Politica
Palermo – «Prendo atto delle dichiarazioni dell’onorevole Minardo. In queste ore sto valutando, con senso di responsabilità, le decisioni da assumere, che comunicherò a breve».
Il governatore della Sicilia Renato Schifani rompe il silenzio e apre ufficialmente una fase di riflessione sul proprio futuro politico. Il presidente della Regione sta valutando le decisioni da assumere dopo le parole del commissario regionale di Forza Italia, Nino Minardo, e nel pieno delle tensioni che da mesi attraversano il partito in Sicilia.
A pesare sul quadro politico c’è anche l’inchiesta che coinvolge il presidente della Cts, Gaetano Armao, e il suo avvocato di fiducia Pietro Luigi Matta, per i quali è stata avanzata una richiesta di custodia cautelare in carcere.
Il detonatore della nuova crisi interna a Forza Italia sono state le parole pronunciate da Nino Minardo durante la riunione dei segretari provinciali del partito a Palermo.
«La credibilità della politica si difende con il coraggio di cambiare. Dobbiamo aprire Forza Italia a nuove energie, allargare la partecipazione e costruire una proposta capace di parlare alla Sicilia dei prossimi anni», ha detto il commissario regionale.
Un intervento che, nel contesto politico siciliano, è stato letto come un segnale rivolto anche a Schifani. Minardo ha infatti chiesto l’apertura di una «nuova fase politica» per Forza Italia, indicando come priorità una maggiore partecipazione, una presenza più forte nei territori e una nuova capacità di iniziativa.
Parole che arrivano mentre resta sul tavolo il tema della ricandidatura di Schifani alla presidenza della Regione nel 2027.
La ricandidatura del governatore rappresenta uno dei principali punti di tensione. Schifani ha manifestato la propria disponibilità a un secondo mandato, ma nelle ultime ore sarebbero aumentate le perplessità all’interno del partito, anche a livello nazionale.
Secondo quanto riportato dall’Ansa, ci sarebbe stato anche un duro confronto telefonico tra Schifani e il leader di Forza Italia Antonio Tajani. Al centro della discussione proprio il futuro politico del governatore e la sua eventuale ricandidatura.
In questo quadro, la dichiarazione di Schifani assume un peso particolare: il presidente non ha annunciato le dimissioni, ma ha fatto sapere pubblicamente di stare valutando le prossime mosse.
«Le dimissioni non si annunciano, si danno», ha dichiarato il deputato regionale del Pd Nello Dipasquale, secondo il quale Schifani starebbe prendendo tempo e cercando di aumentare la pressione sulla propria maggioranza. Per Dipasquale, la presa di posizione di Minardo rappresenterebbe di fatto un segnale politico molto forte nei confronti del governatore.
Ancora più netta la posizione di Ismaele La Vardera. Il leader di Controcorrente ha chiesto a Schifani di dimettersi immediatamente, sostenendo che il presidente avrebbe ora la possibilità di lasciare l’incarico.
Le prossime ore potrebbero essere decisive per capire se la crisi resterà confinata agli equilibri interni di Forza Italia o se si trasformerà in una crisi politica della maggioranza regionale.
Sul tavolo ci sono il futuro della giunta, gli equilibri del centrodestra siciliano e soprattutto la partita della successione in vista delle regionali del 2027.