Politica
Trapani – di Rino Giacalone – A Palazzo Cavarretta la crisi sembra essere scoppiata dentro i gruppi dell’opposizione nonostante l’arrivo sui banchi consiliari della minoranza dei due consiglieri centristi, di fede turaniana, Giovanni Carpinteri e Alberto Mazzeo, eletti nella lista “Trapani Tua”, che hanno rotto il patto elettorale, che resisteva dal 2018, col sindaco Giacomo Tranchida. Per molti loro costituivano una contraddizione politica, alla quale però è stata messa la parola fine. Il documento politico uscito lunedì sera è la prova che si tratta di motivazioni che appaiono dettate più da strategie esterne che dall’interesse della città. Tanto che la crisi oggi pare non appartenere alla Giunta nonostante abbia perso un partner politico.
Sulla carta l’opposizione adesso conta 12 consiglieri, uno in più della oramai ex maggioranza. Ma non riesce a festeggiare. La posizione politica assunta da Mazzeo e Carpinteri è stata netta nel separarsi da Tranchida, ma il divorzio non li porterà ad aggregarsi in toto ai gruppi di opposizione. Ago della bilancia tra i due fronti contrapposti è il consigliere indipendente Francesco Briale entrato in aula con una delle liste a supporto del sindaco Tranchida, ma che si è avvicinato ai centristi, non tanto però da condividere il divorzio dal sindaco. Anche lui valuterà in aula il voto caso per caso. Ma non è l’unico a pensarla così. L’interesse dei cittadini, la risposta ai loro bisogni, innanzitutto. Niente voti preconfezionati. Apprezzando ampiamente l’iniziativa dei centristi, l’ex presidente del Consiglio comunale Giuseppe Guaiana, senza mai passare il “Rubicone”, si è posto in aula in maniera critica rispetto ai colleghi dell’opposizione: “Ci sono – ha detto – dinamiche politiche legittime, come Mazzeo anche io feci la stessa cosa, ma giammai queste dinamiche possono prevalere sui bisogni dei cittadini”.
Ha poi tirato le orecchie a qualche suo collega su come vengono introdotti in aula temi da gossip, annunci di scandali e veleni, “i pagliacci non mi interessano”. Impossibile quindi non vedere dentro l’opposizione delle marcate incrinature. Tore Fileccia in aula lunedì si è sentito ben chiamato in causa ed ha criticato parecchio Guaiana: “bisogna avere una linea dritta senza usare le mezze frasi, le mezze parole”. Per Guaiana si è trattato di parole anche minacciose, ma Fileccia ha replicato di non aver mai minacciato nessuno. I consiglieri del Pd per bocca di Monica Desideri, hanno chiesto ai centristi di spiegare “per davvero le ragioni della loro scelta…i cittadini meritano trasparenza” ma nel frattempo Desideri ha rivolto l’invito a chi sostiene la Giunta di definire una tabella di marcia “per una gestione amministrativa credibile e utile”.
In questa aula così parecchio frastagliata, politicamente, e davanti a un pubblico fatto da studenti dell’istituto Sciascia Bufalino, lunedì sera è stato intanto approvato il rendiconto 2024.
Nella giornata di ieri ha preferito parlare solo dell’iniziativa che il Comune sta portando avanti con lo chef Giuffrè per esaltare il valore della “busiata trapanese”, un valore per la cultura del territorio. Come a voler dire che rispetto alle diatribe della politica, più importante è parlare semmai del tipico piatto della cucina trapanese.
Detto questo impossibile non fare un’analisi dei fatti.
Tranchida preferisce parlare di progetti e iniziative invece di infilarsi nel surriscaldato agone politico. Ma non c’è dubbio che aparalre a voce alta dovrebbe pure essere la coalizione di Governo nel suo insieme. Frasi del tipo “ritorno a casa di Mimmo (Tutano ndr) figliol prodigo” e “mani sul palazzo” non possono far pensare a un passato quando la politica si faceva con i rancori, con le liste di proscrizione, i buoni e i cattivi, dentro e fuori il Palazzo.
Non c’è dubbio. La campagna elettorale che non si è mai fermata dalle ultime elezioni amministrative del 2023 si è rinfocolata, quasi che ci sono già i candidati in campo. E quindi molti di quelli fuori dalla “sala macchine” della gestione amministrativa ogni giorno ne dicono una di nuova, sparando anche ad alzo zero sugli avversari, la Giunta invece è obbligata a non far proclami e compiere gesti concreti. Da qui l’invito della Pd Monica Desideri che rivolta alla coalizione ha chiesto di definire una “road map”.
Ma a fronte dei buoni propositi è chiaro che a Trapani è in atto un tentativo di ricomposizione di vecchi equilibri di potere in vista delle prossime tornate elettorali. Assistiamo al ritorno di figure già note alla politica locale, accompagnate da movimenti nati negli ultimi mesi (Futuro di Antonini) con l’obiettivo dichiarato di condizionare il governo della città. Movimento che è pparso, scomparso e adesso ritornato con l’annunciato Vaffaday prossimo venturo.
C’è chi vuole buttare odio bollente sul confronto, ci si attende però dalla parte opposta, Pd, Verdi, Controcorrente, e altri della maggioranza che Governa, il rifiuto netto ad assecondare queste dinamiche, ma di combatterle proponendo idee, dalle idee nascono i fiori, non dando spazio a strategie ed accordi di sottobanco! Bisogna, se lor signori vogliono farlo, restare concentrati su un punto: amministrare, realizzare opere, garantire servizi, difendere Trapani da logiche che la vorrebbero subalterna a interessi romani o palermitani. Poi i cittadini giudicheranno. Intanto però fatevi un giro per la città, tra cantieri in corso e opere finite, scuole recuperate, strutture consegnate alla città come il chiostro di San Domenico.
Si è un problema per chi intasa la marina col giro in auto, per chi occupa per ore intere i parcheggi e non permette un turn over. Non si può giudicare l’efficacia di un intervento guardando ad ora con il cantiere aperto. La Brt partirà quando a giugno i lavori finiranno. Poi toccherò organizzare lo scambio tra parcheggi e bus. La città verrà modernizzata e la Brt funzionerà. Così come ci sarà da definire l’accoglienza dei turisti nel centro storico, il Comune deve riattivare il centro di informazioni, i privati pure dovranno dare un contributo, penso all’accoglienza dei crocieristi, che talvolta scendono a Trapani trovando negozi chiusi e non sapendo magari come raggiungere Erice e Segesta i poli turistici per eccellenza, o ancora altre città come Marsala e Mazara, lì forse un ruolo di coordinamento può farlo il Libero Consorzio dei Comuni e il presidente Quinci. Gibellina è la capitale italiana dell’arte contemporanea, provate a cercare al porto indicazioni utili per raggiungerla, non ce ne sono.
Insomma c’è da sbracciarsi e lavorare sul serio, chi vuol fare altro continui a pensare a scrivere articoli per i peggiori giornali scandalistici