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    Disabili, ai caregiver siciliani un bonus da appena 50 euro l’anno
    Spi Cgil Sicilia: “Elemosina vergognosa, servono almeno 10 milioni”
    Redazione6 Ottobre 2026 - Attualità
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    Palermo – Cinquanta euro l’anno. È quanto arriva ai caregiver siciliani come riconoscimento per l’attività di assistenza prestata ai familiari con disabilità grave e gravissima. Una cifra ritenuta del tutto insufficiente dallo Spi Cgil Sicilia, che torna a sollecitare il governo regionale e l’Assemblea regionale siciliana affinché intervengano con nuove risorse.

    La legge regionale ha riconosciuto la figura del caregiver familiare, ma secondo il sindacato l’attuazione della norma procede a rilento, a partire dalle risorse disponibili. La dotazione regionale ammonta a 500 mila euro, mentre alla Sicilia sono stati assegnati altri 2 milioni e 35 mila euro attraverso il Fondo nazionale per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver familiare.

    Risorse esigue rispetto a una platea potenziale stimata in circa 40 mila persone. A complicare ulteriormente il quadro c’è il fatto che i 2 milioni e 35 mila euro si riferiscono al 2022. Per poter recepire le risorse relative alle annualità successive, i distretti socio-sanitari dell’Isola dovranno prima spendere e rendicontare quelle già assegnate.

    Di fronte a questa situazione, lo Spi Cgil Sicilia ha scritto al presidente della Regione, Renato Schifani, all’assessora alla Famiglia e alle Politiche sociali, Nuccia Albano, e ai presidenti delle commissioni parlamentari dell’Ars. La richiesta è precisa: inserire nelle prossime variazioni di bilancio un fondo regionale di almeno 10 milioni di euro destinato al sostegno dei caregiver.

    «Verificando le azioni di altre regioni – afferma il segretario generale dello Spi Cgil Sicilia, Maria Concetta Balistreri – abbiamo appurato che la Sicilia è una delle tre regioni in tutta Italia che non integra con fondi propri quanto trasferito dallo Stato».

    Per il sindacato, l’incremento delle risorse sarebbe particolarmente importante per le famiglie che devono conciliare l’assistenza con il lavoro. Una condizione che colpisce soprattutto le donne, spesso costrette a ridurre l’attività lavorativa o ad abbandonarla per occuparsi dei propri familiari.

    «È un’emergenza non più rinviabile – sottolinea Balistreri – come non è più rinviabile un incontro finalizzato ad individuare soluzioni, non più esclusivamente monetarie, per sostenere quanti, nell’indifferenza delle istituzioni, garantiscono dignità alle persone che vivono la condizione di disabilità grave e gravissima».

    Lo Spi Cgil chiede quindi alla Regione di intervenire non soltanto aumentando le risorse economiche, ma anche costruendo un sistema di sostegno più strutturato per chi ogni giorno si prende cura dei familiari non autosufficienti.

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