Politica
Trapani – di Rino Giacalone – La minoranza di centrodestra di Palazzo Cavarretta si gonfia il petto e reclama il riconoscimento politico di essere diventata maggioranza dopo l’ultima seduta consiliare di giovedì scorso. Questo in effetti racconta l’esito dei lavori consiliari, ma prima di parlare di ribaltone bisognerà attendere il voto su delibere certamente più importanti rispetto a quella discussa giovedì e sulla quale ha prevalso l’opposizione.
E’ accaduto che per ben due volte la maggioranza è stata bocciata, nella stessa seduta, e su due proposte arrivate dai suoi banchi, dall’ex assessore Vincenzo Guaiana. Guaiana ha visto dapprima respinta la proposta di contingentare i tempi di intervento, riducendoli a cinque minuti. A votare contrari con l’opposizione sono stati tra gli altri, dai banchi della maggioranza, Francesco Briale e la neo assessora, ex “Trapani Tua”, Giusi Ilenia Poma, ma anche lo stesso presidente del Consiglio comunale Alberto Mazzeo. E se per il voto di Mazzeo, identico a quello di Carpinteri, tutti e due centristi, non c’è sorpresa, considerato che si vanno sfilacciando i loro rapporti con la coalizione di governo, hanno destato sorpresa gli altri due voti contrari. L’assessora Poma nella pausa dei lavori ha tenuto a ribadire che non si tratta di un voto politico, ma di una decisione tecnica, non riconoscendo la necessità di contingentare i tempi e semmai riconoscendo all’aula la maturità ad affrontare un confronto senza sforare. Ma il dramma politico della maggioranza si è ripetuto pochi attimi dopo, quando è stata posta in trattazione ancora una proposta, deliberativa, firmata sempre dal consigliere Vincenzo Guaiana, per modificare l’articolo 46 del regolamento, circa la riduzione da un’ora a mezz’ora dei tempi che per ogni seduta vengono riservati alle interrogazioni. Ancora una volta la maggioranza si è trovata a diventare minoranza, con l’adesione di Mazzeo, Carpinteri e Briale al voto contrario sollevato dall’opposizione.
Se c’era bisogno di una cartina di tornasole, le due votazioni provano il malessere che pervade per adesso Palazzo Cavarretta. Dove , c’è da dire, la minoranza se può sostenere di aver vinto in base ai numeri raccolti, deve anche guardarsi bene al proprio interno. Occhi puntati sull’ex presidente del Consiglio comunale Giuseppe Guaiana (gruppo Amo Trapani) che ancora una volta ha preferito lasciare la seduta d’aula ancora prima che si passasse alla fase delle votazioni. Se la posizione di Guaiana non è al momento esternata chiaramente, guardando all’azione posta in essere viene da pensare che lo schieramento di minoranza gli comincia a star stretto.
La china che l’aula va prendendo però sembra non impensierire poi tanto il sindaco Tranchida. Da Palazzo D’Alì rimbalza voce che l’amministrazione non si sente ne colpita ne affondata.
Tutto questo accade mentre in aula dovrebbero arrivare presto il documento preliminare al Piano urbanistico generale e il consuntivo 2024, argomenti sui quali lavorano alacremente rispettivamente gli assessori Pellegrino e Abbruscato.
Stasera nuova seduta consiliare.