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    Morti sul lavoro, 823 vittime in Italia nei primi nove mesi del 2026: Sicilia in zona rossa. Cresce del 11,8% la mortalità femminile
    Redazione5 Novembre 2026 - Cronaca
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    Palermo – Sono aumentati del  5% i decessi sul lavoro, rispetto allo stesso periodo del 2025. A registrare livelli di rischio più elevati il Mezzogiorno, con Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania nella fascia di maggiore criticità. Allarme anche per i lavoratori stranieri: il rischio di morte è oltre tre volte superiore rispetto a quello degli italiani. Si tratta di un bilancio sempre più preoccupante quello degli infortuni mortali sul lavoro in Italia.

    Nei primi nove mesi del 2026 si contano 823 vittime, 39 in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un incremento del 5%. È quanto emerge dall’elaborazione dei dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, aggiornati a settembre 2026.

    Dei 823 decessi registrati, 595 sono avvenuti in occasione di lavoro, con un aumento del 3,5%, mentre 228 si sono verificati in itinere, ovvero durante il tragitto casa-lavoro, con una crescita del 9,1%.

    A preoccupare la distribuzione territoriale del rischio. Le quattro regioni italiane collocate in zona rossa sono tutte nel Mezzogiorno: Sicilia, Calabria, Basilicata e Campania. Si tratta delle aree in cui l’incidenza degli infortuni mortali supera del 25% la media nazionale, fissata a 24,7 decessi ogni milione di lavoratori.

    In zona arancione figurano Puglia, Piemonte, Liguria, Veneto e Trentino-Alto Adige. La zona gialla comprende Marche, Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna, Umbria, Molise e Lazio. In zona bianca, con un’incidenza inferiore al 75% della media nazionale, si trovano invece Lombardia, Valle d’Aosta, Abruzzo e Friuli-Venezia Giulia.

    La Sicilia tra le regioni a maggiore rischio

    Il dato siciliano assume particolare rilievo nel quadro nazionale. L’Isola rientra infatti tra le quattro regioni con il più elevato indice di rischio di mortalità sul lavoro. Nei primi nove mesi dell’anno sono 55 le vittime registrate in occasione di lavoro, un dato che colloca la Sicilia al quarto posto in Italia per numero assoluto di decessi, dopo Lombardia (84), Campania (60) e Veneto (58).

    La fotografia evidenzia una situazione particolarmente critica per il Sud, dove il rischio di morte sul lavoro continua a rappresentare una delle principali emergenze in materia di sicurezza.

    Aumentano le vittime tra le donne e gli stranieri

    Altro elemento di forte preoccupazione la mortalità femminile. Da gennaio a settembre 2026 sono 76 le donne decedute in seguito a infortuni sul lavoro, otto in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con un incremento dell’11,8%.

    Di queste, 43 hanno perso la vita durante lo svolgimento dell’attività lavorativa, con un aumento del 30,3%, mentre 33 sono decedute in itinere.

    Ancora più marcato l’incremento tra i lavoratori stranieri. Le vittime sono state 221, contro le 171 registrate nei primi nove mesi del 2025, con una crescita del 29,2%. Il rischio di morte raggiunge quota 61,5 decessi ogni milione di occupati stranieri, contro i 20,3 degli italiani: un’incidenza oltre tre volte superiore.

    Costruzioni e trasporti i settori più pericolosi

    L’analisi per comparti produttivi individua nelle Costruzioni il settore con il maggior numero di vittime in occasione di lavoro: 101 decessi. Seguono Trasporto e Magazzinaggio, con 80 morti, e Attività Manifatturiere, con 73.

    Particolarmente esposti anche i lavoratori più anziani. L’incidenza più elevata si registra tra gli over 65, con 85,4 decessi ogni milione di occupati. Seguono la fascia tra i 55 e i 64 anni (37,1) e quella tra i 15 e i 24 anni (34,3). In termini assoluti, tuttavia, sono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni a registrare il maggior numero di vittime: 208.

    Oltre 457 mila denunce di infortunio

    Il quadro degli incidenti sul lavoro è aggravato anche dall’aumento delle denunce. Alla fine di settembre 2026 sono state registrate complessivamente 457.879 denunce di infortunio, il 5% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.

    Il maggior numero di denunce in occasione di lavoro riguarda le Attività Manifatturiere (52.839), seguite da Sanità (29.082), Costruzioni (28.430), Commercio (25.688) e Trasporto e Magazzinaggio (25.524).

    L’allarme dell’Osservatorio Vega

    «Il bilancio delle vittime sul lavoro in Italia continua ad aggravarsi», sottolinea l’ingegnere Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega.

    Secondo Rossato, le differenze territoriali e quelle legate alle categorie di lavoratori evidenziano come il fenomeno non colpisca tutti allo stesso modo. Particolarmente allarmanti risultano la situazione del Mezzogiorno, il rischio elevato per i lavoratori stranieri e l’incremento della mortalità femminile.

    Un quadro che, secondo l’Osservatorio, richiede un’attenzione sempre maggiore da parte delle istituzioni e di tutti i soggetti coinvolti nella tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

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