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    Inchiesta Nexus a Siracusa, arresti domiciliari per Concetta Carbone: al centro gli appalti pubblici
    Redazione14 Ottobre 2026 - Cronaca
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  • Tribunale PalermoCronaca

    Siracusa – Scoperto un presunto sistema di relazioni tra esponenti politici, funzionari pubblici, appartenenti alle forze dell’ordine e imprenditori del settore delle costruzioni. È il quadro delineato nell’ordinanza del gip di Siracusa nell’ambito dell’inchiesta Nexus, coordinata dalla Procura europea di Palermo, che ha acceso i riflettori su una serie di affidamenti pubblici nel territorio siracusano.

    Tra i destinatari delle misure cautelari figura Concetta Carbone, ex assessore alle Pari opportunità e ai diritti sociali nella giunta del sindaco Francesco Italia e attuale vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa. Per lei sono stati disposti gli arresti domiciliari. Le contestazioni che la riguardano, secondo le informazioni disponibili, sono quelle di associazione per delinquere e corruzione.

    Nella ricostruzione investigativa compaiono anche Salvatore Luca Strazzulla, carabiniere in servizio, all’epoca dei fatti, presso la sezione di polizia giudiziaria della Procura di Catania, un tecnico comunale responsabile di procedimenti legati agli appalti e diversi imprenditori attivi nel comparto delle costruzioni.

    Il presunto intreccio tra appalti e rapporti politici

    Secondo l’ipotesi accusatoria, gli affidamenti pubblici non sarebbero stati utilizzati esclusivamente per la realizzazione di opere e servizi, ma avrebbero costituito anche uno strumento per consolidare rapporti personali, favorire interessi economici e compensare presunti sostegni politici ed elettorali.

    Il sistema ipotizzato dagli investigatori avrebbe coinvolto soggetti con ruoli differenti, tra cui rappresentanti istituzionali, funzionari e operatori economici. Nella ricostruzione contenuta nell’ordinanza, il militare avrebbe inoltre svolto una funzione di collegamento tra i diversi ambienti.

    Si tratta di ipotesi investigative che dovranno essere verificate nel corso del procedimento giudiziario. Le contestazioni non equivalgono a una dichiarazione di responsabilità e resta ferma la presunzione di innocenza degli indagati.

    Dall’ostello di Cassibile alle altre commesse pubbliche

    L’indagine avrebbe preso avvio dai lavori per l’ampliamento dell’ostello di Cassibile, struttura destinata ad accogliere i lavoratori migranti, per poi estendersi ad altre procedure di affidamento e gestione di commesse pubbliche nel territorio siracusano.

    Gli accertamenti puntano a ricostruire le modalità con cui sarebbero stati gestiti gli appalti e gli eventuali rapporti tra i soggetti coinvolti, verificando se alle procedure amministrative si siano accompagnati scambi di favori o vantaggi indebiti.

    L’inchiesta Nexus si inserisce così in un filone investigativo che riguarda la gestione delle risorse pubbliche e i presunti rapporti illeciti tra politica, amministrazione e mondo imprenditoriale.

    Nella ricostruzione del gip, una posizione centrale sarebbe stata ricoperta da un appartenente all’Arma dei carabinieri, finito in carcere, che, all’epoca dei fatti contestati, prestava servizio presso la sezione di polizia giudiziaria della Procura di Catania.

    Il militare viene indicato come figura apicale del presunto sodalizio e come punto di raccordo tra la componente politico-amministrativa e quella imprenditoriale. Secondo l’ipotesi investigativa, avrebbe sfruttato la propria rete di relazioni per favorire l’accesso a lavori pubblici e, in altre circostanze, avrebbe acquisito e divulgato informazioni investigative riservate, facendo leva sulla funzione ricoperta.

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