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    Alcamo truffe alle assicurazioni. La decisione del Gip. Niente carcere per l’avvocato Ruvolo
    Redazione4 Luglio 2026 -
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  • tribunale trapani

    Trapani – Arrivano le decisioni del Gip Massimo Corleo per la vicenda giudiziaria relativa alla maxi truffa per ottenere indennizzi risarcitori a fronte di inesistenti incidenti stradali. Ventinove le persone coinvolte.  Il carcere era stato chiesto per due indagati tra i quali l’avvocato alcamese Ubaldo Ruvolo che secondo l’accusa, sarebbe stato a capo di una organizzazione che simulava incidenti stradali per truffare le assicurazioni.

    Il gip respingendo la richiesta della custodia cautelare in carcere avanzata dalla Procura di Trapani, che ha coordinato le indagini, ha disposto per  l’avvocato alcamese Ubaldo Ruvolo, l’obbligo di dimora e divieto temporaneo di esercitare la professione di avvocato per un anno. Durante l’interrogatorio di garanzia, durato circa nove ore, Ruvolo ha risposto a tutte le domande dei magistrati respingendo ogni addebito.

    Il Gip Corleo per Vittorio Calabria sul quale il pm aveva chiesto la custodia in carcere, ha disposto il divieto di svolgere per un anno l’attività professionale di gestione di un’agenzia assicurativa. Per Francesco Borromeo: obbligo di dimora ad Alcamo, dove risiede. Per lui è stato disposto anche l’obbligo di presentazione alla caserma dei carabinieri il lunedì, mercoledì, venerdì e sabato, dalle 11 alle 11:30. Per Giuseppe Amodeo: sottoposto alla stessa misura di Borromeo.

    Il gip ha respinto le richieste del pm (che a vario titolo chiedeva arresti domiciliari e obblighi di dimora) nei confronti degli altri 25 soggetti finiti sotto inchiesta, che rimangono comunque indagati a piede libero.

    Durante l’interrogatorio di garanzia, durato circa nove ore, Ruvolo ha risposto a tutte le domande dei magistrati respingendo ogni addebito.

    Le indagini dei carabinieri di Alcamo sono partite da un esposto presentato quattro anni per conto dell’Unipol Sai dall’avvocato trapanese Giacomo Esposito, al quale sono seguite altre querele.  La denuncia dei falsi sinistri ha toccato diverse città: Alcamo, Buseto, Castellammare, Castelvetrano, Partinico, Capaci e Palermo. Le indagini comprendono un lasso di tempo che va dal giugno del 2024 a maggio 2025.

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