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    “2026”, Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea
    L'inaugurazione il 15 gennaio, anniversario del terremoto che nel 1968 distrusse Gibellina e la Valle del Belìce
    Laura Spanò1 Gennaio 2026 - Attualità
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    Gibellina  – Gibellina è pronta per essere la prima Capitale italiana dell’Arte Contemporanea. L’inaugurazione il 15 gennaio, anniversario del terremoto che nel 1968 distrusse Gibellina e la Valle del Belìce. La Regione Sicilia sosterrà l’evento con 3 milioni di euro.

    Il programma si intitola “Portami il futuro”. Ricco e articolato il calendario – affidato alla direzione artistica di Andrea Cusumano e  costruito come un sistema diffuso di eventi. Sono previste mostre, video-installazioni dialoghi tra grandi protagonisti dell’arte contemporanea, residenze artistiche, arti performative – teatro, danza, musica e cinema laboratori. Gibellina ospiterà per tutto il 2026 simposi, conferenze e giornate di studio, performance site-specific. 

    Il riconoscimento però riguarda non solo Gibellina, nata per volontà dell’allora sindaco visionario Ludovico Corrao che la volle ricostruita a 18 km dal vecchio sito, una scelta che segnò una frattura profonda con il passato, e che aprì anche a un esperimento senza precedenti. Ma riguarda l’intera Valle e, di riflesso, per tutta la Sicilia occidentale. L’ex senatore Ludovico Corrao immediatamente dopo il sisma, chiamò artisti e architetti da tutta Italia, che riuscirono a reinventare la città. Risposero al suo richiamo nomi come:  Alberto Burri, Pietro Consagra, Carla Accardi, Renato Guttuso, Ludovico Quaroni, Mario Schifano, Mimmo Rotella, Franco Purini e tanti altri.

    Gibellina divenne così un caso unico in Europa: una città-museo, con piazze, installazioni e architetture contemporanee integrate nello spazio urbano, un patrimonio artistico enorme rispetto alla popolazione residente.

    Tra le motivazioni che hanno indotto il Ministero della Cultura a scegliere Gibellina si annoverano la capacità di riattivare uno straordinario patrimonio artistico, con opere che coniugano presente passato e futuro, di coinvolgere i giovani, di stringere collaborazioni con istituzioni pubbliche e private, italiane e internazionali; e, non ultima, la sua capacità di essere un città opera e una città da abitare.

    Al centro di tutto simbolo della rinascita il Grande Gretto di Burri realizzato sul sito della vecchia Gibellina distrutta. Una distesa di cemento bianco a coprire le macerie seguendo il tracciato delle antiche strade, oggi luogo di memoria ma anche di rinascita, luogo che ogni anno accoglie eventi teatrali straordinari.

    Nella nuova città è possibile invece ammirare il Museo d’Arte Contemporanea, con le oltre duemila opere, e accanto a questo, la rete di installazioni urbane che rendono Gibellina un catalogo di architettura moderna a cielo aperto.

    Un capitale culturale quello di Gibellina che oggi viene riconosciuto a livello nazionale, riconoscimento che va attribuito a chi ebbe la felice intuizione di farla diventare tale: Ludovico Corrao.

    L’obiettivo di Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea è chiaro: non sarà solo un anno celebrativo ma un percorso che colleghi memoria, arte contemporanea e comunità. Il programma infatti coinvolgerà anche la rete dei Comuni della Valle del Belìce e i numerosi centri della provincia di Trapani, propiziando un ampio partenariato nazionale e internazionale, per attrarre sul territorio artisti, operatori culturali e visitatori dall’Italia e dal mondo.

    Insomma il 2026 – Gibellina Capitale dell’Arte Contemporanea –  può diventare un momento di rilancio per tutto il Belìce e la provincia di Trapani.

    Sotto la supervisione di Cusumano, la programmazione si avvarrà del contributo dei co-curatori Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta e del coordinatore del progetto Antonio Leone, oltre al Comitato curatoriale di supporto-composto da Antonella Corrao, Arianna Catania, Alfio Scuderi e Giuseppe Maiorana e con il supporto del Comitato Scientifico formato da Antonia Alampi, Achille Bonito Oliva, Marco Bazzini, Michele Cometa, Hedwig Fijen,Claudio Gulli,Teresa Macrì e Maurizio Oddo.

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