Cronaca
Mazara del Vallo – Una discussione tra il padre legale di Denise, Antonio Pipitone e quello naturale Pietro Pulizzi, avvenuto il 14 aprile scorso in un’autofficina di Mazara del Vallo, ha riacceso le tensioni tra le due famiglie della piccola, scomparsa il 1 settembre 2004 da Via Domenico La Bruna. La strada dove la piccola di 3 anni, abitava all’epoca. A rendere noto l’accaduto é il legale di Antonio Pipitone, Stefano Giordano.
L’avvocato dichiara di “avere notificato, in data 15 aprile 2026, un formale atto di diffida e intimazione a Pietro Pulizzi”. Secondo la ricostruzione dello studio legale “Giordano and Partners”, Pulizzi (attuale marito della madre di Denise, Piera Maggio) avrebbe avvicinato Pipitone nonostante il suo esplicito e ripetuto rifiuto di parlargli “instaurando un contatto fisico non consentito e pronunciando ad alta voce dichiarazioni gravemente lesive dell’onore e della reputazione del nostro assistito, comprese affermazioni relative a questioni di paternità e di mantenimento dei figli” (fonte: Adnkronos). Quella del mantenimento é una questione già al centro di un contenzioso civile tra le parti. In seguito a questi fatti, è scattata la diffida che ha riacceso i contrasti. I profili di reato ipotizzati dai legali di Pipitone sono diffamazione, violenza privata e molestie. Con questa azione legale, Pipitone ha intimato a Pulizzi “di cessare immediatamente e definitivamente ogni tentativo di contatto o avvicinamento al signor Pipitone, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo” (fonte: Adnkronos). In caso di nuovi episodi o contatti non graditi, la difesa ha annunciato che richiederà all’Autorità Giudiziaria l’adozione di misure cautelari urgenti, incluso il divieto di avvicinamento previsto dal codice di procedura penale. “Resta ferma, inoltre, la volontà di Pipitone di procedere in sede civile per ottenere il risarcimento dei danni d’immagine e patrimoniali subiti a causa dell’accaduto”.