Cronaca
Palermo – Ha un nome ed un volto l’uomo che ordinato di seminare il panico nel palermitano per gli investigatori sarebbe Salvatore Verga, 35 anni, in atto in carcere. Sarebbe partito da lui l’ordine di seminare il panico in città e nel suo hinterland. E’ in corso allo Zen e nel mandamento San Lorenzo Tommaso Natale il blitz dei carabinieri coordinati dalla Procura guidata da Maurizio de Lucia. Eseguite 22 ordinanze (15 i fermi, 7 erano già detenuti)
Tra i vertici, Salvatore Verga, che dal carcere di Trani dove si trova detenuto, avrebbe comandato alla manovalanza dello Zen 2 alcuni dei raid che hanno distrutto vetrine, automobili, autolavaggi e piazzato le bottiglie che pubblicizzavano il pizzo, marca «5.000», come gli euro che i commercianti avrebbero dovuto corrispondere a titolo di messa a posto agli esattori delle famiglie mafiose. Verga dal carcere, avrebbe gestito pure un giro di droga. Nel corso della notte è stato notificato il fermo ai genitori, Gaetano Verga e Maria Claudino, che abitano alla Marinella dov’è stato arrestato anche Matteo Salamone, uno dei picciotti che riscuotevano il pizzo.
Davanti a dieci tra locali e negozi a Tommaso Natale e Sferracavallo vengono trovate 10 bottigliette (una per ogni locale) con la benzina e il pizzino che indicava la cifra da pagare. poi vengono date alle fiamme 11 barche nel rimessaggio della Icone marine di Isola delle Femmine.
Di seguito il raid al deposito di Sicily by car in via San Lorenzo: 30 colpi di kalashnikov contro le auto parcheggiate.
Si continua con l’incendio all’autolavaggio del Q8 di viale Lanza di Scalea. Ad aprile tornano ancora le scariche di kalashnikov: contro l’autorimessa di via Sferracavallo dei fratelli Natoli, e contro il ristorante Il Brigantino, che aveva già ricevuto la bottiglietta con la benzina a novembre.
Ma nel frattempo i picciotti si davano da fare con un’altra serie di attentati: ad una macelleria, un panificio un bar e una pizzeria. Bottigliette sono state lasciate davanti a otto lidi a Isola delle Femmine, poi i devastanti attentati nei confronti della Sicily by car e le tre intimidazioni al bar Chéri.
Insomma Verga aveva trovato una manovalanza pronta a prendersi con la brutalità la città e a distruggere le forze economiche sane. Ma dopo mesi di indagini alla fine i carabinieri sono riusciti a fare terra bruciata attorno alla banda e stanotte gli arresti.