieri della maggioranza hanno giustificato con altre ragioni, in aggiunta a quelle sancite da un documento politico, le assenze, e si sono salvati dalla richiesta di pronuncia della decadenza, avanzata da un cittadino, e sostenuta dal “politico” Valerio Antonini, quale leader del movimento Futuro, che è anche il patron della Trapani Shark. Possibile conflitto d’interessi a parte, dietro le parole di Antonini si sono ritrovati tutti e dieci i consiglieri dell’opposizione. A cominciare dal consigliere Tore Fileccia che in aula da tempo ha ufficializzato la sua adesione al neo nato movimento politico fondato da Antonini.
Stamane il segretario generale del Comune da parte sua ha chiuso la querelle. Nessuna valida ragione per applicare le norme sancite da Statuto, regolamento e normativa, inapplicabile il già solo avvio della procedura per la decadenza. Per il segretario generale le assenze ci sono state e sono state giustificate. Per Panepinto la norma è destinata a chi rispetto alla carica ricoperta, consigliere comunale, con le assenze ripetute dimostra disinteresse, nulla hanno a che fare con la norma le assenze come strategia politica. E quelle del 22 e 23 ottobre sono state da parte della maggioranza assenze destinate a palesare una posizione politica netta: quella di non partecipare ad un dibattito che peraltro, per la maggioranza, non aveva nemmeno ragione d’essere essendo la materia, contenzioso per la gestione del Palazzetto dello Sport”, di pertinenza non dell’amministrazione ma degli organi di gestione, leggasi dirigenti preposti, ossia Rup, ing. Amenta, e segreteria generale.
Non conosciamo nella sua interezza la nota che Panepinto ha inviato al presidente del Consiglio comunale, ma secondo altre fonti giornalistiche, pare che nella nota il segretario generale faccia riferimento a circolari ministeriali e sentenze del Consiglio di Stato con le quali si considera inapplicabile la norma quando le assenze sono legate a ragioni di dissenso e proteste politiche.
C’è ragione di supporre che oggi pomeriggio quando alle 19 l’aula sarà chiamata a riunirsi, dall’opposizione scatterà una sorta di fuoco d’artificio contro i banchi della presidenza. Conoscendo l’avv. Mazzeo siamo sicuri che al presidente non mancherà l’abilità a difendere l’istituzione Consiglio comunale.
Politica
Trapani – di Rino Giacalone – Una classe politica incapace al confronto. Da destra a sinistra passando per il centro. Un imprenditore che gioca a fare il buono da una parte, il compassionevole e il generoso, e poi pronto ad accendere a dar fuoco alle polveri. Una protesta più organizzata che spontanea. Potremmo dire scene già viste. Qualche anno fa a Palermo, quando scoccò la scintilla della lite tra il patron Zamparini e il Comune d Palermo, vicenda ipermercato e altro, con i tifosi a fase alterne pro e contro il patron rosanero, ma pour sempre scenate di piazza orchestrate, o ancora qualche anno addietro, peccato che qualche giornalista dice di non avere ricordo, a Trapani, quando l’allora sindaco Damiano aumentò il prezzo della Tari, sotto Palazzo D’Alì ritrovò una protesta capitanata dal capo degli ultrà granata e partecipe la tifoseria, in maggioranza coloro i quali la Tari manco sapevano cosa fosse.
Tutti bocciati. Almeno secondo il nostro punto di vista.
Ieri pomeriggio era prevista la seduta straordinaria del Consiglio comunale chiesta dalla minoranza per discutere dello stato dell’arte circa la sopravvivenza della convenzione tra Comune e Sport Invest per la gestione del Pala Daidone, o Pala Shark che dir si voglia.
Sul tavolo resta non risolta la questione se la Srl succeduta alla Ssd abbia titolo o meno a mantenere viva la convenzione. Comune e Shark si sono trovati di fronte fino ad agosto, poi il dialogo si è interrotto. Ci provò il prefetto a rimetterli insieme ma l’invito a non esagerare fu tradito dal patron Antonini in poche ore.
Il Comune ha messo per iscritto che gli Shark potranno giocare al Palazzetto per tutta la stagione agonistica, la seconda consecutiva in serie A di Basket, ma nel frattempo non fidandosi della documentazione legale di parte, ha deciso, non ritenendo nemmeno sufficiente quella prodotta dagli uffici, di chiedere un parere legale a professionisti esperti nel campo societario. Il parere non è ancora arrivato, e per le alte cariche apicali del Comune e per lo stesso ufficio legale di Palazzo D’Alì, non ci sono le condizioni per affrontare la seduta straordinaria e le domande, scontate dell’opposizione, tutta a favore del patron Antonini, pronta a respingere l’ipotesi che la convenzione è ancora valida, gli Shark non sono degli abusivi dentro al Palazzetto.
La seduta consiliare non si è tenuta perché i consiglieri di maggioranza l’hanno disertata. Hanno sposato in pieno le osservazioni della dirigenza. Ma nel contempo hanno ribadito che nessuno da Palazzo D’Alì ha deciso di cacciare via dal Pala Daidone i colori granata.
Tutto rinviato a oggi pomeriggio. Dopo che però ieri sera due persone sono finite denunciate per l’aggressione tentata al presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo che non ha potuto fare altro che prendere atto all’esito di due appelli, dell’assenza in aula del numero legale. Erano tifosi della Pallacanestro? No, erano, e sono, due operai della Trapani Servizi, quelli che sono in bilico, e che a Mazzeo hanno rimproverato quasi venendo alle mani l’essere responsabile del loro licenziamento. Poco prima dallo spazio riservato al pubblico dentro Palazzo Cavarretta erano partiti i cori, urla e fischi, al grido di venduti e altro. Come non riconoscere di essere stati spettatori di una protesta poco spontanea e molto organizzata? C’è molto poco di genuino, e riscaldare così tanto i motori può far danno più di qualsivoglia parere. Oggi pomeriggio si torna in aula.
In mattinata a Palazzo Cavarretta Mazzeo ha convocato una riunione dei capigruppo. Proporrà il rinvio della seduta, non per come chiesto dalla maggioranza, che lo aveva tentato con il documento diffuso martedì sera, ma con una nota protocollata con classificazione riservata arrivata dai vertici apicali del Comune. Mazzeo la condividerà con i capigruppo di tutta l’aula, proponendo il rinvio della seduta alla prossima settimana. Scontato il “no” della minoranza.
Il patron Antonini però in poche ore è tornato a far ventilare come possibile e non più eventuale il suo espatrio dalla città. Attacca Tranchida e i funzionari, attribuendo a loro le responsabilità. Per martedì ha preannunciato una sua conferenza stampa.
Nel dark web della politica trapanese però pare circoli altro. Qualcuno dice che è pronto uno scandalo, anzi forse più di uno. Ma allo stato tutto sembra fake news e gossip creato a tavolino, tanta m…da e poco cioccolata. Non è la politica dell’onore, di chi ha giurato sulla Costituzione, ma la politica del disonore e si sa che il disonore da queste latitudini è solo una certa marca.
Politica
Trapani – Ormai in questa estate 2025, oltre alle temperature caldissime, anche la politica mostra segni di “surriscaldamento” e questo a seguito dei vari “botta e risposta” prima dell’imprenditore Valerio Antonini e poi del sindaco Giacomo Tranchida e a seguire ancora del primo cittadino che, non usando mezzi termini, ha apostrofato l’opposizione in consiglio comunale con frasi che qulcuno ha definito da “querela”.
E tutto questo mentre da più parti viene chiesto rispetto e confronto democratico e civile.
A cominciare dal presidente del consiglio comunale del capoluogo, l’avvocato Alberto Mazzeo che preso carta e penna ha preso le distanze da quanto detto dal sindaco Tranchida. Un abbandono o che altro?
Nella nota il consigliere Mazzeo fa riferimento alle recenti dichiarazioni pubbliche ed al clima di crescente tensione che sta caratterizzando il dibattito politico cittadino, prendendo chiaramente le difese del Consiglio comunale di cui è presidente. “Ritengo ancora una volta, doveroso intervenire con spirito di responsabilità istituzionale e senso delle proporzioni, per ristabilire un clima di rispetto e confronto democratico e civile. E’ mio preciso dovere, in difesa del Consiglio Comunale espressione dell’intero corpo elettorale, affermare con determinazione che l’opposizione consiliare è composta da rappresentanti liberamente eletti dai cittadini, donne e uomini che, pur con toni talvolta accesi ed aspri, esercitano il proprio mandato nel pieno rispetto delle regole democratiche e ne11’autonomia più assoluta”.
E poi continua confermando che si tratta: “di figure politiche che da anni siedono in Consiglio comunale, ben prima dell’avvento sulla scena pubblica dell’imprenditore Antonini, e che non hanno mai agito sotto condizionamenti esterni né, tantomeno, al servizio di interessi personali o di singoli soggetti. Rigetto, pertanto, con fermezza ogni insinuazione che dipinga i consiglieri di opposizione come “dopati dagli effetti fumogeni” o “ri libro paga” di chicchessia. Tali affermazioni, oltre ad essere infondate e lesive dell’onorabilità dell’intero Consiglio Comunale, alimentano una narrazione tossica che nuoce alla serenità dell’intera comunità e al necessario dialogo tra le istituzioni”.
Il presidente Mazzeo a questo punto invita: “Il Sindaco a riportare il dibattito politico su binari di confronto costruttivo e dialogante, nel rispetto dei ruoli e delle opinioni, anche critiche. Solo così si potrà lavorare con efficacia per il bene comune, nel rispetto delle diversità e della complessità delle posizioni politiche”.
Infine l’appello e la conclusione: “La Città di Trapani ha bisogno di confronto, non di scontro; di progetti, non di etichette; di risposte concrete, non di slogan. Da parte mia, continuerò a svolgere con serietà e rigore il ruolo di garanzìa ed imparzialità, di vigilanza e proposta che rispettivamente il Consiglio Comunale e la cittadinanza mi hanno affidato, sempre alla luce del sole e nella piena libertà di pensiero e azione”.
Politica
Trapani – L’avvocato Alberto Mazzeo del gruppo Trapani Tua, vicino alle posizioni centriste dell’on. Turano, è il nuovo presidente del Consiglio comunale di Trapani. Succede alla dimissionaria Annalisa Bianco, sospesa da consigliere dopo la condanna per corruzione, subita per una indagine sull’Asp di Trapani, della quale è dipendente.
L’inchiesta “Aspide” ha riguardato anche la procedura concorsuale al termine della quale fu assunta. Successione alla presidenza rimasta appannaggio del gruppo centrista, anche se c’è stata una defezione. In aula sono stati 13 i voti a favore di Alberto Mazzeo, la minoranza ha concentrato i voti, otto, su una new entry del gruppo misto, Giusi Poma, che ha lasciato il gruppo di Trapani Tua, non condividendo la scelta di sostenere alla presidenza Mazzeo.
Il nome della Poma era stato fatto prima che circolasse quello di Mazzeo, la Poma non era nome gradito a tutta la maggioranza. In aula la consigliera Poma non le ha mandate a dire, parlando di maggioranza contraddittoria e politicamente avvelenata. Un voto è stato dichiarato nullo. Mazzeo dopo l’elezione ha ufficializzato le dimissioni da assessore alle Finanze.
Nel suo intervento ha riconosciuto sensibilità istituzionale per la dimissionaria Bianco, sorvolando sul fatto che queste dimissioni non sono subito arrivate dopo la condanna, che risale a dicembre, e solo dopo il pressing della maggioranza. Ha poi rivendicato per se l’attività assessoriale, e l’aver messo i Conti a posto. Adesso il sindaco Tranchida dovrà nominare un nuovo assessore. Ma forse il rimpasto potrebbe essere più largo.
Politica
Trapani – Sarebbe dovuto essere un passaggio naturale: dopo la condanna per corruzione subito le dimissioni. Ma così non è stato. Il presidente del consiglio comunale AnnaLisa Bianco per dimettersi dall’incarico ha aspettato un mese. Trentuno giorni esatti dopo la condanna a due anni e otto mesi nell’ambito delle indagini della Guardia di Finanza all’interno dell’Asp di Trapani. Solo ieri infatti segretario, presidenza del consiglio comunale e sindaco di Trapani hanno ricevuto la pec con le dimissioni dall’incarico.
Una nota fredda, e a ben leggere quasi irriguardosa per il giudice che l’ha condannata: “In attesa che venga ristabilita la verità nelle giuste sedi – ha scritto Annalisa Bianco nella comunicazione delle dimissioni – e per senso di correttezza, responsabilità e profondo senso delle istituzioni, rassegno le mie dimissioni da presidente del consiglio comunale di Trapani”.
Quasi che non sia stata la giusta sede quella della pronuncia di primo grado, al lettore è questo che si vuol far comprendere? E la stra-ripetuta fiducia nella magistratura che fine ha fatto? E’ vero ci sono altri due gradi di giudizio da affrontare prima di arrivare ad una sentenza definitiva, ma parlare di verità da accertare nelle giuste sedi potrebbe indurre in chi legge il dubbio che la condanna non è stata pronunciata in una giusta sede.
Ma siccome le cose a noi piace scriverle per intero, abbiamo fondata ragione di poter raccontare quello che è accaduto in questo mese. Le dimissioni sono arrivate adesso perché la maggioranza che ha espresso la Bianco presidente, ha voluto trovare la quadra sul successore. E se la poltrona è rimasta “assegnata” al gruppo “Trapani Tua” che ha espresso la Bianco e con lei il numero più nutrito di eletti al Consiglio comunale – si tratta della lista civica accreditata vicina all’ex Udc e ora Leghista, assessore regionale, Mimmo Turano – c’è stato da individuare il candidato alla successione.
E’ stata subito indicata dal gruppo la consigliera Giusy Poma , anche per via dell’ampio consenso elettorale raccolto nelle ultime elezioni, ma chissà perché la maggioranza consiliare ha optato per l’attuale assessore alle Finanze Alberto Mazzeo. Tra un tira e molla pare che Mazzeo ha prevalso e quindi la Bianco ha potuto ufficializzare le dimissioni. La consigliera Poma a questo punto potrebbe entrare in Giunta sostituendo Mazzeo che dovrà dimettersi, e per la verità quello della consigliera Poma è uno dei nomi che sarebbe nell’agenda del rimpasto di Giunta del quale da tempo si parla a Palazzo Cavarretta, a prescindere dal caso Bianco. E nella girandola di nomine che si andrà a determinare, il posto di Mazzeo quale capogruppo consiliare di Trapani Tua potrebbe essere preso da Toto Braschi che per i prossimi 18 mesi siederà in aula quale supplente della sospesa Annalisa Bianco che ha deciso di non dimettersi dal seggio consiliare, dal quale quindi resta solo sospesa. Insomma per un mese e passa, etica e questione morale che meritavano risposte immediate alla comunità hanno abdicato a strategie e interessi del sottobosco politico istituzionale.
Ma c’è altro che non vogliamo tacere. Secondo noi quanto ha scritto la presidente Bianco nella sua nota non ci pare essere “farina del suo sacco”, ci sembra essere frutto della mano di qualche burocrate. E lì ci fermiamo nello scrivere: mai abbiamo fatto parte del conclave andreottiano, ma siamo quasi convinti che si possa dire, nel caso specifico, che si può pensar male ma è facile azzeccare.
Politica
Trapani – L’amministrazione comunale di Trapani guidata dal sindaco Giacomo Tranchida, lo ha già detto in tutte le salse. Aver dato ordine ai conti, grazie al lavoro coordinato dall’assessore alle Finanze Alberto Mazzeo, permetterà in questo 2025 l’avvio di tutta una serie di interventi per migliorare la città. E il riferimento pare essere rivolto a quegli interventi di carattere ordinario, i cui ritardi nell’attuazione li ha trasformati in straordinari. Da Palazzo d’Alì, dove lavora la squadra di Giunta, spiegano che la problematica è stata creata dall’assenza degli strumenti contabili, che adesso però sono stati messi nero su bianco, e approvati, sostenuti a suon battente dalla maggioranza, si sottolinea anche come forma di distinguo rispetto alla minoranza, che avrebbe pensato solo a forme di ostruzionismo.
Le ultime sedute del 2024 sono state parecchio calde, politicamente.
“Con l’inizio del 2025 – osserva uno dei maggiori protagonisti dell’opposizione consiliare, l’ex del movimento Via, oggi indipendente, Tore Fileccia – mi auguro che questo Consiglio Comunale Trapanese possa manifestare una svolta sostanziale per efficacia e dinamiche”. L’incandescenza però è stata evidente e la maggioranza ha sempre attribuito la responsabilità di questi momenti all’opposizione e in particolare proprio a lei, consigliere Fileccia. “Il 2024 – risponde Fileccia – ha evidenziato, all’interno dell’aula consiliare, troppe volte un clima incandescente, e questo per un modus operandi discutibile, ed infine per un dibattito dai toni poco istituzionali”. Si riferisce alla strada scelta del contingentamento dei tempi per discutere le proposte deliberative? Strada ritenuta dalla maggioranza necessaria dopo la maratona notturna sul regolamento relativo alla tassa di soggiorno.
Fileccia risponde, ma fa anche lui delle domande.
“Le continue proposte di contingentazione dei tempi d’intervento sottolineano la difficoltà che questa Amministrazione ha nel rispondere e dare soluzioni ai Trapanesi . Da più di due mesi – osserva Fileccia – non viene calendarizzata l’Attività ispettiva, un punto fondamentale che permette di chiedere all’Amministrazione molti quesiti e che permette a tutti i Consiglieri Comunali di portare le istanze dei Cittadini all’attenzione di Sindaco e Giunta. Nel mese di dicembre neanche le interrogazioni hanno avuto l’esito sperato, quest’ultime sono state causa di sospensione dei lavori, ricevendo riscontro solo scritto in un corsivo sintetico e privo di contenuto. Forse era intenzione di chi non sa rispondere mettere a tacere la minoranza consiliare? Forse a breve sarà volontà di qualcuno modificare il “regolamento adunanze” al fine esclusivo di limitare il lavoro dell’opposizione, che in questi 18 mesi si è contraddistinta per precisione e puntualità? Per fortuna mediaticamente si riesce a colmare questo vuoto e difficoltà amministrative, ritardi sulle strutture, mancanza di servizi e falle politiche, rimangono ugualmente sotto gli occhi di tutti”.
Non ritiene che la situazione politica come lei la definisce incandescente, possa derivare dall’assenza, imposta per legge, del presidente del consiglio comunale, Anna Lisa Bianco, sospesa dal prefetto, dalla carica consiliare, per la condanna per corruzione? E però sulla carta resta presidente del Consiglio comunale. Aspetto politico che in aula ha trovato un quasi totale silenzio.
“No, la situazione era incandescente anche prima con la Presenza della Bianco in aula, questo clima è fertile solo a chi adora dividere per comandare.
Questo Sindaco oltre al Bavaglio istituzionale che ha imposto a noi con la forza dei numeri, ha imposto un altro bavaglio a sé stesso e a tutta la sua Squadra su un’unica vicenda: Quella della Presidente Sospesa… come in passato quando capitano vicende a membri della sua maggioranza il silenzio regna sovrano”.
Secondo lei la presidente Bianco fa bene a restare in silenzio e a non spiegare le sue ragioni a non lasciare la carica più importante di Palazzo Cavarretta? “No, io parlerei, spiegherei le mie ragioni, lotterei e mi difenderei…Il silenzio non è sempre una cosa buona, lo diventa solo se si vuole sparire. Di certo io mi farei da parte, non da consigliera ma da Presidente …Giusto attendere i vari gradi di giudizio in carica da eletta come Consigliera per non tradire i propri elettori, ma rimanere assente da Presidente congela l’aula e in parte la Città. Non è una critica la mia, ma un consiglio che le ho sempre dato. La ritengo un soggetto coriaceo, ma adesso forse è meglio mettere da parte la politica e pensare alla persona”.
Un invito chiaro alle dimissioni. Intanto a giorni dovrebbe ripartire l’attività consiliare.
“Mi auguro – risponde Fileccia – che in questo 2025 gli egoismi, i nervosismi, le offese, le liti e le menzogne cessino per dar posto ad un costruttivo dialogo che possa portare benefici reali alla nostra Città non astratte come la Trapani per adesso in Cammino proclama! Invito i miei colleghi di Maggioranza, gli Assessori ed il Sindaco Giacomo Tranchida a concentrarsi sulla cosa pubblica e meno su altri aspetti che nulla hanno a che fare con la salute e la qualità di questo Capoluogo ed anche di tornare a non imbavagliare chi vuole solo lavorare per i Trapanesi come il sottoscritto”