Politica
Trapani – La capogruppo di PD Uniti per Trapani, Monica Desideri, ha diffuso una nota che pubblichiamo integralmente
“Quello di ieri è stato un Consiglio comunale surreale, durato poco più di un’ora e conclusosi con il differimento della trattazione delle decadenze ancora all’ordine del giorno.
A rendere ancora più singolare la seduta è stata la decisione del Presidente del Consiglio di accogliere la richiesta di differimento avanzata da un consigliere, anche sulla base di contestazioni relative alle modalità del voto precedente e all’assenza del Segretario Generale e della Vice.
Resta però un dato politico e numerico incontestabile: la proposta di decadenza della consigliera Patti è stata respinta perché non ha raggiunto il numero di voti necessario. Sono stati espressi 11 voti favorevoli e una scheda bianca.
Le modalità dello scrutinio erano state illustrate e chiarite in Aula prima della votazione. Se vi erano contestazioni sulle modalità del voto, sarebbe stato opportuno sollevarle prima di procedere e non dopo che l’esito non ha corrisposto alle aspettative di qualcuno.
La vicenda delle decadenze va avanti ormai da undici mesi e da settimane rischia di monopolizzare il dibattito politico e, cosa ancora più grave, i lavori del Consiglio comunale.
Un’istituzione che dovrebbe occuparsi dei problemi concreti della città — dai servizi alla viabilità, dal decoro urbano alla programmazione, fino alle tante questioni che quotidianamente interessano i cittadini — non può trasformarsi in un’aula permanentemente concentrata su una procedura del tutto infondata, portata avanti con speciosità e malanimo con il solo fine di colpire l’Amministrazione Comunale, costi quel che costi a carico della Città.
E c’è anche un problema di responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Sedute prolungate, personale degli uffici impegnato, servizi e strutture comunali mobilitati: ogni ora di Consiglio ha un costo che ricade sulla collettività. È giusto chiedersi se sia davvero questo il modo migliore di utilizzare tempo e risorse pubbliche.
Non possiamo inoltre ignorare il dato politico della seduta odierna: l’assenza di tre consiglieri dell’opposizione avrebbe comunque reso più difficile raggiungere i numeri necessari per affrontare e approvare le altre proposte di decadenza. Per questo il differimento rischia di apparire, politicamente, come un ulteriore allungamento di una vicenda che sembra non trovare mai una conclusione.
I cittadini meritano un Consiglio comunale che discuta di politica, non che rimanga prigioniero delle proprie contrapposizioni.
È tempo di chiudere questa pagina e tornare alla politica vera: quella delle idee, dei problemi da risolvere e delle risposte da dare alla città.
Perché quando il confronto politico scivola negli attacchi personali e nelle continue contrapposizioni, a perdere non è una parte politica: a perdere è la credibilità delle istituzioni e, soprattutto, la fiducia dei cittadini nella politica”.
Intanto arriva la risposta del presidente del Consiglio Comunale Alberto Mazzeo
“Ho letto l’articolo che raccoglie un comunicato posticcio della Consigliera Desideri. Risulta di assoluta evidenza che la Consigliera non ha sentito, ovvero mente sapendo di mentire.
Il presidente del consiglio comunale Di Trapani non ha accolto la pregiudiziale posta dal consigliere comunale Fileccia , ma ha rinviato i lavori d’aula in quanto ben tre segretari comunali, sebbene incaricati e tenuti a partecipare al consiglio comunale, non si sono presentati ancorché avanzando delle giustificazioni.
Orbene, nella continua caccia al colpevole e nello sdoganamento da parte di alcuni consiglieri di termini epiteti ed offese non consoni all’istitutuzione rappresentata, dare la colpa al presidente del consiglio comunale di Di Trapani denota una non onestà intellettuale che non fa onore alla Consigliera autrice del comunicato stesso”.