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    Una richiesta irricevibile
    Mafia, Scialandro: oggi riprende il processo. All’ultima udienza la dirigente dei servizi sociali ha raccontato della proposta dell’assessore Monteleone per retrodatare le relazione sui buoni spesa Covid
    Rino Giacalone24 Settembre 2026 -
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  • tribunale trapani

    Trapani – di Rino Giacalone – Una dirigente rimossa dall’ufficio per le sue frequentazioni politiche. Accadeva anche questo a Custonaci nel periodo del governo della città affidato alla giunta guidata dal sindaco Giuseppe Morfino e dove a fare da vice sindaco per un periodo fu un soggetto espressione diretta della “famiglia” mafiosa locale, Carlo Guarano. L’indagine antimafia “Scialandro”, sulle famiglie mafiose organizzate tra Trapani, Valderice e Custonaci, ha fatto emergere anche questa circostanza. Guarano, nel frattempo, col rito abbreviato, è stato condannato per la sua partecipazione a Cosa nostra. Oggi riprende il processo, col rito ordinario. Il dibattimento all’ultima udienza ha raccolto la testimonianza della dirigente dei servizi sociali del Comune di Custonaci, Vitalba Simone. La testimone ha raccontato che da dirigente dell’ufficio servizi sociali ha dovuto cedere il posto ad altra collega, di categoria inferiore, nel momento in cui Morfino, vinto un ricorso, subentrò a Bica. E di aver chiesto spiegazioni all’assessora ai servizi sociali Emanuela Mazzara: “…mi rispose che l’amministrazione non gradiva che io frequentassi al di fuori dell’ufficio l’opposizione”. Tra gli episodi citati dalla Simone l’incontro con il mafioso Giuseppe Costa, condannato per il sequestro di Giuseppe Di Matteo, e poi riarrestato e di recente tornato in cella dopo un periodo di libertà. “Venne in ufficio chiedendo di svolgere attività di volontariato, non sapevo chi fosse, lo venni a sapere dopo, lui tornò e gli feci presente che aveva una pena da scontare, l’attività chiesta è riservata solo a chi ha esecuzioni penali esterne”. Poi la testimonianza si è soffermata sulla gestione dei buoni spesa Covid. Al Comune ne vennero assegnati parecchi per un valore di 120 mila euro.

    “Avevo chiesto l’assegnazione delle pratiche per la valutazione visto che trattandosi di un beneficio economico alla base ci sta sempre la valutazione socio-economica e familiare del nucleo assegnatario, e la collega mi disse che poteva svolgere questo compito, non implicava il mio coinvolgimento, per cui fu lei ad assegnare questi buoni, salvo poi…”. Accadde infatti che l’opposizione consiliare fece una richiesta di accesso agli atti, ma ci fu anche un interessamento investigativo della Guardia di Finanza: “a quel punto – ha proseguito – mi fu chiesero le relazioni retrodatate”. Venne convocata quasi dall’intera giunta: “Fui chiamata in una stanza in cui era presente l’allora vice sindaco Enzo Monteleone, Carlo Guarano, il sindaco Morfino, l’assessore alle politiche sociali Mazzara…a parlare fu Monteleone, ma io mi rifiutai di fare quello che mi chiedevano”.

    Nell’ultima udienza è stato sentito anche l’imprenditore agricolo Vincenzo Gambino. Davanti al cancello della sua azienda, a Valderice, contrada Chiesanova, un giorno trovò un sacchetto con dentro la testa di un maiale. Sembra che si trattava di un tentativo per intimidirlo mentre si stava occupando dell’acquisto di alcuni terreni.

     

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