Attualità
Trapani – C’è preoccupazione in ambienti della politica locale per la vertenza aperta dai giornalisti dell’emittente Telesud.
Sinistra Italiana prima e Pd dopo hanno espresso piena solidarietà e sostegno alle giornaliste, ai giornalisti, alle lavoratrici e lavoratori di Telesud, a fronte del mancato pagamento di due mensilità e della tredicesima 2024, oltre a una prospettiva occupazionale sempre più incerta.
“Situazione grave e preoccupante – dice Sinistra Italiana – a fonte anche dell’ipotesi di liquidazione della società e una riorganizzazione aziendale decisa senza alcun confronto reale con i lavoratori. Ancora più inquietante è la rimozione dal sito ufficiale di Telesud della nota con cui i giornalisti rendevano pubblica la loro protesta. Un atto che è una vera e propria censura da parte dell’editore e che colpisce non solo i lavoratori, ma anche il diritto dei cittadini a essere informati in modo trasparente”. Per Sinistra Italiana sono evidenti le contraddizioni dell’editore: “Colpisce inoltre il netto contrasto tra le dichiarazioni rilasciate dall’editore nel 2023, quando Telesud veniva presentata come un asset strategico per lo sviluppo editoriale e comunicativo del territorio, e la situazione attuale, fatta di stipendi non pagati e assenza di certezze. La responsabilità di tutto questo è imputabile interamente a scelte strategiche sbagliate da parte della dirigenza. A pagare il prezzo di questa gestione sono, ancora una volta, le lavoratrici e i lavoratori. Non è certo un bello spettacolo quello offerto da chi, fino a ieri, predicava una presunta superiorità nel rilanciare il nostro territorio con idee e soluzioni che avrebbero dovuto portare prosperità e occupazione. Oggi, invece, quella narrazione si infrange contro la realtà, è questo, signor Antonini, il suo “FUTURO”?”.
Sottolineatura con evidenza rivolta al nome che Antonini ha dato al movimento nel frattempo fondato.
“Non è una semplice vertenza aziendale” dicono frattanto dal Pd. “È, al contrario – si legge in un comunicato diffuso ieri sera – uno specchio fedele di una fragilità più profonda che attraversa il sistema dell’informazione locale e, con esso, la qualità della vita democratica delle nostre comunità. In una città in cui il numero degli editori è estremamente limitato, l’assenza di un reale pluralismo informativo finisce per comprimere, spesso in modo silenzioso, la libertà dei giornalisti. Quando i mezzi di informazione sono pochi e concentrati, il diritto ad informare ed ad essere informati rischia di diventare subordinato ad altri interessi, che nulla hanno a che vedere con il servizio pubblico che il giornalismo è chiamato a svolgere”.
Su questo aspetto, Trapani Oggi, a scanso di equivoci, rivendica propria piena libertà nel diritto dovere di informare, nessuna subordinazione a nessuno, né persone né interessi, le firme garantite ogni giorno dal direttore responsabile e dalla redazione, sono libere e non condizionabili! Ma non siamo qui a mettere la testa sotto terra come gli struzzi. Riconosciamo che nell’informazione locale esiste un quadro critico. Talvolta anche per azioni sbagliate della categoria. Che comunque non merita risposte tra ingiurie e offese.
“Il mancato pagamento del lavoro – dicono ancora dal Pd – non è solo una violazione di diritti elementari, ma diventa inevitabilmente un fattore che incide sull’autonomia professionale. Un giornalista che vive nell’incertezza economica è un giornalista meno libero, esposto a pressioni, costretto a misurare ogni parola per non “scomodare il padrone. È una condizione che impoverisce non solo chi lavora nell’informazione, ma l’intera collettività.
“Siamo dinanzi a gesti – concludono dal Pd – che vanno oltre il conflitto sindacale e assumono un significato politico preciso: la cancellazione di una voce scomoda, la negazione della trasparenza, il tentativo di controllare il racconto dei fatti anche quando quei fatti riguardano i diritti dei lavoratori dell’informazione stessa. In territori come il nostro, dove l’informazione locale rappresenta spesso l’unico presidio di controllo democratico, ogni compressione della libertà di stampa ha effetti diretti sulla partecipazione civica e sulla possibilità dei cittadini di formarsi un’opinione consapevole. Non si tratta, dunque, di difendere una singola redazione, ma di affermare un principio generale: senza giornalisti liberi e tutelati non esiste una comunità davvero informata, e senza una comunità informata la democrazia si indebolisce”.
Infine: “Il tema dell’informazione locale, del lavoro giornalistico e della trasparenza editoriale devono tornare al centro del dibattito pubblico. La crisi di Telesud è un segnale che non può essere ignorato, perché parla di diritti negati, di lavoro svalutato e di un sistema dell’informazione che rischia di perdere la sua funzione più alta: raccontare la realtà senza condizionamenti, nell’interesse esclusivo dei cittadini. Difendere la dignità del lavoro giornalistico significa difendere la libertà di tutti”.