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Trapani – Il collegamento ferroriario Trapani Via Milo/ Palermo, continua ad essere una delle incompiute della provincia.
I lavori di ripristino della linea ferroviaria Palermo-Trapani via Milo, interessano la tratta compresa tra Alcamo diramazione e Trapani per circa 47 km. I lavori avrebbero dovuto restituire al territorio del Trapanese un collegamento ferroviario più efficiente e diretto. Il collegamento è interrotto infatti dal febbraio 2013 per una serie di movimenti franosi che si erano verificati lungo la stessa linea ferrata che avevano provocato notevoli disagi all’utenza. Ad oggi però l’opera rimane solo un “sogno” per gli utenti che apprezzerebbero il ritorno in funzione di questo collegamento da Trapani con il capoluogo di Regione.
L’aggiudicazione, dei lavori da parte del commissario straordinario Filippo Palazzo, all’Ati Ricciardello-Sigenco cui spetta anche il compito della progettazione esecutiva dell’intervento risale al 2022. Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) ha poi consegnato alle ditte aggiudicatarie l’appalto di progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori per la linea ferroviaria Palermo – Trapani via Milo.
Sulla vicenda è intervenuto il deputato trapanese del M5S Cristina Ciminnisi promotore della seduta della IV Commissione mobilità e trasporti dell’ARS convocata per fare chiarezza sul ripristino della linea ferroviaria via Milo.
«Dopo tredici anni di interruzione della tratta Trapani-Palermo via Milo, in Commissione non abbiamo ottenuto una sola certezza. Nessun cronoprogramma attendibile, nessuna data definitiva, nessuna assunzione di responsabilità. Solo risposte vaghe, approssimative e persino contraddittorie da parte dell’assessore Aricò. È la fotografia del disastro gestionale che circonda il progetto. Un fatto gravissimo».
«La cosa più scandalosa – afferma Ciminnisi– è che RFI, cioè il soggetto responsabile dell’infrastruttura ferroviaria e dei lavori, non si sia nemmeno presentata in audizione. Un’assenza che rappresenta una mancanza di rispetto istituzionale intollerabile verso il Parlamento siciliano e verso i cittadini trapanesi che attendono da oltre un decennio il ripristino della linea».
«Dall’assessore Aricò – continua Ciminnisi – sono arrivate solo informazioni frammentarie e incerte. I ritardi sarebbero legati a varianti per condotte idrauliche emerse durante gli scavi e mai riportate nelle mappe progettuali. Una sarebbe stata ritenuta dalla Soprintendenza di Trapani di elevato valore storico; l’altra sarebbe ancora attiva e servirebbe un centro abitato che però l’assessore non è stato nemmeno in grado di indicare. Siamo davanti a un livello di approssimazione incompatibile con opere pubbliche finanziate con decine di milioni di euro».
«È la fotografia di una gestione disastrosa: tredici anni di attesa e ancora oggi non esistono certezze sul completamento dei lavori. L’unica cosa che sembra emergere con chiarezza, e che forse si può considerare una buona notizia, è che il sottopasso ferroviario di Trapani probabilmente non si farà. E c’è ancora chi parla di Ponte sullo Stretto quando in Sicilia non si riesce nemmeno a capire dove porti una condotta idrica sconosciuta alle mappe. Siamo oltre il paradosso, siamo al teatro dell’assurdo».