Politica
Trapani – La Sicilia boccia sonoramente la riforma il No supera il 60%. Anche la provincia di Trapani fa la sua parte. Definitivo il dato dello spoglio di Trapani con 67 sezioni scrutinate su 67. Il No al 59,39%, il Sì al 40,61%.
Provincia di Trapani:
Valderice – SÌ: 38,78% – NO: 61,22%; Calatafimi Segesta SI: 35,96% – NO: 64,04% ; San Vito Lo Capo: Si 44,35% – NO 55,58%; Custonaci: SI 43,49% – NO 56,51 %; Erice: SI 40,73% – NO 59,27%; Paceco: SI 40,60%- NO 59,40%; Misiliscemi: SI 42,46%- NO 57,54%;Trapani: SI 40,61% – NO 59,39%; Marsala: SI 41,87% – NO 58,13%; Mazara del Vallo: SI 39,68% – NO 60,32%; Alcamo: SI 39,44% – NO 60,56%; Castelvetrano: SI 42,77% -NO 57,23%; Buseto Palizzolo: SI 36,92% – NO 63,08%; Salemi:SI 37,95% – NO 62,05%; Castellammare del Golfo: SI 41,31% – NO 58,69; Petrosino: SI 41,92% – NO 58,08%; Gibellina: SI 32,63% – NO 67,37%; Santa Ninfa: SI 36,62% – NO 63,38%; Salaparuta: SI45,39% – NO 54,61%; Poggioreale: SI 39,77% – NO 60,23%; Vita: SI 44,73% – NO 55,27%; Campobello di Mazara: SI 56,01% – NO 43,99%; Favignana: SI 48,53% – NO 51,47%.
Il No si avvia a prevalere, con un margine più marcato in Sicilia rispetto alla media italiana.
Parla di “Risultato schiacciante del No è avviso di sfratto a Schifani e centrodestra” il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, ” ben oltre qualunque previsione”.
“Siamo di fronte ad un risultato schiacciante del NO, ben oltre qualunque previsione. In alcune realtà siciliane i voti per il No sono il doppio rispetto al Si e complessivamente il dato percentuale siciliano è in linea con quello nazionale. E’ il frutto di una grande mobilitazione che ci ha visto in prima linea, pancia terra, con oltre 100 appuntamenti in ogni angolo della Sicilia. Ma soprattutto questo è un avviso di sfratto a Renato Renato Schifani, al suo governo e al centrodestra. Sono stati travolti da scandali di ogni tipo, in particolare quelli giudiziari e speravano nell’impunità, stravolgendo la Costituzione per colpire la magistratura. Gli è andata male, anzi malissimo”.
“Hanno provato a smontare la Costituzione per interessi di bassa bottega, gettando fumo negli occhi dei cittadini, avvelenando i pozzi della corretta informazione e gli è andata male, malissimo. Oggi vincono le ragioni dei Padri costituenti e dei semplici cittadini. Da tutta Italia e dalla Sicilia in particolare arriva un sonoro schiaffo all’arroganza delle destre che ci hanno messo la faccia, perdendola irrimediabilmente. I nettissimi numeri siciliani bocciano non solo una pessima riforma ma anche il governo Schifani, incapace, improduttivo, inutile e dannoso. Ringraziamo i cittadini che hanno capito l’importanza della posta in gioco che il presidente Conte, il M5S e il M5S Sicilia hanno sottolineato in tutti i modi e in tutte le sedi anche con grandi mobilitazioni in lungo e largo per la Sicilia. Da qui parte il conto alla rovescia per lo sfratto di Schifani e dei partiti che lo sostengono”.
“Ci saranno conseguenze politiche? Al momento mi interessa molto poco, in tutta sincerità.
La partita è stata durissima, sarà interessante leggere il dato sul voto giovanile. Ma mai prima di questa volta ho provato persona per persona a spiegare le motivazioni specifiche del mio voto contrario a questa riforma e dei rischi connessi di fronte ad una eventuale conferma. Sarò ingenuamente romantico, ma forse la Costituzione, ancora oggi, non è un optional per gli italiani. E, rispetto al voto in #sicilia (dove ha nettamente vinto il #No), credo che la storia abbia anche fatto la sua parte, una storia drammatica, buia, ma che ci ha insegnato molto. Mi auguro che la prossima volta che si affronta il tema della #giustizia, lo si affronti sul serio e sui temi veri che la riguardano, invece di giocare con la Costituzione, con l’autonomia e l’indipendenza e con l’organizzazione dei magistrati”.