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    Camera Penale di Trapani e Marsala «Si intervenga subito contro l’emergenza carceraria al Pietro Cerulli»
    Laura Spanò6 Novembre 2026 - Cronaca
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    Trapani -Un giovane detenuto di 26 anni si è tolto la vita all’interno della Casa circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani. Una tragedia che riaccende i riflettori sulla drammatica situazione del carcere di Trapani il Pietro Cerulli, ma più in generale delle carceri italiane e sulle condizioni di vita dei detenuti. Una criticità tra l’altro evidenziata di recente da una protesta attuata da una settantina di detenuti della sezione “Mediterraneo” della stessa casa circondariale.  Immagini e voci che poi hanno travalicato le mura del penitenziario e sono rimbalzate sui social  grazie a un cellulare entrato illegalmente nel penitenziario.

    A esprimere profondo sconforto e indignazione è la Camera Penale di Trapani, che sottolinea come l’ennesimo suicidio non possa essere considerato un episodio isolato, ma rappresenti il segnale di una crisi più ampia, caratterizzata da sovraffollamento, carenza di assistenza psicologica e condizioni detentive spesso incompatibili con il rispetto della dignità umana.

    Secondo i dati riportati dalla Camera Penale, con quest’ultimo episodio salgono a 57 i suicidi registrati negli istituti penitenziari italiani dall’inizio del 2026.

    La situazione era già stata denunciata lo scorso 5 agosto, quando la Camera Penale di Trapani aveva aderito all’iniziativa nazionale “Ristretti in agosto”, promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI). In quell’occasione, gli avvocati avevano avuto modo di entrare nelle celle, incontrare i detenuti e constatare direttamente le criticità degli istituti penitenziari.

    Tra i problemi evidenziati dalla Camera Penale, che sono poi gli stessi gridati a gran voce dai detenuti, ma sottolineati anche dagli agenti della polizia penitenziaria: il sovraffollamento, la carenza di supporto psicologico e il degrado degli spazi destinati alla vita quotidiana dei detenuti. Condizioni che, secondo la Camera Penale, compromettono il rispetto dei diritti fondamentali e la funzione rieducativa della pena sancita dalla Costituzione.

    Da qui l’appello affinché si intervenga senza ulteriori ritardi per affrontare l’emergenza carceraria, garantendo condizioni detentive dignitose, rafforzando i servizi di assistenza psicologica e promuovendo riforme concrete per tutelare la salute, i diritti e soprattutto la vita delle persone recluse.

    «È più che mai necessario intervenire», è il messaggio della Camera Penale, che richiama le istituzioni alla responsabilità di fronte a una situazione che continua a provocare conseguenze drammatiche.

    La Camera Penale di Marsala

    Sulla tragedia è intervenuta anche la Camera Penale di Marsala, che in una nota ha espresso cordoglio per la scomparsa del giovane e ha rinnovato l’appello alle istituzioni affinché vengano affrontate con urgenza le numerose criticità della struttura penitenziaria. Dopo la morte del detenuto di 26 anni al Pietro Cerulli, l’avvocatura richiama l’attenzione sulle criticità dell’istituto penitenziario: sovraffollamento, disagio psicologico e carenze nell’assistenza. La morte del giovane detenuto suscita profondo dolore e riaccende i riflettori sulle condizioni del carcere trapanese.

    Nel rispetto degli accertamenti avviati dall’Autorità giudiziaria, chiamata a chiarire le circostanze del decesso, la Camera Penale sottolinea come questa ennesima tragedia imponga una riflessione seria sulle condizioni di vita all’interno degli istituti penitenziari.

    «Non possiamo continuare ad assistere in silenzio a una realtà penitenziaria sempre più drammatica», evidenzia l’organismo forense, richiamando l’attenzione sul sovraffollamento, sul disagio psicologico, sulle carenze strutturali e sulle difficoltà nel garantire un’adeguata assistenza alle persone detenute.

    Nel documento vengono ricordate anche le recenti proteste verificatesi all’interno del carcere di Trapani e le criticità più volte denunciate dal personale della Polizia penitenziaria. Elementi che, secondo la Camera Penale di Marsala, restituiscono il quadro di una situazione che necessita di attenzione immediata e di interventi concreti.

    La Camera Penale ricorda di avere già avuto modo di constatare e denunciare le difficili condizioni dell’istituto trapanese, ribadendo che la privazione della libertà personale non può mai comportare la perdita della dignità, della salute e della speranza.

    Un richiamo anche ai principi sanciti dalla Costituzione, secondo cui la pena deve tendere alla rieducazione del condannato e non può tradursi in trattamenti contrari al senso di umanità.

    «Ogni suicidio in carcere rappresenta una sconfitta per l’intero sistema penitenziario», si legge nella nota, che sollecita risposte non più rinviabili: interventi strutturali, un’effettiva prevenzione del rischio suicidario, un adeguato sostegno psicologico e condizioni detentive rispettose della dignità umana.

    La Camera Penale di Marsala conclude esprimendo vicinanza e cordoglio alla famiglia del giovane detenuto e rinnovando l’appello alle istituzioni competenti affinché la situazione del carcere di Trapani venga affrontata con la massima urgenza e responsabilità.

    «Il carcere non può essere un luogo nel quale si perde, insieme alla libertà, anche la speranza di vivere».

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