Calcio
Trapani – Nuovo capitolo nella controversia sullo Stadio Provinciale di Trapani. La F.C. Trapani 1905, attraverso un comunicato ufficiale diffuso questa mattina, annuncia che il Tribunale di Trapani avrebbe chiuso, con un provvedimento del 30 ottobre, il procedimento di sfratto promosso dal Libero Consorzio Comunale, disponendo anche la condanna dell’ente al pagamento delle spese di giudizio.
Una notizia che, secondo la società granata, rappresenterebbe un passaggio importante nella lunga vicenda relativa alla gestione dell’impianto sportivo, ma sulla quale rimangono da chiarire diversi aspetti amministrativi e giuridici.
È opportuno precisare che le informazioni riportate in questo articolo provengono esclusivamente dal comunicato della F.C. Trapani 1905 e rappresentano la ricostruzione e la posizione della società. Non si tratta di una comunicazione del Tribunale, del Comune di Trapani o del Libero Consorzio. TrapaniOggi riporta quanto dichiarato dal club senza assumere come definitivamente accertate le sue interpretazioni giuridiche, le rivendicazioni economiche e le conseguenze prospettate. Ogni aspetto dovrà essere verificato attraverso gli atti ufficiali e le valutazioni degli organi competenti, ferma restando la possibilità di replica delle istituzioni coinvolte.
Nel documento, la società sostiene che il Tribunale abbia riconosciuto la natura concessoria, e non locativa, del rapporto relativo allo Stadio Provinciale.
Secondo quanto riferito dal club, tale interpretazione sarebbe stata ricavata anche dagli atti prodotti dal Libero Consorzio, tra cui la determina n. 662 del 2024, il verbale di consegna del 27 febbraio 2025 e una comunicazione del 1° giugno 2026 nella quale la società sarebbe stata indicata come concessionaria.
La F.C. Trapani 1905 ritiene quindi che la controversia non potesse essere affrontata attraverso un ordinario procedimento di sfratto, richiamando precedenti giurisprudenziali relativi alla gestione degli impianti sportivi pubblici.
Si tratta, tuttavia, di considerazioni espresse dalla società, i cui effettivi risvolti dovranno essere valutati alla luce del contenuto integrale del provvedimento giudiziario.
Uno degli aspetti principali del comunicato riguarda la durata della concessione.
La società sostiene di avere titolo per utilizzare lo Stadio Provinciale fino al 26 febbraio 2027, facendo riferimento al verbale di consegna del febbraio 2025, che avrebbe previsto una durata annuale rinnovabile per un ulteriore anno.
Secondo il club, alla scadenza della prima annualità il Libero Consorzio non avrebbe adottato provvedimenti formali di diniego, revoca o decadenza.
Altra questione controversa riguarda l’importo richiesto per l’utilizzo dell’impianto.
La F.C. Trapani 1905 contesta la somma di 256.500 euro, sostenendo che comprenderebbe impropriamente anche il valore stimato della concessione, quantificato in 240.000 euro di incassi presunti.
A giudizio della società, il canone annuale previsto per la Serie D sarebbe invece pari a 5.500 euro.
Il club ha annunciato l’intenzione di versare entro il 20 novembre la somma di 11.269,13 euro, IVA inclusa, indicata come importo dovuto per la seconda annualità.
Anche su questi aspetti sarà necessario conoscere la posizione del Libero Consorzio e verificare gli atti amministrativi che regolano il rapporto tra le parti.
Particolare interesse suscita il passaggio del comunicato dedicato alla prossima partita casalinga contro l’Atletico Palermo.
La F.C. Trapani 1905 annuncia la volontà di disputare l’incontro allo Stadio Provinciale a porte aperte, prevedendo un biglietto unico da 5 euro per tutti i settori.
La società riferisce di avere trasmesso una comunicazione formale tramite PEC al Libero Consorzio e, per conoscenza, alla Questura, alla Prefettura, al Comune di Erice e alla Lega Nazionale Dilettanti.
Alla Questura sarebbe stata inoltre richiesta la convocazione del tavolo tecnico per la sicurezza della partita.
Al momento, tuttavia, il ritorno del pubblico allo Stadio Provinciale non può considerarsi definitivamente autorizzato. La stessa società precisa che data, orario e modalità di vendita dei biglietti saranno comunicati soltanto dopo il necessario via libera delle autorità competenti.
Il club annuncia inoltre che eventuali provvedimenti del Libero Consorzio diretti a impedire lo svolgimento della gara saranno contestati davanti al TAR, con richiesta urgente di sospensione e di risarcimento dei danni.
Nel comunicato trova ampio spazio anche la questione degli investimenti effettuati all’interno dello Stadio Provinciale.
La F.C. Trapani 1905 dichiara di avere sostenuto lavori per oltre due milioni di euro, che sarebbero documentati da fatture e già sottoposti all’esame del Tribunale.
La società richiama inoltre un sopralluogo della Commissione provinciale di vigilanza dell’8 settembre 2023, al quale avrebbe partecipato anche un rappresentante del Libero Consorzio.
A questi investimenti il club aggiunge una propria stima di circa un milione di euro di danni, che ritiene di avere subito per le partite non disputate nell’impianto e per le conseguenze delle controversie degli ultimi due anni.
È importante sottolineare che si tratta di importi e pretese risarcitorie indicati dalla società, non di somme che risultino già riconosciute o liquidate da un’autorità giudiziaria sulla base della documentazione attualmente disponibile.
La F.C. Trapani 1905 annuncia anche la presentazione di un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti per la Sicilia, affinché vengano valutate eventuali responsabilità legate alle spese giudiziarie sostenute dal Libero Consorzio.
Prevista inoltre una segnalazione all’Assessorato regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica.
Anche in questo caso si tratta di iniziative annunciate dal club, il cui eventuale seguito dipenderà dalle valutazioni delle autorità competenti.
La società collega la controversia dello Stadio Provinciale a quella relativa al PalaShark, impianto al centro di un’altra vicenda amministrativa e giudiziaria.
Nel comunicato viene indicata un’udienza davanti al TAR Sicilia per lunedì 3 novembre. La data riportata dalla società richiederà una verifica, poiché il 3 novembre 2026 cade di martedì.
Secondo la F.C. Trapani 1905, le due situazioni presenterebbero analogie per quanto riguarda gli investimenti privati realizzati negli impianti e le successive controversie con gli enti pubblici.
Il club esprime inoltre critiche nei confronti delle amministrazioni coinvolte, attribuendo loro responsabilità politiche nella gestione delle vicende.
Nonostante i toni decisi del comunicato, la società dichiara di rimanere disponibile a un accordo per una concessione di lunga durata, che tenga conto degli investimenti effettuati e consenta di chiudere i contenziosi.
La parte conclusiva del documento è rivolta ai sostenitori del Trapani, con un invito a ritrovare unità attorno alla squadra dopo mesi di tensioni.
La società auspica il ritorno di uno Stadio Provinciale pieno di tifosi e invita la Curva Nord e l’intera tifoseria granata a sostenere nuovamente la squadra in maniera compatta.
In riferimento alla manifestazione prevista per oggi, 31 ottobre, il club rivolge inoltre un appello affinché tutto si svolga con civiltà e senza tensioni.
«Ci vediamo al Provinciale. Forza Trapani», è il messaggio con cui si conclude il comunicato ufficiale.
Il comunicato della F.C. Trapani 1905 segna un nuovo passaggio nella controversia sulla gestione dello Stadio Provinciale, ma non consente, da solo, di considerare definitivamente risolte tutte le questioni ancora aperte.
Per comprendere la reale portata della decisione annunciata sarà necessario esaminare il provvedimento del Tribunale, verificare la situazione amministrativa della concessione e conoscere le eventuali determinazioni del Libero Consorzio e delle altre autorità interessate.
Sul piano sportivo, l’attenzione rimane concentrata sulla possibilità di tornare a disputare le partite casalinghe davanti al pubblico granata.
TrapaniOggi continuerà a seguire gli sviluppi della vicenda, dando spazio alle comunicazioni ufficiali e alle posizioni di tutte le parti coinvolte, nel rispetto della necessaria distinzione tra dichiarazioni della società, provvedimenti giudiziari e decisioni delle istituzioni competenti.