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    Il costituente Di Vita
    2 Giugno, il ricordo del deputato Pri
    Rino Giacalone2 Giugno 2026 - Attualità
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    Trapani – di Rino Giacalone – La sua vita fu legata in modo indissolubile al 2 Giugno. Francesco De Vita, marsalese, è stato uno dei pochi deputati trapanesi (Bernardo Mattarella, Rocco Gullo e Virgilio Nasi) eletti quel 2 Giugno del 1946 a far parte dell’Assemblea Costituente. La sua vita ebbe prematura fine proprio il 2 giugno, era il 1961, quando aveva appena 48 anni. Morì a Lucerna, in Svizzera, nel momento più rigoglioso, si legge nelle cronache dell’epoca, della sua attività parlamentare. Era un europeista convinto, fece parte del Consiglio d’Europa e dell’assemblea parlamentare europea. Ultimo suo impegno la riunione a Strasburgo di una delle prime assemblee della CECA, Comunità europea del carbone e dell’acciaio.

    In questa prossima celebrazione del 2 Giugno e degli 80 anni dell’Assemblea Costituente e della nascita della Repubblica, va riconosciuto come il nome del “Repubblicano” Francesco De Vita, per quindici anni fu il deputato più giovane del più antico partito d’Italia, il Partito Repubblicano, è tra quelli scolpiti nella storia di questa provincia.

    L’eredità

    La sua eredità è raccolta negli atti parlamentari di Montecitorio, dive fece parte della commissione cosiddetta dei 75 , che ebbe il compito di scrivere la Costituzione Italiana. Alla battaglia per la nascita della Repubblica, l’impegno di Francesco De Vita è di quelli che se riletti in ogni suo passaggio mantengono una incredibile attualità. Certi pericoli che De Vita aveva bene individuato non sono tutti dissolti, a cominciare dai diritti dei cittadini a vivere con dignità e senza disuguaglianze.

    Le origini

    Figlio di un agricoltore di Petrosino, è stato studente dell’istituto tecnico di Trapani. Si laureò in Economia e Commercio ed entrò a far parte dell’ufficio studi e legislativo del ministero delle Finanze. E’ stato sottosegretario alle Poste nel IV governo De Gasperi, oltre che alla Costituente, venne eletto alla Camera nelle elezioni del 1948, del 1953 e del 1958. Oggi è viva questa sua testimonianza pronunciata in Parlamento: “La formazione della Repubblica non deve diminuire ma accrescere la libertà, deve svilupparne la coscienza, deve assicurarne l’esistenza. L’alienazione dell’uomo allo Stato è per me un artificio logico assai pericoloso. Nessun diritto i cittadini devono abbandonare, ma, nell’ordinamento sociale e politico della Repubblica, debbono trovare l’ambiente adatto all’esercizio di tutti i diritti.”

    De Vita: l’uomo prima che il politico. Così viene ricordato sulle pagine di un antico settimanale locale, il “Trapani Nuova”: “.. riconoscibile sempre per la sua spartana rettitudine ed onestà, innata regola di vita, mai abbandonata”.

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