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Mazara del Vallo – “Custodire un dono” è l’iniziativa di preghiera promossa dal Vescovo monsignor Angelo Giurdanella per il monastero di clausura San Michele di Mazara del Vallo.
Il Vescovo, con profonda sollecitudine pastorale e con sincero amore per la vita consacrata, ha a cuore la permanenza della vita monastica femminile nel monastero, dove attualmente sono rimaste soltanto due monache anziane. Per questo motivo, ha rivolto una richiesta formale alla Badessa madre Stefania Robione, osb, del monastero di Santa Maria di Rosano (Rignano sull’Arno, Firenze), affinché alcune monache possano essere inviate a Mazara del Vallo per sostenere e rivitalizzare la comunità monastica, evitando così la dolorosa prospettiva della soppressione del monastero.
Sono ormai trascorsi due mesi da tale richiesta e, purtroppo, sembrano emergere alcune difficoltà che ne rallentano l’accoglimento.
«Alla luce di questa situazione, sentiamo con forza il bisogno di affidarci alla preghiera fiduciosa e perseverante del Popolo di Dio», dice il Vescovo. Da qui l’invito a tutti i fedeli della Diocesi a unirsi in un’intensa iniziativa di preghiera, «affinché il Signore illumini i cuori, sostenga le decisioni necessarie e renda possibile quanto ho chiesto», spiega il Vescovo. Che ha aggiunto: «la presenza delle monache contemplative è un dono prezioso e insostituibile per la vita spirituale della nostra Chiesa locale, una sorgente silenziosa ma feconda di grazia per tutti», ha concluso.
Intanto 2 febbraio si celebra la Giornata mondiale della vita consacrata. In diocesi saranno vissuti due momenti. Il primo, lunedì 2 febbraio, in tutte le parrocchie con un momento di preghiera e di testimonianza. Il secondo, sabato 7 febbraio, dalle 9,30 alle 13,30, nella parrocchia San Lorenzo di Mazara del Vallo si terrà un momento comunitario con i consacrati, i presbiteri e i diaconi, le comunità ecclesiali e quanti sono particolarmente legati al carisma delle famiglie religiose presenti in diocesi. L’animazione della giornata è affidata, oltre che ai religiosi/e, all’Ufficio di pastorale giovanile e familiare.