Cronaca
Trapani – Sono 18 i provvedimenti antimafia disposti dalla prefettura da gennaio ad oggi, e 23 le richieste concluse con esito interdittivo nella Banca Dati Nazionale Antimafia, per contrastare il rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico provinciale.
Il bilancio, evidenzia l’intensa attività di monitoraggio e prevenzione finalizzata a tutelare le imprese sane, garantire la libera concorrenza e preservare il corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione, effettuato dagli uffici della prefettura del capoluogo.
Alcamo. Disposte tre misure di prevenzione collaborativa nei confronti di altrettante imprese agricole e un diniego di iscrizione nelle white list per una ditta del settore movimento terra con sede nella stessa città. La prevenzione collaborativa rappresenta uno strumento che consente alle aziende di proseguire l’attività sotto un regime di particolare controllo e accompagnamento, evitando il rischio di infiltrazioni mafiose.
Le altre misure interdittive riguardano imprese con sede nei comuni di Trapani, Buseto Palizzolo, Campobello di Mazara, Marsala e Mazara del Vallo. In particolare hanno riguardato un’associazione culturale e numerose attività economiche attive in differenti settori: dalla panificazione alla ristorazione, dalla vendita di frutta e verdura all’allevamento di ovini e caprini, passando per la coltivazione di cereali da foraggio, i lavori edili, il settore dei corrieri e le sale giochi.
Le attività l’importante ruolo esercitato dalla Prefettura quale coordinatrice del Gruppo Interforze Antimafia, e che hanno l’obiettivo di salvaguardare l’ordine pubblico economico, garantire condizioni di libera e leale concorrenza tra le imprese e assicurare il corretto funzionamento della Pubblica Amministrazione e la dignità dei lavoratori. L’attività del 2026 si inserisce nel solco di quella già svolta lo scorso anno.
Nel 2025 la Prefettura di Trapani aveva emesso cinquantasei provvedimenti interdittivi, determinando
la chiusura con esito interdittivo sulla piattaforma BDNA di settanta richieste prodotte sulla BDNA, tra i quali due provvedimenti di diniego di iscrizione nelle white list e due provvedimentidi prevenzione collaborativa sul conto di una cantina sociale e di un’impresa nel settore immobiliare. I restanti provvedimenti hanno interessato ditte operanti in vari settori: servizi funerari e cimiteriali, ristorazione costruzione di edifici, della vendita all’ingrosso di frutta e verdura e nel settore dell’allevamento e della pastorizia, trasporto di merci. Le ditte in esame hanno sede a Trapani, Alcamo, Calatafimi Segesta, Castelvetrano, Marsala, Mazara del Vallo, Petrosino. L’attività della Prefettura rientra nel quadro delle collaborazioni istituzionali con e le Autorità Giudiziarie di Palermo, Trapani, Marsala e Sciacca per il rafforzamento delle
strategie di prevenzione antimafia nell’ambito del protocollo operativo sottoscritto con le stesse Autorità Giudiziarie dalla Prefettura di Trapani il 5 marzo 2025.