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    Gaspare D’Aguanno: “Cattura evaso, risultato ottimo, se si considera la grave carenza di organico”
    Donato Capece: "Ora basta emergenze"
    Redazione13 Luglio 2026 - Cronaca
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  • Cronaca

    Trapani – “La tempestiva cattura del detenuto evaso domenica durante un accompagnamento sanitario dimostra, ancora una volta, la straordinaria professionalità, il senso del dovere e lo spirito di appartenenza della Polizia Penitenziaria”.

    Lo afferma il segretario provinciale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, Gaspare D’Aguanno, all’indomani dell’evasione conclusasi positivamente con l’arresto del fuggitivo poche ore dopo nei pressi del nosocomio dove aveva tentato di far perdere le proprie tracce.

    La vicenda

    Elude i controlli e scappa, ma dopo circa quattro ore di ricerche viene arrestato. È accaduto ieri attorno alle 11. Protagonista un detenuto che eludendo i controlli a cui era sottoposto è fuggito via dal pronto soccorso del Sant’Antonio Abate di Trapani. Mariano Farina, palermitano detenuto per reati comuni, era recluso nel reparto “Adriatico” del Pietro Cerulli. Domenica mattina era stato accompagnato urgentemente al pronto soccorso perchè aveva detto agli agenti di avere ingerito una lametta. Arrivato nell’area di emergenza era riuscito ad eludere i controlli ed era fuggito via. Scattato l’allarme sono stati fatti rientrare tutti gli agenti a riposo ed è partita una massiccia caccia all’uomo. Attorno alle 15,30 due agenti in borghese della penitenziaria hanno rintracciato Farina mentre furtivamente usciva da una villetta disabitata in via Fratelli Aiuto a pochi metri dal Sant’Antonio. Il giovane rassicurato dal fatto che pochi istanti prima era passata una volante della Polizia di Stato ma non si era fermata, è uscito fuori ma ha trovato gli agenti della penitenziaria che intuendo che non poteva essersi allontanato, stavano perlustrando la zona. Il detenuto non ha opposto resistenza ed è stato ricondotto in carcere.

    Gaspare D’Aguanno

    Per D’Aguanno, il risultato ottenuto assume un valore ancora maggiore “se si considera la grave carenza di organico che continua a penalizzare il carcere di Trapani. Una situazione ormai non più sostenibile, rispetto alla quale il Ministero della Giustizia e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria devono intervenire senza ulteriori rinvii”. “Il primo sentimento è di sincera gratitudine e di profondo apprezzamento nei confronti di tutto il personale della Casa circondariale di Trapani. Agli agenti in servizio e, soprattutto, ai tanti colleghi liberi dal servizio che, senza alcuna esitazione, hanno immediatamente raggiunto il Reparto per prendere parte alle ricerche dell’evaso. La loro risposta è stata esemplare e testimonia il forte spirito di corpo che anima le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria. Compattezza, solidarietà, professionalità e capacità operativa hanno consentito di assicurare nuovamente il detenuto alla giustizia in tempi rapidissimi”.

    Il SAPPE evidenzia tuttavia che l’episodio ripropone con forza una criticità ormai strutturale del sistema penitenziario.

    “Le traduzioni per visite mediche, ricoveri e accertamenti sanitari esterni continuano ad assorbire quotidianamente decine di appartenenti alla Polizia Penitenziaria, sottraendo personale ai servizi di sicurezza interna degli istituti. È un meccanismo che aggrava una situazione già compromessa da organici insufficienti, sovraffollamento e crescente complessità della gestione detentiva”.

    Donato Capece segretario generale Sappe

    Per il segretario generale del Sappe, Donato Capece, “questa vicenda conferma la fondatezza delle nostre denunce. Da anni sosteniamo che la soppressione della sanità penitenziaria e il trasferimento della gestione sanitaria alle Aziende Sanitarie Locali hanno prodotto gravi ricadute sull’organizzazione del servizio e sulla sicurezza. Occorre ripensare il sistema, individuando soluzioni che garantiscano il diritto alla salute dei detenuti senza depauperare quotidianamente le risorse operative della Polizia Penitenziaria. La sicurezza non può continuare ad essere la variabile dipendente di un modello che ha mostrato tutti i suoi limiti”.

    Il dirigente lancia quindi un duro richiamo alle istituzioni

    “Non servono più analisi, convegni o tavoli tecnici. Le criticità sono note da tempo. Servono decisioni immediate, investimenti concreti e assunzioni straordinarie. Servono regole certe, strumenti adeguati e una chiara volontà politica di restituire autorevolezza allo Stato dentro le carceri. Oggi, troppo spesso, gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria vengono lasciati soli ad affrontare aggressioni, rivolte, incendi, tentativi di evasione e una quotidianità operativa sempre più difficile. Il Sappe ribadisce che la misura è ormai colma. Non è più accettabile pretendere sacrifici continui da un personale ridotto allo stremo, costretto a garantire sicurezza e legalità con organici insufficienti e turni sempre più gravosi. La brillante conclusione dell’evasione di Trapani dimostra ancora una volta che la Polizia Penitenziaria c’è, risponde ed è all’altezza del proprio compito. Adesso deve essere lo Stato a dimostrare di essere all’altezza della Polizia Penitenziaria, assumendo finalmente decisioni concrete per mettere in sicurezza il sistema penitenziario italiano”.

     

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