Attualità
Castellammare del Golfo – Oggi cade l’anniversario della famosa marcia per salvare lo Zingaro. La storica mobilitazione si svolse il 18 maggio 1980. Oltre 2.000 persone invasero pacificamente la costa per protestare contro la costruzione di una strada litoranea che avrebbe distrutto l’incontaminato habitat naturale tra Scopello e San Vito Lo Capo.
La protesta nacque per impedire un’opera che avrebbe aperto le porte alla speculazione edilizia, favorendo interessi di stampo mafioso. I manifestanti, provenienti da tutta la Sicilia e di estrazione politica trasversale, si opposero fermamente agli “amici del cemento”. Il clamore mediatico e la pressione popolare portarono al blocco dei lavori e, l’anno successivo, alla legge regionale che istituì la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, la prima area protetta dell’isola
Affidiamo alle parole del biologo – Girolamo Culmone – per diversi anni Direttore di diverse Riserve della Sicilia, il ricordo di quella storica giornata che cambiò il corso della storia di questa riserva tra le più affascinanti del Mediterraneo.
Girolamo Culmone – Il mese di maggio è un mese molto importante per la riserva dello Zingaro è del 18 maggio 1980 la storica data in cui qualche migliaio di giobani e emeno giovani siciliani si ritrovaro a fare in una calda domenica primaverile una passeggiata per gli stretti sentieri di quella che oggi è la Riserva Naturale Orientata “Zingaro” ed il successivo 6 Maggio 1981 sembrerebbe una data come un’altra all’indomani della ben più universalmente famosa “5 Maggio” del Manzoni, ma così non è per chi ha a cuore la natura nella terra di Sicilia.
Il 6 maggio 1981 al termine di una lunga notte concitata e ricca di votazioni l’Assemblea Regionale Siciliana (che ricordiamolo è il più antico parlamento del mondo) infatti approvò il disegno di legge n° 915 del 28 Novembre 1980 presentato dai deputati la giovanissima alcamese Francesca Messana (prima firmataria e proponente) e Vizzini, Laudani, Cagnes, Ammavuta, Barcellona, Chessari, Messina, Motta, Tusa. – Istituzione della Riserva Naturale Orientata dello “Zingaro” che divenne quindi dopo tutte le modifiche ed alla
Legge Regionale n° 98 del 6 maggio 1981 “Norme per l’istituzione nella Regione siciliana di parchi e riserve naturali “
Il disegno di legge partiva da non molto lontano, infatti l’anno precedente si era levato un coro di proteste per l’inizio dei lavori della strada provinciale Scopello – San Vito proteste che dopo assemblee riunioni dibattiti tra i pro ed i contro tra i profeti di uno sviluppo meccanizzato i primi e naturalistico i secondi , quasi per caso, si arrivò ad organizzare una “occupazione”, fenomeno molto in voga in quegli anni, del territorio dello Zingaro, quella che sarebbe passata alla storia come la “Marcia dello Zingaro” il 18 maggio 1980. Il successo della marcia fu incredibile complice una calda giornata primaverile ed una notevole mobilitazione tra gli studenti di scienze palermitani e diversi movimenti politici trascinate dalle principali associazioni ambientalistiche regionali una carovana di bus si partì da Palermo; dai paesi vicini Alcamo in testa ma anche Salemi si mossero molestissimi giovani e giovanissimi in una atmosfera da scampagnata domenicale.
Dopo questo inaspettato successo un ristretto gruppo di professionisti guidati da Franco Russo all’epoca dirigente forestale, che al ritorno da un viaggio negli stati uniti dopo aver visitato i maggiori parchi nazionali, decise di provare a replicarli nella sua terra. Come racconta lui, “in ufficio mi prendevano per un visionario, ma l’allora Dirigente Generale Corrao, convinto dalla mia esagerata determinazione mi autorizzò ad occuparmi della strana faccenda tra gli sguardi straniti dei colleghi”. Anche la politica si mise in moto, per come si faceva un tempo, tessere le tele degli accordi politici. A novembre vede la luce quindi il disegno di legge 915 il quale arricchito da interventi, integrazioni diventa una vera e propria pietra miliare per la Sicilia in tema di protezione dell’ambiente naturale che mette le basi di quella che nel 1988 diventa una vera e propria legge quadro. (va ricordato che solo nel 1991 con la Legge 394 lo Stato italiano provvide ad approvare la legge quadro nazionale)
E lo Zingaro fu salvo… così come si salvarono a partire da quella legge le oltre 70 Riserve naturali che via via furono istituite insieme ai parchi
Da allora questa magica costa conosciuto solo da qualche specialista, da qualche “figlio dei fiori” e dagli abitanti dei paesi vicini e’ famoso in tutto il mondo, tanto da essere visitato da oltre 300,00 persone l’anno, uomini e donne che vengono da tutto il mondo …dal nord Europa in particolare, la natura ha vinto e con la natura ha vinto l’uomo, ha vinto la Sicilia che affascina il mondo intero.
Lo Zingaro oggi e’ nel cuore di ogni siciliano nel mondo …come il teatro greco di Siracusa, il tempio di Segesta, l’antica città di Selinunte, l’Etna.
Insieme i siciliani hanno scritto una bella pagina, una pagina che irradia di luce positiva la nostra terra e le sue istituzioni. La natura in Sicilia ringrazia…. nell’odore acre della terra che e’ lo stesso dal sorgere dei tempi …lo stesso odore da milioni di albe ….ogni giorno che nasce allo Zingaro ci riporta all’alba del mondo …con gli stessi colori …lo stesso respiro di terra, di esseri animati e di esseri vegetali. La Riserva dello Zingaro e’ viva ..grazie agli uomini che fecero l’impresa quaranta anni fa.. grazie alla lungimiranza di uomini politici che hanno saputo guardare lontano, agli uomini che oggi con amore ascoltano ogni giorno ed ogni notte ogni suo battito.
La Riserva dello Zingaro dove uomini e natura hanno fatto la pace ed il frutto di questa pace e’ la bellezza infinita di un eden senza tempo …dove tutto ci riporta al primo giorno del mondo.
Grazie anche a quanti amano e prestano a vario titolo la loro opera nelle aree naturali siciliane.