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    Arrestato in flagranza l’ex medico Francesco Burrafato
    Al momento si scava nel giardino della villetta
    Laura Spanò19 Giugno 2026 - Cronaca
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  • Cronaca

    Erice  – Nel corso della perquisizione disposta dalla Dda di Palermo nella casa di Erice CasaSanta,  il medico di Castelvetrano Francesco Burrafato, 85 anni, accusato di favoreggiamento aggravato alla mafia, è stata trovata una
    pistola con matricola abrasa.Al momento nel giardino di questa villetta un escavatore dei vigili del fuoco sta effettuando uno scavo alla ricerca di documenti e altri che potrebbero essere appartenuti all’ormai deceduto boss Matteo Messina Denaro

    Burrafato è stato arrestato in flagranza per detenzione abusiva di arma da fuoco. Il provvedimento cautelare è stato disposto dai pm di Trapanicompetenti per territorio.

    La pistola verrà esaminata per accertare se sia stata usata per fatti di sangue.Secondo gli inquirenti Burrafato, legato da anni alla famiglia Messina Denaro, sarebbe stato l’uomo, indicato nei pezzini dell’ex latitante, come Parmigiano. A lui la sorella del boss Rosalia avrebbe dovuto chieder 40mila euro per conto del fratello. (Foto Laura Spanò)

    L’indagine è coordinata dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia e dai pm Gianluca De Leo e Piero Padova e si
    inserisce nell’ambito degli accertamenti sulla rete che ha protetto la latitanza di Matteo Messina Denaro.
    Secondo gli inquirenti, Burrafato sarebbe il personaggio indicato nelle lettere del boss come «Parmigiano».

    Burrafato e alcuni dei suoi familiari, secondo gli investigatori, avrebbero avuto, nel tempo, rapporti assidui con i Messina Denaro. Nel 1988 il dottore fu anche consulente di parte per l’autopsia di don Ciccio, il capomafia padre di Matteo Messina Denaro trovato morto in campagna mentre era latitante. Diverse le foto, poi, che lo vedono ritratto nell’album di famiglia. A parlare dei rapporti di Burrafato con i Messina Denaro è stato inoltre il collaboratore di giustizia Angelo Siino.
    Dalle indagini era emerso che già tra il 2013 e il 2014 Rosalia Messina Denaro e i suoi figli Francesco e Maria
    Guttadauro avevano chiesto denaro all’indagato con messaggi ambigui.

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