Cronaca
Trapani – Si sono conclusi ieri sera attorno a mezzanotte gli interrogatori preventivi di garanzia nell’ambito della maxi inchiesta della Procura di Trapani sulla presunta organizzazione dedita alle frodi assicurative. Principale indagato l’avvocato Ubaldo Ruvolo, alcamese di 57 anni, interrogato per quasi nove ore dal gip del Tribunale di Trapani, Massimo Corleo, e dal pubblico ministero Andrea Tarondo. Il professionista ha risposto a tutte le domande dei magistrati.
Per la Procura di Trapani, Ruvolo dal suo studio legale di viale Italia ad Alcamo, avrebbe coordinato pratiche, testimoni, presunte vittime e richieste di risarcimento per falsi incidenti stradali. L’indagato ha però contestato tutti i capi di imputazione e spiegato ogni iniziativa legale intrapresa legata alle denunce dei sinistri. Ruvolo ha respinto ogni accusa, definendo “infondate” le contestazioni.
Sono complessivamente 29 gli indagati, accusati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione in atti giudiziari, falsa testimonianza e truffa.
Ad assistere Ruvolo, gli avvocati Pietro Riggi e Antonio Turrisi. I due legali hanno depositato una serie di documenti per dimostrare l’infondatezza delle accuse e chiesto l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare, sostenendo che non sussistano più le esigenze cautelari.
Per sapere le decisioni del gip bisognerà attendere una decina di giorni, anche alla luce della conclusione degli interrogatori degli altri indagati. La maggior parte di loro si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Oggi era previsto l’interrogatorio dell’avvocato Giuseppe Coraci, assistito dal legale Vincenzo Abate.
La misura della custodia cautelare in carcere è stata richiesta solo per Ubaldo Ruvolo e Vittorio Calabria.
Nell’ordinanza viene ricostruita una serie di episodi legati alle presunte truffe sui falsi sinistri stradali: contestazioni ancora tutte da verificare nel contraddittorio processuale.