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    Rimane in carcere Giacomo Tamburello il narcotrafficante arrestato a maggio scorso a Campobello di Mazara
    Accertata il suo legame con Matteo Messina Denaro
    Redazione16 Giugno 2026 - Cronaca
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  • Tribunale PalermoCronaca

    Palermo -Il tribunale del Riesame di palermo ha respinto l’istanza di scarcerazione presentata dai difensori di  Giacomo Tamburello, arrestato a maggio scorso nell’ambito di una inchiesta della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Palermo che portò al sequestro di 200 milioni di euro, un immenso patrimonio accumulato dall’indagato in decenni di attività illegali.

    Per l’accusa Tamburello, narcotrafficante fermato a Campobello di Mazara dove si trovava già ai domiciliari, era in società con il boss di Castelvetrano Matteo Messina Denaro. In carcere con lui erano finiti anche ex moglie e figlio, residenti in Spagna. Per entrambi si attende l’estradizione.

    Giacomo Tamburello nel business del traffico della droga dagli anni ’80, nel tempo è riuscito a diventare un narcos di prima grandezza. Entrato e uscito più volte dalle carceri italiane e spagnole, ha continuato a fare affari con gli stupefacenti che gli hanno consentito di accumulare una fortuna.

    L’inchiesta, è nata dalla segnalazione di un istituto di credito di Andorra che ha voluto vedere chiaro, nei conti milionari della ex moglie Maria Antonia Bruno, 62 anni . In carcere era finito anche il loro figlio Luca, di 42 anni, questi ultimi due fermati a Malaga in Spagna.

    Le sue attività illegali – si legge nel provvedimento del gip – «sono sempre state caratterizzata da un consapevole rapporto di contiguità funzionale con Cosa nostra, con particolare riferimento alla famiglia di Campobello di Mazara e, più in generale, al mandamento di Castelvetrano, a cui è risultato collegato attraverso esponenti di spicco»: il gotha della mafia trapanese rappresentato da boss come Nunzio Spezia, Antonio Messina, Leonardo Bonafede che del padre di Matteo Messina Denaro, Francesco, era solido alleato.

     

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