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    Diatriba Palazzetto di Trapani: l’appello del senatore Vincenzo Garraffa
    A Tranchida, Antonini e ai tifosi granata chiede "seppellite l'ascia di guerra e fumate il calumet della pace"
    Redazione10 Dicembre 2025 - Attualità
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    Trapani – Il 17 dicembre è una data importante, segna  l’incontro richiesto dalla Trapani Shark al Comune di Trapani per discutere la vicenda della concessione del Palazzo comunale dello Sport “Ettore Daidone” sulla quale l’Amministrazione ha avviato un procedimento di revoca.

    Per quella data la società dovrà fornire elementi validi per rispondere alle contestazioni mosse dagli uffici comunali e trovare un punto di accordo che possa salvaguardare l’utilizzo dell’impianto.

    L’incontro del 17 dicembre potrebbe rappresentare un passaggio importante, ma non è certo che la vicenda possa risolversi.

    Ma intanto ci sta chi chiede di “seppellire l’ascia di guerra – di fumare il calumet della pace e soprattutto di stringersi e di sostenere questo magnifico gruppo di uomini veri che sta onorando Trapani, dimostrando, malgrado tutto, il proprio ammirevole spessore etico, comportamentale, professionale e sportivo, il proprio attaccamento alla maglia”. A scrivere e a chiedere al sindaco Giacomo Tranchida, all’imprenditore Valerio Antonini e tutti gli sportivi e tifosi granata, ognuno per le proprie competenze,  è il senatore Vincenzo Garraffa.

    La lettera del senatore Vincenzo Garraffa

    Profondamente amareggiato per il buon nome della mia piccola e splendida Trapani, mortificata da una “diatriba” personale tra chi istituzionalmente di essa dovrebbe esserne il massimo tutore e chi, nel reciproco rispetto dei ruoli, dovrebbe comprendere l’importanza di rappresentare nello sport Trapani e l’intera Sicilia contenendo il proprio Ego nei confini di legittimi interessi personali e comprendendo che le vittorie si costruiscono non soltanto con un’indispensabile capacità economica ma quotidianamente investendo con nobile generosità, anche e forse soprattutto al di fuori di un rettangolo di gioco, in valori e principi che non si comprano ma che si acquisiscono armonizzando non poche S – spirito di servizio, simpatia, signorilità, stima – valori che si esaltano nei Successi.

    Seriamente preoccupato per il futuro sempre più minato delle società sportive trapanesi e della Trapani Shark, attuale massima espressione dello sport granata in particolare, mi permetto di rappresentare quanto segue:

    Premesso

    anzitutto che qualunque “guerra” di qualsivoglia natura non ha mai prodotto benessere e trionfi ma ha sempre lasciato sul campo soltanto vittime;

    altresì che vittime della “guerra drepanitana” – che oggi, evitando di definirla diversamente onde non suscitare permalosi risentimenti, preferisco connotarla come “diatriba politico-sportiva ” – è Trapani e la sua meravigliosa provincia, la Sicilia, lo Sport ed il Basket in particolare;

    inoltre che vittime incolpevoli sono i circa 3.500 abbonati, gli oltre 5.000 sportivi che determinano quasi sempre il sold out del Pala Daidone e le non poche centinaia di tifosi che seguono in ogni trasferta, in Italia ed in Europa, la squadra del cuore incitandoli col loro tifo caldo, corretto e rumoroso;

    ancora che altrettanto incolpevole vittima è un gruppo di “uomini veri” – Staff tecnico e societario, Splendidi atleti – che, in condizioni di sempre crescenti difficoltà e disagi, onora Trapani con indiscussa professionalità, con apprezzato impegno e con prestigiosi successi tenendo alto il vessillo granata e meritando la stima e l’apprezzamento di tutti ed in tutti i palazzetti dello sport italiani ed europei;

    infine che alla storia si può passare per sacrosanti meriti riconosciuti o per deprecabili demeriti.

    Precisato

    al solo fine di evitare mediocri strumentalizzazioni che non ritengo di entrare nel merito e nella pesatura delle ragioni e, soprattutto, delle responsabilità personali ed istituzionali addebitabili ai contendenti della “guerra depranitana” così impegnati nel vano quanto sciocco e disdicevole tentativo di prevaricare, forse anche meglio di annichilire, il nemico da abbattere, mi permetto di suggerire a costoro di spendere le loro migliori energie per servire Trapani e non per servirsi di Trapani per fini poco nobili ed arrogantemente egoistici.

    Tutto ciò premesso, ritenuto e considerato, prima che sia troppo tardi mi permetto con estrema umiltà di fare appello:

    Al Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida ed al Presidente della Trapani Shark Valerio Antonini affinché cessino le ostilità che da oltre un anno stanno solamente ad indicare un opinabile spessore istituzionale e personale, dedicandosi a dimostrare, al contrario il loro amore per Trapani, la sua magnifica provincia e l’intera Sicilia, per lo Sport e per il basket in particolare.

    Agli sportivi ed ai magnifici tifosi granata, e non solo ai 3.500 abbonati, a quanti dalle Alpi alle Piramidi vanno a sostenere in tutti i palazzetti dello sport la nostra squadra rivolgo l’invito a far sentire con ancor maggiore calore il loro sostegno invitandoli a non esporre striscioni ingenerosi quanto meschini ed oltraggiosi che mortificano la signorilità e la correttezza che tutti ed ovunque hanno sempre riconosciuto al tifo granata.

    A tutti mi permetto di suggerire di seppellire l’ascia di guerra, di fumare il calumet della pace e, soprattutto, di stringersi e di sostenere questo magnifico gruppo di “uomini veri” che sta onorando Trapani dimostrando, malgrado tutto, il proprio ammirevole spessore etico, comportamentale, professionale e sportivo, il proprio attaccamento alla maglia.

    Col cuore in mano e col coltello tra i denti a tutti dico: Forza Trapani!

     

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