Cronaca
Villagrazia di Carini (Palermo) – Si apprendono nuovi particolari su quello che ormai è chiaramento un atto doloso nei confronti dell’imprenditore della Sicily by Car, Tommaso Dragotto a cui nella notte sono state date alle fiamme una ventina di automobili, dieci delle quali completamente andate distrutte, che si trovavano nella nuova struttura inaugurata appena venti giorni fa.
Chiaro il messaggio che arriva dallo stesso imprenditore: «Abbiamo visto le immagini dei sistemi di videosorveglianza. Ci sono tre giovani che scavalcano la ringhiera gettano benzina sulle auto e fuggono via. In tre minuti hanno dato fuoco alle auto. Comunque io non mi piego e nessuno è venuto mai a chiedermi qualcosa».
Le indagini sono condotte dai carabinieri che hanno già acquisito il video ripreso dalle telecamere dello showroom.
«Ribadisco, non mi è arrivata alcuna richiesta e se dovesse arrivare non avranno mai nulla – aggiunge Dragotto – sono molto sereno e lieto della solidarietà che sto ricevendo in queste ore».
Dopo la solidarietà di Schifani arriva anche quella del presidente della Commissione regionale Antimafia Antonello Cracolici.
«Esprimo sdegno per l’incendio della notte scorsa ai danni della Sicily by car. Alla società e ai lavoratori va la mia solidarietà. Oggi più che mai è necessario rilanciare un impegno corale contro il racket. La commissione Antimafia è al fianco degli imprenditori e delle attività economiche e per questo domani ci riuniremo nella borgata marinara di Sferracavallo, insieme a sindaci, cittadini, organizzazioni di categoria delle imprese, associazioni antimafia e antiracket. Occorre costruire una solidarietà diffusa della società civile contro le vittime di estorsione».
«La scorsa notte un grave attentato incendiario ha colpito la sede di Villagrazia di Carini della Sicily by car dell’imprenditore Tommaso Dragotto, inaugurata soltanto pochi giorni fa. A nome nostro esprimiamo piena vicinanza, solidarietà e sostegno all’azienda, ai lavoratori e alla famiglia Dragotto per quanto accaduto. Si tratta di un episodio gravissimo che non può e non deve essere sottovalutato».
«Esprimo la mia solidarietà a Tommaso Dragotto e a tutta la famiglia di Sicily by Car per quanto accaduto. Saranno gli investigatori a chiarire natura e responsabilità dell’episodio, ma è impossibile non cogliere il clima di crescente tensione che Palermo sta vivendo negli ultimi mesi. Troppi episodi, troppo ravvicinati, stanno alimentando preoccupazione e riportano alla memoria stagioni che questa terra ha pagato a caro prezzo. È un sentimento che non possiamo permetterci di sottovalutare, soprattutto quando a essere colpiti sono imprenditori che hanno scelto di investire, creare lavoro e restare in Sicilia. La nostra città e la nostra regione hanno il dovere di respingere con forza qualsiasi tentativo di intimidazione, violenza o ritorno alla paura. Palermo non può ripiombare in un clima che ricorda gli anni più difficili della sua storia. A Tommaso Dragotto rinnovo la mia vicinanza personale e istituzionale, con l’auspicio che si faccia rapidamente piena luce sull’accaduto e che questa escalation di episodi possa fermarsi prima che diventi un segnale ancora più allarmante per tutta la comunità»