Quasi 1000 siti di gioco online illegale sono stati inibiti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nei primi otto mesi del 2026. Un dato che racconta la dimensione di un fenomeno sempre più difficile da contrastare perché capace di spostarsi rapidamente tra domini, piattaforme e canali digitali.
E a parlare dell’offerta illegale di gioco è stato proprio il direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Roberto Alesse, in un’intervista a Il Sole 24 Ore, dove ha spiegato: “Nei primi 8 mesi del 2026, per dare un’idea solo parziale del fenomeno, sono stati inibiti quasi mille siti online, contro gli 841 dello stesso periodo del 2025, con un incremento del 17,2%”. L’attività di ADM si basa in particolare sull’inibizione dei siti che offrono o pubblicizzano gioco senza le autorizzazioni previste dalla normativa italiana. Il meccanismo è regolato dall’articolo 102 del decreto legge 104 del 2020: i fornitori di connettività sono tenuti a impedire l’accesso ai domini inseriti nell’elenco dell’Agenzia, che vengono reindirizzati verso una pagina di avviso di ADM. Dal mese di aprile 2026 è stato inoltre aggiornato il sistema di reindirizzamento dei siti sottoposti a blocco.
Il fenomeno, però, non riguarda soltanto il numero dei domini oscurati. Secondo i dati contenuti nella documentazione ADM, i siti inibiti sono passati dai 266 del 2020 ai 721 del 2024, fino ai 1.038 del 2025. La crescita viene collegata dall’Agenzia al progressivo spostamento dell’offerta di gioco verso i canali digitali.
Lecito allora chiedersi quanto valga il mercato illegale. Le stime disponibili variano molto perché misurano cose diverse: una valutazione riportata in documentazione di settore indicava per il 2024 una raccolta illegale complessiva, online e fisica, tra 20 e 25 miliardi di euro, mentre il rapporto dell’Osservatorio sul Gioco Online Illegale si concentra sul solo online e su un campione monitorato su Instagram. “Una cifra precisa non esiste, ed è già un’informazione”, commenta Silvia Urso di Giochidislots.com. “Sono attività che per natura sfuggono ai sistemi di rilevazione ufficiali, quindi ogni numero va letto come un ordine di grandezza. Quello che colpisce è che, anche con metodi diversi, tutte le stime indicano un fenomeno molto più ampio di quanto emerga dai blocchi.”
Per il solo universo online esistono stime più recenti. Il rapporto dell’Osservatorio, presentato nel 2026, ha individuato attraverso il monitoraggio di Instagram 500 siti illegali, 4,5 milioni di utenti italiani e 13,2 milioni di accessi nel periodo gennaio-marzo 2026. Sulla base di questi dati, il rapporto ha stimato circa mezzo miliardo di euro di raccolta a trimestre, pari a circa 2 miliardi su base annua per il campione osservato, e ipotizza inoltre l’esistenza di almeno 5.000 siti attivi nel Paese.
La lotta al gioco illegale non può quindi esaurirsi nel blocco dei siti. ADM opera anche attraverso controlli e collaborazione con le forze di polizia: nel 2025 sono stati effettuati oltre 31 mila controlli nel settore dei giochi e, con le operazioni coordinate dal CoPReGI, sono stati individuati punti di raccolta scommesse non autorizzati e dispositivi usati per collegarsi a siti illegali. “L’inibizione dei domini è uno strumento necessario, ma un sito bloccato può ricomparire altrove”, osserva Urso. “Per questo il tema riguarda anche il giocatore: su una piattaforma senza concessione italiana non ci sono verifica dell’età, strumenti di autoesclusione o tutele in caso di controversie. Controlli e blocchi vanno accompagnati da una maggiore consapevolezza di chi gioca.”
Due le direttrici dell’azione di contrasto. Da un lato rendere irraggiungibile l’offerta illegale online, dall’altro individuare i soggetti e le strutture che la alimentano. Un lavoro reso più complesso dalla capacità dei circuiti illegali di cambiare rapidamente dominio e canale, trasformando internet in un terreno di controllo permanente.